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Renzi “Avendo risolto con la banda larga, l’A3 e le ferrovie, il ponte si farà”. E con il sisma che incombe come la mettiamo?

ponteDi Gabriella Lax

Garantisce che non si tratta di un regalo per Silvio Berlusconi che domani festeggerà i suoi primi 80 anni. Ha rispetto per le idee (se son giuste) seppur provenienti da un’altra parte politica. Il premier Matteo Renzi (ospite telefonico ad Rtl ) non si rimangia una parola sulle dichiarazioni speranzose per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina e di Reggio, l’opera mastodontica, da 98 mila posti di lavoro (anche qui risuona un po’ Silvio…), per sette anni di attività. Non si rimangia una virgola e precisa il presidente che due anni fa le sue parole erano state “Prima la banda larga ed i collegamenti peri treni insieme alla Salerno Reggio Calabria e poi possiamo pensare al ponte”. E dunque, a fronte di una banda larga rilanciata ed esaudiente (a suo dire), delle ferrovie siciliane che vanno bene e dell’A3 che sarà conclusa il prossimo 22 dicembre (se non vedo non credo), adesso si può guardare al ponte in prospettiva benevola. Anche perchè, a suo dire, si eviterebbe il contenzioso milionario tra lo Stato italiano e le società che avevano avuto l’impegno alla costruzione della mirabolante opera. Al premier a cui vogliamo tanto bene (eccezion fatta per il caos creato con la”Buona scuola”) per la stabilità politica, monetaria ed economica che ha contribuito a dare al Paese vorremo fare due appunti. Intanto alla faccia dei treni e collegamenti ricordiamo la situazione pietosa in cui versa tutta la Calabria che, in pochi anni, ha visto dimezzati e rallentati i collegamenti col resto dell’Italia. A ricordarcelo la manifestazione prevista per il 30 settembre per la ferrovia jonica. L’iniziativa consiste nell’invitare la popolazione a prendere il treno nella fascia oraria 8.00 – 20:00, per un viaggio simbolico di 30-60 km e prevede una massiccia e pacifica presenza nelle stazioni e sui treni per rivendicare il diritto alla mobilità ferroviaria su standard europei. Ma soprattutto sa ilpremier che cosa hanno detto gli studi in relazione all’elasticità che dovrebbe avere la struttura contro i terremoti? La zona dello Stretto è, e sarà sempre, soggetta a continui spostamenti. A ricordarlo il disastroso e terrificante sisma nello Stretto di Messina del 1908. Come ho saputo dopo una chiacchierata col geologo reggino Leonardo Tripodi, si è trattato di un cosiddetto terremoto di faglia in quanto nell’area del Nord Africa, l’area dello Stretto di Messina e l’Area a Sud Est della Grecia sono collegate da questa grossa faglia che viene continuamente sollecitata. E sempre sarà sollecitata perchè la continua sollevazione, a centinaia e centinaia di chilometri, determina un’immersione della faglia nordafricana che va a finire sotto la Grecia. Quanti decenni dunque potrebbe resistere un ponte sullo Stretto?

 

L’ospedale metropolitano sempre più una realtà. Firmato il protocollo tra l’azienda ospedaliera ed il Comune reggino. E dal 3 ottobre parte cardiochirurgia

img-20160922-wa0009Di Gabriella Lax

Inizia a prendere forma “l’ospedale metropolitano”, come è stato battezzato dal sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, il progetto di un nuovo nosocomio, realizzato ampliando gli ospedali Morelli del viale Europa. Stamane a palazzo San Giorgio a battesimo il protocollo d’intesa firmato con il direttore generale dell’azienda Bianchi Morelli Melacrino, Frank Benedetto.

