Archivio | giugno 2016

Decreto Reggio e Cultura, si fa presto a dire “Panem et circenses”

Di Gabriella Lax2016-06-23-16-37-02

Diventa un po’ scomoda forse la locuzione latina “Panem et circenses”. Scomoda per lo meno l’hanno avvertita artisti, gli esponenti del mondo della cultura, ieri, dopo aver letto nelle opere già programmate del Decreto Reggio del Comune di Reggio Calabria, alla voce “Tempo libero ed attività circensi”, un definanziamento che porta dai 5 milioni previsti in origine ai 500mila euro rimasti. Succede dunque che la cultura ha perso? Ancora una volta? Ci verrebbe da chiederci. Ricordiamo innanzitutto che la cifra riguarda somme speciali, quelle di un decreto voluto dal Governo come sorta di risarcimento per la città dello Stretto. Finalità dunque con precise caratteristiche e già precedentemente individuate che, con la rimodulazione annunciata ieri (ancora tutta da vagliare e da fare!), vengono rinnovate a seconda delle nuove priorità. Per tutto il resto, come sempre, ci sono i bandi nazionali ed i bandi regionali. A fronte di queste “deminutio”, il Comune ha deciso per l’acquisizione di villa Guarna (€ 3.550.000,00), periferia Sud della città che potrà, per volere del sindaco essere deputata alla cultura. E ancora aumentano le somme destinate al museo civico; e poi ci sono 4milioni di euro per l’istituto di profumeria che troverebbe sede ad Arghillà (la location, nonostante le buone intenzioni del sindaco, suscita più di qualche perplessità). E ancora le somme spese per il teatro di Pellaro e per le piazze cittadine. A nostro avviso è il quadro generale che non va sottovalutato. E’ chiara e palese l’intenzione dell’amministrazione di ridefinire le basi del quieto e civile vivere. Se si guardano le spese previste si evince che tantissime somme sono state destinate alla rete idrica, alle strade ossia al minimo indispensabile per rendere la città misura d’uomo. Ma l’aspetto culturale è strettamente legato, a mio avviso, alla vocazione turistica della Reggio sul mare. E anche per questo aspetto andrebbero preparate le basi. Servirebbe anche da questo punto di vista lavorare in prospettiva. Un piano per creare nuovi contesti in cui la città possa esprimere la sua arte, antica o moderna che sia. Creare luoghi certo. Ma che siano pieni di contenuti. (La foto in alto è tratta da https://it.wikipedia.org/wiki/Gladiatore)

“Duas tantum res anxius optat panem et circenses” (Giovenale, Satira X)

mosaico

Decreto Reggio (fuori dalla melassa) ecco le nuove opere previste

Di Gabriella Lax

decretoreggio giunta(foto Marco Costantino)

“Restituire credibilità alla città di Reggio, con la dedica particolare ai cittadini che potranno trarre beneficio da ogni progetto. Non si tratta di scelte politiche finalizzate a mortificare lavori e progetti solo perché fatti dalle amministrazioni precedenti. Nessuna opera stata definanziata nessun progetto, ma la rimodulazione deve ripartire dalle esigenze principali della città”. Con queste parole il sindaco Giuseppe Falcomatà (con gli assessori Angela Marcianò, Giovanni Muraca, Armando Neri, Patrizia Nardi ed il vice sindaco Saverio Anghelone) ha presentato il piano per la rimodulazione del Decreto Reggio, stamane a palazzo San Giorgio. I fondi che avrebbero dovuto risarcire la città, come stabilito dal Governo negli anni Ottanta e che adesso hanno bisogno di un piano aggiornato a nuove esigenze. Dunque sono state individuate le somme per completare le opere e riconoscere le giuste spettanze a chi ha lavorato. Nei prossimi giorni invece l’ampia discussione in consiglio comunale. Sicurezza, decoro urbano, collegamenti funzionali tra i quartieri e servizi di cui il cittadino ha bisogno: queste le fondamenta su cui si basa il progetto generale che “Prima ancora di essere imposto dall’Unione europea – chiarisce il sindaco – è un obiettivo della politica sostenibilità. Per migliorare alla vita dei cittadini”. Si tratta di un imponente programma di riqualificazione urbana: che riguarda l’affaccia mare, che ha un occhio di riguardo per la zona collinare e che non tralascia le strade e la rete idrica. “L’obiettivo è ricostruire la credibilità della città – afferma il primo cittadino – una credibilità mai messa in dubbio dal ministro Graziano Delrio. La disponibilità politica del Governo che doveva incontrarsi con la procedibilità tecnica. C’è stato un lavoro lungo da pare degli uffici – chiarisce – perché non si tratta di spostare somme da una parte all’altra. Significa mettere mano e ordine ad una melassa informe di decreti ingiuntivo, arbitrati, dipanare un coacervo di riserve, di stati di avanzamento dei lavori non pagati, di ditte che abbandonano i cantieri e lasciano i macchinari sul posto, ineludibili segni di una città immobile. Diciotto mesi di lavoro per rimodulare il più importante strumento di programmazione dello sviluppo”. Un lavoro che nasce, a detta del sindaco, da incontro con le associazione dei costruttori (Ance), con le associazioni e i cittadini. Dopo la discussione in consiglio verrà convocato il comitato per ratifica delle volontà espresse dalla rimodulazione. I nuovi progetti dovranno essere ragionati perché prendano forma sui territori. Ecco l’elenco delle opere di nuova progettazione che si aggiungono a quelle già previste:

