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Dodici i punti all’ordine del giorno, ma il consiglio freme per risolvere la vicenda Sogas

20160926_120052Di Gabriella Lax

Erano dodici stamane i punti all’ordine del giorno espressi in consiglio comunale a Reggio Calabria. Ma il pensiero di tutti era chiaramente rivolto alle vicende della Sogas, società di gestione dell’aeroporto reggino, che incalzano. Da un lato la data dell’assemblea dei soci per la ricostituzione del capitale, che sembra sia slittata al 3 ottobre, dall’altro l’udienza per scongiurare il fallimento e la scadenza del bando per la gestione. E allora c’è chi, come il consigliere Massimo Ripepi, lancia appelli durante la fase di preliminari del consiglio, ricordando dietrologie di città calabresi coalizzate contro Reggio. Chiede l’annullamento del bando della gestione Ripepi, ipotesi, dal nostro punto di vista impensabile oltre che dannosa poiché già esiste la revoca della gestione da parte di Enac per la Sogas e senza un bando davvero l’aeroporto sarebbe a rischio chiusura. In soccorso la risposta del consigliere delegato perle società Francesco Gangemi: non è necessario che si partecipi in due al bando (qui per scongiurare coalizioni tra i gestori degli aeroporti di Lamezia Terme e Crotone), nel caso in cui si dovesse partecipare in due il punteggio sarebbe più alto. E’ il consigliere Riccardo Mauro a presentare, a tal proposito, un ordine del giorno approvato dai consiglieri di maggioranza, favorevole antonino Maiolino per l’opposizione, Ripepi astenuto. Nel testo si legge “premesso che è stata richiesta in assemblea Sogas da parte del Comune di Reggio Calabria al Cda di attivare l’azione di responsabilità nei confronti dell’amministratore della stessa; che detta richiesta è stata reiterata nell’ultima assemblea dei soci cosa già fatta anche per altre società con partecipazione comunale (Atam, etc.); considerato che a tutt’oggi non si è dato corso alla richiesta avanzata dal Comune s’invita il sindaco di Reggio Calabria, anche nella sua qualità di sindaco metropolitano, e i consiglieri comunali che fanno parte del consiglio metropolitano di sottoporre all’ordine del giorno al prossimo consiglio metropolitano, impegnandosi ad attivare gli organi di competenza per tutte le azioni di responsabilità anche come città metropolitana quale ente subentrante alla Provincia di Reggio Calabria”. L’intenzione è dunque discutere della vicenda in sede del nuovo consiglio metropolitano.

20160926_120044Declamati poi i componenti delle due commissioni istituite a norma dell’articolo 42 dello statuto comunale. Nella commissione speciale permanente “pari opportunità” ci sono: Lina Barillà, Adele Bertè, Michela Calabrò, Erminia Chizzoniti, Carla Costantino, Novella Floridi, Luigia Florio, Antonella Gioia, Fortunata Giordano, Rita Leuzzi, Celeste Maltese, Maria Martino, Fiorella Megale, Giovanna Micalizzi, Serena Minniti, Elena Panuccio, Maria Gabriella Porpiglia, Daniela Rossi, Annunziata Tortorella. Della Commissione “politiche giovanili” fanno parte: Antonino Caridi, Luca Callea, Mario Cardia, Valeria Cilio, Alex Tripodi, Francesco Cuzzocrea, Luigi Iacopino, Domenico Labocceta, Giuggi Palmenta, Giuseppe Latella, Simone Libri, Marcantonio Malara, Lavinia Martino, Domenico Marra, Bianca Misitano, Giuseppe Princi, Angelica Serra, Massimiliano Tramontana, Domenico Zavettieri.

Dopo l’introduzione affidata alla consigliera Paola Serranò, che ha ne ha tracciato la storia con l’origine francese dell’istituto, è stato approvato il regolamento per l’istituzione ed il funzionamento del consiglio comunale dei ragazzi.

