La pace ha il colore della musica. Noa e Gil Dor, live all’Arena dello Stretto di Reggio Calabria

IMG_6936 copia.jpgdi Gabriella Lax

La Calabria, come la Sicilia, come Israele, come tutti i luoghi del mondo in cui la terra è bagnata di lacrime e sangue e abusa dell’amore dei suoi figli. L’unica medicina per questi dolori laceranti è il dono della pace. E’ questo il messaggio d’amore universale che arriva dall’Arena dello Stretto di Reggio Calabria dove, ieri sera, si è esibita la musicista, cantante e compositrice Noa, accompagnata dal sempre fedele chitarrista Gil Dor, con cui condivide 26 anni di esperienze sul palco e in studio, dai musicisti Gadi Seri alla batteria e percussioni e Adam al contrabbasso. Dietro al sipario dello Stretto, lo scenario è quasi surreale, certamente irripetibie: la statua di Athena di bianco illuminata, dea della guerra, lancia alla mano sembra puntare la paladina della pace, Noa che, in abito nero, dal palco accende la musica coi sui colori. Riesce a conquistare il pubblico reggino con questo live all’aperto, il promoter Ruggero Pegna che festeggia splendidamente i 30 anni della rassegna “Fatti di musica” XXX edizione della rassegna del Miglior Live d’Autore italiano e internazionale, nell’ambito del progetto “Alziamo il Sipario” dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Reggio.

IMG_6999 copia“Il messaggio di pace per il mondo stasera parte da questa città” chiarisce Pegna- ricordano i concerti e i musical dell’ultimo anno (Romeo e Giulietta, I promessi sposi e, prossimamente, tornerà Notre Dame de Paris). Per l’assessore comunale alla cultura e all’istruzione Patrizia Nardi “Reggio merita la qualità e di essere riconosciuta come Noa, portatrice di pace e di dialogo. E anche dalla nostra città chiediamo il dialogo che parta dalla musica”.
Come a spezzare un incantesimo la prima parola, alla prima nota dell’artista yemenita, è proprio “Shalom”. Canta anche il pubblico dell’Arena per “I don’t know”, singolo dell’omonimo disco uscito nel lontano 1994, all’inizio del cammino musicale della straordinaria artista. Performer unica, che accompagna con le dita e le braccia i gorgheggi vocali, ora come un usignolo, ora dai toni profondi. E ancora c’è l’allegria di “Child of man”, e la sacralità dolce di “Mishaela” ad accompagnare la notte sullo Stretto. Noa e Gil Dor ripropongono alcuni brani di “Love medicine” (2014), omaggio al grande musicista e compositore Pat Metheny che ha prodotto il disco. E poi, insieme a Gadi Seri, Noachim regala un assolo con uno strumento di origine israelita. “Questa latta – sorride, salutando ancora una volta il caloroso pubblico reggino – è come se fosse il nostro “Stradivarius””.

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La sua musica è il frutto di un incontro di radici profonde da Israele allo Yemen, contaminato dall’America, il posto dove la famiglia dell’artista si trasferì per cercare fortuna. Spazio alle performance di Gil Dor, del contrabbasso di Adam e del percussionista Gadi. Abbandona il palco Noa per tornare vestita di bianco e proseguire con l’omaggio alle terre: ebrei, arabi, calabresi, solo in apparenza sono lontani. Perchè vicine sono le terre del mondo bagnate di sangue. “Sono 25 anni che ritorno in Italia – afferma l’artista – questo Paese ha una cultura ricca e unica, per me è la seconda casa”. Dalla Sicilia riprende la grande Rosa Balestrieri con 2terra ca non senti”e, di seguito, alcuni brani del repertorio della canzone napoletana. Le distanze si accorciano ed il mare ( “Mare nostro che non sei nei cieli e abbracci di confini dell’isola e del mondo”) è una tomba carica di promesse, calde come l’ultimo bacio della madre ad un figlio che parte per un luogo lontano. Noa ha scritto la musica, Erri De Luca le parole delle poesia cantate per gli immigrati. Entusiasta e coinvolgente chiude Noa il concerto, a grande richiesta del pubblico con “Life is beautiful”, la canzone che l’ha fatta conoscere al grande pubblico ed al pubblico italiano perchè colonna sonora del pluripremiato film “La vita è bella” di Roberto Benigni. “Fatti di musica” ritorna giovedì sera, con il live di Paolo Conte al Castello Aragonese d Reggio(foto Marco Costantino)

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