Operazione “Reghion”, i colletti bianchi, nel cono d’ombra, al servizio delle ‘ndrine

de raho carabinieirdi Gabriella Lax

Un presunto “comitato d’affari” capace di gestire la “macchina amministrativa comunale”, nell’interesse della ‘ndrangheta, con sede attiva a Reggio Calabria e con collegamenti a Roma, Brescia, Milano. Pressioni perchè venissero concessi appalti milionari a favore di imprenditori collegati alle ndrine locali. I carabinieri di Reggio Calabria stamane hanno dato esecuzione a provvedimento di “fermo di indiziato di delitto” e contestuale decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Dia, nell’ambito dell’inchiesta “Reghion”. Le indagini, avviate nel 2013 dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Reggio Calabria, hanno portato all’acquisizione di concordanti elementi indiziari a carico di Domenico Barbieri, di anni 52, da San Ferdinando (RC); Vincenzo Carmine Barbieri, di anni 54, da Reggio Calabria; Antonio Franco Cammera, di anni 56, da Reggio Calabria; Marcello Francesco Antonio Cammera, di anni 60, da Reggio Calabria, dirigente Settore Cultura–Turismo–Istruzione e Sport del Comune di Reggio Calabria, all’epoca delle indagini Dirigente del settore Servizi Tecnici; Bruno Fortugno, di anni 62 da Reggio Calabria, funzionario del Settore Servizi Tecnici, Domenico Kappler, di anni 56, da Roma;Sergio Lucianetti, di anni 70, da Roma; Luigi Patimo, di anni 44, da Milano; Alberto Scambia, di anni 66, da Roma; Mario Scambia, di anni 76, da Reggio Calabria. L’inchiesta era iniziata nel 2013 quando i militari dell’arma avevano iniziato ad indagare per scoprire come venivano indirizzati gli appalti nel settore lavori pubblici. I soggetti sono indagati a vario titolo per concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, intestazione fittizia di beni, estorsione aggravata dal metodo mafioso. Contestata, inoltre, a carico di due società operanti nel settore della depurazione delle acque e di fornitura di servizio idrico integrato, la responsabilità amministrativa da reato. Al centro dell’inchiesta l’ottimizzazione del sistema di depurazione delle acque e la gestione delle risorse idriche della città dello Stretto. L’inchiesta stamane è stata presentata dal procuratore generale Federico Cafiero De Raho che ha specificato come le indagini da un alto, riportino all’inchiesta “Fata Morgana”. Protagonista, anche in questa circostanza Paolo Romeo, già condannato, ora ai domiciliari. Le indagini hanno accertato come Romeo, seppur non rivesta alcun ruolo formale nella vicenda, oltre a palesare cointeressenze imprenditoriali con Domenico Barbieri, vantasse uno speciale rapporto di solidarietà ed influenza nei riguardi di Cammera, sicché era messo al corrente da Barbieri dei progressi delle trattative per il mercimoni dei pubblici ufficiali e delle conseguenti loro attività abusive. Romeo interveniva per sollecitare Cammera e Fortugno ad aderire alle pretese degli imprenditori privati, ma anche per comprendere dinamiche amministrative connesse al pagamento delle “mazzette”. Cammera, dirigente dei servizi al comune, con alcuni complici, avrebbe pilotato i bandi per l’assegnazione degli appalti. Sono state sequestrate 14 società e beni per un valore di 42 milioni di euro.

Qui di seguito il commento del sindaco di Reggio Giuseppa Falcomatà

«Ringrazio le forze dell’ordine e la Procura di Reggio Calabria per l’importante operazione odierna che consente di fare luce su uno spaccato inquietante di una parte della burocrazia comunale. Nelle scorse settimane – ha aggiunto il Sindaco – nel corso del consiglio comunale aperto sulla legalità e sugli amministratori sotto tiro, ho sottolineato la necessità di riformare la legge sullo scioglimento degli Enti locali che, ad oggi, non si occupa della parte burocratica delle pubbliche amministrazioni. Da più parti nei mesi scorsi è stata sottolineata la necessità di riformare questa legge anche il Procuratore Cafiero De Raho ne ha parlato recentemente ed io stesso, diversi mesi fa avevo avuto modo di sottolinearlo in un mio intervento al Senato alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Spesso in occasione di uno scioglimento vengono spazzate via intere classi politiche e invece gli apparati burocratici rimangono in sella. Evidentemente c’è qualcosa che va migliorato, c’è qualcosa in più che va fatto. Gli strumenti, ad oggi in nostro possesso, cerchiamo di utilizzarli al meglio. Nei mesi scorsi in Giunta abbiamo deliberato infatti la rotazione totale dei dirigenti. Inoltre, su proposta dell’Assessore alla Legalità, abbiamo azzerato tutte le nomine dei Responsabili Unici dei Procedimenti decise negli anni passati. Un meccanismo che ha consentito una pulizia generale nell’apparato burocratico. Nei mesi scorsi, poi, su proposta dell’Assessore ai Lavori Pubblici, la Giunta ha approvato altri importanti provvedimenti a sostegno degli imprenditori vessati da racket e criminalità organizzata, istituendo short lists per la partecipazione agli appalti pubblici comunali, ed un nuovo regolamento e nuove graduatorie per i lavori pubblici e privati dentro i cimiteri. Abbiamo bisogno di incentivare le possibilità che la legge prevede come l’uso dei funzionari ex articolo 145, provenienti da altri Enti, che le amministrazioni comunali che si insediano dopo uno scioglimento per mafia possono utilizzare – ha poi spiegato il Sindaco – è anche grazie a strumenti come questo che siamo riusciti a fare un grande lavoro negli uffici. Oggi, tuttavia, la situazione si è oltremodo complicata e urgono misure straordinarie per aumentare, sul piano della quantità e della qualità, le risorse umane a disposizione del Comune e consentire ai tanti funzionari e dirigenti onesti, che operano quotidianamente per il bene dei cittadini, di continuare a lavorare in serenità».

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