Interventi urgenti per il risanamento della viabilità cittadina lotto III° € 10.000.000,00

Interventi urgenti per il risanamento della viabilità cittadina lotto IV° € 10.000.000,00

Interventi per la messa in esercizio ed il ripristino condotte idriche € 4.656.338,17

Ponte di collegamento nell’area antistante il torrente Calopinace € 450.000,00

Acquisto e riqualificazione Villa Guarna € 3.550.000,00

Realizzazione ponte torrente Scaccioti € 2.000.000,00

Riqualificazione di Piazza del Popolo € 9.000.000,00

Progetto Sport Scape in località Gallina € 3.500.000,00

Riqualificazione Area Pellaro (Teatro, Piscina, ex Municipio) € 3.000.000,00

Interventi urgenti per il risanamento della viabilità cittadina lotto I° € 20.000.000,00

Interventi urgenti per il risanamento della viabilità cittadina lotto II° € 10.000.000,00

Realizzazione molo pescatori area Parco Lineare Sud € 2.500.000,00

Riqualificazione urbana aree adiacenti il Santuario del Volto Santo € 2.500.000,00

Incentivi finalizzati all’abbattimento dei consumi energetici € 8.000.000,00

Di seguito le opere già programmate:

Decreto Reggio-4

Reggio, il teatro greco e gli scavi di piazza Garibaldi

akrai.JPGDi Gabriella Lax

“Come i greci hanno cambiato il mondo”. Questo è il titolo di un meraviglioso documentario trasmesso da History, uno dei miei canali prediletti. Il programma elogiava lo spirito col quale, dalla piccola Atene venne partorito lo spirito della “democrazia”, il governo del popolo (ormai parola quasi astratta), contrapposto alle tirannidi, intese come monarchie delle tante popolazioni che avevano vissuto precedentemente (non ultimi gli egiziani). Tra le novità tanto care ai greci c’era il teatro, non solo nel senso immateriale del termine, bensì proprio come la struttura che veniva creata in ogni città, persino nelle più piccole. E mi torna in mente Palazzolo Acreide, un paesino di poche anime in provincia di Siracusa, in cui ho trascorso in parte la mia infanzia. Poco fuori dal paese ecco il teatro greco di Akrai (l’antico nome di Palazzolo), riemerso dalla terra grazie al lavoro di Gabriele Iudica nella fortunata campagna di scavi del 1824. Vedendo quelle immagini e tirando fuori i ricordi, la domanda che mi è venuta naturale è stata: ma Reggio così ricca di delizie archeologiche, piene di gustose sorprese (le ultime quelle emerse dagli scavi di piazza Garibaldi) come poteva non avere un teatro greco? Ed alle mie domande prudente è arrivata la risposta di Franco Arillotta, prezioso storico, in procinto di partorire una nuova pubblicazione. “Certo – mi spiega – a Reggio doveva esserci un teatro greco, ma non ne è venuta fuori nessuna traccia, molto probabilmente perché non abbiamo scavato nel punto giusto e alla profondità giusta”. E chiarisce “piazza Garibaldi ci sta insegnando che la nostra idea sull’organizzazione urbanistica della polis è distorta e stantìa. forse dovremmo riscrivere e ridisegnare tutto”. E proprio nel suo prossimo libro, anche rispetto a queste idee, ci saranno nuove e rivoluzionarie risposte, che forse non piaceranno a tutti. Sicuramente non piaceranno a chi è abituato a seguire filoni di ragionamento. Dal nostro punto di vista il filone è un’ottima forma di pane da imbottire adeguatamente. “Le frontiere nuove le tracciano quelli che non amano le incrostazioni e le assuefazioni”…

