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Emma, una marchesa chef

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Grazie ai suoi consigli culinari, dalle pagine del blog, Emma Mcquiston è divenuta, in pochi mesi, una super quotata star del web. Ma la giovane inglese potrà vantare ben presto un altro record piuttosto che quello dei clic perché la sua fama è destinata ad illuminare Buckingam Palace. La Mcquiston ha ventisei anni compiuti da poco, è un ex modella di colore, bella e flessuosa che rimarrà negli annali dei libri di storia per essere la prima marchesa di colore del Regno Unito.

Sorriso smagliante, una buona istruzione, savoir faire, Emma McQuiston è la figlia di un petroliere nigeriano Ladi Jadesimi, un magnate (laureato ad Oxford) e di Susanna. Di lei si occupa, a partire dalla copertina, il numero di maggio del magazine inglese “Tatler”. Sul suo blog, la giovane si concentra su diete ed alimenti preferiti dalle celerità. Laureata in storia dell’arte, è appassionata di nail art ed ha una vasta collezione di occhiali da sole, tanto che, se guardate le sue foto, non la troverete mai con indosso lo stesso paio. Le piacerebbe diventare presto mamma.

Sposando, in questi giorni, il visconte Ceawlin Thynne, rampollo di una delle famiglie blasonate più eccentriche d’Inghilterra, Emma entrerà nella storia: sarà destinata a diventare la futura Marchesa di Bath e la prima donna di colore a potersi fregiare di tale titolo. «C’è un po’ di snobismo, in particolare tra le generazioni più vecchie. C’è il sentimento di classe e poi c’è l’elemento razzista. È una giungla. Ma io la supererò». Così ha confessato alla rivista
Il futuro marito, Ceawlin Thynn, 38 anni, gestisce la tenuta Longleat, di proprietà della famiglia, che comprende un parco safari che sembra sia il primo fuori dall’Africa. La coppia si frequenta assiduamente da 18 mesi, ma i due si conoscono da quando Emma aveva 4 anni.
Un bel colpo che sta regalando agli inglesi beate chicche di gossip. La blogger imperterrita non ha nemmeno una goccia di sangue blu nelle vene, ma solo un patrimonio di tutto rispetto che l’ha portata, sin da bambina, a frequentare l’alta società britannica, quella che sta già conquistando sul web a colpi di gusto e di cucina (anche quella italiana).

Nb..avete notato il format del suo blog? E’ identico al mio…chissà che non sia scritto nel destino… Diventerò Marchesa anch’io?

Bentrovati, un abbraccio di cuore a tutti. Mi siete tanto tanto mancati! Ma eccomi pronta e carica in pistaaaa

Gabriella Lax
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Versace, origini dalla Magna Graecia (Laxstyle ritornerà il 23 giugno)

gvUna biografia che ha il sapore della Magna Graecia, un libro che racconta anche di Reggio Calabria, di quello che era stata, dal dopoguerra agli anni Settanta. Il libro “Gianni Versace, la biografia” (con prefazione di Giorgio Armani) è stato pubblicato lo scorso novembre, scritto dal giornalista pugliese Tony Di Corcia, edito da Lindau e, possiamo aggiungere, col benestare di Antonio D’Amico, il compagno dello stilista reggino che, oltre ad aiutare l’autore nel testo, ha fornito foto eccezionali della vita privata di Gianni Versace.
Da bambino Versace frequentava, con non poca noia, la scuola “De Amicis” ma, commenta lo scrittore “Col libro “Cuore” non c’è nessuna analogia”. I genitori lo mandano a ripetizione dai Foti “insegnati elementari.

Sono gli stessi che non perdono occasione per ricordargli il talento e la bravura” del fratello Santo. Ma, se c’è una persona che il piccolo Gianni detesta è proprio la maestra che critica il modo di vestire (quasi sempre in nero) del suo giovane alunno. E’ la stessa che manda a chiamare la madre di Gianni rivelando che il figlio è una specie di maniaco sessuale perché, durante l’orario di lezione, disegna dive del cinema italiano. E sono le scuole che tornano nella visone della storia di Versace a Reggio. Da ragazzo scappava dalle finestre della media Vitrioli per andare a guardare i resti del tempio greco e sul lungomare, la via marina bassa.

