Archivio | agosto 30, 2016

L’ira funesta di Falcomatà: “E’ mortificante che in questo dibattito manchino i cittadini ed i corpi intermedi”

sindacodi Gabriella Lax

“Noto diverse pesanti assenze. Al netto di sei interventi da parte del pubblico di chi rappresenta le parti sociali e le associazioni di categoria ed i lavorati, la cosa peggiore e più mortificante che io osservo è l’assenza della città”. Tuona così il sindaco Giuseppe Falcomatà, nell’intervento conclusivo prima della discussione sulla mozione per salvaguardare i livelli occupazionali nelle imprese colpite dall’interdittiva antimafia, oggi in consiglio comunale. “Dove sono i cittadini, le associazioni di categoria, i corpi intermedi, i club service, le parti sociali? Sono silenti, alcuni di loro sono presenti fisicamente ma non danno un contributo alla discussione, per poi criticare se non si riesce ad arrivare ad un obiettivo che dovrebbe esser appannaggio della società. E invece in questa città si continua, come nelle tragedie greche, ad essere dioscuri, “l’un contro l’altro armati” a dispetto di chi non lo so- e prosegue –la città deve schierarsi anche qundo è più difficile e deve fare i cortei e le fiaccolate quando sono indiscussioni i diirtti che vengono minati, non nascondersi dietro social network e sigle”. Falcomatà, a dispettodellerichieste di interventi dell’opposizione sottolinea l’inutilità della presenza di rappresentanti della Prefettura nel consiglio odienro poichè “essa osserva ed applica le norme, giusteo sbaglaite che siano. Cosa dunque avrebbe to portare di più al dibattito?”.La soluzione per il primo cittadino sarebbe “Lavorare per l’ampliamento della disciplina della continuità aziandale e un mandato al sindaco affinchè lavori nei tavoli isitituzionali del Governo e dell’Anci per la rivisitazione di una legge che, pur giusta nei principi, porta effetti non produttivi nel territorio in cui è applicata. Per questo serve analizzare e correggere le alterazioni del sistema e la politica non deve arrivare ultima dopo le sentenze e le decisione i dei Tar, ma ha la possibilità di farlo prima”. L’ordine del giorno sull’interdittiva passa all’unanimità nel civico consesso che riprende i lavori alle 15.30 dopo una breve interruzione. Infine viene approvato un ordine del giorno aggiunto, sottoscritto da maggioranza ed opposizione, per dare un aiuto alle popolazioni terremotate. Anche quest’ultimo approvato all’unanimità. Il presidente del consiglio comunale Demetrio Delfino ricorda che dalla prossima seduta (intorno a metà settembre nds) 33 rintocchi di campana annunceranno l’inizio del civico consesso. Si ripristina così un’abitudine che negli anni si era persa.

Di seguito il testo della mozione sull’interdittiva antimafia

Città di Reggio Calabria
Al Presidente del Consiglio

Noi sottoscritti consiglieri comunali presentiamo – ai sensi dell’art. 43 del D.Lgs 267/2000 e dell’art. 48 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale – la mozione denominata “iniziative per la tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori delle imprese colpite da interdittive antimafia”
PREMESSO
che molte aziende del nostro territorio sono raggiunte da interdittive antimafia, un giusto provvedimento mirato a liberare l’economia dalle infiltrazioni della criminalità organizzata;
che questo provvedimento comporta, spesso, il licenziamento coatto dei lavoratori delle aziende che hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione;
che in una realtà come la nostra con uno dei tassi di disoccupazione più alti d’Europa ogni posto di lavoro va difeso “con le unghie e con i denti”;
che questa Amministrazione per espressa volontà del Sindaco ha convocato il consiglio comunale odierno proprio al fine di individuare una soluzione condivisa per detti problemi da individuare unitamente ai lavoratori, alle associazioni e ai cittadini;
che il lavoro dei dipendenti onesti delle attività economiche e produttive deve essere tutelato una volta che le imprese vengono colpite giustamente da provvedimenti di interdittiva;
che, infatti, soprattutto alle nostre latitudini non deve e non dovrà mai passare  il messaggio che “con le mafie si lavora e con lo Stato no”;