(la foto del teatro greco di Akrai è presa dal sito www.comune.palazzoloacreide.gov.it )

Nella giornata mondiale per i rifugiati, Reggio ha il primato di essere “artigiana di pace”

Di Gabriella Laximmigrati

Un momento di riflessione e di confronto per fare il punto sulle politiche dell’accoglienza e la gestione dei rifugiati in tutto il mondo. Oggi si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, istituita dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite nel 2001, nel ricordo della Convenzione per i richiedenti asilo firmata il 20 giugno di 65 anni fa dalle Nazioni Unite. A fronte di un’Europa spaccata, con la deputata inglese uccisa a pochi giorni dal Brexit del Paese dall’Unione europea, di una Turchia che usa la barbara (e rinnegata) violenza uccidendo al confine una famiglia siriana, ci sono piccole oasi che fanno della resistenza e dell’accoglienza le loro parole d’ordini. Reggio, come alcune zone della sua provincia, come parti della Sardegna, è una di quelle. Un’oasi che cresce nella speranza di essere motore di solidarietà, di essere “artigiana della pace” così come ha chiesto papa Francesco. La città dello Stretto sembra bipolare, a tratti. A stento riesce a tenere alta la testa, dopo anni di umiliazioni politiche e vessazioni degli abitanti, soggiogati dal malaffare, impotenti di fronte alla regressione economica. Esercizi commerciali storici che chiudono, una disoccupazione giovanile da mettere in ginocchio anche le speranze per un futuro migliore. Da uno scenario simile ci si aspetta che possa emergere solo chiusura e durezza del cuore nei confronti dei bisognosi, delle migliaia di visi arrivati sulle nostre coste, pronti a lasciare da parte la morte per costruirsi la vita, una qualsiasi, ma la vita. Speranze accese, come luci in fondo al tunnel che hanno le sembianze dei volontari e di tutti coloro che si spendono, ininterrottamente, per dare un colore a queste vite in difficoltà. Dai vestiti alle merendine, dai succhi di frutta alle scarpe. Il lavoro dei volontari comincia tante ore prima degli sbarchi e non si conclude mai. Un lavoro sostenuto, se non dal punto di vista prettamente materiale, dalle istituzioni locali. Il cuore palpitante della città, memore di soprusi e violenza, probabilmente in queste persone trova la forza per continuare a battere. (foto Marco Costantino)immigrati 2

Il numero di profughi e rifugiati in fuga dal conflitti e persecuzioni nel mondo ha raggiunto il record di 65,3 milioni nel 2015, come denuncia l’Alto commissariato Onu per i rifugiati. Dunque la soglia dei sessanta milioni è stata superata per la prima volta, con un netto aumento dai 59,5 milioni del 2014. I rifugiati, persone in fuga dai loro paesi, sono stati 21,3 milioni, i profughi, che hanno lasciato le loro case senza abbandonare il loro paese, 40,8 milioni. Sono oltre 10.000 i migranti e rifugiati morti in mare dall’inizio del 2014, secondo il bilancio dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). Oltre 2.800 nei soli 5 primi mesi del 2016. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati lancerà una petizione per inviare un messaggio chiaro ai governi che devono lavorare insieme e fare la loro parte per chi fugge da situazioni di crisi. La petizione #WithRefugees chiede ai governi di: “Garantire che ogni bambino rifugiato riceva un’istruzione. Garantire che ogni famiglia di rifugiati abbia un posto sicuro in cui vivere. Garantire che ogni rifugiato possa lavorare o imparare nuove competenze per dare un contributo positivo alla comunità”. Firmiamola.