All’unanimità le 4 prese d’atto del verbale di consegna dei beni confiscati, destinati alla realizzazione di progetti volti ad offrire sul territorio servizi con finalità sociali, di housing sociale, illustrati dalla delegata del sindaco Nancy Iachino Si tratta di case popolari da assegnare a persone bisognose, di magazzini e negozi che non saranno privati della finalità per la quale erano nati e saranno utilizzati a scopo di lucro, i cui profitti finiranno in un apposito capitolo di bilancio.

L’approvazione di uno dei due debiti fuori bilancio viene fatta slittare alla prossima seduta del consiglio comunale, mentre vengono accolte con voto favorevole della maggioranza le due variazioni di bilancio presentate dal dirigente del settore tributi Giordano.

L’ira funesta di Falcomatà: “E’ mortificante che in questo dibattito manchino i cittadini ed i corpi intermedi”

sindacodi Gabriella Lax

“Noto diverse pesanti assenze. Al netto di sei interventi da parte del pubblico di chi rappresenta le parti sociali e le associazioni di categoria ed i lavorati, la cosa peggiore e più mortificante che io osservo è l’assenza della città”. Tuona così il sindaco Giuseppe Falcomatà, nell’intervento conclusivo prima della discussione sulla mozione per salvaguardare i livelli occupazionali nelle imprese colpite dall’interdittiva antimafia, oggi in consiglio comunale. “Dove sono i cittadini, le associazioni di categoria, i corpi intermedi, i club service, le parti sociali? Sono silenti, alcuni di loro sono presenti fisicamente ma non danno un contributo alla discussione, per poi criticare se non si riesce ad arrivare ad un obiettivo che dovrebbe esser appannaggio della società. E invece in questa città si continua, come nelle tragedie greche, ad essere dioscuri, “l’un contro l’altro armati” a dispetto di chi non lo so- e prosegue –la città deve schierarsi anche qundo è più difficile e deve fare i cortei e le fiaccolate quando sono indiscussioni i diirtti che vengono minati, non nascondersi dietro social network e sigle”. Falcomatà, a dispettodellerichieste di interventi dell’opposizione sottolinea l’inutilità della presenza di rappresentanti della Prefettura nel consiglio odienro poichè “essa osserva ed applica le norme, giusteo sbaglaite che siano. Cosa dunque avrebbe to portare di più al dibattito?”.La soluzione per il primo cittadino sarebbe “Lavorare per l’ampliamento della disciplina della continuità aziandale e un mandato al sindaco affinchè lavori nei tavoli isitituzionali del Governo e dell’Anci per la rivisitazione di una legge che, pur giusta nei principi, porta effetti non produttivi nel territorio in cui è applicata. Per questo serve analizzare e correggere le alterazioni del sistema e la politica non deve arrivare ultima dopo le sentenze e le decisione i dei Tar, ma ha la possibilità di farlo prima”. L’ordine del giorno sull’interdittiva passa all’unanimità nel civico consesso che riprende i lavori alle 15.30 dopo una breve interruzione. Infine viene approvato un ordine del giorno aggiunto, sottoscritto da maggioranza ed opposizione, per dare un aiuto alle popolazioni terremotate. Anche quest’ultimo approvato all’unanimità. Il presidente del consiglio comunale Demetrio Delfino ricorda che dalla prossima seduta (intorno a metà settembre nds) 33 rintocchi di campana annunceranno l’inizio del civico consesso. Si ripristina così un’abitudine che negli anni si era persa.