“Si tratta di un altro passo avanti -chiarisce il primo cittadino in conferenza stampa – dopo la vittoria del bando Inail, dopo aver acquisito dal demanio i terreni che servono a riqualificare l’ospedale Morelli, oggi si firma il protocollo d’intesa che consente all’azienda ospedaliera di usufruire dei nostri responsabili degli uffici e dei dirigenti del settore lavori pubblici affinchè possano (gratuitamente) dare una mano per la stesura del progetto esecutivo”. Uno step in più verso i lavori che inizieranno fra sei mesi e che consentiranno alla città metropolitana di avere un presidio ospedaliero “all’avanguardia – prosegue il sindaco – che ha come obiettivo la dignità nei confronti del malato e che possa diventare un centro d’eccellenza che possa far evitare l’emigrazione sanitaria”. Un’opera strategica per Falcomatà poiché “realizzare il nuovo ospedale significa rigenerare un intero quartiere, il viale Europa. Un appuntamento che cambierà la vita dei cittadini e l’assetto urbanistico della città. Non si tratta di una cattedrale nel deserto ma di un’opera per la crescita cittadina. dsc_2555Da sindaco mi vergogno di ciò che è successo a Roma (il riferimento è alla bocciatura della candidatura della capitale per i giochi olimpici nds), mi sento privato di una grande occasione. E le buone occasioni non si possono perdere avendo paura che possano non andare a buon fine. Noi abbiamo ottenuto la fiducia dei cittadini e non possiamo deluderli”. E gli ospedali Riuniti? “Saranno utilizzati – chiude – come una sorta di pertinenza del parco Caserta”. Soddisfazione per il progetto espressa dal consigliere delegato alla sanità Valerio Misefari che ricorda il momento in cui, qualche mese fa, fu partorita l’idea del nuovo ospedale e che plaude all’amministrazione “per l’impegno profuso a livello romano perchè questo progetto possa essere realizzato”. La storia del nuovo progetto parte da lontano, chiarisce Benedetto “Quando ancora non era viva l’esigenza di rispondere alle criticità dell’adeguamento strutturale antisismico degli ospedali Riuniti avevamo fatto un calcolo sui 60 milioni di euro necessari (circa due milioni e mezzo a torre per 23 torri esistenti nella struttura nds)”. Adesso con 180 milioni di euro da investire nella zona del viale Europa si tratta del più grande finanziamento d’Italia”. Entro i prossimi 30 giorni il progetto potrà andare a bando, toccherò all’Inail indire la gara e poi partiranno i lavori da concludersi entro 5 anni, in linea di massima. Buone notizie da cardiochirurgia. “Il prossimo 3 ottobre – afferma il direttore – partirà l’attività ambulatoriale col servizio nazionale per la preparazione agli interventi”. (la seconda foto è di Marco Costantino)

Il prefetto Di Bari tra i minori stranieri non accompagnati ospiti del Centro di primissima accoglienza ad Archi

immigrati archi 3Il Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari, accompagnato dai Rappresentanti delle Forze di Polizia, si è recato stamane presso il Centro di primissima accoglienza sito nella Frazione Archi per ascoltare le ragioni della protesta inscenata dai minori stranieri non accompagnati ospitati nella Struttura qualche settimana fa. Le motivazioni del malcontento non sono nuove: già nello scorso mese di luglio i giovani immigrati avevano dato luogo a un’analoga manifestazione motivandola con le condizioni di precarietà della struttura, anche igienico-sanitarie, l’eccessiva durata della permanenza e la difficoltà ad avere contatti con i parenti. L’incontro è poi proseguito con una ristretta rappresentanza dei minori presso il Palazzo del Governo, dove il Prefetto ha confermato l’impegno della Prefettura per migliorare i livelli di accoglienza e garantire una maggiore efficienza e qualità nei servizi.

“Tiziana? E’ stata colpa sua” dice Oliviero Toscani. Se questo è un uomo… Vergogna

toscaniDi Gabriella Lax

“Tiziana? E stata un po’ fessa. La colpa è stata solo sua”. E’ il commento choc del fotografo Oliviero Toscani a proposito del suicidio della trentenne di Napoli dopo l’esplosione in rete di alcuni video hard pubblicati incautamente. In alcune interviste (ho letto Huffingtonpost) pubblicate oggi il fotografo spiega (precisando di non voler offendere la defunta) “Fai un video e lo mandi in giro. Lo fai per farlo vedere. L’ha mandato agli amici, ma quando va in giro va in giro. Diventa pubblico. Certo, aveva degli amici del cazzo”. E ancora “Devi sapere che può accadere – ha aggiunto – non puoi deprimerti. Altrimenti sei un fesso. Se fai un video e lo dai a un amico fai una cosa pubblica. Ha fatto sesso e poi l’ha mandato in giro. Le andava bene che qualcuno vedesse. Se hai fatto un video è già una cosa pubblica, non rimane solo in tuo possesso. Viviamo di comunicazione. Non puoi fare qualcosa del genere e poi stupirti, e ammazzarti. Le parodie le devi saper accettare” .mamam

