Archivio | agosto 2016

Risolto in poche ore il giallo di Fossato Jonico, all’origine dell’omicidio di Pizzichemi un debito da 2000 euro

TRIPODI Giuseppe cl. '65Si è risolto in poche ore con l’arresto di un 51enne, Giuseppe Tripodi (in foto), grazie alle indagine condotte dai Carabinieri della compagnia Melito Porto Salvo, il giallo dell’omicidio di Giuseppe Antonio Pizzichemi, avvenuto ieri a Fossato Jonico, frazione di Montebello, provincia di Reggio Calabria. Il 30 agosto 2016 sono da poco trascorse le 18.30 quando la tranquillità di Fossato, piccola frazione del comune di Montebello Jonico (RC) viene di colpo interrotta dal fragore di alcuni colpi di arma da fuoco seguito dalle disperate urla di alcune persone. “venite subito in via dei Mulini hanno sparato ad un uomo”, queste le parole pronunciate al numero di Pronto Intervento 112. Nel giro di pochissimi minuti quindi, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo (RC) inoltra la notizia alle pattuglie presenti sul territorio che tempestivamente giungono sul luogo. Di lì a breve arriverà anche un’ambulanza del 118 sulla quale verrà caricato l’uomo ferito poco prima ma il cui cuore smetterà di battere durante la disperata corsa in ospedale. Il tempestivo intervento massiccio dei carabinieri melitensi si rivelerà risolutivo. Una 15ina di uomini dell’Arma difatti, non perdono un attimo di tempo, iniziano a battere la zona palmo a palmo e, dopo averli individuati, interrogano tutti i testimoni e le persone presenti riuscendo, nel giro di pochissimo tempo, a ricostruire, con assoluta chiarezza, la dinamica dei fatti. La persona uccisa si chiamava Giuseppe Antonio PIZZICHEMI 50enne residente nella frazione di Fossato, titolare di un frantoio che a quanto sembra, negli ultimi tempi aveva dovuto chiudere per problemi economici e con qualche piccolo precedente penale alle spalle per reati di poco conto. A sparare invece, il 51enne Giuseppe TRIPODI, incensurato, padre di 5 figli. I due si conoscevano da tempo ed alla base del gesto, un diverbio per un debito di circa 2.000 euro che la vittima aveva nei confronti di uno dei figli del TRIPODI per alcuni lavori agricoli che quest’ultimo aveva fatto nel tempo ma mai saldati. Nel tardo pomeriggio di ieri, il PIZZICHEMI che si trovava nel cortile antistante l’abitazione del TRIPODI unitamente ad alcuni parenti di quest’ultimo che invece era affacciato al balcone della propria abitazione sito al primo piano. Il TRIPODI avrebbe chiesto all’uomo di saldare quel debito. Da qui il diverbio, sarebbero volate parole grosse fin quando il PIZZICHEMI, in tono di sfida, avrebbe invitato il TRIPODI a raggiungerlo in strada per “chiarire definitivamente la questione”. È a questo punto che il TRIPODI, in parte accecato dalla rabbia ed in parte per un gesto che avrebbe commesso il PIZZICHEMI, tanto da far ritenere all’omicida che l’uomo potesse essere armato, sarebbe rientrato immediatamente in casa e, dopo aver impugnato una pistola Beretta cal. 7.65 regolarmente detenuta, si sarebbe riaffacciato puntando la pistola sull’uomo e facendo fuoco 3 volte. Il PIZZICHEMI avrebbe tentato di trovare riparo dietro un’autovettura ma i tre colpi, che lo hanno attinto all’addome ed a una gamba si sono rivelati fatali. Le immediate e tempestive attività di indagine, svolte con metodi tradizionali, sono state decisive, ed hanno infatti consentito di risalire immediatamente all’identità del killer, che veniva poco dopo rintracciato all’interno della propria abitazione consegnando ai Carabinieri anche l’arma del delitto. Immediatamente dichiarato in stato di arresto e condotto negli uffici della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo (RC) lo stesso, già in stato di arresto, veniva interrogato fino a notte fonda, alla presenza del suo difensore, dal magistrato di turno O, rendendo, nel corso dell’atto, piena confessione. Al termine dell’interrogatorio, Giuseppe TRIPODI veniva tradotto presso la casa circondariale “G. PANZERA” di Reggio Calabria.

