Archivio | settembre 2, 2016

Agosto col boom di visite al Museo Archeologico di Reggio. In 50.527 ad ammirare i bronzi e le bellezze magnogreche

museoSono stati 50527 i visitatori al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria nel solo mese di agosto. Una cifra importante che segna un incremento del 22% di presenze rispetto al dato dello scorso anno. «Un risultato che premia gli sforzi della squadra del MArRC – dichiara il Direttore Carmelo Malacrino – e di tutto il personale che si è speso con professionalità per gestire il flusso di utenti del Museo. Siamo soddisfatti e non ci fermeremo qui. Manterremo alto il nostro impegno per crescere e migliorare, consapevoli anche di alcune criticità alle quali stiamo lavorando e che intendiamo risolvere. Dal 30 aprile scorso – continua il Direttore – abbiamo lanciato la sfida: non solo di ripartire e di restituire un bene alla città, ma anche di fare del Museo una delle sedi della cultura e delle arti della regione. Un patrimonio storico che – conclude Malacrino – costituisce la nostra identità e dal quale non possiamo prescindere se crediamo davvero nel rilancio del territorio». Nel dettaglio sono stati 33465 i biglietti staccati a pagamento (tra interi e ridotti) e 17.062 i ticket gratuiti. Numeri per i quali hanno contribuito le aperture serali dalla 20.00 alle 23.00 con ingresso a 3 euro previste sino al prossimo 31 ottobre e le proposte culturali programmate per la stagione estiva. L’iniziativa #nottidestate al MArRC proseguirà anche per il mese di settembre e già da questo sabato ritorna “Incontro con l’archeologo”. Dalle ore 20.00, in sinergia con il FAI – delegazione di Reggio Calabria, si terrà la conferenza della dottoressa Maria Teresa Iannelli dal titolo “Mediterraneo e identità occidentale tra passato e presente”. In coincidenza con la manifestazione “Mediterranean Wellness”, prevista fino a domenica prossima all’Arena dello Stretto, sarà prorogata sino al 4 settembre la mostra diffusa “Lo sport in Magna Grecia”, allestita in occasione delle Olimpiadi di Rio 2016. Prosegue, inoltre, la collaborazione con i volontari del Touring Club di Reggio Calabria, che solo nel mese di agosto ha permesso a 2611 persone di visitare la Necropoli ellenistica nei sotterranei del Museo, scoperta nel 1932 e aperta al pubblico il 30 aprile scorso. L’area archeologica sarà aperta sabato dalle 20.00 alle 23.00 e domenica dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 17.00 alle 20.00. Domenica 4 settembre tornerà l’iniziativa MiBact #domenicalmuseo, con ingresso gratuito in tutti i musei e le aree archeologiche italiane. Per le sinergie attivate con le altre istituzioni culturali del territorio, si ricorda che da Piazza De Nava, dalle 20.00 alle 23.00 di sabato sarà attivo il bus di collegamento gratuito con il Palazzo della Cultura. «L’obiettivo – dichiara il Direttore Malacrino – è quello di mettere in rete l’offerta culturale della città e del territorio, al fine di meglio valorizzare il nostro patrimonio storico e naturalistico, presentando un’offerta turistica sempre più ampia ed efficiente». Si plaude, così, all’iniziativa curata dei volontari del Did. Ar.T., Didattica Arte e Territorio, con la quale sempre domani saranno aperte e visitabili le chiese storiche della città: la Chiesa degli Ottimati dalle 10.00 alle 13.00 e le rovine della chiesa medievale di San Giovanni extra muros dalle 18.00 alle 20.00. In attesa che giungano le Giornate Europee del Patrimonio previste per il weekend del 24 e il 25 settembre su iniziativa del Consiglio d’Europa e alle quali ogni anno aderisce anche il MiBACT. Anche il MArRC parteciperà a #Gep2016 e sta già lavorando per offrire al pubblico una raffinata e ricca programmazione, condividendo il tema dell’evento per il quale l’eredità culturale è un insieme di risorse del passato che identificano una collettività come riflesso ed espressione dei suoi valori, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione.(comunicato Marrc)

Il prefetto Sammartino saluta: “Siamo stai un’impareggiabile squadra/Stato coi compagni di trincea al servizio della città”