Reggio, il bilancio di previsione passa (senza la minoranza) nel consiglio più veloce “del west”

Di Gabriella Lax

neri e falco“La città di Reggio è passata da esempio da allontanare, perché negativo sul piano della gestione economica ad esempio virtuoso al quale guardare su base nazionale in una fase di crisi economica storica”. Così il sindaco Giuseppe Falcomatà saluta stamane il consiglio di approvazione del bilancio di previsione più veloce della storia della città dello Stretto, un consiglio iniziato alle10, liquidato in poco più di un’ora, al quale ha fatto seguito una conferenza stampa dell’assessore al bilancio Armando Neri e dello stesso primo cittadino. Una cosa è certa, la città era abituata a vedere i bilanci di previsione approvati (“sull’orlo di una crisi di nervi”) nel mese di novembre. Lo scorso anno il bilancio di previsione fu approvato nel mese di settembre, con la minoranza che invadeva l’aula consiliare. Fondamentale per il bilancio la maggiore entrata di 300 mila euro discendenti dal risarcimento del caso Italcitrus da destinare alle politiche sociali. Cinque milioni con la Regione sono stati destinati in generale a finanziare le voci di bilancio perchè alcune voci devono necessariamente finanziare il disavanzo. Poi il bilancio tende a finanziare spese obbligatorie, consolidate e già assunte, le voci di spese del personale, dei mutui finalizzati alla realizzazione delle opere pubbliche, gli oneri di attuazione rivolti pure al finanziamento del piano triennale e i debiti nei confronti dello Stato e delle imprese. La futura programmazione riferisce Neri sarà volta alla realizzazione delle opere per lo sviluppo del territorio e della città con strumenti alternativi al bilancio (rimodulazione del decreto Reggio e Patti per il Sud). E poi ci sono i beni confiscati i cui introiti saranno destinati per finalità sociali (contributi rivolti alla Tari per le famiglie onerose ed i soggetti portatori di disabilità) “Quest’anno – chiarisce Neri – è andata peggio perchè arriviamo da un lavoro intenso nelle commissioni (che ringrazia nds), ma la minoranza in commissione giovedì non c’era. Quando si trattava di discutere uno dei documenti fondamentali dell’ente. Cercano di appigliarsi a qualcosa di inesistente perchè privi di qualsiasi argomentazione riguardo ad un bilancio vero, veritiero e trasparente, rispetto a quello dei dante causa dei consiglieri che oggi rappresentano la minoranza”. Andando a ritroso. Comincia alle 10 il consiglio comunale di Reggio Calabria con un unico ordine del giorno. Ed inizia senza la presenza degli esponenti della minoranza comunale. “Un metodo di lavoro improntato su concetti di trasparenza e legalità” spiega il presidente della commissione bilancio Antonino Mileto nella breve presentazione. Un documento di previsione già votato all’unanimità dai componenti della commissione. Per questi motivi il consigliere Giuseppe Sera chiede di votare direttamente l’approvazione del bilancio di previsione 2016/2018. consiglio comunaleUna scelta che suscita a perplessità del conigliere Giovanni Minniti, mentre il consigliere Rocco Albanese propone un emendamento da 300 mila euro per le politiche sociali. L’atto passa con la maggioranza dei voti favorevoli. Il consiglio, convocato per le 8.30, inizia con un’ora e mezza di ritardo, senza la presenza di esponenti di minoranza. Mary Caracciolo, Giuseppe D’Ascoli, Pasquale Imbalzano, Antonino Maiolino, Luigi Dattola e Antonio Pizzimenti arrivano in tempo per prendere atto della situazione e fare sparute proteste durante le dichiarazioni di voto. Una maggioranza che per Imbalzano cerca “Di azzerare il confronto, correre in fondo, vede la via d’uscita e decide di compiere un agguato politico”. Gli fa eco la Caracciolo. Ma il documento passa comunque ed in una seduta tempi record mai verificatisi. “Sono contento del risultato – afferma l’assessore Neri in conferenza – il bilancio è qualcosa che i cittadini possono toccare con mano ed al centro di un progetto che si chiama rinascita e consente di operare ai Patti del Sud, alla rimodulazione del decreto Reggio, alle agevolazioni sulle tariffe. Questi risultati non meritano un plauso. Amministrare questa città – chiude Neri – è un onore e non tolleriamo che chi avrebbe il dovere di farlo si permetta di criticare senza dare un apporto costruttivo”. Per il primo cittadino “L’approvazione a giugno del bilancio di previsione – evidenzia Falcomatà – salvo rare eccezioni, non è mai avvenuta. Una normalità che sorprende con un bilancio sviscerato per tempo. Ma è normale che la discussione dovrebbe essere come oggi è stato. Non bisogna scontare ritardi che possano pregiudicare le discussioni. Non è come qualcuno ha detto il “funerale della democrazia”. La verità più grande è che si tratta di un bilancio di strada (perchè i consiglieri vedono i problemi delle persone in strada) non frutto di alchimie per fare quadrare i conti nelle segrete stanze. L’esempio che vuole dare questa amministrazione è diverso. E’ una città che va educata non divertita. Noi raccogliamo nuove sfide per migliorare la riscossione e anticipare la prossima visione del bilancio di previsione” afferma Falcomatà. La mia chiosa finale esula dal gioco delle parti. L’assenza è (insieme alla violenza) la peggiore delle nefandezze per chi è stato eletto democraticamente dal popolo che si aspetta di essere rappresentato. (foto in basso Marco Costantino)