Di seguito il testo della mozione sull’interdittiva antimafia

Città di Reggio Calabria
Al Presidente del Consiglio

Noi sottoscritti consiglieri comunali presentiamo – ai sensi dell’art. 43 del D.Lgs 267/2000 e dell’art. 48 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale – la mozione denominata “iniziative per la tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori delle imprese colpite da interdittive antimafia”
PREMESSO
che molte aziende del nostro territorio sono raggiunte da interdittive antimafia, un giusto provvedimento mirato a liberare l’economia dalle infiltrazioni della criminalità organizzata;
che questo provvedimento comporta, spesso, il licenziamento coatto dei lavoratori delle aziende che hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione;
che in una realtà come la nostra con uno dei tassi di disoccupazione più alti d’Europa ogni posto di lavoro va difeso “con le unghie e con i denti”;
che questa Amministrazione per espressa volontà del Sindaco ha convocato il consiglio comunale odierno proprio al fine di individuare una soluzione condivisa per detti problemi da individuare unitamente ai lavoratori, alle associazioni e ai cittadini;
che il lavoro dei dipendenti onesti delle attività economiche e produttive deve essere tutelato una volta che le imprese vengono colpite giustamente da provvedimenti di interdittiva;
che, infatti, soprattutto alle nostre latitudini non deve e non dovrà mai passare  il messaggio che “con le mafie si lavora e con lo Stato no”;

CONSIDERATO
che con decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 convertito con legge 11 agosto 2014 n. 114 sono state introdotte disposizioni urgenti finalizzate a monitorare le imprese che hanno rapporti con enti pubblici in materia di contratto per lavori, prestazioni di servizi e forniture;
che ai sensi dell’art. 32 comma 10 sono state previste misure straordinarie  per la gestione e il sostegno che possono essere applicate per iniziativa del Prefetto nei confronti di aziende per le quali sia stata emessa una informazione antimafia interdittiva allorquando vi sia “l’urgente necessità di assicurare il completamento della esecuzione del contratto ovvero la sua prosecuzione al fine di garantire la continuità di funzioni e servizi indifferibili per la tutela dei diritti fondamentali, nonché per la salvaguardia dei livelli occupazionali o dell’integrità dei bilanci pubblici”
che detti provvedimenti normativi sono preordinati ad assicurare e scongiurare che la adozione dei provvedimenti inibitori nei confronti delle imprese si riverberino sulla conclusione di opere già avviate, sulla continuità di servizi, per tutelare i livelli occupazionali e l’integrità dei bilanci prevedendo forme di intervento mirato da parte della Amministrazione pubblica per la tutela sei sopra menzionati interessi;
che pertanto esistono disposti normativi che, in caso vi sia da assicurare la continuità di funzioni e servizi e la salvaguardia dei livelli occupazionali, prevedono l’applicazione di misure straordinarie di “Gestione, sostegno e monitoraggio”;
che infatti nei casi previsti  dall’art. 32 comma 10 del decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 convertito con legge 11 agosto 2014 n. 114 è prevista la possibilità di disporre una straordinaria e temporanea gestione attraverso la nomina di commissari prefettizi, con contestuale sospensione dell’esercizio dei poteri di disposizione e gestione dei titolari della società, incaricati alla prosecuzione dei contratti pubblici in corso in vigore per la tutela dei servizi e per il mantenimento e la tutela dei livelli occupazionali.
Che vi è, altresì, la necessità di tutelare i livelli occupazionali delle imprese colpite da provvedimento di interdittiva anche nei casi oggi non tassativamente previsti dalla legge, e cioè anche per opere, funzioni e servizi non indifferibili, in quanto non deve passare il messaggio che “con le mafie si lavora e con lo Stato no”
Tutto quanto premesso e considerato
IL CONSIGLIO COMUNALE
Dichiara la propria volontà di tutelare i livelli occupazionali dei lavoratori le cui ditte sono state colpite da interdittive antimafia nonché la continuità di opere, funzioni e servizi ed a tal fine
IMPEGNA IL SINDACO
A promuovere ogni misura atta ed idonea al raggiungimento delle finalità di cui sopra incentivando la applicazione della prevista possibilità normativa, nei casi tassativamente previsti dalla legge, di disporre una straordinaria e temporanea gestione attraverso la nomina di commissari prefettizi al fine di tutelare i livelli occupazionali e la erogazione di servizi in favore della collettività;
Trasmettere ordine del giorno e relativa discussione nel tavolo Nazionale Anci;
A chiedere al Governo la possibilità di estendere analogicamente l’applicazione della normativa di straordinaria e temporanea gestione al fine di tutelare i livelli occupazionali delle imprese colpite da interdittiva anche nei casi oggi non tassativamente previsti dalla legge;
A chiedere al Governo di valutare un aggiornamento della normativa attualmente vigente in tema di misure interdittive.

