Archivio | luglio 2016

Operazione “Kalanè”, sembrava fosse in atto una recrudescenza criminale, invece era una faida familiare

Di Gabriella Lax

IMG_7247 copiaUn omicidio e due tentativi d’omicidio premeditati per ottenere il controllo criminale nel territorio di Calanna. E ancora detenzione e porto abusivo di armi da fuoco e ricettazione, aggravati dalla circostanza di aver commesso i fatti per agevolare le attività della ‘ndrangheta. Queste le accuse da cui prende il via l’operazione “Kalanè” (l’antico nome di Calanna) della Polizia di Stato per l’esecuzione di alcuni fermi di indiziato di delitto, disposti dalla Direzione distrettuale antimafia. Nel mirino Giuseppe Greco, di Calanna, 56 anni (figlio dello storico capo Ciccio Greco), Domenico Provenzano, 21 anni, nato a Genova, Antonio Falcone di 45 anni e Giuseppe Falcone di 49 ani entrambi reggini. Ricercato invece Antonino Princi, 45 anni, nato a Colmar in Francia, irreperibile da alcuni mesi. Un tentato omicidio, un omicidio ed un altro atto di sangue, in due episodi avvenuti i 9 febbraio ed il 3 aprile. “Fatti che avevano destato preoccupazione perché si ipotizzava la riapertura di guerre di mafia – chiarisce il questore Raffaele Grassi – in realtà le evidenze investigative consentono di dire che si trattava di fatti maturati per dissidi interni a cosche operanti in una determinata area delle provincia reggina”. Nel provvedimento di fermo mandanti ed esecutori materiali di tre gravissimi fatti di sangue – un omicidio e due tentati omicidi – verificatisi a Reggio Calabria e nel vicino comune di Calanna (nel reggino) nei mesi di febbraio e aprile scorsi nel contesto di un conflitto scaturito in seno alla famiglia Greco per l’affermazione della leadership e il dominio criminale nel piccolo comune dell’entroterra reggino. Durante l’operazione sono state eseguite una serie di perquisizioni. Impiegati circa 80 uomini della Polizia di Stato. Dall’inchiesta ha preso forma uno scenario di cruente azioni di sangue che i sicari dei due schieramenti in lotta tra loro hanno posto in essere con premeditazione, individuando accuratamente le abitudini delle vittime i tempi e i luoghi in cui colpirle con l’uso di fucili e pistole. Fermi necessari per gli investigatori che servono ad evitare ulteriori fatti di sangue. Importante la ricostruzione di questi episodi.

I fatti di sangue

Dall’attività d’indagine, come chiarisce Francesco Rattà, capo della squadra mobile di Reggio Calabria “Emerge uno contro intestino alla famiglia Greco hce, dopo la collaborazione di Giuseppe Greco con la giustizia, vede l’ascesa al potere di Antonino Princi, il cugino. L’uscita di scena di Greco da Calanna determina l’ambizione del cugino che copie i passi per il gestire le attività illecite. Dunque, il rientro di Greco costituisce un elemento di disturbo, soprattutto quando questi decide di riconquistare terreno”. Incontri familiari che si tramutano in scontri, fino a quando il 9 febbraio scorso miracolosamente Antonino Princi, seppur rimasto ferito, riesce a scampare ad un attentato tesogli da due killer armati, presumibilmente Greco e Provenzano. In quell’occasione Princi fu attinto all’ingresso della società per cui lavorava, Ecologia Oggi, che gestisce l’impianto di rifiuti di Sambatello. Princi con manovre repentine e prontezza di riflessi inverte la marcia della sua Mercedes, IMG_7265 copiasfonda il cancello dell’impianto e riesce a trovare rifugio all’interno, salvandosi. Mentre dei due attentatori, da quel momento si perdono le tracce. Princi impiega i successivi due mesi per programmare la vendetta, che si consuma il 3 aprile quando presumibilmente i due Falcone (positivi al test della polvere da sparo) feriscono lievemente Greco e uccidono Domenico Polimeni con un fucile caricato a pallettoni.