Di seguito la nota afirma dei consiglieri di minoranza:

“Quarantacinque minuti è la durata del Consiglio Comunale sul Bilancio di Previsione 2016. Il sunto dei lavori è l’immagine del Sindaco Falcomatà e dell’Ass. Neri, che “snobbando” l’aula consiliare si ritirano nella limitrofa stanza per la solita conferenza stampa di autocompiacimento. La morte della politica. Il trionfo del personalismo e dell’arroganza ci regala un bilancio assolutamente ingessato, i cui numeri non fanno ben sperare. La qualità della spesa è davvero disarticolata. Zero euro destinati ai giovani, ai disabili, al turismo, allo sviluppo economico, all’edilizia pubblica. Nessuno strumento di accesso al credito per i commercianti. Si evidenzia una città che non sa dove andare e cerca solo di far quadrare i conti adducendo sempre la solita scusa diretta al passato, che ormai ha stancato il popolo reggino. Tasse al massimo storico frutto dell’incapacità di riscossione di questo Comune. A fronte dei tanti mln di euro accertati nel bilancio, infatti, le stime della riscossione sono molto basse. L’Amministrazione Falcomatà però non ha preso alcun provvedimento in merito. Solo chiacchiere. E i cittadini pagano gli esosi tributi per servizi da terzo mondo.Il dato è speculare alla riscossione sul fronte della nuova “tassa di soggiorno”. Se a fronte di sole 250 strutture l’Amministrazione non riesce a far quadrare i conti è davvero improbabile che ci riesca con riguardo alle famiglie reggine, portatrici di vari interessi, al momento completamente disattesi da questo Comune. Ed anche sul fronte delle nuove società Castore e Polluce sono gli stessi revisori dei conti ad ammonire questa amministrazione chiedendo una velocizzazione delle operazioni visto che i dati portano a ritenere l’inizio dell’attività non prima del 2017. Se la svolta è non affrontare il dibattito su importanti tematiche, se la svolta è fuggire dal confronto, noi chiediamo un’inversione di marcia”.

San Ferdinando: la tendopoli, il morto, il disappunto e l’immobilità

Di Gabriella Lax

tendopoli2Smantellamento. Smantellamento è la parola chiave che riemerge, con rigurgiti semestrali, collegata alla tendopoli di San Ferdinando, provincia di Reggio Calabria. Per buona pace di chi resta, i morti spesso hanno la capacità di riportare l’attenzione laddove è venuta a mancare e invece necessita in buona dose. Partiamo dall’inizio, la morte di Sekine Traore, lavoratore ospite della tendopoli, ucciso da un carabiniere aggredito e che sembra abbia agito per salvarsi la vita. Non entriamo nel merito dell’episodio ma restano le scintille, ennesimi bagliori a San Ferdinando, piccoli fuochi pronti a far bruciare rabbia e rancore di chi vive in condizioni disumane il soggiorno per il lavoro di raccolta stagionale. Tornano in auge le domande: che fare? Come mettere fine a rituali penosi, per vite vissute tra miseria e fatica? E torniamo all’ultima parola spesa per la tendopoli. Era la fine del mese di gennaio, in Prefettura, a Reggio Calabria, oltre ad annunciare l’ennesima operazione contro il caporalato “Non sono parassiti sociali ma persone che danno un contributo all’economia”, così il prefetto tendopoli protestaClaudio Sammartino salutava gli immigrati lavoratori, nel corso della riunione operativa per discutere della soluzione definitiva per la tendopoli, grazie anche ai contributi della Regione, della Provincia di Reggio Calabria e del ministero dell’interno (presente il vicecapo dipartimento del ministero dell’interno Carmine Valente). Allora si era parlato di un’intesa per un obiettivo “tenacemente perseguito da oltre un anno – affermava il prefetto – per trovare una situazione abitativa dignitosa ai lavoratori immigrati della Piana di Gioia Tauro». Ma le “Soluzioni equilibrate e realistiche che non creino ghetti o ulteriori emarginazioni per persone che molte volte sono state sfruttate” fino ad oggi non si sono viste. E le bombe continuano ad esplodere come stamattina, immigrati lavoratori lungo le strade, protestano contro l’uccisione di Sekine Traore, chiedono pane e lavoro. Qualcuno si scalda, qualcuno invece cerca di sedare gli animi. Per le strade i negozi sono chiusi. Il corteo finisce. Il disappunto resta, per non aver trovato soluzioni che non siano proclami o parole. E la speranza è che non debbano servire altri morti o altre rivolte per ricordarcelo. (foto di Marco Costantino)

