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“Metropolis”. Primo consiglio: impegno per i territori all’insegna del “volemose bene”

metropolis generaledi Gabriella Lax

Un esperimento politico ambizioso ma concreto. Così ci piace definire la città metropolitana di Reggio Calabria. Oggi a palazzo “Alvaro”, l’ex sede della Provincia di Reggio Calabria, si è svolta la prima seduta dell’organismo che è nato lo scorso 7 agosto con le elezioni “formali” dei consiglieri. Formali perchè considerate le premesse la vittoria per percentuale dei partiti di Pd e centrosinistra era cosa certa. Sollecita lo “Spirito d’azione costituente”, il sindaco della città metropolitana, Giuseppe Falcomatà e spiega “La riforma favorisce l’unione dei comuni senzache possano perdere la loro singola identità”. Il suo intervento è un lineare parallelo tra l’origine del “Manifesto di Ventotene” (celebrato in queste ore) di Altiero Spinelli, fulcro primario dell’Europa libera e unita e il costituendo statuto della città metropolitana dello Stretto. “Dovremmo essere capaci di tornare al campanile senza campanilismi” sottolinea Falcomatà che sente sulle spalle il peso del “Compito di assumere su di se la sfida del cambiamento, facciamo sì che le nuove generazioni guardino a noi come padri costituendi” e senza falsa modestia “Oggi si fa la storia”. Una storia che, tra i rinnovati scranni dell’ex Provincia parte con tranquillità, all’insegna di un “volemose bene”, senza partiti e partitocrazie, almeno così si spererebbe, per il bene del territorio. Concordiamo con chi vede l’esperienza della città metropolitana come l’ultimo treno, l’occasione fondamentale per raccogliere ciò che enti preesistenti non sono riusciti a fare. La domanda nasce spontanea, già dalla creazione del nuovo statuto, riusciranno i nostri eroi, con tutte le loro buone intenzioni, a non scannarsi (politicamente) strada facendo? E il primo scossone alla pace dichiarata arriva con la richiesta presentata da Filippo Bova di una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Provincia Giuseppe Raffa. Quest’ultimo, a spron battuto, ha dichiarato di non voler cedere alle richieste da partedel sindaco e di non voler dimettersi fino al termine del mandato. Una sfiduci richiesta, secondo il sindaco, per accelerare i successivi passaggi verso la costituzione della città metropolitana. Un tiro mancino nei confronti di Raffa che Lamberti Castronuovo non gradisce. L’assessore intanto coglie la palla al balzo per formulare le sue dimissioni. Una sfiducia che precede un incontro accelaratorio non ha senzo per Zavettieri e Zampogna. Tuttavia con 13 voti favorevoli passa al completo l’ordine del giorno, richiesta di sfiducia compresa. E i fuochi d’artificio sono già iniziati…

(foto Marco Costantino)

