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Le violenze sessuali e l’utilità delle fiaccolate “salva coscienza” (per chi ne ha una)

img-20160910-wa0001Di Gabriella Lax

Mi sembra di sentire i battiti del suo cuore all’uscita di scuola, quando con gli occhi piccoli piccoli, scruta tra le persone, indaga i volti, per prepararsi a sapere se quello poteva essere uno di “quei giorni”. Quante volte avrà pensato, stringendo le ginocchia tra le braccia, che la vita non poteva essere solo sofferenza. Due anni in cui per forza, per sopravvivere, la piccola melitese, avrà anestetizzato il suo corpo, avrà pensato di camminare su quale prato colorato, di toccare con le dita chissà quali cieli mentre dentro di lei i cari ragazzi suoi concittadini, consumavano le violenze più atroci. L’incubo terrorizzante deve esserle sembrato infinitamente lungo e senza uscita, giorni che diventavano cubi di plastica, vuoti, maleodoranti, di rabbia e di sudore.

Fiaccolata ieri sera a Melito Porto Salvo, la cittadina calabrese che ha dato i natali alla quindicenne (oggi) che per due anni ha subito violenze dal figlio del boss locale e dai suoi pari coetanei. L’unica vittoria della fiaccolata è stata parlare alla gente di una donna ancora viva. Una tantum non si è pianto il morto. Una bella processione di luci e di volti, a qualcuno quel tanto che basta per dire “io c’ero. Sono contro la violenza io”. E poi? Tra le 5 centinaia (circa) di persone venute a sostenere la piccola vittima, di melitesi (11.416 racconta Wikipedia), a dire il vero, ce n’erano pochi. Tante persone erano arrivate dai comuni vicino, da Reggio. Alcuni sindaci, altri amministratori locali. E poi le parole del sindaco Giuseppe Meduri per ricordare le “colpe” dei genitori della piccola. Troppo in fretta si fa a lavarsi le mani così caro sindaco. Riconoscere le pecche che commettiamo è il primo passo, la consapevolezza e l’ammissione di responsabilità sono il trampolino di lancio del cambiamento. Troppo immaturo dare le colpe agli altri, seppur erano in tanti che vedevano e che hanno taciuto.

img-20160910-wa0002Il pensiero di don Giovanni Zampaglione “A conclusione di questa fiaccolata , chiedo a Dio (assieme a voi) , come dice papa Francesco, il dono delle lacrime. Vedete,alle volte, nella nostra vita gli occhiali per vedere Gesu’ sono le lacrime. Ieri ,durante la veglia di preghiera,dinanzi all’icona di Maria Ss.di Porto Salvo, ho visto qualche mamma e qualche giovane piangere. Nei momenti piu’ “scuri ” della vita e di una comunità si PIANGE ma nello stesso tempo in noi ci deve essere la voglia di RIPARTIRE e di puntare come ci diceva il nostro arcivescovo Giuseppe alla RICOSTRUZIONE DELLA NOSTRA SOCIETA’”.

Il pensiero di Tonino Nunnari, presidente della cooperativa sociale “La Sentinella” e referente del presidio Libera “Ti chiediamo scusa… se non siamo stati in grado di proteggerti… se diamo per scontato che la colpa è sempre degli altri e mai la nostra… se il posto in cui viviamo ci piace così perché ci accontentiamo di questa finta apparenza di benessere… Ti chiediamo scusa se ogni giorno preferiamo scrollarci di dosso la nostra responsabilità educativa e la affidiamo alla televisione e ai cellulari o molto più spesso alla strada… Ti chiediamo scusa se ti abbiamo insegnato che è da sfigati giocare a nascondino e che è meglio giocare a fare i grandi… Ti chiediamo scusa se ancora adesso, con la nostra aria di superiorità, ti continuiamo a dire che te la sei cercata… Perché noi abbiamo sbagliato… Sì…tutti noi abbiamo sbagliato… Non siamo stati in grado di farti vivere il Bello della tua giovinezza… ti abbiamo insegnato che è più importante accontentare il “potente” di turno invece di insegnarti i Valori della Vita… Perché tu sei nostra figlia, nostra sorella, nostra nipote…e noi non siamo stati in grado di proteggerti. Perdonaci…se puoi”.

