Archivi

Madonna, 55 anni da leonessa del pop

madonna-like-a-virginSono passati trent’anni dal suo esordio discografico nell’estate in cui Madonna Louise Veronica Ciccone compie cinquantacinque anni. Nel 1983 usciva “Madonna”, primo disco della popstar. Da quel momento la storia della musica ha preso un altro corso. Ed anche la moda, se pensiamo ai pizzi ed ai colori fluo, alle coppe a punta dei corsetti firmati Jean Paul Gautier e così via.

Questo non l’ho mai rivelato ma, anch’io, da bambina, come tante mie coetanee, guardavo Madonna e sognavo di fare la rockstar. Fiocco di merletto in testa e guanti neri tagliuzzati per l’occasione, saltellavo dal letto al pavimento come se fosse il palco sul quale indimenticabile si era esibita a Torino. “Non spingete i bambìni” aveva detto in quell’occasione in un italiano davvero comico. Di quel periodo mi sono rimaste in mente e parole a memoria, con traduzione simultanea, di tante canzoni del vecchio repertorio della cantante americana.

Originaria di Bad City, nel Michigan, con un curriculum familiare da non invidiare, non bella ma particolarmente sexy e, soprattutto, dotata di intelligenza e poi di straordinaria ambizione, riuscì in poco tempo ad imporre il suo nome ed a conquistare i vertici delle classifiche mondiali, le copertine di tutte le riviste e imporre la sua immagine come la più determinante per oltre due decenni, divenendo spesso anche un vero fenomeno di costume più che una cantante.
Simbolo e precursore di tante dive del pop, al suo 55esimo compleanno il prossimo 16 agosto Madonna non ha ancora nessuna intenzione di andare in pensione.

Certo è che, dopo trent’anni di onorata carriera, la divina affronta il momento più duro. Da qualche tempo a questa parte le cose non vanno per la diva come dovrebbero con l’avvento di Lady Gaga che è riuscita a conquistare grandi fette di pubblico più giovane e, ancora l’arivo di pop star come Beyoncé e Rihanna. Tutte hanno capito come funziona il meccanismo e l’hanno perfezionato. C’è da dire che forse aver fatto ricorso alla chirurgia estetica per fermare il corso del tempo non è stata una delle idee migliori come anche la “transumanza” dell’universo musicale sul terreno della dance, campo di gioco degli adolescenti, ha evidenziato la differenza di età tra lei e le più giovani.

Aggiungeteci la crisi dell’industria della musica che lei stessa ha contribuito a modellare. In un mondo in cui dominano download, mp3 Madonna non ha saputo destreggiarsi. Cosa le riserverà il futuro? Staremo a vedere, Madonna non ha ancora smesso di stupire il suo pubblico e chissà quali altri conigli potrebbe decidere di tirare fuori da cilindro.

Gabriella Lax
Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

Una fiction su Gianni Versace

Gianni_Versace_Linda_Evangelista_super_models
I nomi ed i volti dei protagonisti sono ancora sconosciuti. Ma la vita di Gianni Versace presto diverrà una fiction grazie anche al lavoro dello scrittore Tony Di Corcia ed alla sua biografia dello stilista di Reggio Calabria. Di Tony Di Corcia avevo già raccontato in altri post del mio blog. Ho un’immensa stima per il suo lavoro. Tra l’altro sta lavorando alla trasposizione della vita di un altro famoso stilista. Il libro “Biografia di Gianni Versace”, uscito nel mese di novembre scorso, edito da Lindau, con la prestigiosa prefazione di Giorgio Armani, è una meravigliosa e capillare ricostruzione della vita di Versace. Dalla gioventù vissuta nella città dello Stretto, al rapporto profondo con la madre Francesca, sarta, al passaggio a Milano ed alle prime sfilate e poi  l’amore per il teatro e per i costumi di scena, l’ascesa, le sfilate, l’apice del successo fino alla sfilata del luglio 1997 ed alla terribile uccisione avvenuta a Miami, qualche giorno dopo.