Reggio, fino a 900 euro di agevolazioni per i detentori di alloggi popolari

Di Gabriella Lax

alloggi comuneAgevolazioni fiscali riservate ai detentori di affitto negli alloggi sociali, con benefici che possono arrivare fino a 900 euro di detrazioni. Un’iniziativa che il Comune di Reggio Calabria ha condiviso coi sindacati e le associazioni che rappresentano l’inquilinato, presentata stamane a palazzo San Giorgio. All’incontro c’erano il sindaco Giuseppe Falcomatà, l’assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Marino, l’assessore alle Finanze Armando Neri, il consigliere delegato all’edilizia residenziale pubblica Giovanni Minniti, il segretario regionale Sunia Calabria (Sindacato nazionale unitario inquilini ed assegnatari) Antonio Spataro ed i rappresentanti delle altre associazioni degli inquilini. “Uno strumento che si rinnova” evidenzia l’assessore Marino, poiché era stato sperimentato lo scorso anno. “Un aiuto concreto alle tante famiglie di questa città che vivono negli alloggi di edilizia locale di competenza del Comune o dell’Aterp”. Lo strumento utilizzato, in questo caso fa ricorso a risorse nazionali. “Vorremmo – spiega ancora l’assessore – che possa essere utilizzato da un numero sempre maggiore di famiglie e non vogliamo disperdere l’occasione di utilizzare questo strumento. Pur nelle ristrettezze del bilancio comunale, la detrazione potrà essere erogata tramite gli uffici comunali grazie alla collaborazione coi Caf dell’inquilinato”. Poi la notizia che, circa 20 giorni fa, “La Regione Calabria dopo 2 anni di attesa finalmente ha versato il contributo alloggiativo del 2014 e poi 2015.Circa 300 utenti potranno finalmente ricevere i contributi richiesti 2 anni fa”. Per Spataro “E’ uno strumento che non molti conoscono, nonostante sia stato attivato negli anni precedenti. Una detrazione insolita rispetto agli anni passati poiché la legge prevede 3 anni di sperimentazione (fino al 2017 nds). Una detrazione a scalare mano mano che finiscono i redditi”. Per Minniti “Quello degli alloggi è un tema complesso e pieno di contraddizioni. Al momento il Comune è impegnato nel ristabilire le regole. Si pensi solo che, ad oggi, circa il 40% degli assegnatari di alloggipoplari sono morosi sul canone di locazione”. L’assessore Neri conferma “L’attenzione del Comune per aiutare le fasce più deboli. L’amministrazione – afferma – promuove iniziative su una tematica delicata che si affronta con grande attenzione. Già è importante la possibilità di conferire agevolazioni e di aver riaperto un dialogo con le associazioni dopo un periodo d’interruzione”. L’ultima parola al sindaco che denuncia “Il settore edilizio deve essere più produttivo di quello che è stato finora. In 18 mesi non abbiamo provveduto neanche ad un’assegnazione. Al momento abbiamo avviato un percorso di ripristino delle regole” e poi conclude “Serve intervenire riprendendo la graduatoria e valutando se ci sono situazioni che sono mutate”. (foto Marco Costantino)