Interdittiva antimafia, il consiglio comunale di Reggio cerca soluzioni per salvaguardare i livelli occupazionali

20160830_113332.jpgdi Gabriella Lax

Coniugare l’importanza strategica delle interdittive antimafia con la salvaguardia dei livelli occupazionali. Lodevole iniziativa dell’amministrazione Falcomatà che stamane ha convocato un consiglio comunale per discutere degli effetti dell’interdittiva antimafia nelle aziende reggine. Il consiglio comunale si apre con l’inversione degli ordini del giorno. Al primo posto passa la discussione sul debito fuori bilancio (62mila euro) di pagamenti nei confronti dell’impresa di pompefunebri Crea, utilizzata per il trasporto delle 45 salme degli immigrati giunti cadavere alporto di Reggio Calabri ae sepolti al cimitero di Armo. Anche un tema così delicato dà adito all’opposizione di negare il voto favorevole per le modalità utilizzate. La mozione passa con 19 voti favorevoli e 5 contrari. L’assessore alla legalità Giovanni Muraca illustra “le problematiche che hanno portato al licenziamento di tanti lavoratori – chiarisce – un vuoto normativo che con una mozione oggi cercheremo di colmare”. E poi specifica “Questa amministrazione sostiene e combatte la ‘ndrangheta sul territorio, siamo favorevoli all’interdittiva antimafia ma non vogliamo che la gente pensi che la mafia dà il lavoro e lo Stato lo toglie”. La soluzione per  Muraca sta nell’articolo 32 del decreto legge 90 del 2014, un punto di partenza su cui lavorare e da spingere al Governo, con la nomina di nuovi amministratori che consentano all’azienda di proseguire l’attività. Si sono susseguiti poi una serie di interventi, aperti da Andrea Cuzzocrea, presidente di Confindustria Reggio Calabria che fala cronistoria dell’interdittiva, nata nel 1998 come misura amministrativa di massima tutela anticipatoria e poi “Serve difendere quel poco che rimane dell’economia sul territorio”. Pregnante l’intervento del capogruppo del Pd in consiglio regionale Seby Romeo “L’amministrazione Falcomatà fa politica aperta e trasparente su un tema scivoloso, che è andare oltre le competenze. Non è la sede per dibattere quel livello di questione. La discussione non20160830_113900 può essere riferita ai casi singoli. Dobbiamo dare risposta a due necessità: garantre i livelli occupazionalie poi la congrutità dell’erogazione dei servizi di vitale importanza”.

Mimmo Nasone ribadisce che “il problema dell’interdittiva è promuovere un approfondimento, uno studio, con proposta di tutela del diritto al lavoro senza fare sconti alla criminalità. Che emerga il grido di lavoro dei reggini onesti”. Per il consigliere Riccardo Mauro da sostenere “il caso Reggio, grazie anche alla presenza del sindaco Falcomatà come delegato dell’Anci che si interfaccia col Governo”. Lucio Dattola ribadisce “Mi oppongo ad un atteggiamento paramafioso”. Anche per il consigliere Demetrio Martino “L’interdittiva ha bisogno di chiarmenti interpretativi o rivisitazioni in qualche punto, considerando la legge 114 del 2014 che con nuovi amministratori nominati dal prefetto prevede che le aziende possano andare avanti”. Massimo Ripepi “Invoca leggi speciali per la città speciale”. Per Antonino Castorina “massimo sostegno per la garanzia di difendere posti di lavoro e dare forza alle aziende sane e trasparente. Un ordine del giorno che deriva da un percorso condiviso con le parte sociali e le istanze del Governo”. “Le chiedo termianto il consiglio di interfacciarsi con la politica del governo affinchè si possa ripristinare al meglio al situazione dei lavoratori reggini” chiede il consigliere Giuseppe Dascoli. Un dibattito che non può terminare in questa sede di certo. (prima parte)