Dall’acquisto dei diritti sulla biografia sarà tratta la sceneggiatura di una miniserie, prodotta da Ares Film e Kroma di Patrick Meehan, che sarà trasmessa dalle reti Mediaset (quasi sicuramente Canale 5) anche se bisognerà aspettare il 2014 o addirittura nel 2015. Le riprese cominceranno a novembre, ma, come si diceva, c’è il massimo riserbo sul progetto, né si sa ancora chi vestirà i panni dello stilista di fama mondiale. L’unica cosa certa è che la fiction ripercorrerà le tappe principali della vita di Gianni Versace.

La regia potrebbe essere curata da Alessio Inturri impegnato ultimamente nella serie di successo “Il peccato e la vergogna”. La produzione non ha ancora chiarito quale potrebbe essere il ruolo di Donatella Versace, sorella dello stilista, che ha ereditato la gestione del marchio alla morte del fratello. Certamente la Versace, tra una sfilata e l’altra, potrebbe arricchire il progetto, svelando particolari e curiosità sulla vita e sulla carriera di Gianni.

Sul delitto Versace è stato girato un film per la televisione in America, un progetto nel quale hanno recitato Franco Nero, Shane Perdue e Steven Bauer. E’ di qualche giorno fa la notizia che la villa di Miami, luogo dell’assassinio dello stilista, è stata messa all’asta. Prezzo di partenza 25 milioni di dollari. La proprietà, quasi 1.800 metri quadri, 10 stanze da letto, 11 bagni e una piscina rivestita con un mosaico in oro, era stata acquistata da Gianni nel 1992. In passato ci hanno abitato anche Madonna e Sylvester Stallone.

Gabriella Lax
Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

Madonna a Roma il 4 ottobre?

madonna
L’avete segnato sul calendario? Dopo chiacchiere e pseudo inaugurazioni adesso si fa sul serio. Si mette in moto il meccanismo e fra qualche giorno si inizierà il lavoro nella location capitolina “Hard Candy Fitness” che aprirà a fine agosto. Madonna invece, la regale proprietaria, della catena di palestre in tutto il mondo, potrebbe arrivare il 4 ottobre prossimo. A Roma, per il party di pre-apertura arriva Craig Smith direttore artistico e coreografo di celebrità come Shakira e Rihanna.

«Madonna è instancabile, è un onore lavorare con lei. E’ una perfezionista e ha un energia incredibile, stare al suo fianco è stata l’esperienza più bella della mia vita» spiega il ballerino. Insieme a lui volti noti della scena nazionale ed internazionale come Demetra Hampton, Emanuela Rossi, la corista di Madonna, e molti altri. La palestra di Lady Ciccone aprirà al pubblico a fine agosto in via Capo d’ Africa, in attesa dell’inaugurazione ufficiale il 4 ottobre. Il ballerino non si sbilancia, ma lascia intendere che Madonna sta lavorando a qualcosa di nuovo.

«Tenete gli occhi ben aperti» spiega Craig Smith facendo intuire che dopo, aver presenziato alle aperture delle altre quattro sedi mondiali delle palestre, la regina del pop a ottobre potrebbe venire a Roma, città che tra l’altro adora e che ha visitato più volte. Certo è che al momento c’è da registrare un boom di iscrizioni, soprattutto da parte dei vip. L’agenzia Tmnews rivela che tra questi ci saranno Valeria Golino, mentre altre fonti parlano di Ilary Blasi e Sabrina Ferilli. A tenere le lezioni, oltre a Craig Smith (che nel frattempo ha tenuto corsi intensivi per formare i trainer romani sulle rivoluzionarie tecniche d allenamento Addicted to Sweat by Madonna) ci sarà anche Maura Paparo, l’insegnante di Amici, che ha selezionato altri ballerini dei talent e non solo, per insegnare balli cool, modern street e nuove tecniche.