Toscani è un fotografo che negli anni ha imparato a guadagnare con la provocazione, anzi ne ha fatto il suo pane quotidiano. Le sue campagne con i baci fotomontati tra presidenti e le croci e le svastiche le ricordiamo tutti. Perchè certo se un’immagine scandalizza se ne parla ancora di più. La fotografia è cultura, è voglia di arricchire il mondo con nuove prospettive. E’ regalare sguardi che possono essere interpretati da chiunque. E’ un universale assaggiare e condividere punti di vista. Ma sbattere le parole sulla morte e sulla fragilità umana non si può accettare. Che cazzo di cultura è?Parlare ed essere sordi e ciechi di fronte al dolore è diabolico e sadico. Ho tremato stamattina di fronte alle grida disumane, da animale morente, della madre della ragazza che non riusciva a reggersi di fronte al candore della bara.

Tutto ciò che è stato più volte definito “virale” in questa amara vicenda non sono i video, ma la stupidità umana, sfaccettata (coi volti degli uomini, degli opinionisti, dei giornalisti beceri, dei vicini di casa che fanno spallucce) esplosa in tutta la sua bassezza e la sua inettitudine. Un altro salto nel Medioevo. Non nel mondo primitivo dove la donna era compagna guerriera, custode del focolare, onorata e idolatrata come una dea, fertile rifugio degli uomini, adorata come la Terra generatrice e non usata come carne da macello per il narcisismo di idioti.

Violenze sulle donne, la Boschi a Reggio “Il cambiamento deve partire dalla scuola e dalle famiglie”

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Di Gabriella Lax

“Il cambiamento passa dalle famiglie, dalla scuola, dall’educazione dall’aiuto alle persone che hanno subito violenze, per cercare di dare una risposta complessiva”. Per non tralasciare le sacche di drammi celati alla quotidianità. Questa la ricetta del ministro Maria Elena Boschi (che ha la delega alle pari opportunità) nel lungo confronto di quasi tre ore in prefettura a Reggio Calabria, dove si è svolta la riunione tecnica di coordinamento sul tema “violenza contro le donne”. Tre ore (lunghe da trascorrere per i giornalisti in attesa) che hanno sancito un aiuto concreto ai centri che si occupano della violenza sulle donne, con l’invito concreto del ministro ad “utilizzare i fondi che arriveranno”. Tra i partecipanti, il questore Raffaele Grassi, il comandante dell’arma dei carabinieri Lorenzo Falferi, Alessandro Barbera, comandante provinciale della guardia di finanza, l’arcivescovo metropolita Giuseppe Fiorini Morosini, Gerardo Dominianni, procuratore aggiunto delegato dal procuratore De Raho e Roberto Di Bella, presidente del tribunale per i minorenni. . Presente anche il sottosegretario di stato al ministro dei beni culturali e turismo Dorina Bianchi. Successivamente c’è stato l’incontro con i rappresentanti istituzionali (il presidente della Regione Mario Oliverio, il presidente del consiglio regionale Nicola Irto, il sindaco Giuseppe Falcomatà, il presidente della Provincia Giuseppe Raffa), le associazioni sociali e culturali attive nel territorio. “Credo sia stato importante oltre cercare di impostare il lavoro più in generale anche per i casi analoghi per i ragazzi vittime di maltrattamenti e di violenze – afferma il ministro – far sentire la vicinanza perchè chi è vittima di violenza sappia che non deve vergognarsi. Le forze dell’ordine sulla storia di Melito hanno fatto un grande lavoro ma ancora più importante credo che sia il lavoro che comincia per noi oggi sulla eduzione al rispetto, alla parità di genere, al rispetto della donna ed al contrasto ad ogni genere di violenza che inizia dalle famiglie e dalla scuola”.pimg_05741

