Archivio | settembre 28, 2016

Renzi “Avendo risolto con la banda larga, l’A3 e le ferrovie, il ponte si farà”. E con il sisma che incombe come la mettiamo?

ponteDi Gabriella Lax

Garantisce che non si tratta di un regalo per Silvio Berlusconi che domani festeggerà i suoi primi 80 anni. Ha rispetto per le idee (se son giuste) seppur provenienti da un’altra parte politica. Il premier Matteo Renzi (ospite telefonico ad Rtl ) non si rimangia una parola sulle dichiarazioni speranzose per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina e di Reggio, l’opera mastodontica, da 98 mila posti di lavoro (anche qui risuona un po’ Silvio…), per sette anni di attività. Non si rimangia una virgola e precisa il presidente che due anni fa le sue parole erano state “Prima la banda larga ed i collegamenti peri treni insieme alla Salerno Reggio Calabria e poi possiamo pensare al ponte”. E dunque, a fronte di una banda larga rilanciata ed esaudiente (a suo dire), delle ferrovie siciliane che vanno bene e dell’A3 che sarà conclusa il prossimo 22 dicembre (se non vedo non credo), adesso si può guardare al ponte in prospettiva benevola. Anche perchè, a suo dire, si eviterebbe il contenzioso milionario tra lo Stato italiano e le società che avevano avuto l’impegno alla costruzione della mirabolante opera. Al premier a cui vogliamo tanto bene (eccezion fatta per il caos creato con la”Buona scuola”) per la stabilità politica, monetaria ed economica che ha contribuito a dare al Paese vorremo fare due appunti. Intanto alla faccia dei treni e collegamenti ricordiamo la situazione pietosa in cui versa tutta la Calabria che, in pochi anni, ha visto dimezzati e rallentati i collegamenti col resto dell’Italia. A ricordarcelo la manifestazione prevista per il 30 settembre per la ferrovia jonica. L’iniziativa consiste nell’invitare la popolazione a prendere il treno nella fascia oraria 8.00 – 20:00, per un viaggio simbolico di 30-60 km e prevede una massiccia e pacifica presenza nelle stazioni e sui treni per rivendicare il diritto alla mobilità ferroviaria su standard europei. Ma soprattutto sa ilpremier che cosa hanno detto gli studi in relazione all’elasticità che dovrebbe avere la struttura contro i terremoti? La zona dello Stretto è, e sarà sempre, soggetta a continui spostamenti. A ricordarlo il disastroso e terrificante sisma nello Stretto di Messina del 1908. Come ho saputo dopo una chiacchierata col geologo reggino Leonardo Tripodi, si è trattato di un cosiddetto terremoto di faglia in quanto nell’area del Nord Africa, l’area dello Stretto di Messina e l’Area a Sud Est della Grecia sono collegate da questa grossa faglia che viene continuamente sollecitata. E sempre sarà sollecitata perchè la continua sollevazione, a centinaia e centinaia di chilometri, determina un’immersione della faglia nordafricana che va a finire sotto la Grecia. Quanti decenni dunque potrebbe resistere un ponte sullo Stretto?

 

Reggio, museo diocesano: week end di scambi all’insegna dell’interculturalità

dsc07739Di Gabriella Lax

Se scambio cambio”. E cosa si può scambiare nella città dello Stretto, storicamente luogo di incontro di civiltà e fioritura di culture? Beni di prima necessità, da consegnare al coordinamento ecclesiale diocesano in vista degli sbarchi che si susseguono a Reggio in cambio dell’ingresso e delle visite gratuite alla centralissima struttura. E allora saranno due giorni di condivisione al museo diocesano di Reggio Calabria in occasione della quarta edizione delle “Giornate nazionali dei musei ecclesiastici nel segno dell’interculturalità”, promosse da AMEI (Associazione Musei Ecclesiastici Italiani). Sabato primo ottobre, dalle 16,30 Saverio Pazzano proporrà un reading letterario con testi sul Mediterraneo e sui temi del “viaggio”, dell’“incontro”, della “bellezza”: Viaggio sempre nei luoghi comuni porrà al centro del racconto il viaggio dentro una bellezza che, attraverso parole, musica, arte, è comune a tutti, oltre ogni steccato. Allestita negli spazi museali la mostra “Anime salve”, un vagito di speranza con le preziose immagini del fotografo Marco Costantino, catturate negli anni in occasione degli arrivi degli immigrati al porto di Reggio. Stamane, al museo diocesano, la presentazione degli eventi, con gli interventi di don Nino Pangallo, Direttore Caritas diocesana, Lucia Lojacono, Direttore Museo diocesano, Bruna Mangiola, Coordinamento diocesano migranti, Alessandro Cartisano, Casa Anawim, Giuggi Palmenta, progetto Macramè.

In tutto quasi cento musei in Italia aderiscono – spiega Lojacono – lo slogan è “Se scambio cambio”, che i vari musei hanno deciso di declinare in vario modo, e che noi abbiamo deciso di dedicare all’interculturalità: scambiamo storia, racconti, canzoni e musica con i ragazzi, minori migranti, ospitati nelle case d’accoglienza e nelle strutture reggine della diocesi, Casa Anawin, Santissima Annunziata, Parrocchia di Cannavò Riparo”. Il museo reggino dunque sabato e domenica promuove aperture straordinarie attuate in base al bando giovani per il sociale, promosso per sostenere azioni volte al rafforzamento della coesione sociale ed economica.

Una dinamica fuori dai luoghi comuni per i quali, museo, e per giunta ecclesiastico,farima con “vecchiume”, i visitatori ospiti potranno scoprire una realtà all’avanguardia, in grado di confrontarsi alla pari con gli altri musei cittadini.