Comunicato stampa carabinieri di Reggio Calabria

Maxi furto di gioielli da 100mila euro: i Carabinieri ritrovano tutto e denunciano 3 soggetti

oriUn maxi furto di gioielli per il valore di 105mila euro era stato perpetrato a Crotone ai danni di un noto commerciante orafo calabrese. L’uomo si è immediatamente recato presso la Stazione Carabinieri di Belvedere Spinello per denunciare il tutto e chiedere aiuto per il furto patito; in pratica circa una settimana fa, il commerciante dovendo chiudere il proprio negozio per alcuni giorni, aveva caricato nella propria autovettura alcune couvette contenenti anelli e preziosi vari, da dover portare in un secondo momento in un altro esercizio commerciale fuori provincia. La macchina, con all’interno i preziosi, veniva quindi parcheggiata dentro un box all’interno di una concessionaria-auto di proprietà dello stesso commerciante: tutto chiuso a chiave, tutto sigillato, macchina e box. Tuttavia la leggerezza fatale veniva compiuta quando l’uomo lasciava le chiavi dell’auto in una bacheca ad uso comune all’intero della concessionaria, tantoché alcune ore dopo, l’uomo riaprendo la propria autovettura si accorgeva immediatamente dell’assenza dei contenitori. Dopo aver ricontrollato per sicurezza nel negozio e nella propria abitazione, ormai sicuro che il furto fosse stato perpetrato proprio all’interno della concessionaria, il commerciante si recava dal Comandante della Stazione di Belvedere, Maresciallo Aiutante Tropiano chiedendo aiuto e fornendo i pochi elementi a disposizione per ricostruire l’accaduto. Elementi scarsi si, ma non per i militari di Belvedere: con un lavoro semplice ma accurato di analisi, sono stati scomposti tutti i particolari e le azioni  dell’accaduto, circoscrivendo quindi le circostanze di tempo e di luogo. Il furto era avvenuto in una dato spazio e in una data ora, e in quel sito poteva trovarsi in dette circostanze solo un uomo, un addetto alle pulizie. Con la conferma da parte di alcuni frammenti di immagini ricavate dal sistema di telecamere interno, veniva prelevato e portato in Caserma l’uomo addetto alle pulizie, il quale posto sotto serrato interrogatorio durato alcune ore, alla fine, stremato, confessava di aver prelevato le chiavi dalla bacheca, aperto la saracinesca e l’autovettura, e rubato i preziosi. Immediatamente con l’ausilio di militari del Nucleo Operativo, scattava la perquisizione domiciliare a seguito della quale veniva rinvenuto circa l’80 per cento della refurtiva; con un supplemento di interrogatorio si riusciva a rinvenire il restante bottino, venduto a due noti  esercizi “compro-oro” in centro a Crotone. Qui si recuperava il tutto e si  verificava la corretta registrazione degli avvenuti acquisti. In Caserma si dava inizio quindi al conteggio ed alla ricampionatura dei preziosi: tutto recuperato, o quasi. Mancava infatti alla lista un grosso diamante del valore di 5000 euro. Per questo motivo il Comandante di Stazione faceva ritorno nell’abitazione del soggetto fermato, dando ulteriore seguito alla perquisizione. Dopo aver perquisito praticamente dovunque, all’interno della zuccheriera , avvolto in carta stagnola, veniva rinvenuto la pietra preziosa. Tutto il materiale sequestrato veniva riconsegnato all’avente diritto; alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone veniva quindi segnalato il primo soggetto fermato per furto aggravato, e i commercianti dei due “ compro oro” per acquisto di cose di sospetta provenienza. Per uno dei due, vi sarà a breve anche la segnalazione all’ufficio di Polizia Amministrativa per la valutazione su eventuali violazioni dei doveri inerenti la registrazione degli acquisti da privati.