Gli investigatori

“E’ sembrato che tra Calanna e Sambatello vi fossero fibrillazioni particolari, con gravi episodi estorsivi nei confronti di commercianti ed imprenditori -spiega il procuratore generale Federico Cafiero De Raho- tant’è che direzione antimafia si era mossa per capire cosa succedeva in quella parte del territorio”. Per De Raho “Giuseppe Greco, già collaboratore di giustizia, poi si era finto pazzo ha tenuto atteggiamenti discutibili che riconducevano ad una strategia di riconquista del territorio. Greco arretra dal punto di vista della collaborazione e avanza nella riconquista del territorio.E’ figlio di Francesco Greco (già nelle operazioni Meta e Olimpia)”. Esame positivo degli stub, intercettazioni ambientali e telefoniche, unitamente agli elementi del disconoscimento degli alibi di alcuni di essi hanno consentito i provvedimenti di fermo, necessari per scongiurare l’allontanamento di alcuni le operazioni sono scattate a Reggio ed a Genova, luogo in cui uno degli indagati si era trasferito .(foto Marco Costantino)

Paolo Conte, storia di un romanzo musicale elegante e senza tempo al Castello Aragonese

Paolo Conte foto di Dino Buffagni -IMG_6640_bDi Gabriella Lax

Memorie, ondulate e profanate. Sono eleganti seduzioni in musica quelle di Paolo Conte. Può rimanere in silenzio per tutto il concerto, può salutare a malapena il pubblico. Non importa a lui si perdona tutto. A parlare, per oltre un’ora e mezza, è la sua verve di chansonnier d’antan, il prestigio del racconto che invecchia per rimanere comunque attuale e fedele. E’ salito sul palco di piazza Castello, ieri sera Paolo Conte regalando al pubblico di Reggio Calabria, le canzoni di un tempo e le nuove proposte di “Snob” (Platinum/Universal), l’ultimo disco, spasmodica ricerca, ancora una volta, dei suoni essenziali. Un romanzo musicale che, a tratti, diviene agile poesia, il racconto perenne dello scorrere di giorni ed occasioni, appoggiati sulla vita reale. E dopo lo show di domenica scorsa della cantante internazionale Noa, Gil Dor e la band, il promoter calabrese Ruggero Pegna fa nuovamente centro, con l’unica tappa nel Sud Italia di Conte, inserita nel contesto della trentesima edizione di “Fatti di Musica”, la rassegna del miglior live d’autore organizzata da Ruggero Pegna, in collaborazione con “Alziamo il Sipario”, il progetto di eventi culturali ideato dall’Assessore Comunale alla Cultura Patrizia Nardi. Aprono la serata d’estate le parole di Ruggero Pegna “Portiamo eventi di qualità perchè la musica non è tutta uguale. Conte è un successo planetario con brani tradotti in molte lingue- e poi riferito al sodalizio con l’amministrazione comunale – da due anni riesco a parlare di musica vera. Dobbiamo sentirci in una Calabria piena di cultura che si arricchisce di musica e di emozioni”. Fieramente la Nardi “Abbraccio un progetto che prosegue e che pone al centro della musica la nostra città con le location uniche”. Inizia il live e l’atmosfera cambia e, come da copione, ci si ritrova improvvisamente catapultati nelle atmosfere fumose di un club jazz lontano migliaia di chilometri mentre Conte intona “Ratafià”, “Sotto le stelle del jazz”, “Come di”. Saccheggia i meandri dell’animo umano con infinite sfumature che vanno dallo humor alla malinconia in “Alle prese con una verde milonga”, “Snob”, “Recitando”, “Dancing”, “Gioco d’azzardo”. Trasformisti, camaleontici in scena con Conte i musicisti Nunzio Barbieri, chitarra, chitarra elettrica, Lucio Caliendo, oboe, fagotto, percussioni, tastiere, Claudio Chiara, sax alto, sax tenore, sax baritono, flauto, fisarmonica, basso, tastiere, Daniele Dall’Omo, chitarra, Daniele Di Gregorio, batteria, percussioni, marimba, piano, Luca Enipeo, chitarra, Massimo Pizianti, fisarmonica, bandoneon, clarinetto, sax baritono, piano, tastiere, Piergiorgio Rosso, violino, Jino Touche, contrabbasso, chitarra elettrica, Luca Velotti, sax soprano, sax tenore, sax contralto, sax baritono, clarinetto. Manca da Reggio da cinque anni Conte. Ma c’èancora tempo per sognare con gli occhi semichiusi “Gli impermeabili”, “Madeleine” e per perdersi nel viaggio romantico e reale di “Via con me” (unico bis concesso a fine spettacolo). Chiudono “Max”, “Diavolo Rosso” e “Le chic et le charme”. (foto di Dino Buffagni)

