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Casamadre, trionfo a Pitti Uomo

david parisi e alessia crea«Alessia, sai, ho letto su Vogue di un concorso, mhhh “Who’s On Next?”, mi pare. Perché non partecipi». Io le avevo detto proprio così, circa dodici mesi fa. Ma la dolce Alessia mi aveva risposto che sarebbe stato troppo difficile il solo pensare di partecipare.

E invece. Ecco ci qui, appena un anno dopo e “Casamadre” il marchio calabrese di Alessia Crea e David Parisi, trionfa in assoluto al concorso di giovani talenti della moda, a Firenze, lo scorso 18 giugno.

E’ arrivato alla quinta edizione, “Who’s On Next?” (Chi sarà il prossimo? nds) l’evento promosso da Pitti Immagine Uomo (fiera internazionale dedicata all’abbigliamento maschile), Altaroma e “L’Uomo Vogue” ha ormai messo radici profonde. Vittoria per un brand, Casamadre” che aspira ad essere “contemporaneamente attuale”.
«Siamo rimasti increduli anche nel momento della proclamazione, è una gioia grandissima. E pensare che ci hanno chiesto di partecipare». In gara sette giovani fashion designer emergenti, i più interessanti, quelli che, con molta probabilità, diventeranno i “big” del futuro.

Le creazioni dei sette finalisti sono state presentate al pubblico nel Padiglione Centrale a Firenze, in un suggestivo allestimento creato ad hoc dall’architetto Alessandro Moradei. Alla fine, dopo attenta osservazione, la giuria composta da top buyer, giornalisti e opinion maker, ha premiato ex-aequo gli accessori di Casamadre e SuperDuper Hats. Sul podio i calabresi di Casamadre, lo shoe-brand che ha convinto la giuria «e questo ci da molta carica» chiariscono i giovani palmesi vincitori. «Si parte dall’identificare il nuovo scenario della collezione, il nuovo mood, le linee guida; dopo approcciamo il prodotto, si ritorna alla scelta dei materiali, e dopo aver il quadro ben preciso e lo scenario ben chiaro definiamo tutti i prodotti».

Tutti insieme i vincitori del primo premio

Tutti insieme i vincitori del primo premio

Particolare l’ispirazione al circo, nella versione classica, d’antan, con movenze e tocchi di modernità, che ha caratterizzato gli accessori per la collezione di scarpe da uomo («le creazioni da donna – specifica la Crea – usciranno nel mese di luglio e, a settembre, saranno in vendita»). Dunque scarpe con le punte rosse che sottolineano un’assonanza con il naso dei pagliacci, sorta di make up del circo, evidenziato «principalmente dai volumi che ricordano i pagliacci». Atmosfere vintage, linee e forme sproporzionate ad hoc, colori giocosi. Accanto a “Casamadre” vincono anche i cappelli di “SuperDuper Hats”, fondato nel 2010 da Matteo Gioli e Ilaria e Veronica Cornacchini, rigorosamente hand-made pensati per un uomo un po’ vagabondo e avventuroso. Tra i premi che toccheranno ai vincitori tre showroom a Milano, Londra e Parigi, regni in cui la moda fa da padrona; e ancora una sfilata, nel mese di gennaio, a Firenze, in occasione di Pitti Uomo, una piccola ricompensa economica da parte di Vogue; mentre yoox.com offre ai vincitori una visibilità speciale supportando i designer nella realizzazione delle loro collezioni e offrendo loro una vetrina internazionale unica per gli accessori creati in esclusiva. «“Casamadre” è un mood calabrese , sin da quando è nato il marchio abbiamo pensato di imprimergli un mood calabrese, un accostamento alla tradizione, intesa non come un legame (familiare) di sangue, ma come appartenenza alle esperienze forti di cui si diviene parte nel corso della vita». Tra i progetti in fieri di “Casamadre” «Stiamo sperimentando entrambi il mondo dell’immagine nel cinema, sperando di poter mettere assieme e dar corpo a un progetto molto presto».

Gabriella Lax
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Secondo lo stile Crea

La leggerezza dei tessuti è la parola d’ordine. Gli abiti sono soffi d’ali che si accendono, a tratti, di colore, altre volte, invece, si lasciano distrarre da piccoli pois. Nella settimana della moda della “Milano da vivere” finalmente posso toccare con mano gli abiti di Alessia Crea, stilista calabrese che espone nella sala Donizzelli di palazzo Giureconsulti. “Bed sheep rope. Escape. Basta rientrare prima che faccia giorno” il tema degli abiti. Le quattro modelle sono li, davanti a me, passeggiano lasciandosi fotografare e mostrando le creazioni dell’ultima collezione per la primavera/estate 2013.Visto che si tratta di un rinfresco, arrivo proprio nel momento in cui le bellissime indossatrici decidono di fare uno spuntino.