(grazie a Vladimir Nucera per il contributo fotografico)

Anche il Museo festeggia la Patrona: domenica ingressi a 3 euro (e tappeto rosso al passaggio della Vara)

domenica-11-09-2016Il Museo Archeologico Nazionale festeggia con la città di Reggio Calabria e i reggini in occasione delle celebrazioni patronali. Dalla mattina di sabato, per il passaggio della Santissima Effigie, un tappeto rosso steso all’ingresso del Museo accoglierà i visitatori e renderà omaggio al transito della Vara. Inoltre, dall’apertura serale dalle ore 20.00 di giorno 10, sino a domenica 11 settembre, il costo del biglietto sarà di 3 euro.Un’altra occasione per non perdere le bellezze della Calabria antica, in coincidenza con uno dei momenti di fede e di tradizione religiosa tra i più importanti e sentiti della collettività.Per #nottidestate al MArRC, inoltre, sabato 10, alle 20.00 nella sala conferenze del Museo, l’archeologa Maria Teresa Iannelli, parlerà de “La pesca del tonno nella Calabria Romana”, in sinergia con il FAI – delegazione di Reggio Calabria.Dalla stessa ora e sino alle 23.00, con il contributo dei volontari del Touring Club, sarà aperta la Necropoli ellenistica nei sotterranei del Museo.
Le tombe scoperte con i lavori costruzione di Palazzo Piacentini saranno visitabili anche domenica 11 dalle ore 9.30 alle 13.30.«Il nostro vuole essere un segno di attenzione alla cittadinanza nei giorni delle celebrazioni dedicate alla patrona della città- commenta il Direttore Carmelo Malacrino. Un gesto sobrio, ma ispirato al desiderio di condividere il cammino di crescita culturale e di divulgazione dell’antichità magnogreca che ha reso nota e importante la Calabria. Un passato illustre – conclude il Direttore – che, intrecciato nei secoli con la storia della cristianità, costituisce le nostre radici identitarie. Un passato illustre per il quale ogni Cittadino sarà accolto al Museo con il tappeto rosso».

A Seminara finisce la latitanza di Antonio Pelle, assolto a giugno dal processo “Fehida”

Di Gabriella Lax

PELLE Antonio cl. '88Un latitante ricercato, cresciuto in un contesto intriso di tradizione criminale. Lui, Antonio Pelle, ha cercato di darsi alla fuga dal tetto di un’abitazione. Tutto inutile. E’ finito stanotte il periodo di latitanza del ventottenne, originario di Benestare. L’uomo era inserito nel programma di ricerca dei latitanti pericolosi (cd. elenco dei 100) nonché destinatario di mandato di cattura in ambito Shengen, irreperibile dal maggio 2012, per i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, associazione a delinquere di tipo mafioso e concorso in detenzione di sostanze stupefacenti .A concludere l’operazione, all’alba di oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, collaborati da militari dello Squadrone Cacciatori Calabria. Ad illustrare i fatti, stamane, al comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria c’erano il tenente colonnello Vincenzo Franzese, comandante del reparto operativo, il colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, Alessandro Mucci, comandante del nucleo operativo, il capitano Antonio Spinnato, comandante della compagnia dei carabinieri di Palmi.

IMG_9665 copia(1)Quest’ultimo racconta i particolari dell’arresto. “Pelle si trovava all’interno di un edifico di Seminara, in frazione Sant’Anna, in una struttura a due piani con delle adiacenze. Abbiamo cinturato la zona per evitare a fuga e così è stato, considerato che Pelle ha cercato di darsi alla fuga da un tetto ma è stato trovato dopo una seconda e più approfondita perquisizione”. L’edificio appartiene ad un uomo (A.P. di anni 48),, deferito per favoreggiamento personale. L’uomo era noto alle forze dell’ordine per reati non gravi da giustificare la presenza del Pelle. Tra i due non risultano legami di lavoro né di parentela.

Pelle ha due provvedimenti di custodia cautelare ed n mandato di cattura internazionale per traffico di sostanze stupefacenti. Un personaggio di spicco della famiglia Pelle Vottari – chiarisce Falferi – L’operazione è il risultato della spiccata capacità di penetrare il territorio. Ogni movimento strano, ogni situazione anomala che non risponda ai canoni usuali e che è possibile individuare viene segnalata e fatta oggetto di ulteriori approfondimenti. In questo caso, ieri sera, le anomalie hanno riguardato il territorio di Seminara, sono state processate dal comando e ieri sera, si è deciso di intervenire”. Pelle, con molta probabilità, si trovava in transito in quelle aree di gravitazione della locride. Tocca a Mucci, inquadrare il personaggio dal punto di vista storico biografico di Pelle. “ A suo carico due provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria di Roma, per due operazione del 2012 e del 2015 (rispettivamente operazione “GOOD LUCK” portata a termine in Roma, è ritenuto elemento di spicco dell’articolazione territoriale della ‘ndrangheta VOTTARI alias “FRUNZU” e GIORGI alias “SUPPERA” operante prevalentemente in San Luca, Benestare e Bovalino con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre in ambito nazionale)..Nel processo Fehida, era stato condannato a 12 anni di reclusione ma lo scorso giugno era stato assolto dalla corte di cassazione, per non aver commesso il fatto. Ciò non ne sminuisce la caratura criminale, in particolare per la famiglia di appartenenza, è inserito in un contesto di alto spessore criminale, come già ricostruito nel processo Fehida”. (foto Marco Costantino)