Face Fest dall’uno al 4 agosto, tradizione ed evoluzione

face#Tradizionevoluzione è l’hashtag che scandirà il FACE 2016, il Festival dell’Arte, della Creatività e dell’Ecocultura, in programma dal 1 al 4 agosto nell’incantevole scenario del Parco Ecolandia di Arghillà a Reggio Calabria. Circa 300 artisti hanno compreso, nelle passate edizioni, il valore culturale di una kermesse che stravolge gli animi di chi lo vive tra musica, arte, spettacolo, workshop, performance, installazioni, fotografia, scultura e pittura. Giunto alla sesta edizione, inserito tra gli eventi storicizzati della Regione Calabria, apprezzato dai reggini e non solo, il FACE trasforma il Forte Gullì in uno scrigno che custodisce e diffonde arte e cultura. La novità del FACE 2016 è rappresentata da una nuova espressione artistica capace di catturare ed immobilizzare l’arte per poi liberarla attraverso giochi di luce continui. Il partner, che i direttori artistici Paolo Albanese e Paolo Genoese hanno voluto fortemente portare a Reggio Calabria, si chiama Kernel, piattaforma artistica ideata e prodotta da AreaOdeon che propone nuove sinergie multi-disciplinari tra musica elettronica e sound design, audiovisual mapping, architettura effimera, arte digitale e interattiva. Nel linguaggio informatico, il termine “kernel” costituisce il nucleo di un sistema operativo. Analogamente, Kernel si propone come piattaforma stabile e permanente sulla quale innestare una serie di attività e proposte mirate ad offrire opportunità di sperimentazione e scambio tra diversi linguaggi espressivi dell’arte contemporanea, tra momenti d’intrattenimento, ma anche spazi di incontro e occasioni di visibilità per giovani artisti. Il Fortino di Arghillà, grazie a questa collaborazione, verrà investito di un nuovo senso che lo renderà laboratorio ideale di sperimentazione, condivisione ed ibridazione di esperienze differenti. Avrà così nuovi colori e nuove forme attraverso il progetto LUXONUS, installazione interattiva di luce e suono, prodotta da Kernel/AreaOdeon, in cui le composizioni musicali, create grazie ad uno step sequencer, si trasformano in giochi di luce sul Fortino. Ad ogni nota suonata, una luce si accenderà ad illuminare l’antica struttura. Il pubblico nel periodo antecedente al Festival, tramite un’interfaccia web, potrà creare, registrare e inviare il proprio contributo musicale dal quale deriverà in tempo reale una corrispondente soluzione di illuminazione. Le composizioni raccolte tramite web saranno presentate nelle quattro serate. Durante i giorni del Festival, sarà presente anche una postazione in loco, attraverso la quale il pubblico potrà interagire con l’installazione. L’allestimento multimediale farà inoltre da scenografia ai concerti in programma. Un progetto creato ad hoc per Ecolandia e FACE 2016 che rappresenta una nuova tappa di un percorso che negli ultimi anni ha già emozionato migliaia di spettatori con esperienze artistiche ad alto contenuto tecnologico. Le serate del FACE 2016 avranno così una nuova interpretazione artistica: le note dei gruppi musicali si muoveranno in sincronia con i fasci di colore intorno ai visitatori. Ancora una volta il FACE sarà quindi un viaggio dentro la forma libera dell’arte con varie tappe per lo più musicali. Il programma completo verrà svelato durante la conferenza stampa – evento in programma giovedì 28 luglio alle ore 18:00 al Parco Ecolandia.

Per info su programma, artisti partecipanti e workshop visita www.facefestival.org, www.parcoecolandia.itwww.kernelfestival.net, www.kernelfestival.net/luxonus/

Tutte le tappe del tour calabrese per il cantautore Michelangelo Giordano

michelangelo giordanoTorna ad esibirsi nella sua terra natia con la sua musica ricca di sonorità folk etniche e ritmi popolari mediterranei il cantautore reggino Michelangelo Giordano.La prima data in Calabria è stata sabato scorso per l’occasione il cantautore reggino, insieme alla sua band, si è esibito sul palco della V Sagra Antichi Sapori in Piazza Municipio a Gallina di Reggio Calabria. La serata, organizzata dall’Associazione “La Quattordicesima” e patrocinata dal Comune di Reggio Calabria, è stata anche  un’occasione per conoscere e gustare i sapori, i suoni ed i colori tipici calabresi. Domenica tappa all’evento “Musicalmente Show” nel cuore della suggestiva città di Tropea (VV) ed il 5 agosto ancora un’altra data nella sua Reggio Calabria con un concerto unplugged a Gallico alle 21. Inoltre, durante l’estate, Michelangelo sarà l’ospite musicale del famoso concorso musicale “Miss Italia” nelle varie tappe regionali della Basilicata. Il tour estivo si chiuderà poi con un grande evento presso il centro storico di Reggio Calabria in una location di grande rilevanza storica e culturale.

