Reggio, il lido comunale oggi così lontano dai fasti di un tempo…

Di Gabriella Lax

(foto servizio di Marco Costantino)

C’era una volta il lido comunale di Reggio Calabria. Era nato verso la fine degli anni Venti, grazie alla lungimiranza dell’ammiraglio Genoese Zerbi. lido comunale 2Un piccolo stabilimento balneare in legno su palafitte tra la battigia e il mare, già esistente nella Rada dei Giunchi, con zone riservate a uomini e donne nettamente separate, la scalinata che dalle cabine portava nelle limpide acque dello Stretto. Era il 1928 quando nacque il Lido Genoese-Zerbi, che venne intitolato proprio al suo ideatore. Ben presto il complesso balneare divenne punto di ritrovo d’eccellenza per ogni manifestazione mondana, culturale e sportiva. Punto di forza la caratteristica “rotonda”, regina delle serate danzanti ed eleganti ricevimenti, nella quale attraccavano di continuo imbarcazioni cariche di turisti.

lido comunale 3

C’è il lido comunale oggi, con l’estate che timida bussa alle porte. Lo scenario, per chi si volesse addentrare in spiaggia, è desolante. Ferri e ferraglie alla base della bella torre all’ingresso. Il paesaggio marino corredato da sporcizia, carte ed altri rifiuti. Muri interrotti da grosse fratture, scalini rotti nell’accesso alla spiaggia, ringhiere arrugginite e brutte scritte nei muri sudici ci accompagnano nel resto del percorso. Il degrado prosegue verso la zona della cabine: riverniciate di blu, non tutte mantengono la dignità del posto che custodiscono: il risultato sono porte forzate, mattonelle del pavimento frantumate in più punti. Uno spettacolo poco edificante all’occhio del visitatore. Dietro le porte spalancate spazio alle oscenità. Ben si comprende, dai resti sul pavimento, come quelle cabine vuote siano state adottate come riparo di fortuna da senzatetto. lido 1Stuoie, quel che resta di una sedia a sdraio, tutto quello che può servire a combattere il freddo. Preservativi gettati in terra, fazzoletti e bottiglie di alcolici vuote poi raccontano altre storie. Il resto lo lasciamo alla vostra immaginazione. Tra due colonne di cabine c’è anche quello che sembra un bagno nelle stesse condizioni: porcherie sul pavimento, escrementi, sanitari divelti. Le recinzioni esistenti nei confini della grande struttura balneare, evidentemente, nulla possono rispetto a quello che poi si verifica. Qualche tempo fa, era stato proposto un impianto di video sorveglianza per evitare incursioni notturne ed attività vandaliche. Sotto il lungo tratto della cabine c’è la sabbia sporca, con tutto quello che, nel mesi passati, il mare e l’incuria dei passanti, hanno deciso di regalare. Carte, cartacce, bottiglie, pezzi di plastica e pericolosi pezzi di vetro, ai quali si va ad aggiungere il solito quantitativo di alghe, ormai seccate al sole, rimaste per mesi a fermentare. Storie di degrado urbano che spengono il fiore all’occhiello che il lido era stato tanti anni fa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...