Il ministro riferisce di voler intensificare ulteriormente gli sforzi per arginare e contrastare ogni forma di violenza contro le donne come ogni forma di violenza di genere e ricorda la recente istituzione, presso la Presidenza del Consiglio, Dipartimento per le Pari Opportunità, della Cabina di Regia prevista nell’ambito del Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere adottato con DPCM del 7 luglio 2015. Ha inoltre espresso sentimenti di forte considerazione nei confronti dei rappresentanti del mondo associativo che con grande senso etico operano per sostenere le vittime di tale inqualificabile fenomeno criminoso ed educare in specie i giovani ai valori del rispetto dell’altro, della legalità e della centralità della persona umana.

La Boschi ribadisce “L’impegno preso a finanziare e riaprire il prima possibile il liceo dove studiava la ragazza e creare un centro di ascolto per gli studenti, in un percorso che accompagni le vittime per fare in modo che tornino ad avere una vita più normale possibile”. Un’attività che proseguirà, secondo il ministro, con il coordinamento tra le istituzioni. Il prefetto Michele Di Bari, nel sottolineare la propria vicinanza ad ogni donna vittima di violenza, ha assicurato costante attenzione nei confronti di tale delicatissima fenomenologia criminale. Ha, infine, rivolto espressioni di particolare ringraziamento al Ministro Boschi e, quindi, al Sottosegretario Bianchi per il loro impegno istituzionale, quale testimonianza non solo della presenza dello Stato e delle sue Istituzioni, ma anche della particolare impronta che alle Istituzioni medesime conferiscono, come peraltro ogni donna nei vari settori in cui sono impegnate.

A fronte della soddisfazione manifestata all’uscita della Prefettura dalle esponenti dei centri antiviolenza, dalle responsabili dei vari comitati di pari opportunità, resta il dubbio sulla valenza dell’impiego dei soli fondi (non è la prima volta che i soldini restano nell’aere). La violenza sulle donne è antica com’è antico il mondo. E’più difficile da sconfiggere dell’Isis perchè è radicata nel dna e nel credo delle coscienze (maschili, in primis). Una cosa è fondamentale: il lavoro sull’educazione, il rispetto verso tutti gli esseri, anche sulle donne. Non si può parlare di violenza a singhiozzo, come moto di rabbia dopo l’ennesimo triste e truce fatto di cronaca. (foto Marco Costantino)

Violenza sulla ragazzina a Melito, stamane in prefettura il ministro Boschi

boschiDi Gabriella Lax

Due volte in meno di una settimana a Reggio Calabria. Arriverà tra qualche ora in prefettura il ministro per le riforme Maria Elena Boschi, già ospite lo scorso venerdì alla festa dell’unità sul lungomare Falcomatà. Sul piatto stamane lo stringente tema d’attualità, la violenza sulla giovane di Melito, la cui storia ha fatto il giro del Paese, portando con sé un manto di sdegno e sollevando di poco il coperchio di un vaso di Pandora che nasconde chissà quanti altri volti e chissà quante altre storie sordide di violenza nasconde.

Così scrive il ministro sulla sua agina Facebook ““Se l’è andata a cercare”. In questa frase c’è la vergogna di secoli di violenze sulle donne. Eppure in questi giorni funestati dai tragici episodi di soprusi e violenze, da Napoli a Melito di Porto Salvo a Rimini, la si è letta e sentita molto spesso, a volte la si intravedeva come un pensiero strisciante dietro certe condanne a metà, dietro certi “ma” e certi “però”. Dietro ogni violenza, dietro ogni dileggio, dietro la storia di ciascuna delle vittime ci sono soprusi subiti e spesso taciuti contro le donne. Dobbiamo abbattere questi pregiudizi, abbiamo il dovere di fermare questa violenza. In questi giorni siamo stati tutti colpiti, direi feriti, dalla storia della ragazzina di tredici anni di Melito di Porto Salvo. Domani sarò in Calabria per incontrare i rappresentanti delle istituzioni, i magistrati che stanno seguendo la vicenda, l’Arcivescovo di Reggio Calabria ma anche la dirigente scolastica e i responsabili dei centri antiviolenza. Non possiamo permettere che succeda ancora in Calabria o in qualunque altro luogo. Non ci fermeremo finché davanti alla violenza contro le donne ci sarà chi penserà e dirà “se l’è andata a cercare””.