Gabriella Lax
Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

Caro Gianni, dopo 16 anni

versace-gianni
«Niente è impossibile a Miami»*

15 luglio 1997 Reggio Calabria
Un due pezzi fantasia vichy. Dopo tanto peregrinare ero riuscita a scegliere. A metà luglio ancora non avevo trovato un costume che mi facesse impazzire. Sotto l’egida degli sconti ero finalmente dentro al camerino di un negozio, sul Corso Garibaldi, a provare questa fantasia black & white. Anche in quello spazio ristretto arrivavano le note della radio. La musica si ferma. “E’ stato ucciso a Miami lo stilista Gianni Versace”.
I miei ricordi successivi legati a quella morte sono le lacrime di Lady Diana al funerale dell’amico, inconsapevole del triste destino che, qualche giorno dopo, l’avrebbe sopraffatta e Naomi Campbell che sfila, lacrime agli occhi, con quell’orrenda “Every breath you take” versione modificata in sottofondo.

15 luglio 1997 Miami Beach
Antonio D’Amico mi aveva confidato, nell’intervista di qualche mese fa, che Gianni, il suo compagno, aveva scelto di stare a Miami, dopo un viaggio fatto insieme, perché quel posto gli ricordava tanto la luce del Lungomare di Reggio Calabria.

Con Kate Moss

Con Kate Moss

«Il sole invade ogni angolo di Miami. Sembra portare energia in ogni luogo. Ma anche i paradisi contemplano zone scure: dove c’è tanta luce, bisogna aspettarsi altrettanta ombra».*

Andrew Cunanan era arrivato in Florida, a Miami Beach, il 12 maggio. La polizia, dopo i quattro feroci ed atroci precedenti omicidi, è sulle sue tracce. Lo squilibrato prende una stanza al Normandy Plaza. Per due mesi sta rinchiuso di giorno a guardare le riviste di moda ed i filmini sadomasochisti ed esce solo la notte per frequentare i locali per omosessuali. Con la sua personalità psicopatica Cunanan era riuscito, fino ad un certo punto della sua vita, a sfruttare, soprattutto attraverso il suo aspetto avvenente ed dunque al sesso, la società, senza essere costretto a ricorrere al crimine. Nell’escalation di assassinii (che a quanto pare lo ha portato al suicidio) la scelta di Gianni Versace come ultima vittima è simbolica, gli ha permesso di raggiungere, attraverso la morte, quella notorietà che il suo narcisismo patologico gli aveva ispirato.

Gianni Versace era stato intervistato da Maria Vittoria Carloni, il pomeriggio precedente, aveva raccontato alla giornalista de “L’Espresso” che a Miami riusciva a lavorare bene, cambiando aria rispetto all’ambiente di Milano. La sera, prima di andare a dormire, Gianni aveva inviato i fax alla sede di Milano, senza ricordare la differenza del fuso orario. La mattina seguente alle otto circa Gianni era uscito, come tutti i giorni, per andare a prendere i giornali. Per Antonio quella sarà l’ultima volta in cui vede Gianni vivo.

Ci vogliono pochi secondi per uccidere una favola. La favola di Gianni Versace che era partito dalla città dello Stretto e che, con ago e filo, creatività e innovazione, animato dallo spirito di un Dio greco che gli si era annidato nell’amigdala, aveva portato la sua moda ed il suo nome del mondo, costruendo dal nulla una dei marchi più pregiati del Made in Italy.

gianni-versace-and-allegra-beck-at-home-in-miami-december-1994Bastano due colpi di pistola alla testa da parte di uno squilibrato a distruggere tutto. Non serve l’ambulanza, vani sono i tentativi fatti per rianimare lo stilista, freddato sulle scale della sua villa di Ocean Drive. All’inizio la notizia rimbalza in maniera così violenta e, soprattutto, appare così inaudita ed inspiegabile che ha tutta l’aria di essere una “bufala”. Le immagini degli scalini insanguinati, del corpo dello stilista sulla barella dell’ambulanza servono a fugare ogni successivo dubbio.