Reggio, in consiglio Marino, Gangemi e Brunetti formano il gruppo “Idem”

IDeMDi Gabriella Lax

Si mischiano le carte e nasce “Idem”. A battesimo un nuovo gruppo consiliare stamane a palazzo San Giorgio. A comporlo sono i consiglieri Demetrio Marino (ex forzista transitato al gruppo misto), Paolo Brunetti (da “A testa alta”) e Francesco Gangemi (già Centro Democratico) “Identità democratica e metropolitana”, il nome scelto dal gruppo che si colloca nella maggioranza comunale, col sostegno del sindaco Giuseppe Falcomatà.

Un gruppo consiliare, “Idem”, che nasce, come si legge nelle intenzioni per essere“l’anello di congiunzione tra la cittadinanza e l’agire amministrativo, perché i cittadini vengono prima di tutto e meritano risposte. Il gruppo si pone all’interno della maggioranza come “gruppo di lavoro” che sostiene il Sindaco nelle scelte che coinvolgono la nostra comunità, avendo cura che quelle stesse scelte siano conformi al programma elettorale e facendo in modo che producano, a fronte di impegni di spesa e risorse stanziate, le giuste ricadute, in termini sociali ed economici, sul nostro territorio”. L’esistenza del nuovo gruppo è strettamente connessa dunque alle mutazioni avvenute negli enti amministrativi che costituiscono la piramide città/provincia/regione, alla luce della fine dell’ente “provincia” da un lato e dalla nascita della “città metropolitana” dello Stretto,dall’altro. “Questa sfida -chiariscono nei motivi di partenza i tre consiglieri – va affrontata con una classe politica autorevole, matura e capace di leggere nelle pieghe di un territorio che chiede a gran voce dignità di rappresentanza. In questo senso, la voce dei territori può essere interpretata anche attraverso l’esperienza di chi, proprio sul territorio, attraverso le sue articolazioni istituzionali, si è formato. L’esperienza delle Circoscrizioni, infatti, è stata per molti una palestra utile a conoscere l’importanza dell’orizzonte quotidiano. Calare tutto questo in una dimensione metropolitana, significa trasportare questa esperienza nel nuovo mondo che vogliamo costruire. Servono nuovi occhi, ma serve lo spirito di servizio di chi si è formato sul campo. Il Gruppo consiliare “Identità Democratica e Metropolitana” nasce per avere un approccio e un linguaggio nuovo rispetto al modo con cui trattare e risolvere i problemi del nostro territorio ma anche per tradurne le potenzialità in concrete occasioni di sviluppo”.

Buona vita al nascente gruppo. Anche perchè, a palazzo San Giorgio, difficilmente ci sarà uno scontro di democratica costruzione della vita amministrativa considerata la diaspora di consiglieri e le fazioni in lotta nella (ectoplasmatica) minoranza.

Giuseppe Vs Giuseppe. Per il consiglio metropolitano “Dimissioni Raffa? un atto di correttezza istituzionale”

Metropolis_25 copia(foto/montaggio Marco Costantino)