IMG_8889 Falcomatà sindaco insindacabile copia

Il delegato alla città metropolitana, Riccardo Mauro rilancia la sfida. “E’ una giornata storica, dopo 2 anni di dibattiti, a causa de commissariamento del comune capoluogo. Non è un traguardo ma un traguardo ma un punto di partenza per gli amministratori. Poi rilancia – adesso servono deleghe e funzioni, esse sono strategiche. A noi non servono le leggi manifesto perchè questa è l’ultima opportunità che ha questa terra. La città deve avere un ruolo strategico nel Mediterraneo e, per questo motivo, non possiamo lasciare da parte Messina, nell’ottica dell’area dello Stretto come volano di sviluppo. Scriveremo lo statuto coi sindaci, partendo dal basso, perchè le divergenze possono diventare punti di forza.  Pierpaolo Zavattieri, saluta i colleghi di palazzo Alvaro, “Cinque anni di percorso che hanno portato al raggiungimento di tanti obiettivi. Il nostro lavoro è stato portato avanti con grande responsabilità” e poi chiarisce “Lenuove 14 città metropolitane devono fare la differenza rispetto alle province, trattandosi di un ente previsto in forma diversa”.Per questo “Lo statuto va costruito insieme al di là che la condivisione spetta al sindaco, va condiviso coi sindaci”. Per Domenico Giannetta “Non bastano le leggi manifesto. Una città metropolitana deve nascere col piede giusto” afferma e sollecita “gli interventi della Regione che finora sono mancati. Di questo deve farsi portatore il sindaco Falcomatà. Così come è necessario il trasferimento in blocco tutte le competenze grazie ai 5 milioni che ancora aspettiamo dalla Regione Calabria che non si sa dove son finiti”. “Da parte nostra – spiega Eduardo Lamberti Castronuovo – serve maturità e autorevolezza che sta nei fatti, nel modo corretto di affrontare i problemi per portarli a soluzione. Vorrei che la zona omogenea sia una, sull’intero territorio. Dobbiamo abbandonare gli steccati ideologici della politica che servono per chi vuole approfittare di determinate posizioni ottenere migliore qualità della vita della gente. Vorrei che il territorio non fosse indicato come terra di mafia, ma considerato terra di coloro i quali ce l’hanno donata per restituirla ai nostri figli possibilmente senza gli errori fatti finora”. Per Giuseppe Zampogna “La bozza dello statuto nascente dovrà essere condivisa anche dal territorio. Un territorio che necessita attenzione, da valorizzare per le sue peculiarità, perchè  abbiamo magnificenze”. Per Salvatore Fuda “Le emergenze del nostro territorio richiedono una maggioranza larga e vasta. La democrazia ha un costo ma questo sacrificio dobbiamo farlo. Sullo statuto serve metterci testa e cuore e far entrare i valori importanti che ispirano l’azione dell’ente”. Serve “un’accelerata” per Salvatore Mafrici “per dare subito risposte al territorio. Si pensi alla viabilità. Quindi se un nuovo libro dobbiamo scrivere, serve tracciare la strada ed augurarci buona strada”. Nel suo impengo per la carta statutaria anche la tutela delle esistenti minoranze linguistiche. Per Antonino Castorina, che riprende le parole del sindaco Falcomatà, “Si tratta di una giornata storica che induce ad una importante riflessione: non ci può essere uno sviluppo per la Regione se non c’è investimento sulla città metropolitana. La scommessa – afferma – non è dividere, ma unire, come già è successo con i Patti del Sud”. Da Demetrio Marino l’augurio che “anche dalla conferenza dei sindaci arrivi la spinta propositiva per la crescita. Di fronte ad un gioco di squadra dove i sindaci della provincia avranno un ruolo fondamentale”.

“Metropolis. Prima puntata”. Un pò di chiarezza. Raffa contro Falcomatà e “l’abominevole legge Delrio”

metropolisdi Gabriella Lax

C’era una volta la città di Reggio Calabria che, un bel mattino, si risvegliò (di già) ”Città metropolitana”. La città dello Stretto andò a fare compagnia alle designate, superfortunate, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, più Roma Capitale con disciplina speciale. in premessa, le città metropolitane sono guidate dai sindaci dei territori, con enti snelli per l’area vasta provinciale, senza personale politico appositamente eletto e retribuito, con incremento di unioni e fusioni dei Comuni, piani di ristrutturazione e dismissione degli enti e delle aziende non più funzionali.

Cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana; e cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee, con questi obiettivi la legge Delrio (n.56 del 7 aprile 2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”) ridisegna confini e competenze dell’amministrazione locale. “Per Reggio Calabria – si legge nel testo del Governo – sarà necessario aspettare la scadenza degli organi provinciali nel 2016”. Per il testo la scadenza è di 245 giorno dopo l’approvazione dello statuto della città metrpolitana.

E qui casca il primo asino. Il presidente della Provincia di Reggio Calabria (in teoria da giugno fuori dai giochi) Giuseppe Raffa proprio non ci sta. Non ci sta a dimettersi, non ci sta a lasciare che commissari guidino (“ancora una volta, il commissario prefettizio è una forzatura. Ne abbiamo avuto abbastanza. La città non merita questo” sostiene) l’ente fino alla scadenza naturale (intorno a febbraio). Intanto Raffa continua con gli atti di ordinaria amministrazione e, su Facebook, non nasconde tutto il suo disappunto verso le pretese del sindaco (insindacabile numero uno nella città metropolitana) e nei confronti di tutti i limiti manifesti della legge Delrio.