«Sarebbe bello pensare che Gianni Versace non si sia perso per sempre, e immaginarlo mentre vaga su Ocean Drive, lo sguardo attratto da ogni cosa o persona, la curiosità abbindolata tra forme e colori. Forse è davvero diventato luce e si è aggrappato al sole di Miami come alla criniera di un cavallo e si lascia trasportare per il mondo. Può darsi che, sempre come un raggio di sole, sia tornato tra le palme del Lungomare di Reggio Calabria per osservare le signore e i loro abiti, per immaginare che cosa le renderebbe più belle, a ripassare le forme dei resti del tempio greco,a indugiare sulle scanalature di una colonna chiedendosi come trasformare quell’effetto attraverso il drappeggio».*

«Quando il sognatore muore, cosa accade al suo sogno?».*

(1.continua)

Gabriella Lax
Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

* Tratti dal libro di Tony di Corcia “Gianni Versace. La biografia”, edito da Lindau

Vuitton sbarca a Forte dei Marmi

02_lv_forte-dei-marmi_05-2013

«Noi continuiamo a investire nel mercato nazionale, perché qui, come in Francia, i clienti sono preparati ad accogliere il lusso». (Marco Pirone amministratore delegato Louis Vuitton Italia).

Ha aperto a Forte dei Marmi, il concept store di Louis Vuitton, elegante e semplice al tempo stesso, il negozio rimarrà in allestimento fino al prossimo dicembre. La nuova struttura è nata in via Montauti ed ospita una selezione di pelletteria, accessori (cinture, tessili, bijoux e occhiali da sole) e calzature in un contesto che ben si attaglia alle caratteristiche naturali di Forte dei Marmi, rendendo omaggio allo stile di vita della Versilia attraverso materiali naturali, colori neutri. La maison francese fa così il suo debutto in uno dei baluardi delle villeggiature chic del Paese, lanciando in concomitanza con l’apertura dello store in Versilia, una versione esclusiva della borsa “Neverfull Resort Forte dei Marmi”, bag in edizione rigorosamente limitata, realizzata in tela Monogram, decorata con la scritta vintage “Forte dei Marmi” e l’indirizzo del negozio dove è già in vendita. E, per celebrare l’arrivo del nuovo store favoloso party in spiaggia a effetto revival che ha tenuto allegri, per tutta la notte, buona parte dei villeggianti sulla costa al ritmo di successi anni Sessanta.
Per Pirone «Dopo Forte dei Marmi, che rimarrà aperto fino a dicembre, ci sarà Capri e poi Firenze: per noi l’Italia è un paese molto importante, strategico da diversi punti di vista: basta pensare che in Veneto, dove lavorano per noi trecento artigiani, un terzo al di sotto dei trent’anni, produciamo scarpe per tutto il mondo».
vuitton_352-288E se entrate in un negozio Vuitton portate con voi un po’ di storia.
Vuitton è il marchio del lusso con il valore più alto nel mondo che cresce internazionalmente e che continua a scommettere sul nostro paese. Basta guardare i numeri: i negozi aperti in Italia sono 19, media che spetta in Europa solo alla Francia, e la clientela italiana è tra le prime in Europa. Felice intuizione del fondatore che, nel 1854, aprì una ditta di pelletteria, l’omonima “Luois Vuitton Company”, ben comprendendo il valore del viaggio per gli europei del tempo e, soprattutto, le potenzialità dei nuovi viaggiatori, si avvicinò con le sue creazioni ad un concetto simile a quello moderno. La fortuna del francese fu il pensare a porta bagagli da viaggio, bauli (Vuitton aveva capito che i vecchi bauli erano adatti alle diligenze ma non ai transatlantici ed ai treni moderni!) in legno di pioppo e bagagli comodi ma, al tempo stesso, raffinati.
E’ del figlio Georges Vuitton, l’invenzione, nel 1896, del celebre marchio Monogram, ancora oggi simbolo della casa francese. A lui si deve anche la creazione della celebre sacca da viaggio “Steamer bag”. Fu solo questione di pochi anni: da quel momento in poi, dive di Hollywood, sultani arabi e principi di mezzo mondo viaggiavano coi bauli realizzati dalla ditta francese. Dal 1959 la produzione si estese anche alle borse ed alla piccola pelletteria. Molti e molti anni dopo, nel 1998, si devo poi allo stilista Marc Jacobs, direttore artistico della maison il rinnovamento del marchio.