(comunicato dei carabinieri di Crotone)

L’ira funesta di Falcomatà: “E’ mortificante che in questo dibattito manchino i cittadini ed i corpi intermedi”

sindacodi Gabriella Lax

“Noto diverse pesanti assenze. Al netto di sei interventi da parte del pubblico di chi rappresenta le parti sociali e le associazioni di categoria ed i lavorati, la cosa peggiore e più mortificante che io osservo è l’assenza della città”. Tuona così il sindaco Giuseppe Falcomatà, nell’intervento conclusivo prima della discussione sulla mozione per salvaguardare i livelli occupazionali nelle imprese colpite dall’interdittiva antimafia, oggi in consiglio comunale. “Dove sono i cittadini, le associazioni di categoria, i corpi intermedi, i club service, le parti sociali? Sono silenti, alcuni di loro sono presenti fisicamente ma non danno un contributo alla discussione, per poi criticare se non si riesce ad arrivare ad un obiettivo che dovrebbe esser appannaggio della società. E invece in questa città si continua, come nelle tragedie greche, ad essere dioscuri, “l’un contro l’altro armati” a dispetto di chi non lo so- e prosegue –la città deve schierarsi anche qundo è più difficile e deve fare i cortei e le fiaccolate quando sono indiscussioni i diirtti che vengono minati, non nascondersi dietro social network e sigle”. Falcomatà, a dispettodellerichieste di interventi dell’opposizione sottolinea l’inutilità della presenza di rappresentanti della Prefettura nel consiglio odienro poichè “essa osserva ed applica le norme, giusteo sbaglaite che siano. Cosa dunque avrebbe to portare di più al dibattito?”.La soluzione per il primo cittadino sarebbe “Lavorare per l’ampliamento della disciplina della continuità aziandale e un mandato al sindaco affinchè lavori nei tavoli isitituzionali del Governo e dell’Anci per la rivisitazione di una legge che, pur giusta nei principi, porta effetti non produttivi nel territorio in cui è applicata. Per questo serve analizzare e correggere le alterazioni del sistema e la politica non deve arrivare ultima dopo le sentenze e le decisione i dei Tar, ma ha la possibilità di farlo prima”. L’ordine del giorno sull’interdittiva passa all’unanimità nel civico consesso che riprende i lavori alle 15.30 dopo una breve interruzione. Infine viene approvato un ordine del giorno aggiunto, sottoscritto da maggioranza ed opposizione, per dare un aiuto alle popolazioni terremotate. Anche quest’ultimo approvato all’unanimità. Il presidente del consiglio comunale Demetrio Delfino ricorda che dalla prossima seduta (intorno a metà settembre nds) 33 rintocchi di campana annunceranno l’inizio del civico consesso. Si ripristina così un’abitudine che negli anni si era persa.

Di seguito il testo della mozione sull’interdittiva antimafia

Città di Reggio Calabria
Al Presidente del Consiglio

Noi sottoscritti consiglieri comunali presentiamo – ai sensi dell’art. 43 del D.Lgs 267/2000 e dell’art. 48 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale – la mozione denominata “iniziative per la tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori delle imprese colpite da interdittive antimafia”
PREMESSO
che molte aziende del nostro territorio sono raggiunte da interdittive antimafia, un giusto provvedimento mirato a liberare l’economia dalle infiltrazioni della criminalità organizzata;
che questo provvedimento comporta, spesso, il licenziamento coatto dei lavoratori delle aziende che hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione;
che in una realtà come la nostra con uno dei tassi di disoccupazione più alti d’Europa ogni posto di lavoro va difeso “con le unghie e con i denti”;
che questa Amministrazione per espressa volontà del Sindaco ha convocato il consiglio comunale odierno proprio al fine di individuare una soluzione condivisa per detti problemi da individuare unitamente ai lavoratori, alle associazioni e ai cittadini;
che il lavoro dei dipendenti onesti delle attività economiche e produttive deve essere tutelato una volta che le imprese vengono colpite giustamente da provvedimenti di interdittiva;
che, infatti, soprattutto alle nostre latitudini non deve e non dovrà mai passare  il messaggio che “con le mafie si lavora e con lo Stato no”;