metropolis 2La 56 di Delrio è una legge liberticida antidemocratica e inconcludente. Se io sono ancora in carica la “colpa” è la sua, mica la mia. Io faccio quello che la legge prevede. Se il PD non sa neppure scrivere una riforma non è un problema mio. Oltre tutto vorrei sapere cosa vuole da me esattamente Falcomatà, visto che io come Presidente della Provincia sono stato eletto dai cittadini mentre lui Sindaco Metropolitano lo è diventato d’ufficio. Pensavo che la mia presenza non gli fosse d’ingombro anzi ritenevo fosse una risorsa per lo stesso Falcomatà, perché credo che grazie all’esperienza amministrativa, dopo questi 5 anni avrei potuto trasferire un bagaglio di esperienze. Ho offerto pubblicamente la mia piena collaborazione istituzionale. Se viene rifiutata, non mi resta che prenderne atto ma non abboccherò all’amo di chi vuole farmi entrare in polemica. Io continuerò a occuparmi dei problemi dei cittadini e del territorio. Piaccia o non piaccia a chi non perde occasione per attaccarmi”. L’articolo 18 delle legge 56 è il pomo della discordia e così riferisce “La città metropolitana di Reggio Calabria è costituita, con le procedure di cui ai commi da 12 a 17, alla scadenza naturale degli organi della provincia ovvero comunque entro trenta giorni dalla decadenza o scioglimento anticipato dei medesimi organi e, comunque, non entra in funzione prima del rinnovo degli organi del comune di Reggio Calabria”. Per il presidente Raffa la Delrio “E’ una legge abominevole, con trasversalismi stupidi – aggiunge – un consiglio metropolitano, senza quote rosa, dove il sindaco non può essere sfiduciato”. Nonostante l’incazzatura di Raffa, il palazzo della Provincia ospiterà domattina alle 10, la prima storica riunione del consiglio metropolitano. All’ordine del giorno l’esame delle condizioni di eleggibilità dei consiglieri metropolitani proclamati eletti, l’insediamento e la convalida degli eletti e le comunicazioni del sindaco metropolitano. (foto Marco Costantino)

Sfiducia al capogruppo. L’hully gully al contrario del centrodestra reggino

san giorgiodi Gabriella Lax

Un hully gully al contrario. Un ballo ormai per pochi. Questa la scacchiera sempre più spoglia che presenta in consiglio comunale il centrodestra di Reggio Calabria. Le denunce contro il malgoverno della giunta Falcomatà non sono bastate a serrare i ranghi. Fra inciuci, abbandoni e tradimenti, settimana dopo settimana (l’ultima importante “dipartita” è dell’ex capogruppo Demetrio Marino), peggio che nei più scandalosi intrighi da Beautiful, si riducono i componenti della squadra. Sul banco degli imputati c’è Antonino Maiolino, capogruppo di recente nomina, per il quale arriva la richiesta di sfiducia da partedegli altri componenti “amici” del consiglio comunale. A denunciare i fatti in una nota, i consiglieri di Forza Italia: Mary Caracciolo, Giuseppe D’Ascoli, Luigi Dattola, Antonio Pizzimenti che scrivono: “Presentata nella giornata di ieri la sfiducia nei confronti del capogruppo al Consiglio Comunale di Forza Italia Antonino Maiolino. Come già abbondantemente preannunciato sulla stampa, i gravi fatti verificatisi in occasione della votazione per il Consiglio Metropolitano hanno evidenziato l’inadeguatezza rispetto al ruolo ricoperto dell’allora capogruppo. Così, dopo la sfiducia ufficiale al capogruppo,il sig. Maiolino seguito dal COMPAGNO Matalone, hanno virato subito verso il gruppo misto forse per evitare l’espulsione da Forza italia ( iter già avviato dal partito) dopo l’imbarazzante comportamento tenuto in occasione delle consultazioni per la città metropolitana. Riteniamo dunque che questa fuoriuscita non faccia altro che rafforzare il gruppo forzista in seno al Consiglio Comunale”.

Mela della discordia furono i voti, espressi qualche settimana fa, in occasione delleelezioni del consiglio metropolitano. ancora una volta, oggi, alla vigilia della prima seduta del consiglio della cità metropolitana, il centrodestra sembra indulgere, suo malgrado, verso una deriva autoimplosiva. Certo è che se dovesse proseguire l’hully gully al contrario qualcuno potrebbe trovarsi protagonista del remake di “Io ballo da sola” di Bertolucci.