Gabriella Lax
Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

Fashion & music made in Portofino

514-3340_miss-bikini-sfilate-20Alta moda, chef internazionali, lusso e grande musica si trasferiscono a Portofino per animare l’estate. La Starwood, che gestisce gli alberghi super lusso della Costa Smeralda, ha preparato un mese pirotecnico per venire incontro alle più disparate esigenze e coccolare gli ospiti milionari.
MUSICA super concerto del Cala di Volpe, in programma il 20 luglio. Protagonisti sono i Jamiroquai, un gruppo leggendario nella musica mondiale, band inglese che spopola da 20 anni, icona autentica dell’acid jazz. Insieme sul palco dunque Jason Kay (voce), Rob Harris (chitarra), Derrick Mc Kenzie (batteria), Paul Turner (basso), sola Akingbola (percussioni) e Matt Johnson (tastiere). Previsto il sold out. La programmazione musicale di Starwood raggiungerà l’apice ad agosto con i live di Mary J.Blige. Si tratta, come immaginerete, di eventi certo non alla portata di tutti, perché il prezzo del biglietto, cena buffet compresa nell’incomparabile scenario a bordo piscina del Cala di volpe, si aggirerà intorno ai mille euro.

MODA Ma sarà lo stile il padrone dell’estate in Portofino.
Dal 2 al 12 luglio è stato programmato il Porto Cervo Fashion Week. Evento diviso in due tranche. Dal 2 al 6 il Porto Cervo Fashion Week sarà ospitato dal Cala di Volpe. Il Bar Pontile sarà teatro di eventi unici ed esclusivi con gli stilisti più in voga del momento, tra i quali segnaliamo Versace, Brunello Cucinelli, Gucci ed Emilio Pucci. Dal 7 al 12 luglio, invece, la Porto Cervo Fashion Week “By the sea”, nel cuore del borgo inventato dall’Aga Khan più di mezzo secolo fa. La spiaggia di Porto Cervo diventerà una passerella per 6 giorni, in cui le installazioni di “Bleu nature” abbracceranno le passerelle e faranno da cornice a sfilate e presentazioni. Appuntamenti all’insegna del glamour cinque stelle con modelle, esponenti del jet set mondiale e fotografi internazionali che saranno protagonisti assoluti nel cuore della Costa Smeralda.

CHEF Dulcis in fundo ci saranno tredici serate con altrettanti cuochi del gruppo Chic (Charming italian Chef) per l’evento “Eating with the star” (Cenando con le stelle”). I maestri della cucina saranno all’opera nei quattro hotel super lusso della catena alberghiera (Hotel Cervo, Pitrizza, Cala di Volpe e Romazzino) autentici giganti della cucina internazionale. L’evento è iniziato in questi giorni con Andrea Alfieri del Majestic Charme hotel di Madonna di Campiglio, ai fornelli del ristorante il Grill di Porto Cervo e si concluderà il 12 settembre al Pitrizza con Domenica Vagnarelli dell’Hotel Cristallo di Giulianova.

Gabriella Lax
Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

Casamadre, trionfo a Pitti Uomo

david parisi e alessia crea«Alessia, sai, ho letto su Vogue di un concorso, mhhh “Who’s On Next?”, mi pare. Perché non partecipi». Io le avevo detto proprio così, circa dodici mesi fa. Ma la dolce Alessia mi aveva risposto che sarebbe stato troppo difficile il solo pensare di partecipare.

E invece. Ecco ci qui, appena un anno dopo e “Casamadre” il marchio calabrese di Alessia Crea e David Parisi, trionfa in assoluto al concorso di giovani talenti della moda, a Firenze, lo scorso 18 giugno.

E’ arrivato alla quinta edizione, “Who’s On Next?” (Chi sarà il prossimo? nds) l’evento promosso da Pitti Immagine Uomo (fiera internazionale dedicata all’abbigliamento maschile), Altaroma e “L’Uomo Vogue” ha ormai messo radici profonde. Vittoria per un brand, Casamadre” che aspira ad essere “contemporaneamente attuale”.
«Siamo rimasti increduli anche nel momento della proclamazione, è una gioia grandissima. E pensare che ci hanno chiesto di partecipare». In gara sette giovani fashion designer emergenti, i più interessanti, quelli che, con molta probabilità, diventeranno i “big” del futuro.

