Archivio | maggio 2016

Immigrati, le vittime dell’ultimo naufragio saranno seppellite ad Armo

immigrati cimiteroDi Gabriella Lax

Un piccolo appezzamento di terra nel cimitero di Armo accoglierà le salme di uomini, donne e bambini immigrati, morti la scorsa settimana nel tragico tentativo di fuggire dai paesi natii. C’era voluta tutta la giornata di domenica perchè, al porto di Reggio Calabria, dalla nave “Vega”, dopo lo sbarco dei superstiti, fossero fatte scendere le tante salme dei morti. E c’era voluto un mezzo dei vigili del fuoco per trasbordare i corpi, mai così numerosi, nella città dello Stretto, dal ponte della nave a terra. Oggi pomeriggio al nuovo cimitero di Condera, dopo il penoso momento del riconoscimento da parte di alcuni dei familiari, si è svolta la cerimonia religiosa alla presenza del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, degli assessori Giovanni Muraca e Angela Marcianò, del prefetto Claudio Sammartino, del questore Raffaele Grassi, del procuratore Gaetano Pace, del procuratore generale Federico Cafiero De Raho e i comandanti provinciali della guardia di finanza e dei carabinieri. immigrati mortiSolenne benedizione officiata da don Gianni Polimeni, insieme a don Nino Pangallo, presenti i volontari della protezione civile, impegnati a tutto campo nei soccorsi agli immigrati in arrivo. La cerimonia si è svolta anche col rito musulmano. Ieri sera, la fiaccolata per le 45 vittime. Un corteo partito dalla chiesa di Ravagnese. Una croce trafitta da 45 grossi chiodi, per ricordare il sacrificio di chi scappa dalla guerra e dalla miseria per poi trovare una fine atroce tra le onde del Mediterraneo. La fiaccolata si è conclusa al V reparto volo dell’aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”, dove c’era l’arcivescovo monsignor Giuseppe Fiorini Morosini.

Ha la morte nel cuore, da domenica ha assistito alla tragedia dei fratelli morti ed allo strazio dei riconoscimenti. Hassan Elmazi a Reggio è il rappresentante della comunità marocchina, ma soprattutto è un attento sindacalista della Uil riguardo le tematiche dell’immigrazione. “Non ce la faccio più a vedere queste scene- confessa con la voce spezzata – queste persone per fortuna troveranno sepoltura. Ho visto fratelli cercare altri fratelli, mamme piangere i bambini morti”. Fa due appelli Elmazi: “Voglio dire alla gente che è inutile rischiare di morire per arrivare in Europa, rivolgendosi a scafisti senza scrupoli. La maggior perderà la vita. E’ un disastro umano tutto questo”. E poi conclude “I governi del mondo devono fare qualcosa. Gli scafisti non possono essere così potenti. La soluzione è aiutare i paesi che soffrono, non incoraggiare i viaggi della speranza che si trasformano negli inferni della morte in mare”. (foto Marco Costantino)

Reggio: a Piazza Garibaldi, i muri del terzo saggio cambiano le carte in tavola

di Gabriella Lax

Intriganti ed affascinati. Sono i resti quelli di piazza Garibaldi, piazza Garibaldi 2a Reggio Calabria. Dimenticate il parcheggio sotterraneo. Le certezze interpretative, giorno dopo giorno e frammento dopo frammento, vengono clamorosamente smentite dalle realtà dell’oggi. Qualunque ipotesi si faccia sul significato di quel che generosamente la piazza sta restituendo alla Città è destinata a crollare di fronte alle scoperte ulteriori. Una scena che si ripete, a partire dal primo saggio, con quel che appariva come il basamento, fino alla caditoia, o quella che tale sembrava essere e così anche nel terzo saggio. Tutto lasciava supporre che nello scavo numero tre si fosse vicini a riportare alla luce un insediamento abitativo di particolare importanza. I tratti di muri invece rimettono tutto in discussione. E la situazione dal punto di vista “comunicativo” va verso la “chiusura ermetica” degli addetti ai lavori. L’equipe di archeologi che gestisce lo scavo, se prima era abbottonatissima, adesso è addirittura impenetrabile. E ben lo si comprende, e lo si giustifica, considerate le tante ipotesi fantasiose o le “sciocchezze in libertà” che da più parti sono state conclamate. L’unica certezza, che lascia ben sperare per il futuro prossimo, è che il terzo scavo si sta rivelando una vera miniera per la storia archeologica – e non solo quella – di Reggio. Nuove, interessantissime pagine si potranno scrivere, quando la situazione sarà più chiara e definita. E saranno pagine sorprendenti.