Tra i luoghi memorabili, citati nel libro del giornalista pugliese c’è il teatro Cilea, con le sue poltrone rosse, dove il papà Antonio lo accompagnerà per vedere “Un ballo in maschera”, in un giorno in cui nascerà l’amore (che prenderà poi corpo “come un virus incubato” nella creazione di abiti di scena) per il teatro. Dal padre Gianni “ha ereditato la timidezza – scrive Di Corcia – e una visione magica della sua terra, che amplifica le tracce di Magna Grecia sparse intorno a lui e gli fanno sembrare la Calabria una terra più immaginaria che reale. I resti delle terme romane, la nobiltà dei palazzi, la luce del lungomare che aveva stregato anche Stendhal, il mare dello Stretto che sembra un lago”.

Frammenti vissuti nel negozio della signora Franca, “Elle”. Leggenda racconta che, un giorno, nella boutique era entrata Raffaella De Carolis, già miss Italia nel 1962 e che, di seguito, aveva sposato l’armatore Amedeo Matacena. La donna, grazie al savoir faire della signora Franca, aveva acquistato cinque abiti (tra cui Balestra, Barocco, Chloè) quando, nel negozio, fece il suo ingresso Gianni. La signora cercò, nel suo sguardo, qualche cenno di approvazione e disse “Guarda Gianni ho scelto queste cose con la mamma”. Lui, in maniera rigida, proferì poche parole: “Questi due no. Non sono adatti a te”. E, quando andava via la facoltosa cliente, sua madre si era avvicinata per chiedere spiegazioni sullo strano comportamento, lui le rispose “Mamma, chiunque veda una persona vestita da noi deve chiedersi: che bello, dove l’ha preso? Se invece si chiede dove l’ha presa ‘sta roba e storce il muso, tu perdi un cliente. Si vende per amore. Se tu vendi per amore i tuoi clienti aumenteranno. Se vendi per commercio puoi fare anche danni”. Da queste parole si evince uno dei concetti che stavano più a cuore a Gianni Versace: la moda deve rendere belle le donne, deve trasformare ognuna di loro in una dea.

Con questo pezzo del mio cuore Vi ringrazio per le più di centomila visite in dieci mesi da quando è nato il blog. Vi do appuntamento sul web il 23 giugno con tante novità di cultura e glamour. (Come nel mio “LAX” STYLE)

Gabriella Lax

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“Life ball” con Roberto Cavalli

Roberto-Cavalli-Fashion-Show-at-the-Life-Ball-20131Messi da parte gli splendori della corte d’Asburgo e dell’imperatrice Sissi o la deliziosa golosità della Sacher torta, Vienna si riempie di luce nuova, ospitando l’edizione 2013, “Life ball” il mega evento creato, ormai ventuno anni fa da Gary Keszler, per raccogliere i fondi per la lotta contro l’Aids. Ospiti d’onore della ventunesima edizione lo stilista Roberto Cavalli e la moglie Eva che arrivano sorridenti all’appuntamento in una mini color nero e oro (del costo di 150mila euro, acquistata all’asta, solo pochi minuti prima dal principe del Q8 ). I due ospiti accendono la festa nella piazza del municipio di Vienna illuminato, per l’occasione, di rosa.

Si apre l’indimenticabile sfilata da “1001 notte”, con cui entra nel vivo l’edizione 2013 del visionario, gigantesco party all’insegna della beneficienza. A Vienna, si tratta dell’appuntamento più atteso, dopo il valzer di Capodanno, una manifestazione che, oltre a raccontare le due facce della capitale europea, fa convergere in essa i personaggi più internazionali del mondo della moda, del cinema, della politica e dello spettacolo. Stavolta c’erano Bill Clinton e sir Elton John pronti a sostenere, con le loro fondazioni, Gary Keszler, ideatore di un galà, divenuto nel tempo, uno dei successi più emozionanti nella lotta all’Aids.

Uno spettacolo sfavillante, glamour e sexy, nato per combattere il buio della malattia, una sfilata che è una festa che anima strade e quartieri già dalle ore precedenti, nel corso dell’inaugurazione, al centro di Vienna, del nuovo negozio Roberto Cavalli. Così per una sera il cuore storico dell’Europa si trasforma in un red carpet di fattura hollywoodiana, con 45 mila persone a festeggiare. Uno stile, quello Cavalli, che veste perfettamente il “Life ball”. Lo stilista toscano è l’unico ad essere stato richiamato, in questi 21 anni, per una seconda volta nel monumentale palco allestito nella city hall.