Nuovi nomi per vie, piazze e strade. La commissione toponomastica non dimentichi Gianni Versace

gianni versacedi Gabriella Lax

Strade, piazze e vie, sono moltissime a non avere un nome, un’identità nella città dello Stretto. E sono questi pezzi di storia, dall’antica alle più recenti, che cementano la forza di un popolo, ne fanno un unico contenitore di gesti, di sacrifici e di gioie, battaglie per libertà, con lo stesso sentire. A Reggio Calabria tanti luoghi avranno tutti un nome grazie al lavoro della  commissione toponomastica che si è insediata circa due settimane fa. Per il sindaco Giuseppe Falcomatà “La Commissione Toponomastica è di importanza strategica per l’Amministrazione, l’obiettivo è quello di restituire decoro alla città”. I componenti della commissione sono: Giuseppe Cantarella, Domenico Cappellano, Giuseppe Caridi, Stefano Iorfida, Francesca Leotta ed Angela Misiano ed i consiglieri comunali Francesco Gangemi, Vincenzo Marra ed Antonino Matalone. Nella stessa seduta sono stati nominati presidente il professore Giuseppe Cantarella e vicepresidente il consigliere Antonino Matalone. Gli incarichi sono a titolo gratuito e non comportano alcun onere per l’amministrazione. A chiarire il lavoro della commissione uno dei componenti del precedente gruppo, lo storico reggino Franco Arillotta che ha illustrato i fatti in conferenza stampa qualche giorno fa, nella sede di Azione nazionale. “I componenti della nuova consulta per la toponomastica cittadina – spiega lo storico – danno assoluta garanzia di un contributo culturale pienamente adeguato e una responsabile continuità al lavoro fatto dalle commissioni che si sono succedute tra il 1986 e il 2009. Tre i criteri di base che sono stati tenuti presenti in questo lavoro: rispettare la norma di legge dei 10 anni dalla scomparsa del personaggi che si intende ricordare; salvaguardare la toponomastica storica; seguire una omogeneità delle aree”. Arillotta ha fatto l’esempio delle medaglie d’oro calabresi, dei presidenti della repubblica attorno al”largo della repubblica” attuale vallone Petrara; degli scienziati attorno al viale Galileo Galilei. Per procedere alla definizione dei toponimi nei centri minori, furono coinvolte le circoscrizioni moltissime le donne ricordate, ma sempre nelle categorie di appartenenza. L’amministrazione comunale dovrebbe dare esecuzione al lavoro delle commissioni operanti tra il 1986 e il 2009, trasmettendo i relativi atti, approvati dalla giunta il 30 ottobre 2009, alla Prefettura, che, a sua volta, chiederà il parere alla Deputazione di Storia Patria. Una volta soddisfatto questo iter, si potrà curare la predisposizione degli atti successivi. Per lo storico “Opportuna, a quel punto, la predisposizione di un manualetto ad uso degli organi comunali operanti sulla strada, che comprenda una carta della città, con le denominazioni vecchie e nuove”.

Chiudo con un appello alla commissione: non dimenticatevi del genio creativo e unico di Gianni Versace. Il reggino che ha dato più lustro alla sua Reggio nel mondo, del quale, tra qualche giorno, ricorre l’anniversario dell’uccisione. Pur avendo voluto, per scelta consapevole, vivere lontano dai luoghi natii, Versace ha portato nel suo gusto creandi tutta la luce e l’ombra di questa terra generosa di affetto e avara, al tempo stesso. Qualche tempo fa, in un’intervista rilasciatami da Santo Versace lo stesso aveva chiesto che fosse intitolata una parte del corso Garibaldi al fratello scomparso tragicamente. Chissà se questo potrà essere possibile. Non si può pensare di ricordarlo con una sala intitolata al centro direzionale o il museo della moda ancora in fase embrionale. Gianni Versace merita molto di più.