Delle creazioni di Alessia mi aveva sempre colpito la sobrietà, mai nulla banale. Quello che ho visto è una conferma ulteriore del talento, premiato più volte dalla camera nazionale della Moda di Milano. E la stilista racconta cosa l’ha ispirata in questa collezione. «E’ la storia di una fuga nella notte per raggiungere un party proibito e di come scappare riesca a rendere tutto più interessante». Dunque si parte dal’idea base «di un abito «inventato per l’occasione, trasformando realmente un abito classico e molto rigoroso, in un abito da sera femminile e personale».

Il punto di partenza individuato dalla stilista è un abito che sembra provenire dal mondo collegiale «Divise e camicie da notte che, attraverso interventi eseguiti quasi sul capo indossato, divengono per incanto abiti da sera». Via le maniche, la blusa in qualche caso, scompare del tutto, la biancheria colorata viene usata e mostrata come accessorio. Gli abiti sono fortemente sensuali poiché animati da ampi spacchi e profonde scollature che donano sensualità alle lunghezze.

Si arriva a completare il look finale tramite un lavoro di “sottrazione”. Le tinte classiche ed istituzionali, quali il bianco ed il blu, vengono accostate a note più accese, colorando biancheria esposta in questo processo di esaltazione della femminilità. «I tessuti naturali, come la seta, nelle sue forme più pure, dal crepe de cine, al cadì, ai microprints a jacquard offrono una innovativa reinterpretazione del classico».

Gabriella Lax

Alessia Crea, nomen omen


A fascicoli, faldoni ed udienze ha preferito le passerelle. “Nomen omen”. Chissà quante volte glielo avranno ripetuto negli ultimi anni ma Alessia Crea, che tra poche ore sfilerà con le sue creazioni alla Fashion week di Milano, è un vero talento. Creatività sopita, per anni rimasta dietro i libri. Da Palmi a Messina per studiare giurisprudenza e laurearsi a pieni voti e poi (mia cara t’invidio, non sai quanto!) via fino a Milano, all’Istituto Europeo del Design per diventare (certificata) stilista, della durata di tre anni. Già durante il corso di studi fa tirocinio nella sede milanese della casa di moda di Antonio Marras e li resta per qualche anno imparando tutto quel che c’è da sapere per iniziare ad aprire le ali per volare. La sua verve creativa la porta a vincere, per ben due volte, l’ultima edizione di Netx Generation, il concorso per giovani talenti della Camera nazionale della moda.Da qualche tempo, insieme al fidanzato, ha creato “Casamadre”, brand di calzature per uomo e donna.
Cosa sognavi di fare “da grande”?
«Ovviamente questo lavoro: la stilista (nds ride). Da bambina vestivo le bambole, ma prima l’ho sempre visto come un hobby. Ho frequentato il liceo classico e poi mi sono laureata in giurisprudenza perché, nonostante l’amore per la moda, non volevo lasciare a metà il corso di studi universitario. Nella vita c’è sempre tempo per fare tutto. Da Antonio Marras ho imparato veramente tanto su come si sta sul campo: come nasce una sfilata, cosa succede dietro le quinte e, ancor prima durante la preparazione. Ho lavorato anche per Custome National, brand di borse italiano e per il marchio Moi Multiple. Il salto di qualità è arrivato vincendo i concorsi».
Calabrese di Palmi, si fa più fatica ad emergere dal Sud?
«Devo proprio dire di sì. Per forza per emergere bisogna andare fuori».
Come immagini una collezione?
«Le mie fonti d’ispirazione sono le persone che incontro tutti i giorni, i viaggi che ho fatto. Solitamente parto da una donna che mi colpisce e poi passo ai colori, ai volumi e così sviluppo le mie idee intorno. Mi hanno ispirata gli abiti talari, maschili e femminili, ne ho studiato i dettagli, le lunghezze, i tessuti, da un punto di vista tecnico. E ancora il mondo marino ed un mio viaggio in Giappone».
Che tipo di donna riesce ad ispirarti?
«Penso una donna artista: fotografa, pittrice perché sono donne che percepisco come libere e aperte di mentalità».
Il tuo stilista?
«Antonio Marras e Prada tra gli italiani. Poi certamente Alexander McQueen”.
Negli abiti sembra puntare soprattutto sui volumi, o sono solo una parte del gioco di stile?
«Amo gli abiti ampi, con molto tessuto, e studio, in particolare, la struttura degli abiti, appoggiandone prevalentemente il peso sulle spalle. Ma mi piacciono i contrasti tra i materiali diversi tra loro».
C’è qualche tessuto che prediligi?
«Certamente la seta, la ricchezza delle stoffe giapponesi ed il velluto».
Dalla moda si può ricavare una ricetta anticrisi?
«La moda è lo specchio dei tempi, riesce ad adattarsi in maniera duttile al periodo di crisi ed a cambiare in base al momento storico».

Gabriella Lax