Trenta splendidi minuti di fashion show che porta sotto i riflettori le creazioni fatte di estro e maestria artigianale, con le modelle che esibiscono disegni liberty e floreali, pizzi e i tagli anatomici delle creazioni da sera con tanto di trasparenze. In conclusione, nella retrospettiva, tocca poi ai pezzi che fecero la fortuna di Cavalli: jeans incastonati di cristalli, veri “cavalli” (è il caso di dirlo) di battaglia, indossati con le camicie da uomo annodate sotto al seno, memorie indelebili di album targati anni Novanta. Chiude la sfolgorante passerella l’oro dell’abito di Carolina Kurkova. Fashion e colori ma senza perdere di vista l’obiettivo, oltre venti milioni per la ricerca sull’Aids.

Gabriella Lax
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Sugardaddy, il sito per chi cerca “papi”

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I clamori suscitati dai racconti metropolitani delle serate ad Arcore non si spengono. Il “papi” visto come l’evoluzione della specie, una salvifica e rassicurante presenza che, da un lato nutre i portafogli delle giovani avvenenti, dall’altro gratifica facoltosi personaggi non più giovanissimi, assicurando loro una vecchiaia divertente, scevra dalla solitudine. A coniugare la domanda con l’offerta ci pensa Alex Fantini col suo sito di dating “Sugardaddy” che, precisa «non è per tutti» e punta in alto, assicurando alle ragazze sole di fare l’incontro giusto quello con «Un uomo galante, realizzato e sicuro di sé pronto a prendersi cura di una giovane fanciulla», si legge sul sito internet. Nella presentazione del sito di incontri Fantini ha puntato ad elevare il concetto stesso di “papi”. «Ci sono diversi modi per dimostrare la propria generosità; non si tratta di svilire il concetto di amore, semplicemente ci proponiamo di agevolare incontri che possono portare giovamento a entrambe le parti: alle giovani donne che cercano la propria strada, che magari hanno bisogno di una figura matura che le aiuti a trovare se stesse e renda più agevole la strada per la propria realizzazione; e agli uomini di una certa età, occupanti ruoli sociali di livello alto perciò benestanti e in cerca di compagnia e orgogliosi di poter conoscere ragazze giovani da trattare come principesse».

In particolare, si tratta di un portale di dating grazie al quale ragazze in cerca di fortuna, esperienze e successo, potranno entrare in contatto con maturi gentiluomini pronti a prendersi cura di loro. Il procedimento è semplice: il sito mette a disposizione un database di contatti al quale si potrà accedere previa iscrizione. In questo modo trovare persone con le quali interagire sarà facile e pratico grazie all’utilizzo di comuni mezzi di comunicazione quali chat, video chat e messaggistica istantanea.

Volete, sul piatto, due chiari esempi di incontri fortunati, tra coppie di età differenti, ci sono: basti pensare a Flavio Briatore e Carlo Cracco. Semplici ed efficaci le spiegazioni regalate da Fantini. Flavio Briatore e Carlo Cracco. Il primo è considerato uno sugar daddy per eccellenza, «un vero self-made-man che grazie alle proprie capacità e al proprio intuito nel commercio e nell’imprenditoria, ha creato negli anni un impero che porta il suo nome. Riconosciuto tra gli uomini più facoltosi d’Italia, Briatore è sposato alla giovane show-girl Elisabetta Gregoraci. All’inizio della loro relazione la Gregoraci era una bellissima ventenne che, affascinata dalla maturità e dal savoir-faire di un uomo più adulto, ha saputo (voluto? nds) credere nell’amore che, oggi, le ha regalato una splendida famiglia». Il secondo è lo chef balzato agli onori televisivi, grazie al recente boom di show-cooking, «legato ad una giovane donna di 20 anni più giovane di lui, che oltre ad essere madre di suo figlio, è anche sua fidata collaboratrice lavorativa».

Se, indenni, siete riusciti a superare queste righe, coraggio, ora avrete il tempo per inorridire. Resto del parere che l’amore altro non è che amore, sentimento limpido e travagliato, travolgente e dissipatore di anime. Concetto questo ben diverso dall’interesse (economico) reciproco di una coppia.