Reggio Calabria, in consiglio comunale rimodulato il piano di riequilibrio

di Gabriella Lax

consiglio comunaleCon 21 favorevoli e 3 astenuti passa la rimodulazione del piano di riequilibrio, votata al consiglio comunale a Reggio Calabria, nella tarda mattinata di oggi. Assise convocata alle10 ma che inizia solo due ore e mezza dopo, per poi trattare gli 8 punti all’ordine del giorno (cinque erano debiti fuori bilancio) “alla velocità della luce” e concludersi in poco più di un’ora. “L’amministrazione Falcomatà ha messo sulpiattoi fatti proclamati -evidenzia nel suo intervento l’assessore al bilancio Armando Neri – nonostante mille difficoltà anche di carattere ambientale che hanno riguardato la giunta in questi giorni, andiamo avanti per la nostra strada. Oggi trattiamo di un documento contabile molto importante perchè rimodulando il piano di riequilibrio spalmiamo su trent’anni anziché su dieci, il disavanzo discendente dal 2010. In questo modo si può dare maggior respiro al bilancio ed alla casse comunali, garantendo stabilità e crescita. Era un obiettivo molto importante che abbiamo centrato grazie alla legge di stabilità, grazie all’impegno dell’amministrazione sui tavoli romani. Oggi siamo nella fase di attuazione ed il consiglio comunale ha dato il suo disco verde al documento contabile”. La delibera, immediatamente esecutiva, verrà trasmessa alla corte dei conti che si esprimerà con le sue valutazioni e il documento diverrà effettivo nei prossimi mesi. (foto Marco Costantino)

Estate Reggina “sobria”. Ecco tutti gli eventi in programma

DSC_0443 copiaDi Gabriella Lax

Un’estate reggina all’insegna della sobrietà, quella che cerca di mettere insieme le risorse locali perché, ribadisce il sindaco Giuseppe Falcomatà, il piano di riequilibrio preme e non è possibile spendere nemmeno un centesimo. Conferenza stampa di presentazione per le iniziative culturali e ludiche estive in programma nella città dello Stretto. Conferenza che, col supporto della giunta comunale, alla presenza del delegato agli spettacoli dal sindaco Nicola Paris, ha raccontato le intenzioni dell’amministrazione “Il piano di riequilibrio – afferma Falcomatà – impedisce di investire nella programmazione culturale e turistica. Quindi l’unico modo era coinvolgere i cittadini. Noi saremo come l’hardware in un computer: metteremo a disposizione le location, i servizi (luce, palco, service e occupazione del suolo) chiedendo (il software) il contributo di progetti volti alla crescita della città. Saranno eventi organizzati su tutto il territorio che daranno l’idea di una città viva e che vive nei suoi luoghi storici artistici e culturali. Da gradire nel merito e nel metodo”. Paris ringrazia per il “Contributo fattivo di artisti ed associazioni. Abbiamo cercato di invogliare tutti ed avremmo voluto fare di più, tra mille difficoltà”. (foto Marco Costantino)

Eccovi gli appuntamenti: (cliccando sui grafici potete scaricare il pdf con gli appuntamenti)
calendario GRAFICO 1 estate reggina giugno luglio calendario GRAFICO 2 estate reggina agosto calendario GRAFICO 3 estate reggina settembre

Sos scuole reggine, per attuare le norme antincendio arrivano i fondi dei Patti del Sud

sindacoDi Gabriella Lax

Servono un milione di euro circa per l’adeguamento alla normativa antincendi prevista dall’Unione europea per le scuole. E non sfugge alla normativa nemmeno il Comune di Reggio Calabria. La spesa prevista è di circa un milione di euro. Il punto è dove troverà l’amministrazione Falcomatà la cifra per compiere in tempi utili tutto il lavoro? Il pericolo sembrava essere serio ed esistente. Qualora, entro l’uno settembre, i lavori non fossero stati ultimati le scuole che fanno capo al Comune reggino non avrebbero avuto i requisiti di legge richiesti per essere fruibili. Pare che un tentativo sia stato fatto di trovare le somme nelle opportunità previste dal decreto Reggio. Tentativo però non andato a buon fine. La risposta arriva dal sindaco Giuseppe Falcomatà “Le cifre, due o tre milioni di euro, sono previste dai Patti del Sud” chiarisce il primo cittadino. “I lavori comprendono gli interventi strutturali, andando a verificare il depotenziamento (eventuale) del cemento con i carotaggi e tutte le attività che possano garantire la sicurezza degli edifici”. Ma nel pacchetto sono compresi “i lavori per le mense – chiarisce ancora il sindaco – perchè in questo caso la normativa è cambiata ed i locali devono essere separati rispetto ai locali in cui vengono svolte le attività scolastiche”. Parola di sindaco, pericolo scampato. (foto Marco Costantino)