 

In manette il latitante Antonio Pelle. Era irreperibile dal maggio 2012

carabinieriAlle ore 04.30 circa di oggi 04 settembre 2016, in Seminara (RC), i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, collaborati da militari dello Squadrone Cacciatori Calabria, hanno tratto in arresto PELLE Antonio, 28 anni da Benestare, latitante inserito nel programma di ricerca dei latitanti pericolosi (cd. elenco dei 100) nonché destinatario di mandato di cattura in ambito Shengen, irreperibile dal maggio 2012, per i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, associazione a delinquere di tipo mafioso e concorso in detenzione di sostanze stupefacenti. Prevenuto è ritenuto elemento di spicco dell’articolazione territoriale della ‘ndrangheta VOTTARI alias “FRUNZU” e GIORGI alias “SUPPERA” operante prevalentemente in San Luca, Benestare e Bovalino con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre in ambito nazionale.

Comunicato stampa dei Carabinieri di Reggio Calabria

Polistena, sette colpi di arma da fuoco contro i vicini dopo un litigio

carabinieriAncora colpi di pistola, ancora per futili motivi. E’ successo a Polistena, nel reggino, nel pomeriggio di oggi. Per fortuna senza conseguenze mortali. Erano le 14.30 quando, nei pressi ed all’interno dell’autofficina dei fratelli MANAGÒ, un uomo esplodeva complessivamente nr. 7 (sette) colpi di pistola, attingendo MANAGÒ Graziano, di anni 55 da Polistena (RC), già noto alle FF.OO., ed il germano MANAGÒ Elio Antonio, di anni 44 da Polistena (RC), incensurato. Seguito occorso entrambi venivano soccorsi e ricoverati all’Ospedale di Polistena (RC), in prognosi riservata, non in pericolo di vita, poiché affetti da ferite da colpi d’arma da fuoco rispettivamente il primo alla gamba sinistra ed al braccio destro ed il secondo al braccio ed alla zona sotto ascellare sinistra. L’immediata attività d’indagine consentiva ai Carabinieri della Compagnia di Taurianova di ricostruire puntualmente l’accaduto ed individuare il responsabile identificato in CONDOLUCI Serafino, di anni 55 da Polistena (RC), fattorino, già noto alle FF.OO.,che veniva rintracciato poco distante nella zona industriale di quel comune mentre tentava di allontanarsi a bordo della propria autovettura e sottoposto a fermo di indiziato di delitto per i reati di tentato omicidio e porto e ricettazione di arma da fuoco. Il movente del gesto è riconducibile a reiterati litigi pregressi per questioni di vicinato, l’ultimo dei quali avvenuto  nella mattinata odierna. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Palmi (RC).

(comunicato stampa dei carabinieri di Reggio Calabria)

Il sindaco Falcomatà sul branco di Melito: “Scendiamo in piazza per riscattare la comunità”