CONSIDERATO
che con decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 convertito con legge 11 agosto 2014 n. 114 sono state introdotte disposizioni urgenti finalizzate a monitorare le imprese che hanno rapporti con enti pubblici in materia di contratto per lavori, prestazioni di servizi e forniture;
che ai sensi dell’art. 32 comma 10 sono state previste misure straordinarie  per la gestione e il sostegno che possono essere applicate per iniziativa del Prefetto nei confronti di aziende per le quali sia stata emessa una informazione antimafia interdittiva allorquando vi sia “l’urgente necessità di assicurare il completamento della esecuzione del contratto ovvero la sua prosecuzione al fine di garantire la continuità di funzioni e servizi indifferibili per la tutela dei diritti fondamentali, nonché per la salvaguardia dei livelli occupazionali o dell’integrità dei bilanci pubblici”
che detti provvedimenti normativi sono preordinati ad assicurare e scongiurare che la adozione dei provvedimenti inibitori nei confronti delle imprese si riverberino sulla conclusione di opere già avviate, sulla continuità di servizi, per tutelare i livelli occupazionali e l’integrità dei bilanci prevedendo forme di intervento mirato da parte della Amministrazione pubblica per la tutela sei sopra menzionati interessi;
che pertanto esistono disposti normativi che, in caso vi sia da assicurare la continuità di funzioni e servizi e la salvaguardia dei livelli occupazionali, prevedono l’applicazione di misure straordinarie di “Gestione, sostegno e monitoraggio”;
che infatti nei casi previsti  dall’art. 32 comma 10 del decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 convertito con legge 11 agosto 2014 n. 114 è prevista la possibilità di disporre una straordinaria e temporanea gestione attraverso la nomina di commissari prefettizi, con contestuale sospensione dell’esercizio dei poteri di disposizione e gestione dei titolari della società, incaricati alla prosecuzione dei contratti pubblici in corso in vigore per la tutela dei servizi e per il mantenimento e la tutela dei livelli occupazionali.
Che vi è, altresì, la necessità di tutelare i livelli occupazionali delle imprese colpite da provvedimento di interdittiva anche nei casi oggi non tassativamente previsti dalla legge, e cioè anche per opere, funzioni e servizi non indifferibili, in quanto non deve passare il messaggio che “con le mafie si lavora e con lo Stato no”
Tutto quanto premesso e considerato
IL CONSIGLIO COMUNALE
Dichiara la propria volontà di tutelare i livelli occupazionali dei lavoratori le cui ditte sono state colpite da interdittive antimafia nonché la continuità di opere, funzioni e servizi ed a tal fine
IMPEGNA IL SINDACO
A promuovere ogni misura atta ed idonea al raggiungimento delle finalità di cui sopra incentivando la applicazione della prevista possibilità normativa, nei casi tassativamente previsti dalla legge, di disporre una straordinaria e temporanea gestione attraverso la nomina di commissari prefettizi al fine di tutelare i livelli occupazionali e la erogazione di servizi in favore della collettività;
Trasmettere ordine del giorno e relativa discussione nel tavolo Nazionale Anci;
A chiedere al Governo la possibilità di estendere analogicamente l’applicazione della normativa di straordinaria e temporanea gestione al fine di tutelare i livelli occupazionali delle imprese colpite da interdittiva anche nei casi oggi non tassativamente previsti dalla legge;
A chiedere al Governo di valutare un aggiornamento della normativa attualmente vigente in tema di misure interdittive.