“Nessuna aggressione politica, nessuna polemica, nessuno scontro, tantomeno personalizzato come si vorrebbe far apparire, solamente la volontà di chiarire ciò che sta avvenendo soprattutto a beneficio dei cittadini che guardano con grande attenzione, e grandi aspettative, alla nascita di questo nuovo Ente”. Continua la disputa tra la costituenda città metropolitana e il presidente della Provincia Giuseppe Raffa. Con queste parole sono i consiglieri del nuovo ente (Riccardo Mauro, Caterina Belcastro, Filippo Bova, Antonino Castorina, Salvatore Mafrici, Demetrio Marino, Antonino Nocera, Filippo Quartuccio, Fabio Scionti, Pierpaolo Zavettieri, Giuseppe Zampogna e Domenico Giannetta) a proseguire un “botta e risposta” nato ai primi di agosto sulla stampa, culminato nella richiesta di sfiducia passatacon 13 voti favorevi mercoledì nel consiglio metropolitano. Raffa invece difende le sue ragioni dalla pagina Facebook. Per i consiglieri metropolitani “Qui non è una questione politica ma di correttezza istituzionale. Non esiste alcuna dicotomia tra Raffa e Falcomatà. Chi tenta di mettere la questione su questo piano sta certamente sbagliando il tiro. L’ordine del giorno votato dal Consiglio Metropolitano è chiarissimo. Siamo di fronte alla necessità di accelerare l’iter di costituzione del nuovo Ente, che è guidato da rappresentanti democraticamente eletti con un affluenza al voto elevatissima, dalla quasi totalità degli amministratori dei Comuni della Città Metropolitana. Siamo convinti -proseguono –  che ognuno abbia il preciso dovere di anteporre sempre il bene delle istituzioni al proprio destino personale. Crediamo che perpetrare il regime di prorogatio per qualche decina di giorni o qualche mese non avrebbe alcuna utilità per l’Ente, ma soprattutto non la avrebbe per i cittadini, che attendono che la Città Metropolitana entri davvero nel pieno delle sue funzioni. Guardiamo a ciò che è avvenuto in altri contesti, ad esempio a Venezia o Messina, dove il processo di transizione è stato gestito conferendo agli eletti l’agibilità più assoluta. Abbiamo affermato chiaramente in Consiglio Metropolitano che la richiesta di dimissioni nei confronti del Presidente Raffa non è un’offesa verso la sua persona, ma risponde alla necessità di accelerare l’iter e conferire pieni poteri alla Città Metropolitana. Non ha senso continuare a trincerarsi dietro le debolezze della Legge Delrio. Nonostante questa riforma abbia avuto il merito di rispondere ad una domanda di rinnovamento attesa da anni, è vero che alla luce dei fatti il testo normativo necessita quantomeno di una revisione. Nessuno mette in dubbio che la riforma abbia dei limiti o delle mancanze da colmare sul piano interpretativo. Lo abbiamo affermato durante la prima riunione del Consiglio Metropolitano e lo stesso Sindaco Falcomatà ha sollevato la questione anche nelle sedi romane. Ma proprio in virtù di questi aspetti è bene ricordare come altri Presidenti di Provincia in Italia abbiano superato il vulnus riscontrato, dimettendosi responsabilmente alla scadenza naturale del mandato o all’elezione del Consiglio Metropolitano e consegnando pieni poteri a quest’ultimo ed al Sindaco Metropolitano, senza che venisse nominato alcun commissario. Nessun timore dunque, il caso di Venezia è emblematico. E per citare le parole della ex Presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti, riteniamo che “quando le norme in vigore sono deficitarie é importante fare di tutto per compensare una situazione sfavorevole, che danneggerebbe l’erogazione dei servizi e la sicurezza dei cittadini”. L’invito – in conclusione – dunque deve essere quello di abbassare i toni. Non c’è alcuna volontà di andare contro, semmai la necessità di guardare avanti, di rispondere in modo celere ed efficace alle esigenze che il territorio ci sottolinea. Riteniamo sia il momento di dimostrare grande compattezza e senso delle istituzioni. Il Presidente Raffa valuti non perda questa occasione”.

