Palazzo Crupi, l’incanto della “Casa delle farfalle” ancora in mostra fino al 5 ottobre

ec4a0546-copiaDi Gabriella Lax

Tra l’onirico ed il misterioso, affascinante e maestoso è il mondo delle farfalle. Uno spettacolo unico quello offerto a Reggio Calabria, al palazzo della cultura “Paquino Crupi”, dove è allestita la “Casa delle farfalle”, curata dagli entomologi Elvira Castiglione e Francesco Manti. Una mostra che avrebbe dovuto concludersi oggi e che, invece, per il successo registrato in questi giorni, è stata prolungata fino a giovedì 5 ottobre prossimo. img_20161002_114439Dietro le pesanti tende verdi del terzo piano della struttura si apre un mondo incantato in cui piante verdi e fiori fanno da scenari al volo epico delle più svariate specie di lepidotteri tropicali sono provenienti dalle regioni del Costa Rica, dell’Uganda, del Kenia, nel cuore della biodiversità. Ed i due entomologi con grande pazienza riescono a spiegare, a grandi e soprattutto ai bambini, il ciclo della vita di questi esseri piccoli e stupefacenti che “srotolano la loro proboscide quando vogliono mangiare, un po’ come gli elefanti, ma non toccano gli uomini”. Ed entrando nelle stanze si ha proprio l’impressione di fare un salto nello spazio in un atmosfera a tratti preistorica e selvaggia. Può succedere così che farfalle ec4a0569-copiasi poggino sui capelli, sui vestiti dei visitatori. Da un lato i tanti bozzoli, quelle che, un tempo erano state le incubatrici dalle quali nascono gli splendidi esemplari. Un tuffo di colori, dal blu acceso al rosso, dal bianco al mimetico verde. Si passa così dalla farfalla “morpho blu” alla farfalla “civetta” quella che, con due grandi occhi tatuati sulle ali, simula lo sguardo di un uccello notturno e riesce a sfuggire ai predatori. Con l’entomologa Castiglione ci confrontiamo su un mondo così vicino eppure così sconosciuto come quello degli insetti che costituiscono le specie più ec4a0552-copianumerose tra gli esseri viventi. Così imparo che le farfalle vedono i colori ultravioletti, il cui spettro l’occhio umano non è capace di distinguere. E le farfalle ci sentono, ma non con le orecchie come gli esseri umani, piuttosto riescono a decifrare le vibrazioni che i suoni emanano magari con le zampine. E poi una domanda devo farla. E la farfalla famigerata protagonista de “Il silenzio degli innocenti”? L’Acherontia atropos, sfinge testa di morto…è davvero così terribile?. Mi tranquillizzano “di notte fa visita agli alveari e si nutre del loro miele”. Correte al palazzo della Cultura, le farfalle vi aspettano per pochi giorni ancora, nel loro habitat naturale. In attesa che la casa delle farfalle, insieme a tutti gli altri insetti dei due entomologi possano trovare una nuova stabile collocazione, dopo aver abitato per tre anni, fino allo scorso giugno, ad Ecolandia. (foto Marco Costantino)

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