La pace ha il colore della musica. Noa e Gil Dor, live all’Arena dello Stretto di Reggio Calabria

IMG_6936 copia.jpgdi Gabriella Lax

La Calabria, come la Sicilia, come Israele, come tutti i luoghi del mondo in cui la terra è bagnata di lacrime e sangue e abusa dell’amore dei suoi figli. L’unica medicina per questi dolori laceranti è il dono della pace. E’ questo il messaggio d’amore universale che arriva dall’Arena dello Stretto di Reggio Calabria dove, ieri sera, si è esibita la musicista, cantante e compositrice Noa, accompagnata dal sempre fedele chitarrista Gil Dor, con cui condivide 26 anni di esperienze sul palco e in studio, dai musicisti Gadi Seri alla batteria e percussioni e Adam al contrabbasso. Dietro al sipario dello Stretto, lo scenario è quasi surreale, certamente irripetibie: la statua di Athena di bianco illuminata, dea della guerra, lancia alla mano sembra puntare la paladina della pace, Noa che, in abito nero, dal palco accende la musica coi sui colori. Riesce a conquistare il pubblico reggino con questo live all’aperto, il promoter Ruggero Pegna che festeggia splendidamente i 30 anni della rassegna “Fatti di musica” XXX edizione della rassegna del Miglior Live d’Autore italiano e internazionale, nell’ambito del progetto “Alziamo il Sipario” dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Reggio.

IMG_6999 copia“Il messaggio di pace per il mondo stasera parte da questa città” chiarisce Pegna- ricordano i concerti e i musical dell’ultimo anno (Romeo e Giulietta, I promessi sposi e, prossimamente, tornerà Notre Dame de Paris). Per l’assessore comunale alla cultura e all’istruzione Patrizia Nardi “Reggio merita la qualità e di essere riconosciuta come Noa, portatrice di pace e di dialogo. E anche dalla nostra città chiediamo il dialogo che parta dalla musica”.
Come a spezzare un incantesimo la prima parola, alla prima nota dell’artista yemenita, è proprio “Shalom”. Canta anche il pubblico dell’Arena per “I don’t know”, singolo dell’omonimo disco uscito nel lontano 1994, all’inizio del cammino musicale della straordinaria artista. Performer unica, che accompagna con le dita e le braccia i gorgheggi vocali, ora come un usignolo, ora dai toni profondi. E ancora c’è l’allegria di “Child of man”, e la sacralità dolce di “Mishaela” ad accompagnare la notte sullo Stretto. Noa e Gil Dor ripropongono alcuni brani di “Love medicine” (2014), omaggio al grande musicista e compositore Pat Metheny che ha prodotto il disco. E poi, insieme a Gadi Seri, Noachim regala un assolo con uno strumento di origine israelita. “Questa latta – sorride, salutando ancora una volta il caloroso pubblico reggino – è come se fosse il nostro “Stradivarius””.

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La sua musica è il frutto di un incontro di radici profonde da Israele allo Yemen, contaminato dall’America, il posto dove la famiglia dell’artista si trasferì per cercare fortuna. Spazio alle performance di Gil Dor, del contrabbasso di Adam e del percussionista Gadi. Abbandona il palco Noa per tornare vestita di bianco e proseguire con l’omaggio alle terre: ebrei, arabi, calabresi, solo in apparenza sono lontani. Perchè vicine sono le terre del mondo bagnate di sangue. “Sono 25 anni che ritorno in Italia – afferma l’artista – questo Paese ha una cultura ricca e unica, per me è la seconda casa”. Dalla Sicilia riprende la grande Rosa Balestrieri con 2terra ca non senti”e, di seguito, alcuni brani del repertorio della canzone napoletana. Le distanze si accorciano ed il mare ( “Mare nostro che non sei nei cieli e abbracci di confini dell’isola e del mondo”) è una tomba carica di promesse, calde come l’ultimo bacio della madre ad un figlio che parte per un luogo lontano. Noa ha scritto la musica, Erri De Luca le parole delle poesia cantate per gli immigrati. Entusiasta e coinvolgente chiude Noa il concerto, a grande richiesta del pubblico con “Life is beautiful”, la canzone che l’ha fatta conoscere al grande pubblico ed al pubblico italiano perchè colonna sonora del pluripremiato film “La vita è bella” di Roberto Benigni. “Fatti di musica” ritorna giovedì sera, con il live di Paolo Conte al Castello Aragonese d Reggio(foto Marco Costantino)

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Immigrati, sulla nave Phoenix arrivano in 366. Dopo la protesta (pilotata?) ad Archi nessuno di loro resterà a Reggio

suor linadi Gabriella Lax

Qualche giorno fa la piccola “rivolta”, durata stranamente solo qualche ora al centro di primissima accoglienza di Archi. Un episodio “strano”, considerato che gli ospiti, minori non accompagnati, avevano manifestato sommessamente le loro rimostranze, in maniera non proprio così convincente. Una confusione sedata in una sola mattinata ma che ha prodotto l’effetto di evitare altre soste nella città di Reggio, ridotta all’estremo delle forze, considerato che l’accoglienza si basa sul lavoro dei volontari. Una protesta che,a voler pensare “male”, fa nascere il sospetto sia stata un po’ “manovrata”, magari per attirare l’attenzione delle istituzioni sulle problematiche relative al centro d’accoglienza di Archi.