Interdittiva antimafia, il consiglio comunale di Reggio cerca soluzioni per salvaguardare i livelli occupazionali

20160830_113332.jpgdi Gabriella Lax

Coniugare l’importanza strategica delle interdittive antimafia con la salvaguardia dei livelli occupazionali. Lodevole iniziativa dell’amministrazione Falcomatà che stamane ha convocato un consiglio comunale per discutere degli effetti dell’interdittiva antimafia nelle aziende reggine. Il consiglio comunale si apre con l’inversione degli ordini del giorno. Al primo posto passa la discussione sul debito fuori bilancio (62mila euro) di pagamenti nei confronti dell’impresa di pompefunebri Crea, utilizzata per il trasporto delle 45 salme degli immigrati giunti cadavere alporto di Reggio Calabri ae sepolti al cimitero di Armo. Anche un tema così delicato dà adito all’opposizione di negare il voto favorevole per le modalità utilizzate. La mozione passa con 19 voti favorevoli e 5 contrari. L’assessore alla legalità Giovanni Muraca illustra “le problematiche che hanno portato al licenziamento di tanti lavoratori – chiarisce – un vuoto normativo che con una mozione oggi cercheremo di colmare”. E poi specifica “Questa amministrazione sostiene e combatte la ‘ndrangheta sul territorio, siamo favorevoli all’interdittiva antimafia ma non vogliamo che la gente pensi che la mafia dà il lavoro e lo Stato lo toglie”. La soluzione per  Muraca sta nell’articolo 32 del decreto legge 90 del 2014, un punto di partenza su cui lavorare e da spingere al Governo, con la nomina di nuovi amministratori che consentano all’azienda di proseguire l’attività. Si sono susseguiti poi una serie di interventi, aperti da Andrea Cuzzocrea, presidente di Confindustria Reggio Calabria che fala cronistoria dell’interdittiva, nata nel 1998 come misura amministrativa di massima tutela anticipatoria e poi “Serve difendere quel poco che rimane dell’economia sul territorio”. Pregnante l’intervento del capogruppo del Pd in consiglio regionale Seby Romeo “L’amministrazione Falcomatà fa politica aperta e trasparente su un tema scivoloso, che è andare oltre le competenze. Non è la sede per dibattere quel livello di questione. La discussione non20160830_113900 può essere riferita ai casi singoli. Dobbiamo dare risposta a due necessità: garantre i livelli occupazionalie poi la congrutità dell’erogazione dei servizi di vitale importanza”.

Mimmo Nasone ribadisce che “il problema dell’interdittiva è promuovere un approfondimento, uno studio, con proposta di tutela del diritto al lavoro senza fare sconti alla criminalità. Che emerga il grido di lavoro dei reggini onesti”. Per il consigliere Riccardo Mauro da sostenere “il caso Reggio, grazie anche alla presenza del sindaco Falcomatà come delegato dell’Anci che si interfaccia col Governo”. Lucio Dattola ribadisce “Mi oppongo ad un atteggiamento paramafioso”. Anche per il consigliere Demetrio Martino “L’interdittiva ha bisogno di chiarmenti interpretativi o rivisitazioni in qualche punto, considerando la legge 114 del 2014 che con nuovi amministratori nominati dal prefetto prevede che le aziende possano andare avanti”. Massimo Ripepi “Invoca leggi speciali per la città speciale”. Per Antonino Castorina “massimo sostegno per la garanzia di difendere posti di lavoro e dare forza alle aziende sane e trasparente. Un ordine del giorno che deriva da un percorso condiviso con le parte sociali e le istanze del Governo”. “Le chiedo termianto il consiglio di interfacciarsi con la politica del governo affinchè si possa ripristinare al meglio al situazione dei lavoratori reggini” chiede il consigliere Giuseppe Dascoli. Un dibattito che non può terminare in questa sede di certo. (prima parte)

Ad Ecolandia risuonano le note di una notte jazz newyorkese con il live dell'”Emmet Cohen trio”