Le creazioni dei sette finalisti sono state presentate al pubblico nel Padiglione Centrale a Firenze, in un suggestivo allestimento creato ad hoc dall’architetto Alessandro Moradei. Alla fine, dopo attenta osservazione, la giuria composta da top buyer, giornalisti e opinion maker, ha premiato ex-aequo gli accessori di Casamadre e SuperDuper Hats. Sul podio i calabresi di Casamadre, lo shoe-brand che ha convinto la giuria «e questo ci da molta carica» chiariscono i giovani palmesi vincitori. «Si parte dall’identificare il nuovo scenario della collezione, il nuovo mood, le linee guida; dopo approcciamo il prodotto, si ritorna alla scelta dei materiali, e dopo aver il quadro ben preciso e lo scenario ben chiaro definiamo tutti i prodotti».

Tutti insieme i vincitori del primo premio

Tutti insieme i vincitori del primo premio

Particolare l’ispirazione al circo, nella versione classica, d’antan, con movenze e tocchi di modernità, che ha caratterizzato gli accessori per la collezione di scarpe da uomo («le creazioni da donna – specifica la Crea – usciranno nel mese di luglio e, a settembre, saranno in vendita»). Dunque scarpe con le punte rosse che sottolineano un’assonanza con il naso dei pagliacci, sorta di make up del circo, evidenziato «principalmente dai volumi che ricordano i pagliacci». Atmosfere vintage, linee e forme sproporzionate ad hoc, colori giocosi. Accanto a “Casamadre” vincono anche i cappelli di “SuperDuper Hats”, fondato nel 2010 da Matteo Gioli e Ilaria e Veronica Cornacchini, rigorosamente hand-made pensati per un uomo un po’ vagabondo e avventuroso. Tra i premi che toccheranno ai vincitori tre showroom a Milano, Londra e Parigi, regni in cui la moda fa da padrona; e ancora una sfilata, nel mese di gennaio, a Firenze, in occasione di Pitti Uomo, una piccola ricompensa economica da parte di Vogue; mentre yoox.com offre ai vincitori una visibilità speciale supportando i designer nella realizzazione delle loro collezioni e offrendo loro una vetrina internazionale unica per gli accessori creati in esclusiva. «“Casamadre” è un mood calabrese , sin da quando è nato il marchio abbiamo pensato di imprimergli un mood calabrese, un accostamento alla tradizione, intesa non come un legame (familiare) di sangue, ma come appartenenza alle esperienze forti di cui si diviene parte nel corso della vita». Tra i progetti in fieri di “Casamadre” «Stiamo sperimentando entrambi il mondo dell’immagine nel cinema, sperando di poter mettere assieme e dar corpo a un progetto molto presto».

Gabriella Lax
Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

Emma, una marchesa chef

Emma-McQuiston_2528841b
Grazie ai suoi consigli culinari, dalle pagine del blog, Emma Mcquiston è divenuta, in pochi mesi, una super quotata star del web. Ma la giovane inglese potrà vantare ben presto un altro record piuttosto che quello dei clic perché la sua fama è destinata ad illuminare Buckingam Palace. La Mcquiston ha ventisei anni compiuti da poco, è un ex modella di colore, bella e flessuosa che rimarrà negli annali dei libri di storia per essere la prima marchesa di colore del Regno Unito.

Sorriso smagliante, una buona istruzione, savoir faire, Emma McQuiston è la figlia di un petroliere nigeriano Ladi Jadesimi, un magnate (laureato ad Oxford) e di Susanna. Di lei si occupa, a partire dalla copertina, il numero di maggio del magazine inglese “Tatler”. Sul suo blog, la giovane si concentra su diete ed alimenti preferiti dalle celerità. Laureata in storia dell’arte, è appassionata di nail art ed ha una vasta collezione di occhiali da sole, tanto che, se guardate le sue foto, non la troverete mai con indosso lo stesso paio. Le piacerebbe diventare presto mamma.

