Decreto Reggio e Cultura, si fa presto a dire “Panem et circenses”

Di Gabriella Lax2016-06-23-16-37-02

Diventa un po’ scomoda forse la locuzione latina “Panem et circenses”. Scomoda per lo meno l’hanno avvertita artisti, gli esponenti del mondo della cultura, ieri, dopo aver letto nelle opere già programmate del Decreto Reggio del Comune di Reggio Calabria, alla voce “Tempo libero ed attività circensi”, un definanziamento che porta dai 5 milioni previsti in origine ai 500mila euro rimasti. Succede dunque che la cultura ha perso? Ancora una volta? Ci verrebbe da chiederci. Ricordiamo innanzitutto che la cifra riguarda somme speciali, quelle di un decreto voluto dal Governo come sorta di risarcimento per la città dello Stretto. Finalità dunque con precise caratteristiche e già precedentemente individuate che, con la rimodulazione annunciata ieri (ancora tutta da vagliare e da fare!), vengono rinnovate a seconda delle nuove priorità. Per tutto il resto, come sempre, ci sono i bandi nazionali ed i bandi regionali. A fronte di queste “deminutio”, il Comune ha deciso per l’acquisizione di villa Guarna (€ 3.550.000,00), periferia Sud della città che potrà, per volere del sindaco essere deputata alla cultura. E ancora aumentano le somme destinate al museo civico; e poi ci sono 4milioni di euro per l’istituto di profumeria che troverebbe sede ad Arghillà (la location, nonostante le buone intenzioni del sindaco, suscita più di qualche perplessità). E ancora le somme spese per il teatro di Pellaro e per le piazze cittadine. A nostro avviso è il quadro generale che non va sottovalutato. E’ chiara e palese l’intenzione dell’amministrazione di ridefinire le basi del quieto e civile vivere. Se si guardano le spese previste si evince che tantissime somme sono state destinate alla rete idrica, alle strade ossia al minimo indispensabile per rendere la città misura d’uomo. Ma l’aspetto culturale è strettamente legato, a mio avviso, alla vocazione turistica della Reggio sul mare. E anche per questo aspetto andrebbero preparate le basi. Servirebbe anche da questo punto di vista lavorare in prospettiva. Un piano per creare nuovi contesti in cui la città possa esprimere la sua arte, antica o moderna che sia. Creare luoghi certo. Ma che siano pieni di contenuti. (La foto in alto è tratta da https://it.wikipedia.org/wiki/Gladiatore)

“Duas tantum res anxius optat panem et circenses” (Giovenale, Satira X)

mosaico

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