IMG_9294 copiaDi Gabriella Lax

L’immagine della statua della libertà campeggia sopra l’insolito scenario del fortino di Arghillà. Ecolandia accoglie Emmet Cohen Trio, col giovane pianista americano accompagnato dai “meridionali” Elio Coppola alla batteria e Giuseppe Venezia al contrabbasso. Il concerto “A night in New York”, proposto dal Face Fest, è la prima tappa reggina del Peperoncino Jazz Festival, diretto da Sergio Gimigliano. Sul palco alcune interpretazioni dei grandi classici del jazz, insieme ad alcune composizioni originali di Cohen. Dalla prima nota si percepisce il gusto di atmosfere ricercate ed eleganti che accompagnano il pubblico nei varchi proibiti della grande mela. “Infinity”, il disco del trio è il mondo morbido e variegato delle notti americane il cui spirito ha risuonato per una lunga serata nel fortino calabrese. “Ciao a tutti. Contento di essere qui in Calabria” spiega in italiano Emmet Cohen. Giovane e talentuoso, a soli 28 anni, finalista al“Monk Competition”, uno dei concorsi per solisti jazz più importanti al mondo e all’American Pianists Association’s Fellowshipvanta nel 2015. IMG_9159 copia.jpgHa collaborato con Christian McBride, Patty Austin, Maceo Parker, Joshua Redman, Billy Hart. Così Emmet Cohen racconta con naturalezza che Herbie Hancock (pianista jazz statunitense di fama mondiale nds) gli ha spiegato che il pianoforte è la metafora dell’orchestra ossia “Ottantotto tasti, bianchi e neri insieme”, per comporre l’armonia. E l’armonia d’antan parte proprio con “A night in New York”, un brano del 1922, che riporta il fil rouge della serata. E ancora “Mood indigo”, intramontabile di Duke Hellingthon e tornano le note sofisticate ma familiari di Cole Porter ne “It’s all right with me”. Ma l’Italia nel disco non è solo quella del lucano Venezia o del napoletano Coppola, c’è anche un tributo a Peppino di Capri, con una canzone scritta da Carlo Alberto Rossi. E poi ancora un rifacimento di un brano di Cedar Wolton “Tanto legato all’Italia” spiegano i musicisti che “quando gli chiedevano di dove fosse, rispondeva “Di Bologna””. L’anima jazzista passa veloce, fa tanti giri, così come corrono sul piano del dita di Cohen, che di talento ne ha da vendere. Il confronto con icone mostruose del jazz mondiale non lo spaventa, dietro ogni nota una sfida, insieme ai colleghi del trio con cui si perde in improvvisazioni al cardiopalma per poi tornare ai ritmi di base, con pianoforte e contrabbasso a tenere il segno. Il pubblico è del fortino è entusiasta ed esaltato. Il trio italoamericano nasce nel 2013, coi due musicisti italiani a New York per partecipare ad un festival e l’incontro “fatale”. Un incontro propedeutico per invitare Cohen in tour e per registrare un disco. Attività però, in quelle settimane, avversate dall’arrivo dell’uragano Sandy. “Ma alla fine ci siamo riusciti, abbiamo fatto 60 date tra America e Italia e ora siamo pronti a registrare un altro disco”. Sesto tour in Italia per il trio. Cohen prima di iniziare ci confida che la Calabria è una delle regioni più belle. D’altro canto si tratta di una terra che già ha conosciuto lo scorso anno, ospite sempre di Gimigliano (sottoa destra  in foto con Marcello Spagnolo) alla precedente edizione del Peperoncino Jazz Festival, nella tappa di Diamante. “Felicissimi della collaborazione col Face Fest e con Ecolandia – chiarisce entusiasta patron Gimigliano che ha organizzato il concerto con Alessio Laganà – siamo alla quindicesima edizione di un festival che tocca trenta città, cinque province e parchi nazionali, però a Reggio città non eravamo mai arrivati. Per noi è un grande onore. Dovremmo essere i primi a renderci conto di essere, come calabresi, abitanti di un posto speciale”. (foto Marco Costantino)

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Reggio, in consiglio Marino, Gangemi e Brunetti formano il gruppo “Idem”

IDeMDi Gabriella Lax

Si mischiano le carte e nasce “Idem”. A battesimo un nuovo gruppo consiliare stamane a palazzo San Giorgio. A comporlo sono i consiglieri Demetrio Marino (ex forzista transitato al gruppo misto), Paolo Brunetti (da “A testa alta”) e Francesco Gangemi (già Centro Democratico) “Identità democratica e metropolitana”, il nome scelto dal gruppo che si colloca nella maggioranza comunale, col sostegno del sindaco Giuseppe Falcomatà.