sindaco«Le violenze collettive del branco di Melito Porto Salvo nei confronti di una bambina di appena 13 anni rappresentano una sconfitta pesante per l’intera comunità calabrese. Non solo per i fatti, gravissimi in sé, che dovrebbero richiamare ad una riflessione profonda sulla condizione malata che spinge un manipolo di bestie poco più che maggiorenni ad abusare ripetutamente di una bambina soggiogandola fisicamente e mentalmente». E’ quanto si legge in una nota a firma del Sindaco Metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. «Ci sono due fattori – prosegue la nota – sui quali va comunque posto un accento ulteriore: il primo è il contesto ‘ndranghetista all’interno del quale si sono verificati gli osceni episodi messi alla luce dall’indagine della magistratura reggina. Il secondo certamente il velo di silenzio omertoso che ha coperto questa vicenda. Come è possibile che nessuno sapesse nulla? Come è possibile che un’intera comunità abbia lasciato che una bambina bruciasse tra le fiamme di un inferno fatto di molestie, di violenza e di schiavitù per cosi tanto tempo. I fatti di Melito Porto Salvo in sostanza condannano un’intera comunità, che ora deve necessariamente fare i conti con se stessa e con la genesi patologica che ha consentito che quelle barbare ed inaudite violenze fossero perpetrate praticamente sotto la luce del sole». «Condannando quei fatti – scrive ancora il Sindaco Falcomatà – è necessario condannare il contesto entro il quale quegli stessi fatti si sono generati. E quindi la mentalità ‘ndranghetista dei padrini che vorrebbero ergersi a padroni di una comunità, tenendola di fatto in ostaggio, barattando il silenzio con la violenza, l’omertà con l’intimidazione». «Ho apprezzato la dura presa di posizione pubblica rilevata dall’Assessore reggino Armando Neri, che per primo ha sollevato la necessità per le istituzioni, tutte, nessuna esclusa, di squarciare quel velo di silenzio e di omertà che ha ammantato questa vicenda, costituendosi parte civile nel processo contro gli aguzzini della tredicenne di Melito. Da Sindaco Metropolitano mi attiverò affinché tutte le istituzioni si schierino prontamente dalla parte giusta, rappresentando lo sdegno dell’intera comunità metropolitana e condannando apertamente ed in tutti i modi possibili quello scempio». «Ma ritengo che ciò non possa bastare – conclude il Sindaco – l’intera comunità di Melito Porto Salvo è chiamata ad uno slancio collettivo che porti in strada lo sdegno e la condanna nei confronti di questi tragici avvenimenti. I cittadini di Melito Porto Salvo e di tutta la nostra Città Metropolitana hanno una grande occasione: la comunità deve riscattarsi. E deve farlo presto, organizzando un’iniziativa pubblica che manifesti apertamente la voglia di cambiamento e di riscatti di chi non vuole più continuare a subire in silenzio. Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo a questa terra, lo dobbiamo ai nostri figli. E’ ora di uscire pubblicamente e scegliere da che parte stare». (foto Marco Costantino)

Il prefetto Sammartino saluta: “Siamo stai un’impareggiabile squadra/Stato coi compagni di trincea al servizio della città”

IMG_9577Di Gabriella Lax

“La Calabria ha bisogno di fatti ed io ho voluto bene a questa terra. Talvolta il mio silenzio, ed il desiderio di dire solo risultati, è stato il frutto di questa grande dedizione alla Calabria”. Saluta i giornalisti e la città dello Stretto il prefetto Claudio Sammartino che, da domani, sarà operativo a Palermo. A Reggio Calabria, il palazzo del Governo sarà presieduto da Michele Di Bari, proveniente da Modena. “In due anni e mezzo di lavoro intensissimi trascorsi a Reggio – chiarisce Sammartino – abbiamo messo su un’impareggiabile squadra Stato in cui ciascuno è stato un vero compagno di trincea al servizio di questa città. Gomito a gomito abbiamo scritto e vissuto pagine di servizio encomiabile. Questo è l’unico orgoglio e l’unica ricompensa”.Poi arrivano i dati (“Numeri importanti ma non per un’esibizione muscolare, ma per dire ai cittadini che lo Stato c’è” specifica). IMG_9563Per il Focus ‘ndrangheta sono oltre 602 mila le persone controllate, quasi 400 mila i veicoli controllti da giugno 2014 a luglio 2016.Sono 122mila i controlli domiciliari, 117 mila leperquisizioni sul posto dunque “Numeri importanti – specifica il prefetto uscente – che danno il senso di un controllo e vigilanza del territorio dal mare all’Aspromonte”.  Sono state 25 le operazioni contro il caporalato, 135 le aziende controllate, alcune facenti capo a cosce di ndrangheta. E ancora ci sono state attività ci controllo degli allevamenti per cercare di colpire alla radice il fenomeno della vacche sacre, simbolicamente importante nel territorio. Capitolo immigazione “Mi riempie d’orgoglio – afferma Sammartino -per ciò che ha saputo dare la città per la grande  apertura per la coesione tra Stato ed enti locali, uniti da un solo obiettivo per salvare e soccorrere vite umane. A ieri 44.241 persone nel portodi Reggio e roccella di cui 3521 stranieri minori. Un grande esempio della Calabria migliore”. Sempre a proposito di emeigrazione, “Lascio la costruzione del nuovo campo di San Ferdinando, che è già partita e si concluderà tra ottobre e novembre, sulla base del protocollo operativo firmato a febbraio, tra Regione, entilocali ed organismi umanitari”. E infine “Grazie al Piano straordinarioper la giustizia in Calabria sono state assicurate oltre 125 vetture nuove e 13 immobili confiscati alla malavita sono stati restituiti alla collettività”.

(foto Marco Costantino)