Sposando, in questi giorni, il visconte Ceawlin Thynne, rampollo di una delle famiglie blasonate più eccentriche d’Inghilterra, Emma entrerà nella storia: sarà destinata a diventare la futura Marchesa di Bath e la prima donna di colore a potersi fregiare di tale titolo. «C’è un po’ di snobismo, in particolare tra le generazioni più vecchie. C’è il sentimento di classe e poi c’è l’elemento razzista. È una giungla. Ma io la supererò». Così ha confessato alla rivista
Il futuro marito, Ceawlin Thynn, 38 anni, gestisce la tenuta Longleat, di proprietà della famiglia, che comprende un parco safari che sembra sia il primo fuori dall’Africa. La coppia si frequenta assiduamente da 18 mesi, ma i due si conoscono da quando Emma aveva 4 anni.
Un bel colpo che sta regalando agli inglesi beate chicche di gossip. La blogger imperterrita non ha nemmeno una goccia di sangue blu nelle vene, ma solo un patrimonio di tutto rispetto che l’ha portata, sin da bambina, a frequentare l’alta società britannica, quella che sta già conquistando sul web a colpi di gusto e di cucina (anche quella italiana).

Nb..avete notato il format del suo blog? E’ identico al mio…chissà che non sia scritto nel destino… Diventerò Marchesa anch’io?

Bentrovati, un abbraccio di cuore a tutti. Mi siete tanto tanto mancati! Ma eccomi pronta e carica in pistaaaa

Gabriella Lax
Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

Immagine 2

Versace, origini dalla Magna Graecia (Laxstyle ritornerà il 23 giugno)

gvUna biografia che ha il sapore della Magna Graecia, un libro che racconta anche di Reggio Calabria, di quello che era stata, dal dopoguerra agli anni Settanta. Il libro “Gianni Versace, la biografia” (con prefazione di Giorgio Armani) è stato pubblicato lo scorso novembre, scritto dal giornalista pugliese Tony Di Corcia, edito da Lindau e, possiamo aggiungere, col benestare di Antonio D’Amico, il compagno dello stilista reggino che, oltre ad aiutare l’autore nel testo, ha fornito foto eccezionali della vita privata di Gianni Versace.
Da bambino Versace frequentava, con non poca noia, la scuola “De Amicis” ma, commenta lo scrittore “Col libro “Cuore” non c’è nessuna analogia”. I genitori lo mandano a ripetizione dai Foti “insegnati elementari.

Sono gli stessi che non perdono occasione per ricordargli il talento e la bravura” del fratello Santo. Ma, se c’è una persona che il piccolo Gianni detesta è proprio la maestra che critica il modo di vestire (quasi sempre in nero) del suo giovane alunno. E’ la stessa che manda a chiamare la madre di Gianni rivelando che il figlio è una specie di maniaco sessuale perché, durante l’orario di lezione, disegna dive del cinema italiano. E sono le scuole che tornano nella visone della storia di Versace a Reggio. Da ragazzo scappava dalle finestre della media Vitrioli per andare a guardare i resti del tempio greco e sul lungomare, la via marina bassa.

Tra i luoghi memorabili, citati nel libro del giornalista pugliese c’è il teatro Cilea, con le sue poltrone rosse, dove il papà Antonio lo accompagnerà per vedere “Un ballo in maschera”, in un giorno in cui nascerà l’amore (che prenderà poi corpo “come un virus incubato” nella creazione di abiti di scena) per il teatro. Dal padre Gianni “ha ereditato la timidezza – scrive Di Corcia – e una visione magica della sua terra, che amplifica le tracce di Magna Grecia sparse intorno a lui e gli fanno sembrare la Calabria una terra più immaginaria che reale. I resti delle terme romane, la nobiltà dei palazzi, la luce del lungomare che aveva stregato anche Stendhal, il mare dello Stretto che sembra un lago”.