Un gruppo consiliare, “Idem”, che nasce, come si legge nelle intenzioni per essere“l’anello di congiunzione tra la cittadinanza e l’agire amministrativo, perché i cittadini vengono prima di tutto e meritano risposte. Il gruppo si pone all’interno della maggioranza come “gruppo di lavoro” che sostiene il Sindaco nelle scelte che coinvolgono la nostra comunità, avendo cura che quelle stesse scelte siano conformi al programma elettorale e facendo in modo che producano, a fronte di impegni di spesa e risorse stanziate, le giuste ricadute, in termini sociali ed economici, sul nostro territorio”. L’esistenza del nuovo gruppo è strettamente connessa dunque alle mutazioni avvenute negli enti amministrativi che costituiscono la piramide città/provincia/regione, alla luce della fine dell’ente “provincia” da un lato e dalla nascita della “città metropolitana” dello Stretto,dall’altro. “Questa sfida -chiariscono nei motivi di partenza i tre consiglieri – va affrontata con una classe politica autorevole, matura e capace di leggere nelle pieghe di un territorio che chiede a gran voce dignità di rappresentanza. In questo senso, la voce dei territori può essere interpretata anche attraverso l’esperienza di chi, proprio sul territorio, attraverso le sue articolazioni istituzionali, si è formato. L’esperienza delle Circoscrizioni, infatti, è stata per molti una palestra utile a conoscere l’importanza dell’orizzonte quotidiano. Calare tutto questo in una dimensione metropolitana, significa trasportare questa esperienza nel nuovo mondo che vogliamo costruire. Servono nuovi occhi, ma serve lo spirito di servizio di chi si è formato sul campo. Il Gruppo consiliare “Identità Democratica e Metropolitana” nasce per avere un approccio e un linguaggio nuovo rispetto al modo con cui trattare e risolvere i problemi del nostro territorio ma anche per tradurne le potenzialità in concrete occasioni di sviluppo”.

Buona vita al nascente gruppo. Anche perchè, a palazzo San Giorgio, difficilmente ci sarà uno scontro di democratica costruzione della vita amministrativa considerata la diaspora di consiglieri e le fazioni in lotta nella (ectoplasmatica) minoranza.

Tanta Calabria nel matrimonio di Giuseppe Zeno e Margareth Madè

zenoUn matrimonio da favola quello celebrato nella splendida Siracusa tra Giuseppe Zeno e Margareth Madè. Bellezza, classe, eleganza hanno contraddistinto la cerimonia e i festeggiamenti che gli sposi dell’anno hanno preparato in gran segreto per loro e per i loro 100 invitati. In mezzo a tanta Sicilia (terra della sposa) e tanta Napoli (terra dello sposo) anche tanta Calabria era presente all’evento e ciò sia per gli amici dello sposo arrivati dalla provincia di Vibo Valentia sia, soprattutto, per la presenza del Soprano Nunzia Durante (nella foto con gli sposi) che ha animato con il suo canto la messa solenne celebrata nel quartiere Giudecca dell’isola di Ortigia e che è stata coinvolta anche nello spettacolo con cui sono stati deliziati – tra un piatto e l’altro dell’abbondantissimo menù – i fortunati invitati.Di grande impatto emotivo e da brividi l’esecuzione della celebre “Ave Maria” di Schubert da parte della cantante lirica calabrese durante la consacrazione. Giuseppe e Margareth hanno, così, dimostrato che è possibile coniugare la spiritualità e la bellezza con la mondanità di un evento che ha richiamato l’attenzione delle più importanti riviste italiane del settore, prima fra tutte l’esclusivista “Vanity Fair”.