IMG_9577Di Gabriella Lax

“La Calabria ha bisogno di fatti ed io ho voluto bene a questa terra. Talvolta il mio silenzio, ed il desiderio di dire solo risultati, è stato il frutto di questa grande dedizione alla Calabria”. Saluta i giornalisti e la città dello Stretto il prefetto Claudio Sammartino che, da domani, sarà operativo a Palermo. A Reggio Calabria, il palazzo del Governo sarà presieduto da Michele Di Bari, proveniente da Modena. “In due anni e mezzo di lavoro intensissimi trascorsi a Reggio – chiarisce Sammartino – abbiamo messo su un’impareggiabile squadra Stato in cui ciascuno è stato un vero compagno di trincea al servizio di questa città. Gomito a gomito abbiamo scritto e vissuto pagine di servizio encomiabile. Questo è l’unico orgoglio e l’unica ricompensa”.Poi arrivano i dati (“Numeri importanti ma non per un’esibizione muscolare, ma per dire ai cittadini che lo Stato c’è” specifica). IMG_9563Per il Focus ‘ndrangheta sono oltre 602 mila le persone controllate, quasi 400 mila i veicoli controllti da giugno 2014 a luglio 2016.Sono 122mila i controlli domiciliari, 117 mila leperquisizioni sul posto dunque “Numeri importanti – specifica il prefetto uscente – che danno il senso di un controllo e vigilanza del territorio dal mare all’Aspromonte”.  Sono state 25 le operazioni contro il caporalato, 135 le aziende controllate, alcune facenti capo a cosce di ndrangheta. E ancora ci sono state attività ci controllo degli allevamenti per cercare di colpire alla radice il fenomeno della vacche sacre, simbolicamente importante nel territorio. Capitolo immigazione “Mi riempie d’orgoglio – afferma Sammartino -per ciò che ha saputo dare la città per la grande  apertura per la coesione tra Stato ed enti locali, uniti da un solo obiettivo per salvare e soccorrere vite umane. A ieri 44.241 persone nel portodi Reggio e roccella di cui 3521 stranieri minori. Un grande esempio della Calabria migliore”. Sempre a proposito di emeigrazione, “Lascio la costruzione del nuovo campo di San Ferdinando, che è già partita e si concluderà tra ottobre e novembre, sulla base del protocollo operativo firmato a febbraio, tra Regione, entilocali ed organismi umanitari”. E infine “Grazie al Piano straordinarioper la giustizia in Calabria sono state assicurate oltre 125 vetture nuove e 13 immobili confiscati alla malavita sono stati restituiti alla collettività”.

(foto Marco Costantino)

Tredicenne violentata per due anni, nel silenzio di chi sapeva a Melito Porto Salvo (operazione Ricatto)

20160902_102003Di Gabriella Lax

Almeno due volte alla settimana andavano a prenderla all’uscita di scuola e poi a turno, ripetutamente, la violentavano in appartamenti o addirittura in macchina. A nulla erano serviti i tentativi di sottrarsi ai suoi carnefici. La giovane veniva ripresa e poi ricattata dalle foto che avevano scattato i suoi aguzzini. Da qui il nome dell’operazione “Ricatto”. Non stiamo parlando di un paese orientale, l’orribile storia si è perpetrata a Melito Porto Salvo, provincia di Reggio Calabria. La vittima è una ragazzina di tredici anni, rimasta per due lunghi anni, in mano ai suoi aguzzini. Stamane i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo, su ordine della Procura della Repubblica di Reggio Calabria e della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria, hanno dato esecuzione a nove misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti, emesse dal gip del Tribunale di Reggio Calabria ed una, da quello c/o il Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria. Le persone colpite dai provvedimenti, tutte di Melito di Porto Salvo (RC) sono: Iamonte Giovanni, di anni 30, già noto alle FF.OO.;Benedetto Daniele, di anni 21, già noto alle FF.OO.; Principato Pasquale di anni 22, positivo in BB.DD.; Nucera Michele di anni 22, incensurato; Schimizzi Davide di anni 22, incensurato; Tripodi Lorenzo di anni 21, incensurato; Verduci Antonio di anni 22, incensurato; tutti destinatari della misura cautelare della custodia cautelare in carcere; e G.G. 18enne, che al momento dei fatti, era minorenne, destinatario della misura cautelare della Custodia Cautelare in una Comunità; Pitasi Domenico Mario di anni 24, incensurato. Tutti, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di violenza sessuale di gruppo aggravata, atti sessuali con minorenne, detenzione di materiale pedopornografico, violenza privata, atti persecutori, lesioni personali aggravate e di favoreggiamento personale. “Un reato particolarmente odioso, oltre che per la fattispecie, ma per il modo in cui ostinatamente è stato portato avanti da coloro che oggi sono destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare” spiega il comandante provinciale dei carabinieri Lorenzo Falferi. Al tavolo, nel corso della conferenza articolata svoltasi nella sede del comando provinciale dell’Arma reggina, c’erano anche Gaetano Paci, procuratore della Repubblica aggiunto, Gianluca Piccione, comandante della compagnia dei carabinieri di Melito Porto Salvo, Antonio Caminiti, comandante della stazione dei carabinieri di Melito e Vincenzo Franzese, comandante del reparto operativo di Reggio Calabria. A raccontare i fatti il procuratore della Repubblica Federico Cafiero De Raho “Si tratta di una ragazzina di 13 anni, cresciuta in una famiglia coi genitori separati, psicologicamente debole e fragile, esposta alle lusinghe per le attenzioni che le aveva dedicato un giovane, Giovanni Iamonte (figlio di Remiglio Iamonte, attualmente detenuto, ritenuto capo dell’omonima cosca di ‘ndrangheta, operante in quel contesto territoriale) allora ventenne – afferma il procuratore generale – che aveva iniziato una relazione con la ragazza”. Da qui la giovane era stata “condivisa” sessualmente con amici dell’uomo. Su tutta questa situazione di violenza (la giovane confessa che era terrorizzata dal solo sguardo di Iamonte) si innesta “la soggezione tipica degli ambienti di ndrangheta che purtoppo inquinano i nostri territorio”. La giovane veniva presa a scuola (quindi qualcuno nei mesi doveva aver notato qualcosa nds), fatta salire in auto e portata in abitazioni o nella stessa auto per essere violentata. La ragazza, quindi, viene costretta ad avere rapporti sessuali dapprima con colui che riteneva di amare e successivamente, in un crescendo degli orrori, con un numero sempre più ampio di suoi amici. Tra la fine del 2013 e gli inizi del 2015, gli arrestati hanno più volte abusato sessualmente, anche in gruppo, della giovane ragazza che, nei primi episodi patiti, non aveva ancora compiuto i 14 anni.Nel 2014 però la ragazza era riuscita a sganciarsi da questo gioco perverso in cui era stata intrappolata ed aveva iniziato una relazione con un giovane del posto. Quest’ultimo però è stato dallo stesso branco, minacciato, intimidito e percosso affinchè si separasse dalla giovane. E così era stato. “Tutto questo – evidenzia De Raho – senza che nessuno abbia sentito l’esigenza di denunciare. Solo nell’estate del 2015 i genitori si presentarono ai carabinieri, dopo il riferimento di una fonte confidenziale; e anche un avvocato si presentò dal procuratore Paci”. Un territorio malato, dove in tanti sapevano e quasi nessuno parlava. Coloro che cercavano di sollevare la questione venivano intimiditi. Anche i genitori in un primo momento, temendo l’ira di Iamonte, avevano avuto un atteggiamento omertoso. La madre della ragazzina aveva rapporti lavorativi con la famiglia Iamonte. “Queste terribili vicende hanno trovato terreno fertile in territorio in cui l’omertà vige sovrana – dice De Raho – sembra che non esistano altre forme di condotta che piegarsi ai voleri del violento. Si pensa che queste persone possano far tutto. Pensiamo che queste cose accadano in paesi lontani dal nostro ma in realtà questo succede pure qui. Quando si sveglieranno le persone?”. La ragazzina aveva cercato di raccontare la sua storia in un tema a scuola. Il film dell’orrore e le violenze sono continuate ancora e ce n’è voluto affinchè insegnati e genitori si accorgessero del dramma che si stava consumando. Adesso la ragazza sarà adeguatamente tutelata.

Reggio, violenza sessuale di gruppo, emesse 9 misure cautelari

vioDalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, su ordine della Procura della Repubblica di Reggio Calabria e della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria, stanno dando esecuzione a nove misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti, emesse dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria ed una da quello presso il Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria. Le persone colpite dai provvedimenti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di violenza sessuale di gruppo aggravata, atti sessuali con minorenne, detenzione di materiale pedopornografico, violenza privata, atti persecutori, lesioni personali aggravate e di favoreggiamento personale.