Gabriella Lax
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Via Condotti, riapre il negozio Armani

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«Mi affascina sempre, Roma. È una città così potente, ricca di storia e di luoghi unici, bella come la più sontuosa delle scenografie, che non smette di incantarmi. È la città di mille film, capace di sedurre il mondo con quell’immagine sensuale e solare dell’Italia che è anche la caratteristica di uno stile di vita, diventato nell’immaginario collettivo espressione di un sogno e di valori forti e positivi. Con l’apertura di un grande negozio nella storica via Condotti, meta imperdibile per chiunque visiti il nostro Paese e per chi è interessato allo shopping di lusso, ho voluto rendere omaggio a questa incredibile realtà. Per questo ho sviluppato un concept che offre ai clienti un ambiente raffinato, speciale, che in questa particolare collocazione trova la sua cornice di naturale eleganza». (Giorgio Armani)

E miglior dichiarazione d’amore non avrebbe potuto fare Giorgio Armani, qualche giorno fa, durante “One Night Only Roma”, la gran festa dello stilista al Palazzo della Civiltà dell’Eur per la riapertura della boutique in via Condotti, nove vetrine, 900 metri quadri su tre piani, «per accogliere tutto il mondo».
La classe e lo stile senza tempo di Re Giorgio, l’eleganza della manifattura, baluardo del Made in Italy, in tutto il mondo ritornano nel tempio del classicismo. roberta-armani-pierfrancesco-244069_tnProprio a Roma Giorgio Armani ha scelto di organizzare questo grande evento con più di settecento, da Tina Turner a Sophia Loren, Carlo Verdone, Christian De Sica, Emma Bonino, Margherita Buy, Ornella Muti, Federica Pellegrini, Samuel L. Jackson, Clive Owen e ancora Vittoria Belvedere, Roberta Armani, Pierfrancesco Favino, Alessandro Preziosi, Federica Pellegrini, Sabrina Impacciatore, Raul Bova. Una serata di mondanità e glamour anche internazionale, che nella Capitale, almeno per la moda, si vede raramente. Tappeto rosso e dj set fino a notte fonda con ospiti bellissime. Tutto, naturalmente, si è svolto sull’onda del buon gusto.

La serata ha anche accolto la mostra “Eccentrico”, presentata in anteprima con un nuovo allestimento e, per la prima volta, con un live fashion show per i fortunati presenti. Una sfilata fuori calendario per uno spettacolo d’eccezione di selezionati pezzi firmati Armani. In passerella le lussuose e raffinate collezioni uomo e donna Emporio Armani e Giorgio Armani per la stagione autunno-inverno 2013-2014, e la collezione Giorgio Armani Privè primavera-estate 2013.

Gabriella Lax
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Punk, moda per non essere di moda

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«Capelli e vestiti erano era una cosa che dovevi farti da solo, e con cui esibivi il tuo essere libero dalla proprietà e anche dall’eleganza». (Richard Hell)

Quanta influenza ha avuto lo stile punk, irriverente e rock, nella moda degli ultimi decenni? A questa domanda cerca di rispondere la mostra, allestita dal mese scorso, del Metropolitan Museum di New York dal titolo “Punk: chaos to couture”.
Dopo il gran galà del 9 maggio, giacche di pelle, spille da balia, borchie, abiti lacerati e catene saranno in esposizione fino al 14 agosto. Cento abiti, maschili e femminili, con i simboli che hanno contraddistinto il movimento punk, creazioni, firmate Dolce e Gabbana, Chanel, Moschino, Versace, John Galliano, Riccardo Tisci e da molti altri designer, eredità haute couture del movimento anni Settanta.

Perché il punk ha fatto irruzione prepotentemente sulla scena musicale di New York e Londra proprio all’inizio degli anni Settanta, sull’onda di personaggi di riferimento come Patti Smith e Richard Hell che hanno avuto un grande impatto sul modo di vestire di Malcolm McLaren, leader dei Sex Pistols e la sua partner, la designer Vivienne Westwood che fecero decollare lo stile punk attraverso la loro boutique al 430 King’s Rd. Nelle sette sale tematiche, indosso a manichini con parrucche colorate e appuntite, si scoprono le creazioni di stilisti tradizionalmente legati al movimento punk, alla scoperta di un’estetica famosa per aver rotto, a suon di provocazione, i canoni del buon gusto. Soave tributo alla ribellione della tribù giovanile del secolo scorso è un mondo tutto da scoprire. «Anche se la democrazia del punk si oppone all’autocrazia del mondo del fashion gli stilisti continuano ad appropriarsi del suo vocabolario estetico per catturarne lo spirito ribelle e la forza aggressiva» ha spigato il curatore, Andrew Bolton.