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Sono 366 gli immigrati (di cui 239 uomini, 59 donne e 64 minori, di cui 8 accompagnati) arrivati stamane al porto di Reggio a bordo della nave Phoenix, provenienti da vari Paesi africani tra cui: Mali, Gambia, Sierra Leone, Bangladesh, Senegal, Sudan, Ghana, Togo, Burchina Faso ed Etiopia. Nessuno di loro però rimarrà a Reggio. Secondo il piano di ripartopredisposto dal ministero dell’Interno saranno dirottati: 50 in Toscana, 50 in Piemonte, 100 in Lombardia, 50 in Veneto, 16 a Trento, 100 nel Lazio.

immigrati archi 3Dopo la protesta di lunedì, il Comune si era mobilitato per trovare una soluzione alternativa al centro collocato nella ex facoltà di giurisprudenza. Una tendopoli in un campetto? Soluzione scartata per condizioni logistiche ed alte temperature, come pure quella del capannone da convertire. Oltretutto parlare di tendopoli e capannoni da un lato, mentre poco distante, a San Ferdinando, si cerca di smobilitare le stesse strutture sembrerebbe a dir poco anacronistico. Dunque il centro di Archi rimarrà al suo posto. A dar man forte ai volontari arriverà personale dell’Arma dei carabinieri in congedo, con la partecipazione anche delle Dame della Benemerita, per svolgere servizi connessi alla vigilanza complessiva della struttura. Oltre all’Associazione nazionale carabinieri, ci sarà l’associazione nazionale della polizia di stato ed il Comune ha assicurato che verranno effettuati servizi aggiuntivi per migliorare la situazione. Nella stessa riunione si è stabilito che l’organizzazione della struttura venga disciplinata con apposito regolamento in modo da chiarire la ripartizione di compiti e competenze fra le diverse associazioni operanti in loco. Saranno firmati due protocolli di intesa: uno con l’associazione “Medici del Mondo” per garantire servizi socio-sanitari ai migranti, con particolare riguardo a quelli che versano in precarie condizioni psicologiche o che sono vittime di tratta, l’altro con l’associazione delle “Pantere Verdi” che assicurerà l’assistenza prettamente sanitaria. (foto Marco Costantino)

‘Ndrangheta, quaranta arresti nell’operazione “Alchemia”. Caridi nel mirino di Polizia e Dia

DiaRitorna il nome del senatore Antonio Caridi, a pochi giorni di distanza dall’operazione “Mamma Santissima”, stamane una maxi operazione della polizia di stato e della Direzione investigativa antimafia contro la ‘ndrangheta. Sono una quarantina gli arresti eseguiti nel corso dell’operazione “Alchemia”, con indagini in Calabria, Lazio, Liguria, Piemonte e altre regioni del Nord nei confronti di presunti appartenenti alle cosche reggine Raso-Gullace-Albanese e Parrello-Gagliostro. Nelle indagini, coordinate dalla Direzione investigativa antimafia da di Reggio Calabria, sono finiti politici e funzionari dell’agenzia delle Entrate. Secondo indiscrezioni alcuni degli arrestati sarebbero stati in contatto con “politici locali, regionali e nazionali di Reggio” e con “funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria” reggine. Si apprende inoltre che la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria aveva richiesto l’arresto del deputato Giuseppe Galati (Alleanza Liberalpopolare-Autonomie) per corruzione aggravata dalle modalità mafiose, tuttavia il giudice per le indagini preliminari ha ritento di non poterla accogliere per mancanza di un quadro indiziario grave. Richiesta d’arresto anche per il senatore Caridi. N questo caso, il gip ha ritenuto che le accuse fossero assorbite dall’ordinanza emessa nell’operazione “Mamma Santissima”. L’inchiesta ha accertato “stabili collegamenti” con le famiglie di origine di affiliati da tempo in Liguria, attivi nell’edilizia e nel movimento terra, che avrebbero acquisito sub appalti per la realizzazione del cosiddetto “Terzo valico”.(galax)