Ma, oltre alla dovuta attenzione, cosa potrebbe fare in concreto il Governo Renzi, considerato che ci sono disegni di legge ( ad esempio quello sul femminicidio, proposto dell’avvocato Giulia Bongiorno) bloccati da mesi?

Toponomastica reggina: la Giunta comunale recepisce le indicazioni della Commissione per l’intitolazione delle vie cittadine

reggio-corso(foto Marco Costantino)

La rampa tra via Possidonea e via Reggio Campi sarà presto intitolata a Massimo Mazzetto, atleta della Viola Basket, che proprio in quel luogo perse la vita nel 1986. È quanto deliberato nei giorni scorsi dalla Giunta guidata dal Sindaco Giuseppe Falcomatà che ha recepito alcune delle prime indicazioni fornite dalla Commissione Toponomastica. Il centro civico di Pellaro sarà intitolato a Cosimo Cardea, medico ed amministratore pellarese. Sempre a Pellaro una via della zona sud sarà dedicata a Giovanni Scudo, mentre il Lungomare sarà intitolato a Paolo Latella, ex assessore e consigliere regionale, autore della prima legge regionale sugli asili nido e promotore dei primi stanziamenti per la costruzione dell’Ospedale di Reggio Calabria.

Nella zona di Ravagnese, Via Giuseppe Valentino Sindaco della ricostruzione dopo il terremoto del 1908. La piazza antistante le Officine Omeca diventerà piazza Maestri del Lavoro; ed ancora via Francesco Crucitti, medico di Karol Wojtyla e Piazza Leopoldo Trieste. Le rampe che dal Lungomare Falcomatà portano sul Corso Vittorio Emanuele III e che oggi vengono chiamate semplicemente “salite”, diventeranno salita Giovanbattista Mori, salita Camillo Autore, salita Gino Zani, salita Ernesto Basile, salita Francesco Jerace, salita Michele Prestipino, salita Rocco Larussa, salita Alessandro Monteleone.

A queste si aggiungono numerose traverse che diverranno Via Michele Barbaro, via Italo Greco, via Antonio Priolo, via Gaetano Cingari, via Enzo Misefari, via Raffaele Valensise, via Amintore Fanfani, via Giuseppe Saragat, via Gaetano Sardiello, via Sandro Pertini, via Enrico de Nicola, via Giovanni Gronchi, via Luigi Einaudi, via Antonio Segni, via Alcide De Gasperi.

Nella zona del rione Ferrovieri, via Giovanni Spadolini, via Lina Merlin, via Nilde Jotti, via Maria Montessori, via Albert Einstein, via Marie Curie, via Giovanni Alfonso Borrelli, via Nicolò Copernico, via Giovanni Keplero, via Isaac Newton, via Maria Gaetana Agnesi.

Spazio anche alla tradizione magnogreca: nasceranno via Metauros, via Medma, via Kroton, via Sibari, via Metaponto, via Heraclea, via Taranto, via Ipponio.

Verrà, inoltre ripristinato il tratto della via XXI Agosto che riprenderà l’antica denominazione via Scala di Giuda. (cominicato stampa)

Azzarà sull’Hospice: “La Regione attivi il potere di controllo sulla gestione della Fondazione Via delle Stelle”

azzarà“Attivare i controlli sull’attività e sull’effettivo perseguimento degli scopi sociali della Fondazione “Via delle Stelle” incaricata per la gestione dell’Hospice di Reggio Calabria”. La richiesta è stata inoltrata da Nuccio Azzarà, segretario generale provinciale Uil Fpl, al presidente della Regione Mario Oliverio ed anche al Presidente del Tribunale di Reggio Calabria Luciano Gerardis. Eccone il testo.