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I fashion designer in mostra sono Miguel Adrover, Thom Browne, Christopher Bailey (Burberry), Hussein Chalayan, Francisco Costa (Calvin Klein), Christophe Decarnin (Balmain), Ann Demeulemeester, Dior, Domenico Dolce e Stefano Gabbana (Dolce e Gabbana), John Galliano, Nicolas Ghesquière (Balenciaga), Katharine Hamnett, Viktor Horsting e Rolf Snoeren (Viktor & Rolf), Christopher Kane, Rei Kawakubo (Comme des Garçons), Karl Lagerfeld (Chanel), Helmut Lang, Martin Margiela, Malcolm McLaren, Alexander McQueen, Franco Moschino e Rossella Jardini (Moschino), Kate e Laura Mulleavy (Rodarte), Miuccia Prada, Gareth Pugh, Zandra Rhodes, Hedi Slimane (Saint Laurent), Stephen Sprouse, Jun Takahashi (Undercover), Joseph Thimister, Riccardo Tisci ( Givenchy), Gianni Versace, Junya Watanabe, Yohji Yamamoto e Vivienne Westwood.

La mostra sarà un percorso multimediale e un’esperienza multisensoriale organizzata attorno a materiali e tecniche; i vestiti saranno animati con video musicali. Tra le sezioni più curiose quella dedicata agli abiti realizzati con materiale di recupero, come sacchetti di plastica e tappi di bottiglia, protagonista assoluto un voluminoso vestito da sera di moschino in buste della spesa (rigorosamente italiane). Un’esposizione a testimonianza dunque che il punk non è affatto morto. Anzi, è vivo e vegeto e. soprattutto, contamina ancora.

Gabriella Lax
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Roma, inaugurata la palestra di Madonna

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Il conto alla rovescia era iniziato da tempo. La settimana scorsa è scoccata l’ora. A Roma ha aperto finalmente “Hard Candy Fitness” la palestra di Madonna. Purtroppo la divina Ciccone, deludendo un po’ deluso le aspettative dei suoi fan, non è riuscita ad essere presente all’inaugurazione, poiché impegnata in un progetto segreto di cui proprio in questi giorni dovrebbe svelare i particolari. Quella di Roma (primo centro europeo della catena Hard Candy Fitness) è la prima di quattro palestre che verranno aperte entro il 2016 in zone strategiche della città. La catena, che trae il nome dall’album del 2008 della pop star mondiale, ha numerose sedi a Città del Messico, Sidney, Mosca e Santiago del Cile.

Mille e duecento metri quadri di superficie, suddivisa in tre livelli, arredati “Glam&Disco”, con le migliori attrezzature all’avanguardia. Al momento ci sono cinque sale attività, macchinari della Technogym, musica dal vivo mixata da un deejay, un lounge bar, una linea di merchandising ufficiale e uno spazio eventi e naturalmente iniziative esclusive per gli iscritti tra cui anticipazioni sul tour e i concerti di Madonna.

hard-candy-fitness-madonna-palestra-roma-300x225Tramite i suoi collaboratori la pop star ha fatto sapere che, per formare i suoi trainer, prevede di fare un sopralluogo entro luglio proprio per conoscere personalmente i trenta istruttori italiani che hanno il compito di diffondere le tecniche di allenamento “Addicted to Sweat” elaborate dalla cantante. Nel frattempo, Madonna ha rinnovato la sua dichiarazione d’amore nei confronti della “città eterna”, a cui si è detta da sempre legata fortissimamente. Tante tappe dei suoi tour nel tempo son passate da Roma, a cominciare dal 1990, col “Blond ambition tour” per finire con “MSNA” del 2012. Per tutti i curiosoni adesso è possibile sapere (quasi tutti) i prezzi praticati nella struttura.Le formule di abbonamento, tra gli 80 e i 120 euro, sono svariate: la più esclusiva (founder member, 24 mesi, in numero limitato) prevede un luxury welcome kit con un gioiello firmato da Marta Paolillo e il proprio nominativo impresso sul muro all’ingresso del club. Gli altri abbonamenti prendono il nome dai motti alla base dei programmi di fitness: “Addicted to Sweat” (la fitness routine della star che si è definita una drogata del sudore, da fare in 12 mesi), “Harder is better” (6 mesi) e “No Sweat No Candy”.

Gabriella Lax
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