Frammenti vissuti nel negozio della signora Franca, “Elle”. Leggenda racconta che, un giorno, nella boutique era entrata Raffaella De Carolis, già miss Italia nel 1962 e che, di seguito, aveva sposato l’armatore Amedeo Matacena. La donna, grazie al savoir faire della signora Franca, aveva acquistato cinque abiti (tra cui Balestra, Barocco, Chloè) quando, nel negozio, fece il suo ingresso Gianni. La signora cercò, nel suo sguardo, qualche cenno di approvazione e disse “Guarda Gianni ho scelto queste cose con la mamma”. Lui, in maniera rigida, proferì poche parole: “Questi due no. Non sono adatti a te”. E, quando andava via la facoltosa cliente, sua madre si era avvicinata per chiedere spiegazioni sullo strano comportamento, lui le rispose “Mamma, chiunque veda una persona vestita da noi deve chiedersi: che bello, dove l’ha preso? Se invece si chiede dove l’ha presa ‘sta roba e storce il muso, tu perdi un cliente. Si vende per amore. Se tu vendi per amore i tuoi clienti aumenteranno. Se vendi per commercio puoi fare anche danni”. Da queste parole si evince uno dei concetti che stavano più a cuore a Gianni Versace: la moda deve rendere belle le donne, deve trasformare ognuna di loro in una dea.

Con questo pezzo del mio cuore Vi ringrazio per le più di centomila visite in dieci mesi da quando è nato il blog. Vi do appuntamento sul web il 23 giugno con tante novità di cultura e glamour. (Come nel mio “LAX” STYLE)

Gabriella Lax

Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

 

“Life ball” con Roberto Cavalli

Roberto-Cavalli-Fashion-Show-at-the-Life-Ball-20131Messi da parte gli splendori della corte d’Asburgo e dell’imperatrice Sissi o la deliziosa golosità della Sacher torta, Vienna si riempie di luce nuova, ospitando l’edizione 2013, “Life ball” il mega evento creato, ormai ventuno anni fa da Gary Keszler, per raccogliere i fondi per la lotta contro l’Aids. Ospiti d’onore della ventunesima edizione lo stilista Roberto Cavalli e la moglie Eva che arrivano sorridenti all’appuntamento in una mini color nero e oro (del costo di 150mila euro, acquistata all’asta, solo pochi minuti prima dal principe del Q8 ). I due ospiti accendono la festa nella piazza del municipio di Vienna illuminato, per l’occasione, di rosa.

Si apre l’indimenticabile sfilata da “1001 notte”, con cui entra nel vivo l’edizione 2013 del visionario, gigantesco party all’insegna della beneficienza. A Vienna, si tratta dell’appuntamento più atteso, dopo il valzer di Capodanno, una manifestazione che, oltre a raccontare le due facce della capitale europea, fa convergere in essa i personaggi più internazionali del mondo della moda, del cinema, della politica e dello spettacolo. Stavolta c’erano Bill Clinton e sir Elton John pronti a sostenere, con le loro fondazioni, Gary Keszler, ideatore di un galà, divenuto nel tempo, uno dei successi più emozionanti nella lotta all’Aids.

Uno spettacolo sfavillante, glamour e sexy, nato per combattere il buio della malattia, una sfilata che è una festa che anima strade e quartieri già dalle ore precedenti, nel corso dell’inaugurazione, al centro di Vienna, del nuovo negozio Roberto Cavalli. Così per una sera il cuore storico dell’Europa si trasforma in un red carpet di fattura hollywoodiana, con 45 mila persone a festeggiare. Uno stile, quello Cavalli, che veste perfettamente il “Life ball”. Lo stilista toscano è l’unico ad essere stato richiamato, in questi 21 anni, per una seconda volta nel monumentale palco allestito nella city hall.

Trenta splendidi minuti di fashion show che porta sotto i riflettori le creazioni fatte di estro e maestria artigianale, con le modelle che esibiscono disegni liberty e floreali, pizzi e i tagli anatomici delle creazioni da sera con tanto di trasparenze. In conclusione, nella retrospettiva, tocca poi ai pezzi che fecero la fortuna di Cavalli: jeans incastonati di cristalli, veri “cavalli” (è il caso di dirlo) di battaglia, indossati con le camicie da uomo annodate sotto al seno, memorie indelebili di album targati anni Novanta. Chiude la sfolgorante passerella l’oro dell’abito di Carolina Kurkova. Fashion e colori ma senza perdere di vista l’obiettivo, oltre venti milioni per la ricerca sull’Aids.

Gabriella Lax
Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma