Archivio | agosto 2016

Agibilità delle scuole comunali, segnalazioni alla Procura per evitare interessi occulti

comuneDi Gabriella Lax

Segnalazioni alla Procura per evitare che vi siano interessi occulti, risalenti a prima dell’amministrazione guidata da Giuseppe Falcomatà. Il terremoto disastroso, che nelle Marche e nel Lazio ha raso al suolo paesi causando morti e dolore, induce ad una serie di riflessioni su Reggio ed il rischio sismico. Nota è la pericolosità della scosse, in una zona che, storicamente è stata martoriata dai disastri, si pensi solo ai terremoti del Settecento e dell’inizio del ventesimo secolo. L’amministrazione di Reggio Calabria, da questo punto di vista, dopo il suo insediamento ha rilevato una serie di edifici scolastici non a norma. Ma il sindaco Giuseppe Falcomatà sostiene che, stranamente, gli edifici scolastici che presentano problematiche sono davvero tanti ed è impossibile pensare che nessuno, prima d’ora, abbia mosso un dito. “Su questo fronte – chiarisce – la nostra attenzione è viva. Ci siamo mossi nei giorni scorsi con una serie di delibere che hanno riguardato anche le palestre delle scuole. La situazione non è chiara e per questo abbiamo fatto alcune segnalazioni alla Procura di Reggio Calabria”.

“Metropolis”. Primo consiglio: impegno per i territori all’insegna del “volemose bene”

metropolis generaledi Gabriella Lax

Un esperimento politico ambizioso ma concreto. Così ci piace definire la città metropolitana di Reggio Calabria. Oggi a palazzo “Alvaro”, l’ex sede della Provincia di Reggio Calabria, si è svolta la prima seduta dell’organismo che è nato lo scorso 7 agosto con le elezioni “formali” dei consiglieri. Formali perchè considerate le premesse la vittoria per percentuale dei partiti di Pd e centrosinistra era cosa certa. Sollecita lo “Spirito d’azione costituente”, il sindaco della città metropolitana, Giuseppe Falcomatà e spiega “La riforma favorisce l’unione dei comuni senzache possano perdere la loro singola identità”. Il suo intervento è un lineare parallelo tra l’origine del “Manifesto di Ventotene” (celebrato in queste ore) di Altiero Spinelli, fulcro primario dell’Europa libera e unita e il costituendo statuto della città metropolitana dello Stretto. “Dovremmo essere capaci di tornare al campanile senza campanilismi” sottolinea Falcomatà che sente sulle spalle il peso del “Compito di assumere su di se la sfida del cambiamento, facciamo sì che le nuove generazioni guardino a noi come padri costituendi” e senza falsa modestia “Oggi si fa la storia”. Una storia che, tra i rinnovati scranni dell’ex Provincia parte con tranquillità, all’insegna di un “volemose bene”, senza partiti e partitocrazie, almeno così si spererebbe, per il bene del territorio. Concordiamo con chi vede l’esperienza della città metropolitana come l’ultimo treno, l’occasione fondamentale per raccogliere ciò che enti preesistenti non sono riusciti a fare. La domanda nasce spontanea, già dalla creazione del nuovo statuto, riusciranno i nostri eroi, con tutte le loro buone intenzioni, a non scannarsi (politicamente) strada facendo? E il primo scossone alla pace dichiarata arriva con la richiesta presentata da Filippo Bova di una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Provincia Giuseppe Raffa. Quest’ultimo, a spron battuto, ha dichiarato di non voler cedere alle richieste da partedel sindaco e di non voler dimettersi fino al termine del mandato. Una sfiduci richiesta, secondo il sindaco, per accelerare i successivi passaggi verso la costituzione della città metropolitana. Un tiro mancino nei confronti di Raffa che Lamberti Castronuovo non gradisce. L’assessore intanto coglie la palla al balzo per formulare le sue dimissioni. Una sfiducia che precede un incontro accelaratorio non ha senzo per Zavettieri e Zampogna. Tuttavia con 13 voti favorevoli passa al completo l’ordine del giorno, richiesta di sfiducia compresa. E i fuochi d’artificio sono già iniziati…

(foto Marco Costantino)

IMG_8889 Falcomatà sindaco insindacabile copia

Il delegato alla città metropolitana, Riccardo Mauro rilancia la sfida. “E’ una giornata storica, dopo 2 anni di dibattiti, a causa de commissariamento del comune capoluogo. Non è un traguardo ma un traguardo ma un punto di partenza per gli amministratori. Poi rilancia – adesso servono deleghe e funzioni, esse sono strategiche. A noi non servono le leggi manifesto perchè questa è l’ultima opportunità che ha questa terra. La città deve avere un ruolo strategico nel Mediterraneo e, per questo motivo, non possiamo lasciare da parte Messina, nell’ottica dell’area dello Stretto come volano di sviluppo. Scriveremo lo statuto coi sindaci, partendo dal basso, perchè le divergenze possono diventare punti di forza.  Pierpaolo Zavattieri, saluta i colleghi di palazzo Alvaro, “Cinque anni di percorso che hanno portato al raggiungimento di tanti obiettivi. Il nostro lavoro è stato portato avanti con grande responsabilità” e poi chiarisce “Lenuove 14 città metropolitane devono fare la differenza rispetto alle province, trattandosi di un ente previsto in forma diversa”.Per questo “Lo statuto va costruito insieme al di là che la condivisione spetta al sindaco, va condiviso coi sindaci”. Per Domenico Giannetta “Non bastano le leggi manifesto. Una città metropolitana deve nascere col piede giusto” afferma e sollecita “gli interventi della Regione che finora sono mancati. Di questo deve farsi portatore il sindaco Falcomatà. Così come è necessario il trasferimento in blocco tutte le competenze grazie ai 5 milioni che ancora aspettiamo dalla Regione Calabria che non si sa dove son finiti”. “Da parte nostra – spiega Eduardo Lamberti Castronuovo – serve maturità e autorevolezza che sta nei fatti, nel modo corretto di affrontare i problemi per portarli a soluzione. Vorrei che la zona omogenea sia una, sull’intero territorio. Dobbiamo abbandonare gli steccati ideologici della politica che servono per chi vuole approfittare di determinate posizioni ottenere migliore qualità della vita della gente. Vorrei che il territorio non fosse indicato come terra di mafia, ma considerato terra di coloro i quali ce l’hanno donata per restituirla ai nostri figli possibilmente senza gli errori fatti finora”. Per Giuseppe Zampogna “La bozza dello statuto nascente dovrà essere condivisa anche dal territorio. Un territorio che necessita attenzione, da valorizzare per le sue peculiarità, perchè  abbiamo magnificenze”. Per Salvatore Fuda “Le emergenze del nostro territorio richiedono una maggioranza larga e vasta. La democrazia ha un costo ma questo sacrificio dobbiamo farlo. Sullo statuto serve metterci testa e cuore e far entrare i valori importanti che ispirano l’azione dell’ente”. Serve “un’accelerata” per Salvatore Mafrici “per dare subito risposte al territorio. Si pensi alla viabilità. Quindi se un nuovo libro dobbiamo scrivere, serve tracciare la strada ed augurarci buona strada”. Nel suo impengo per la carta statutaria anche la tutela delle esistenti minoranze linguistiche. Per Antonino Castorina, che riprende le parole del sindaco Falcomatà, “Si tratta di una giornata storica che induce ad una importante riflessione: non ci può essere uno sviluppo per la Regione se non c’è investimento sulla città metropolitana. La scommessa – afferma – non è dividere, ma unire, come già è successo con i Patti del Sud”. Da Demetrio Marino l’augurio che “anche dalla conferenza dei sindaci arrivi la spinta propositiva per la crescita. Di fronte ad un gioco di squadra dove i sindaci della provincia avranno un ruolo fondamentale”.

“Metropolis. Prima puntata”. Un pò di chiarezza. Raffa contro Falcomatà e “l’abominevole legge Delrio”

metropolisdi Gabriella Lax

C’era una volta la città di Reggio Calabria che, un bel mattino, si risvegliò (di già) ”Città metropolitana”. La città dello Stretto andò a fare compagnia alle designate, superfortunate, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, più Roma Capitale con disciplina speciale. in premessa, le città metropolitane sono guidate dai sindaci dei territori, con enti snelli per l’area vasta provinciale, senza personale politico appositamente eletto e retribuito, con incremento di unioni e fusioni dei Comuni, piani di ristrutturazione e dismissione degli enti e delle aziende non più funzionali.

Cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana; e cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee, con questi obiettivi la legge Delrio (n.56 del 7 aprile 2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”) ridisegna confini e competenze dell’amministrazione locale. “Per Reggio Calabria – si legge nel testo del Governo – sarà necessario aspettare la scadenza degli organi provinciali nel 2016”. Per il testo la scadenza è di 245 giorno dopo l’approvazione dello statuto della città metrpolitana.

E qui casca il primo asino. Il presidente della Provincia di Reggio Calabria (in teoria da giugno fuori dai giochi) Giuseppe Raffa proprio non ci sta. Non ci sta a dimettersi, non ci sta a lasciare che commissari guidino (“ancora una volta, il commissario prefettizio è una forzatura. Ne abbiamo avuto abbastanza. La città non merita questo” sostiene) l’ente fino alla scadenza naturale (intorno a febbraio). Intanto Raffa continua con gli atti di ordinaria amministrazione e, su Facebook, non nasconde tutto il suo disappunto verso le pretese del sindaco (insindacabile numero uno nella città metropolitana) e nei confronti di tutti i limiti manifesti della legge Delrio.

metropolis 2La 56 di Delrio è una legge liberticida antidemocratica e inconcludente. Se io sono ancora in carica la “colpa” è la sua, mica la mia. Io faccio quello che la legge prevede. Se il PD non sa neppure scrivere una riforma non è un problema mio. Oltre tutto vorrei sapere cosa vuole da me esattamente Falcomatà, visto che io come Presidente della Provincia sono stato eletto dai cittadini mentre lui Sindaco Metropolitano lo è diventato d’ufficio. Pensavo che la mia presenza non gli fosse d’ingombro anzi ritenevo fosse una risorsa per lo stesso Falcomatà, perché credo che grazie all’esperienza amministrativa, dopo questi 5 anni avrei potuto trasferire un bagaglio di esperienze. Ho offerto pubblicamente la mia piena collaborazione istituzionale. Se viene rifiutata, non mi resta che prenderne atto ma non abboccherò all’amo di chi vuole farmi entrare in polemica. Io continuerò a occuparmi dei problemi dei cittadini e del territorio. Piaccia o non piaccia a chi non perde occasione per attaccarmi”. L’articolo 18 delle legge 56 è il pomo della discordia e così riferisce “La città metropolitana di Reggio Calabria è costituita, con le procedure di cui ai commi da 12 a 17, alla scadenza naturale degli organi della provincia ovvero comunque entro trenta giorni dalla decadenza o scioglimento anticipato dei medesimi organi e, comunque, non entra in funzione prima del rinnovo degli organi del comune di Reggio Calabria”. Per il presidente Raffa la Delrio “E’ una legge abominevole, con trasversalismi stupidi – aggiunge – un consiglio metropolitano, senza quote rosa, dove il sindaco non può essere sfiduciato”. Nonostante l’incazzatura di Raffa, il palazzo della Provincia ospiterà domattina alle 10, la prima storica riunione del consiglio metropolitano. All’ordine del giorno l’esame delle condizioni di eleggibilità dei consiglieri metropolitani proclamati eletti, l’insediamento e la convalida degli eletti e le comunicazioni del sindaco metropolitano. (foto Marco Costantino)

Sfiducia al capogruppo. L’hully gully al contrario del centrodestra reggino

san giorgiodi Gabriella Lax

Un hully gully al contrario. Un ballo ormai per pochi. Questa la scacchiera sempre più spoglia che presenta in consiglio comunale il centrodestra di Reggio Calabria. Le denunce contro il malgoverno della giunta Falcomatà non sono bastate a serrare i ranghi. Fra inciuci, abbandoni e tradimenti, settimana dopo settimana (l’ultima importante “dipartita” è dell’ex capogruppo Demetrio Marino), peggio che nei più scandalosi intrighi da Beautiful, si riducono i componenti della squadra. Sul banco degli imputati c’è Antonino Maiolino, capogruppo di recente nomina, per il quale arriva la richiesta di sfiducia da partedegli altri componenti “amici” del consiglio comunale. A denunciare i fatti in una nota, i consiglieri di Forza Italia: Mary Caracciolo, Giuseppe D’Ascoli, Luigi Dattola, Antonio Pizzimenti che scrivono: “Presentata nella giornata di ieri la sfiducia nei confronti del capogruppo al Consiglio Comunale di Forza Italia Antonino Maiolino. Come già abbondantemente preannunciato sulla stampa, i gravi fatti verificatisi in occasione della votazione per il Consiglio Metropolitano hanno evidenziato l’inadeguatezza rispetto al ruolo ricoperto dell’allora capogruppo. Così, dopo la sfiducia ufficiale al capogruppo,il sig. Maiolino seguito dal COMPAGNO Matalone, hanno virato subito verso il gruppo misto forse per evitare l’espulsione da Forza italia ( iter già avviato dal partito) dopo l’imbarazzante comportamento tenuto in occasione delle consultazioni per la città metropolitana. Riteniamo dunque che questa fuoriuscita non faccia altro che rafforzare il gruppo forzista in seno al Consiglio Comunale”.

Mela della discordia furono i voti, espressi qualche settimana fa, in occasione delleelezioni del consiglio metropolitano. ancora una volta, oggi, alla vigilia della prima seduta del consiglio della cità metropolitana, il centrodestra sembra indulgere, suo malgrado, verso una deriva autoimplosiva. Certo è che se dovesse proseguire l’hully gully al contrario qualcuno potrebbe trovarsi protagonista del remake di “Io ballo da sola” di Bertolucci.

Contraddittorio, romantico ed irriverente, Augusto Favaloro presenta live il nuovo disco “Normale”

2016-08-20-10-28-29

Di Gabriella Lax

E’ la contraddizione il fil rouge che lega parole ed emozioni. Così l’amore appare a tratti romantico e poi ironico, irriverente, ma sempre veritiero. Sono fotografie, scherzose e vive le immagini che prendono forma nelle canzoni di Augusto Favaloro. Già protagonista di una della serate del Face Fest ad Ecolandia torna in concerto ieri sera a Reggio Calabria, al caffè Malavenda, per promuovere il nuovo disco da solista, dal titolo “Normale?”. In pista nell’avventura in musica insieme alla voce di Favoloro ci sono, ancora una volta, Alessandro Scarpino alla chitarra, Salvatore Marra al basso, Domenico Pizzimenti alla batteria e Pasquale Campolo al pianoforte. Arriva sul palco a musica iniziata Favaloro, perfetto menestrello, padrone di casa, mentre scorrono le immagini della copertina del disco. Apre “Peccato” e poi ancora “Riposa” e “Il sole della 19” perchè “Niente finisce finché non finisce” suggerisce il cantautore, pensando alle situazioni inaspettate, che arrivano all’ultimo momento. Come inaspettato qualche anno fa era arrivato il successo per Augusto ed il suo gruppo, “Le sfere cristalline concentriche”, il nome lungo e curioso, fuori da ogni canone, che riprede la teoria di Pitagora, protagoniste queste sfere, ferme in cielo, chissà dove, pronte a regalare suono e armonia al mondo col loro movimento circolare. E nel movimento si susseguono ancora “Corpo” e la criptica “Serial killer”. “Scrivo canzoni da quando avevo 15 anni – racconta Augusto – a casa avevo un pianoforte, non ho mai studiato musica, ma ho iniziato a comporre canzoni. In realtà non pensavo di concludere nulla perchè un po’ mi vergognavo”. Da emigrante a Milano con la famiglia, a 21 anni torna nella città dello Stretto e conosce dei coetanei che suonano. Da lì parte l’idea: le parole divengono canzoni. “A quel punto, quasi costretto, nasce il progetto delle “Sfere cristalline concentriche” e abbiamo iniziato a suonare in città”. E poi il “miracolo” nel 2006. 2016-08-20-10-30-40“Ho iscritto il gruppo ad un concorso organizzato dal “Corriere della sera”, “Sun and sound”, in 5 siamo partiti, pensando “Vabbè suoniamo e ce ne torniamo” e invece abbiamo vinto”. Da lì in poi la strada in discesa. Il gruppo apre il concerto di Biagio Antonacci a San Siro e, nel dicembre del 2007 arriva l’incisione del primo singolo “Un bacio cos’è” e poi apparizioni televisive ad “Amici” di Maria De Filippi, l’altra su Raitre, nel corso della trasmissione Glob. “Come gruppo non scrivevamo insieme. Tutto troppo presto, con sole cinque canzoni, la cosa è un po’ morta, dopo piccoli picchi. Ad un certo punto, avevo anche mollato”. Poi, un anno fa, il progetto da portare avanti “Senza pretese – confessa il cantautore – so che si tratta di una musica particolare”. Una musica “ilaro-tragica” l’ha definita qualcuno, con un miscuglio di comicità che riporta a tratti a “Elio e le storie tese”, come nella divertente “Vola Silvio vola”, di cui viene concesso il bis. “E’ la contraddizione continua che rispecchia il mio carattere penso sia il filo comune – chiude Favaloro – una sensazione che avverto già quando scrivo ma principalmente nella vita quotidiana”.

Ho aspettato di ascoltare Augusto e la sua band prima del concerto. I musicisti erano sul palco e io cercavo lui. Sparito. Era a meditare prima di cantare, mi hanno detto. Un primo indizio che depone a suo favore. E poi, annuncia canzoni, racconta di pezzi (“Incubo nero”) che possono cambiare il karma di chi le ascolta. Insomma siamo a due indizi. Grinta disinvolta la sua in scena, spontaneo, mai artefatto, mentre ammicca e tesse le tele delle sue immagini, di spiagge, di treni, di “Amici di una vita” a cui dedicare ritornelli. A concerto concluso, mentre stiamo per chiacchierare, arriva qualcuno che vuole un autografo sul disco. Poi sottovoce gli sussurra “A me hai ricordato Rino Gaetano”. E Augusto sorride sotto i baffi.

“Buona scuola”, docenti della Primaria minacciano di ritirare in massa i propri tesseramenti

scuola 2Il Comitato Spontaneo dei Docenti della Scuola Primaria – Fase C Gae, – unitamente ai rappresentanti degli altri Comitati intervenuti, è stato ricevuto dai Funzionari dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Reggio Calabria, ai quali hanno potuto manifestare tutto il loro sdegno per essere rimasti imbrigliati tra le maglie di una legge (la L.107/15) pensata male ed attuata senza alcun correttivo. “Prendere o lasciare” è stato purtroppo il commento del rappresentante del Provveditorato, “In assenza di atti concertativi tra le OO.SS. e l’Ufficio Scolastico Regionale, gli Uffici Provinciali non potranno ampliare il numero dei posti da assegnare in deroga per l’avvio del prossimo anno scolastico”. L’indignazione dei docenti nasce dalla prevaricazione di questo Governo che, costretto da alcune pronunce della Corte di Giustizia Europea, è stato obbligato a stabilizzare migliaia di insegnanti che,dopo decenni di precariato, sono stati “premiati” con un’assunzione condizionata da mortificanti trasferimenti. L’assenza delle sigle sindacali alla protesta spontaneamente organizzata dai docenti è stata la “goccia che ha fatto traboccare il vaso”.Il sit-in è proseguito dinanzi alla Prefettura ai cui funzionari la responsabile del Comitato ha detto: “Ci sentiamo soli. Non siamo stati tutelati né dai sindacati, che si sarebbero dovuti muovere già da tempo, né rappresentati dalle istituzioni regionali, che nulla hanno fatto all’infuori di qualche proclama politico”. Invero ci sarebbe ancora il tempo per rimediare, prendendo esempio dalle altre Regioni del sud, quali la Sicilia, la Puglia e la Campania, che hanno stipulato atti concertativi per l’ampliamento del contingente di docenti da destinare alle assegnazioni provvisorie. Per la rappresentante del Comitato “Si potrebbe addirittura pensare di riservare ai docenti “migranti” le cattedre spettanti ai vincitori dell’ultimo concorso che, quest’anno verranno assegnate solo giuridicamente, ma per ritardi nelle procedure amministrative non potranno essere coperte dall’organico di ruolo, né andranno in supplenza. Tuttavia senza l’intervento delle OO.SS. non sarà possibile pervenire ad alcun risultato”. Nel protrarsi dell’inerzia delle organizzazioni sindacali i docenti della Scuola Primaria minacciano di ritirare in massa i propri tesseramenti.

Scilla: teatro, musica,cinema, ai nastri di partenza l’Horcynus Festival

IMG_8980Teatro, narrativa, cinema e musica dal vivo per l’edizione estiva calabrese dell’Horcynus Festival, presentata questa mattina al Malavenda Cafè di Reggio. L’evento, giunto alla XIV edizione, è la sintesi annuale dei percorsi sulle economie solidali e sulle produzioni estetiche del Mediterraneo portati avanti dalla Fondazione Horcynus Orca, centro di ricerca e polo per le arti contemporanee con sede nello Stretto. Quest’anno il Festival propone una riflessione sul tema “Isole – Non Isole”, intese come isole geografiche, delle arti e del pensiero, in uno scambio che si alimenta di diversità e incontri diffusi nello spazio e nel tempo. Non a caso, l’Horcynus Fest ha cominciato già da giugno a proporre eventi al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro (Messina), culminati con gli appuntamenti di fine luglio con ospiti provenienti anche da Malta. Adesso l’Horcynus Fest si sposta esattamente di fronte, tra il Porto di Chianalea, San Giorgio e Marina Grande di Scilla, dove il 19 e a seguire dal 23 al 27 agosto, propone eventi a ingresso libero che anticipano la sessione internazionale di dicembre, con Cuba come Paese ospite. Fondamentale per la realizzazione della sei giorni di agosto è stata la collaborazione tra la Fondazione Horcynus Orca e l’amministrazione comunale di Scilla, che insieme alla Fondazione di Comunità di Messina e alla Fondazione CON IL SUD ha contribuito all’organizzazione del Festival, realizzato con il contributo della Regione Calabria (Avviso di selezione per la realizzazione di iniziative culturali 2016 – Azione 1). «Il Comune di Scilla è socio fondatore della Fondazione Horcynus Orca – ha spiegato il sindaco Pasqualino Ciccone – ma per molti anni il rapporto è stato interrotto e con pochi riscontri. Appena insediati abbiamo voluto progettare insieme un percorso diverso e questa è la nostra prima iniziativa pubblica comune. La Fondazione Horcynus Orca può e deve essere un partner decisivo per lo sviluppo culturale di Scilla, per trasformarla in centro nodale delle iniziative culturali dello Stretto». «Un primo passo in questa direzione è stata l’organizzazione della sessione estiva dell’Horcynus Festival – ha continuato l’assessore alla Cultura di Scilla Marinella Gattuso – con eventi importanti e di grande spessore culturale che si intrecciano con l’appuntamento centrale della nostra stagione estiva, la Notte Bianca. Ma questo è solo l’inizio di un cammino comune”.

IL PROGRAMMA

L’anteprima è affidata, venerdì 19 agosto alle ore 21.00, nell’anfiteatro di Scilla, a “Come un granello di sabbia – Giuseppe Gulotta, storia di un innocente”. Lo spettacolo di Mana Chuma Teatro (co-prodotto dalla Fondazione Horcynus Orca in collaborazione con Lapec e Giusto Processo) torna in scena dopo il successo ottenuto a ottobre al Teatro Cilea di Reggio Calabria e il secondo posto su 325 partecipanti al Premio IN-BOX Blu 2016. Scritto e diretto da Massimo Barilla e Salvatore Arena, anche interprete (scene Aldo Zucco, musiche originali Luigi Polimeni, disegno luci Stefano Barbagallo), “Come un granello di sabbia” porta in scena la lotta per ottenere verità e giustizia di Giuseppe Gulotta, che, dopo oltre 36 anni di calvario giudiziario e 22 di ingiusta detenzione, si è visto riconoscere dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria un risarcimento di 6 milioni e mezzo di euro a carico dello Stato, dopo una lunga serie di processi di revisione. Per la sua lotta coraggiosa e per l’ingiustizia di cui è stato vittima, Gulotta riceverà, al termine dello spettacolo, il Premio Horcynus Orca 2016.

L’Horcynus Festival riprende martedì 23 agosto alle ore 21.00, nella piazzetta dello Spirito Santo, con il focus su Scilla di “Nello scill’e cariddi”, reading teatrale dal romanzo “Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo con Massimo Barilla, Irene Polimeni, Ylenia Zindato, musiche dal vivo jazz-blues di Luigi Polimeni. Mercoledì 24 agosto, alla stessa ora e nella stessa location, si parlerà invece di Cariddi, ma questa volta con musiche di Giacomo Farina e voce di Faisal Taher. «La partitura musicale differente – hanno precisato in conferenza stampa i direttori artistici Massimo Barilla e Giacomo Farina – sottolinea la differenza di registro tra i brani scelti, a sua volta emblematica della diversità dei due territori, sponda siciliana e calabrese dello Stretto, in cui predominano da una parte la componente araba e dall’altra l’impronta greca, con incastri sorprendenti e sfumature diverse».

Giovedì 25 agosto alle ore 22.00 al Porto di Chianalea comincia la due-giorni di cinema con il film “Gramsci 44”, ospiti il regista Emiliano Barbucci e l’attore Peppino Mazzotta, già protagonista del film “Anime Nere” e noto al pubblico televisivo come l’ispettore Fazio della fiction “Il Commissario Montalbano”. Venerdì 26 agosto, tocca al film “Segreti di Stato”, regia di Paolo Benvenuti con David Coco e Antonio Catania, che al termine della proiezione dialogheranno con il pubblico sulla strage di Portella della Ginestra, al centro del film presentato al Festival del Cinema di Venenzia.

Sabato 27 agosto, l’Horcynus Fest 2016 incontra la Notte Bianca di Scilla. Al Porto di Chianalea alle ore 22.00 il concerto dei Kunsertu saluta il pubblico e dà appuntamento a dicembre. La storica band siciliana che ha portato la world music in Italia, dopo qualche anno di silenzio torna a esprimere la sua particolare concezione dell’etno-rock, mixando le tradizioni provenienti dai diversi angoli del Mediterraneo, dalla Sicilia al Maghreb, a cui si aggiungono influssi dall’Africa nera, dando vita a un risultato originale in cui musica e temi sociali sono funzionali al racconto. E tra i brani nuovi, non mancano i grandi classici, come l’inossidabile “Mokarta”.

 

“Buona scuola”, insegnanti calabresi in rivolta all’ufficio scolastico provinciale

banchiInsime per dire “no” alla riforma della “Buona scuola”. L’appuntamento stamattina all’Ufficio scolastico Provinciale di Reggio Calabria, in Via S. Anna II tronco – Località Spirito Santo, dove s’è svolta una manifestazione organizzata dal Comitato Spontaneo dei Docenti della Scuola Primaria – Fase C Gae –  della ns. Provincia rappresentati dalla docente D’Aguì Monica. La protesta sarà finalizzata a sollecitare un incontro con il Provveditore/Dirigente Dr.ssa Mirella Nappa per discutere sulla corretta applicazione della L.107/15 che ha dato vita alla c.d. “Buona Scuola” e sensibilizzare gli Enti preposti alla celere adozione di tutti gli strumenti previsti dalla norma. “La legge sulla Buona Scuola ci ha trasformato nei nuovi emigranti. – dice la rappresentante del Comitato Spontaneo – Ma ciò che meno si comprende è che le scelte poco oculate dei redattori della riforma scolastica hanno determinato disastrosi effetti collaterali, che non solo costringeranno migliaia di insegnanti con anni ed anni di esperienza acquisita in un umiliante precariato ad abbandonare terra e famiglia, ma finirà con “l’arricchire” (ancora una volta) le regioni del centro/nord. Resteranno, infatti, al sud gli insegnanti con meno anni di esperienza a discapito della continuità didattica e della qualità dell’insegnamento nelle ns. scuole”. Per ridurre al minimo possibile gli effetti negativi della riforma basterebbe applicare gli strumenti correttivi previsti dalla stessa L.107/15, che consente agli Enti Territoriali preposti e fra questi sicuramente l‘Ufficio Scolastico Provinciale di RC, di chiedere al MIUR un ulteriore contingente di posti, oltre a quelli già destinati alle assegnazioni in deroga, per la copertura dell’organico destinato al c.d. sostegno. Questo consentirebbe a centinaia di docenti in più, solo nella ns. provincia, di poter usufruire, per l’anno scolastico 2016/2017, dello strumento dell’assegnazione provvisoria e non essere costretti a migrare al nord.

Negli slip portava droga e munizioni, in manette pregiudicato reggino

guardia di finanza 2E’ stato sorpreso con munizioni e droga negli slip. E’ stato arrestato dalle Fiamme Gialle un uomo di 43 anni, dimorante nel capoluogo reggino e già noto alle forze dell’ordine, per possesso ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e di armi. L’uomo è stato fermato alla guida della sua vettura nei pressi dello svincolo autostradale di Gallico. L’atteggiamento del soggetto, risultato essere sin da subito nervoso ed agitato, non ha convinto i finanzieri che hanno attivato il cane anti droga “Vacon”, un pastore tedesco di 7 anni che, dopo una ricognizione del mezzo, segnalava la presenza di sostanza stupefacente sulla persona del controllato. Ormai scoperto, il soggetto prelevava dai pantaloncini un vistoso fardello con all’interno circa 50 grammi di cocaina ed una confezione da 50 pezzi di cartucce per pistola cal. 380. Da qui è scattata immediatamente la perquisizione presso il domicilio del pusher dove le fiamme gialle, ancora una volta grazie all’infallibile fiuto di “Vacon”, hanno trovato, nascosti all’interno di una stampante, ulteriori 20 grammi di cocaina, parte della quale già suddivisa in dosi e pronta per lo spaccio. Trovati e sottoposti a sequestro un bilancino di precisione, una pistola giocattolo priva di tappo rosso ed euro 4.860,00 in contanti. Al termine delle operazioni il soggetto veniva arrestato e condotto presso la casa circondariale di Arghillà su disposizione procura della repubblica presso il tribunale di Reggio Calabria.

Reggio, scoperta evasione fiscale per oltre 4,5 milioni di euro. Denunciati 3 rappresentanti legali e l’amministratore di fatto

guardia di finanza - CopiaI finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno scoperto a Reggio Calabria, al termine di una complessa attività di indagine, una maxi evasione fiscale perpetrata da una società operante nel settore del commercio all’ingrosso di mobili. L’attività ispettiva, supportata da numerosi riscontri esperiti nei confronti di clienti e fornitori operanti sull’intero territorio nazionale e dall’incrocio dei dati presenti nelle banche dati in uso al Corpo, ha consentito di rilevare cospicue movimentazioni di denaro per un giro d’affari, nascosto al fisco, di oltre 4,5 milioni di euro. Particolarmente difficoltosa è stata la ricostruzione investigativa operata dalle Fiamme Gialle, attesa la mancata istituzione delle scritture e dei registri contabili obbligatori posta in essere, nel tempo, dai responsabili dell’azienda. E’ stata individuata, altresì, la figura di un amministratore di fatto, gravato da precedenti penali in materia tributaria, il quale ha fittiziamente rivestito il ruolo di dipendente della società gestendo tutte le dinamiche societarie con l’obiettivo di far ricadere eventuali responsabilità amministrative e/o penali ad ignari e terzi soggetti. Si è proceduto, pertanto, a deferire all’Autorità Giudiziaria i rappresentanti legali della società e l’amministratore di fatto per la violazione alla normativa penale-tributaria contemplata dal art. 5 del D.Lgs. 74/2000, cioè l’ omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali. ll risultato conseguito testimonia, ancora una volta, il ruolo fondamentale della Guardia di Finanza nel contrasto all’evasione fiscale e alla tutela dei cittadini che operano nel pieno rispetto della legalità, contro chi, evadendo le imposte, inquina il mercato esercitando una sleale concorrenza. Il tutto a dimostrazione del costante presidio economico-finanziario esercitato dalla Guardia di Finanza, soprattutto in un difficile contesto socio-economico che caratterizza la Provincia di Reggio Calabria.