CONSIDERATO
che con decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 convertito con legge 11 agosto 2014 n. 114 sono state introdotte disposizioni urgenti finalizzate a monitorare le imprese che hanno rapporti con enti pubblici in materia di contratto per lavori, prestazioni di servizi e forniture;
che ai sensi dell’art. 32 comma 10 sono state previste misure straordinarie  per la gestione e il sostegno che possono essere applicate per iniziativa del Prefetto nei confronti di aziende per le quali sia stata emessa una informazione antimafia interdittiva allorquando vi sia “l’urgente necessità di assicurare il completamento della esecuzione del contratto ovvero la sua prosecuzione al fine di garantire la continuità di funzioni e servizi indifferibili per la tutela dei diritti fondamentali, nonché per la salvaguardia dei livelli occupazionali o dell’integrità dei bilanci pubblici”
che detti provvedimenti normativi sono preordinati ad assicurare e scongiurare che la adozione dei provvedimenti inibitori nei confronti delle imprese si riverberino sulla conclusione di opere già avviate, sulla continuità di servizi, per tutelare i livelli occupazionali e l’integrità dei bilanci prevedendo forme di intervento mirato da parte della Amministrazione pubblica per la tutela sei sopra menzionati interessi;
che pertanto esistono disposti normativi che, in caso vi sia da assicurare la continuità di funzioni e servizi e la salvaguardia dei livelli occupazionali, prevedono l’applicazione di misure straordinarie di “Gestione, sostegno e monitoraggio”;
che infatti nei casi previsti  dall’art. 32 comma 10 del decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 convertito con legge 11 agosto 2014 n. 114 è prevista la possibilità di disporre una straordinaria e temporanea gestione attraverso la nomina di commissari prefettizi, con contestuale sospensione dell’esercizio dei poteri di disposizione e gestione dei titolari della società, incaricati alla prosecuzione dei contratti pubblici in corso in vigore per la tutela dei servizi e per il mantenimento e la tutela dei livelli occupazionali.
Che vi è, altresì, la necessità di tutelare i livelli occupazionali delle imprese colpite da provvedimento di interdittiva anche nei casi oggi non tassativamente previsti dalla legge, e cioè anche per opere, funzioni e servizi non indifferibili, in quanto non deve passare il messaggio che “con le mafie si lavora e con lo Stato no”
Tutto quanto premesso e considerato
IL CONSIGLIO COMUNALE
Dichiara la propria volontà di tutelare i livelli occupazionali dei lavoratori le cui ditte sono state colpite da interdittive antimafia nonché la continuità di opere, funzioni e servizi ed a tal fine
IMPEGNA IL SINDACO
A promuovere ogni misura atta ed idonea al raggiungimento delle finalità di cui sopra incentivando la applicazione della prevista possibilità normativa, nei casi tassativamente previsti dalla legge, di disporre una straordinaria e temporanea gestione attraverso la nomina di commissari prefettizi al fine di tutelare i livelli occupazionali e la erogazione di servizi in favore della collettività;
Trasmettere ordine del giorno e relativa discussione nel tavolo Nazionale Anci;
A chiedere al Governo la possibilità di estendere analogicamente l’applicazione della normativa di straordinaria e temporanea gestione al fine di tutelare i livelli occupazionali delle imprese colpite da interdittiva anche nei casi oggi non tassativamente previsti dalla legge;
A chiedere al Governo di valutare un aggiornamento della normativa attualmente vigente in tema di misure interdittive.

Interdittiva antimafia, il consiglio comunale di Reggio cerca soluzioni per salvaguardare i livelli occupazionali

20160830_113332.jpgdi Gabriella Lax

Coniugare l’importanza strategica delle interdittive antimafia con la salvaguardia dei livelli occupazionali. Lodevole iniziativa dell’amministrazione Falcomatà che stamane ha convocato un consiglio comunale per discutere degli effetti dell’interdittiva antimafia nelle aziende reggine. Il consiglio comunale si apre con l’inversione degli ordini del giorno. Al primo posto passa la discussione sul debito fuori bilancio (62mila euro) di pagamenti nei confronti dell’impresa di pompefunebri Crea, utilizzata per il trasporto delle 45 salme degli immigrati giunti cadavere alporto di Reggio Calabri ae sepolti al cimitero di Armo. Anche un tema così delicato dà adito all’opposizione di negare il voto favorevole per le modalità utilizzate. La mozione passa con 19 voti favorevoli e 5 contrari. L’assessore alla legalità Giovanni Muraca illustra “le problematiche che hanno portato al licenziamento di tanti lavoratori – chiarisce – un vuoto normativo che con una mozione oggi cercheremo di colmare”. E poi specifica “Questa amministrazione sostiene e combatte la ‘ndrangheta sul territorio, siamo favorevoli all’interdittiva antimafia ma non vogliamo che la gente pensi che la mafia dà il lavoro e lo Stato lo toglie”. La soluzione per  Muraca sta nell’articolo 32 del decreto legge 90 del 2014, un punto di partenza su cui lavorare e da spingere al Governo, con la nomina di nuovi amministratori che consentano all’azienda di proseguire l’attività. Si sono susseguiti poi una serie di interventi, aperti da Andrea Cuzzocrea, presidente di Confindustria Reggio Calabria che fala cronistoria dell’interdittiva, nata nel 1998 come misura amministrativa di massima tutela anticipatoria e poi “Serve difendere quel poco che rimane dell’economia sul territorio”. Pregnante l’intervento del capogruppo del Pd in consiglio regionale Seby Romeo “L’amministrazione Falcomatà fa politica aperta e trasparente su un tema scivoloso, che è andare oltre le competenze. Non è la sede per dibattere quel livello di questione. La discussione non20160830_113900 può essere riferita ai casi singoli. Dobbiamo dare risposta a due necessità: garantre i livelli occupazionalie poi la congrutità dell’erogazione dei servizi di vitale importanza”.

Mimmo Nasone ribadisce che “il problema dell’interdittiva è promuovere un approfondimento, uno studio, con proposta di tutela del diritto al lavoro senza fare sconti alla criminalità. Che emerga il grido di lavoro dei reggini onesti”. Per il consigliere Riccardo Mauro da sostenere “il caso Reggio, grazie anche alla presenza del sindaco Falcomatà come delegato dell’Anci che si interfaccia col Governo”. Lucio Dattola ribadisce “Mi oppongo ad un atteggiamento paramafioso”. Anche per il consigliere Demetrio Martino “L’interdittiva ha bisogno di chiarmenti interpretativi o rivisitazioni in qualche punto, considerando la legge 114 del 2014 che con nuovi amministratori nominati dal prefetto prevede che le aziende possano andare avanti”. Massimo Ripepi “Invoca leggi speciali per la città speciale”. Per Antonino Castorina “massimo sostegno per la garanzia di difendere posti di lavoro e dare forza alle aziende sane e trasparente. Un ordine del giorno che deriva da un percorso condiviso con le parte sociali e le istanze del Governo”. “Le chiedo termianto il consiglio di interfacciarsi con la politica del governo affinchè si possa ripristinare al meglio al situazione dei lavoratori reggini” chiede il consigliere Giuseppe Dascoli. Un dibattito che non può terminare in questa sede di certo. (prima parte)