“Le chiediamo di attivare il suo potere di controllo sulla conduzione delle attività della Fondazione “Via delle Stelle”.Il Regolamento Regionale 10 maggio 2001, n. 1 Regione Calabria, infatti, stabilisce che l’autorità competente per il riconoscimento della fondazione può esercitare un generale potere di controllo sulla sua attività e sull’effettivo perseguimento della sua mission. Inoltre, la S.S. dispone di poteri di nomina o di sostituzione dell’organo amministrativo e di revoca delle deliberazioni contrarie all’atto di fondazione. Nei casi in cui gli organi amministrativi commettano irregolarità nella gestione o non rispettino lo statuto, l’autorità competente può sciogliere o revocare gli amministratori, nominando eventualmente un commissario straordinario. La fondazione di cui trattasi è la Fondazione “Via delle Stelle” che ha sede a Reggio Calabria in via delle Camelie snc, è dotata di personalità giuridica ottenuta con D.P.G.R. nr. 3 del 11/01/2010 ed è iscritta nel relativo Registro regionale delle Persone Giuridiche Private. La Fondazione “Via delle Stelle” gestisce l’Hospice di Reggio Calabria.“L’hospice è parte integrante della rete di assistenza territoriale della Azienda USP di Reggio Calabria. L’hospice è un servizio pubblico gratuito in grado di offrire autonomamente tutti i servizi previsti dai livelli assistenziali propri della rete di cure palliative, e quindi di assicurare la piena continuità assistenziale (dati estrapolati dal sito ufficiale: hospiceviadellestelle.it)”. Attualmente la Fondazione occupa oltre cinquanta unità lavorative. A parere di questa O.S. potrebbero insistere valide ragioni affinché la S.S. valuti se, l’attuale Consiglio di Amministrazione ed il suo Presidente, gestiscano l’ente secondo le modalità e le procedure contenute nell’atto costitutivo e nello statuto della Fondazione. La scrivente O.S. espone alcuni seri dubbi, facilmente riscontrabili dalla S.S., tramite l’attivazione dei poteri ispettivi di cui dispone, mediante la visione della documentazione ufficiale della Fondazione, al fine di verificare se realmente insistano i prodromi che possano minare la sopravvivenza della stessa Fondazione con evidenti rovinose ripercussioni economiche e sociali.

In particolare la UIL chiede di verificare:

  1. se sono stati comunicati all’autorità competente le variazioni intervenute nei soci fondatori, negli organi della Fondazione ed in tutti i fatti modificativi successivi alla costituzione. Ad es. nel Registro regionale delle Persone Giuridiche Private sembra risultare ancora indicato il primo Presidente della Fondazione il Prof. Arcuri Edoardo;

  2. se, ai sensi dell’articolo 9 del regolamento sopra citato, la Fondazione ha trasmesso annualmente al competente Dipartimento copia dei bilanci preventivi e consuntivi nonché l’aggiornamento dello stato patrimoniale corredati da una dettagliata relazione sull’attività svolta e su quella che intendono svolgere;

  3. la consistenza del Patrimonio della Fondazione e addirittura la sua stessa esistenza, in quanto sembrerebbe che il patrimonio della Fondazione sia stato completamente eroso dai risultati di gestione;

  4. se vengono rispettati i termini di redazione ed approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi con le modalità e le procedure previste dallo statuto vigente;

  5. le ragioni per cui la Fondazione non sia ONLUS nonostante la categoria tributaria più conveniente in assoluto per le fondazioni è quella di ONLUS, soprattutto al fine di consentire ai numerosi “sostenitori” di poter usufruire delle agevolazioni fiscali connesse alle donazioni elargite;

In definitiva, si rende quanto mai opportuno effettuare il controllo sulla Fondazione da parte dell’autorità competente che all’esito del quale dovrà valutare se porre in essere i provvedimenti relativi alle funzioni di controllo sulle fondazioni ai sensi dell’articolo 25 del codice civile, nonché gli eventuali provvedimenti di cui agli articoli 23, ultimo comma, 26, 27 e 28 del codice civile”.