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“Metropolis”. Botte da orbi: Falcomatà “Misuriamo la febbre al morto”. Raffa “Come 2 anni fa, contro di me campagna diffamatoria”

metropolis 2di Gabriella Lax

Il primo consiglio metropolitano si chiude con la votazione di sfiducia contro il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa…Lui proprio non vuole saperne di pronunciare la parola dimissioni. Alla richiesta di sfiducia, mercoledì mattina, le obiezioni da parte di alcuni consiglieri hanno riguardato l’inutilità di un incontro interlocutorio con Raffa procrastinato a dopo la sfiducia. E’ il sindaco Giuseppe Falcomatà a chiarire le intenzioni. “Si guardi a cosa è accaduto in tutte le altre città metropolitane, da Messina, a Venezia e Torino ci sono state le dimissioni – spiega – solo a Reggio questo non è accaduto”. La risposta immediata secondo Falcomatà? “Accelerare l’iter di produzione dello statuto”. Nessun altra soluzione per quella mancanza di volontà da parte di Raffa, più volte etichettata dal primo cittadino come “strumentale” e non funzionale agli interessi della metropoli dello Stretto. Ma la settimana si chiude con la pesante, l’ennesima, presa di posizione di Raffa che, ancora una volta dal social Facebook, rimanda le accuse al mittente, accusando il sindaco di Reggio di aver avuto, nel corso del consiglio metropolitano, “Un atteggiamento indegno da parte di chi rappresenta anche la mia città”. Questo il commento per le parole usate dal sindaco in riferimento alla situazione del presidente dell’ente Provincia “Misuriamo la febbre al morto”. E così Raffa si sente vittima di una “violenta campagna di comunicazione contro di me, con l’esposizione della mia persona alla gogna politica e mediatica nella prima seduta del consiglio metropolitano” dunque “inaccettabile e volgare tentativo di intimidazione politica. Due anni dopo il primo tentativo fatto in questa direzione, vogliono nuovamente costringermi alle dimissioni, esercitando forti pressioni, per colmare le gravissime lacune della legge Delrio” chiarisce sulla sua pagina istituzionale. E poi incalza “ Respingo al mittente questa vera e propria intimidazione politica che ha lo scopo di accentrare tutto nelle mani di una sola persona, tentando di mandare via una giunta collegiale, espressione di democrazia, che continua a operare a titolo gratuito, per sostituirla con un commissario che oltre ad avere dei costi impiegherebbe mesi prima di capire come muoversi. Questo svela l’imbroglio, non c’è nessuna volontà di accelerare nulla, anche perché ci vorranno mesi prima del varo dello Statuto. Piuttosto che usare toni minacciosi contro di me, Falcomatà farebbe meglio a chiedere una modifica della legge Delrio e a mettersi al lavoro sullo Statuto senza gettare fumo negli occhi e senza mistificare la realtà”. E c’è chi accusa il presidente Raffa di stare travalicando i limiti dell’ordinaria amministrazione dell’ente Provincia. Fatto sta che il countdown che segna la sua ora, politicamente parlando, inizierà a muoversi quando sarà fattivo lo statuto. Ora come ora, un miraggio nel deserto. (foto Marco Costantino)

Agibilità delle scuole comunali, segnalazioni alla Procura per evitare interessi occulti

comuneDi Gabriella Lax

Segnalazioni alla Procura per evitare che vi siano interessi occulti, risalenti a prima dell’amministrazione guidata da Giuseppe Falcomatà. Il terremoto disastroso, che nelle Marche e nel Lazio ha raso al suolo paesi causando morti e dolore, induce ad una serie di riflessioni su Reggio ed il rischio sismico. Nota è la pericolosità della scosse, in una zona che, storicamente è stata martoriata dai disastri, si pensi solo ai terremoti del Settecento e dell’inizio del ventesimo secolo. L’amministrazione di Reggio Calabria, da questo punto di vista, dopo il suo insediamento ha rilevato una serie di edifici scolastici non a norma. Ma il sindaco Giuseppe Falcomatà sostiene che, stranamente, gli edifici scolastici che presentano problematiche sono davvero tanti ed è impossibile pensare che nessuno, prima d’ora, abbia mosso un dito. “Su questo fronte – chiarisce – la nostra attenzione è viva. Ci siamo mossi nei giorni scorsi con una serie di delibere che hanno riguardato anche le palestre delle scuole. La situazione non è chiara e per questo abbiamo fatto alcune segnalazioni alla Procura di Reggio Calabria”.