 

La reggina Giusy Versace alle Paralimpiadi lunedì notte con la finale dei 400

giusy-versaceAvverrà alle ore 23.12 italiane di lunedì 12 settembre l’esordio di Giusy Versace alle Paralimpiadi di Rio e sarà un debutto importante per la velocista azzurra che disputerà subito la finale diretta dei 400 metri. Sono state, infatti, cancellate in questi giorni le batterie previste per domenica 11 settembre. Una decisione che favorisce ancora di più le atlete che non dovranno così correre due volte i 400 metri nel giro di 24 ore.Nel frattempo, il soggiorno brasiliano di Giusy procede bene tra allenamenti e relax nel Villaggio Olimpico. Molto emozionante è stata la partecipazione alla sfilata della Cerimonia d’Apertura di mercoledì scorso. “La cerimonia è stata spettacolare – racconta la Versace – mi ha dato un’energia incredibile che spero di poter sprigionare nelle gare. Gli allenamenti di preparazione stanno andando bene e ho avuto modo di provare la pista del Maracanã. E’ stata una sensazione incredibile, ho provato un tuffo al cuore nel vedere quello stadio e ricordare che solo poche settimane fa si sono sfidati i più grandi campioni dell’atletica mondiale. Non mi sembra vero che tra qualche giorno sarò anch’io ai blocchi di partenza per il mio primo ‘giro della morte’ olimpico”. (comunicato stampa)

Caporalato e immigrazione, il prefetto Di Bari visita la tendopoli di San Ferdinando

dsc_0134 Sopralluogo nel pomeriggio di ieri del neo Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari presso la tendopoli di San Ferdinando, presenti anche il Capo Dipartimento regionale della Protezione Civile e la dr.ssa Imma Fedele e il dr. Francesco Greco in rappresentanza della Commissione Straordinaria del Comune nonchè Don Pino De Masi. Nel corso del sopralluogo il Prefetto ha avuto modo di verificare lo stato degli interventi già avviati, nei mesi scorsi, finalizzati alla realizzazione del nuovo campo-tende nell’obiettivo di definire conclusivamente le iniziative necessarie a superare le gravi criticità delle tende a suo tempo installate e divenute oramai fatiscenti e inidonee, quindi, all’ospitalità degli immigrati che vi dimorano. Come noto, da tempo, la Prefettura si è fatta carico di una continua azione di coordinamento e di impulso nei confronti dei Comuni interessati (San Ferdinando e Rosarno) della Regione e della Provincia, Enti competenti ad avviare politiche attive di accoglienza ed integrazione sociale ed abitativa. Nel corso del sopralluogo sono stati confermati dal Prefetto di Bari gli obiettivi previsti dal Protocollo operativo siglato presso questo Palazzo del Governo il 19 febbraio scorso da questa Prefettura, dalla Regione, dalla Provincia, dai Comuni di San Ferdinando e di Rosarno, dalla Croce Rossa Italiana nazionale e regionale, dalla Caritas diocesana di Oppido – Palmi, da Emergency e da MEDU. In particolare il Prefetto nel ribadire l’esigenza dell’urgenza di completare le operazioni di allestimento del nuovo attendamento, ha chiesto che tutti i soggetti firmatari del Protocollo facciano la loro parte e contribuiscano attivamente alla realizzazione della nuova tendopoli per garantire maggiore vivibilità e sicurezza agli immigrati prima della prossima stagione invernale, nel rispetto tuttavia della piena legalità della presenza degli stessi immigrati nel nuovo attendamento. Peraltro, il Prefetto ha ricordato che il Ministero dell’Interno ha corrisposto ai Comuni di San Ferdinando e di Rosarno un generoso contributo straordinario per fronteggiare le problematiche connesse alla presenza consistente di immigrati in quel territorio. Durante il sopralluogo, il Capo Dipartimento regionale della Protezione Civile ha rappresentato di aver proceduto all’effettuazione della gara per l’acquisto delle tende che saranno consegnate entro fine mese e ha espresso la propria disponibilità a fornire anche, nell’immediatezza i moduli igienici per accelerare l’allestimento del campo.