Archivio | luglio 1, 2013

Giusy Versace, con la testa e col cuore

giusy versace (500 x 281)Bannernewsletter_Thumb«Non è stato sempre facile i momenti duri ci sono stati. Superati con l’amore, e anche con la fede. Mi sono sentita invalida il giorno che sono tornata al lavoro, non quando sono uscita dall’ospedale. Alla mia scrivania, ho passato un anno a fare i solitari al computer: non mi facevano far niente. Così mi sentivo frustrata perché io ero in grado di fare tutto. Alla fine, a forza di tirare gomitate e sbattere pugni sui tavoli, mi sono ripresa il mio posto. Poi però ho deciso di mollarlo, ma solo quando l’ho voluto veramente io, perché quelle attività non mi appartenevano più. Nel frattempo ho trovato tante cose che non mi hanno riempito le tasche ma mi hanno cambiato la vita».

Lo sport per rinascere. L’adrenalina del movimento per sognare, di nuovo, ad occhi aperti. Tra sudore e fatiche letterarie il sogno continua. A Roma, il salone d’Onore del Coni, ha ospitato la presentazione di “Con la testa e con il cuore si va ovunque”, il libro autobiografico della reggina Giusy Versace. All’evento c’erano il padrone di casa, il presidente del Comitato Olimpico Italiano Giovanni Malagò, il presidente del Comitato Paralimpico Luca Pancalli e di quello del Centro Sportivo Italiano Massimo Achini. L’incontro è stato presentato dalla giornalista del Tg1 Isabella Schiavone.

coni (500 x 333)ImmaginePaginaIniziale_ThumbLa vita di Giusy Versace, donna in carriera, assorbita totalmente dal lavoro, era stata interrotta da un brutto incidente, otto anni fa, in una serata di pioggia. Mentre percorreva con un’auto noleggiata la A3 era finita fuori strada perdendo entrambe le gambe. Mesi di dolore e disperazione che, col suo sorriso, la campionessa paralimpica ha raccontato con la semplicità che la contraddistingue. «Se non avessi avuto vicino a me persone, familiari e amici, che mi hanno aiutato e non si sono mai vergognati di me, sarei crollata e non mi sarei mai alzata dalla sedia a rotelle. Invece io ho visto un’opportunità perchè molti non possono scegliere di abbandona re la sedia e camminare. Io sì, e oggi cammino e corro. La prima volta che ho fatto i primi passi piangevo dal dolore, la prima volta che ho corso, invece, ho pianto dalla gioia, nonostante le protesi facessero malissimo. Ma mi sono sentita viva».
Giugno è stato un mese molto importante per la Versace, dal punto di vista agonistico poiché ha realizzato due record italiani paralimpici, al Golden Gala sui 100 metri (14’’ 72) ed anche ad
Hengelo sui 200 metri (29’’ 74). Il libro sulla sua vita, pubblicato da Mondadori a febbraio, è arrivato alla terza ristampa, era stato promosso anche a Milano nel giorno della festa della donna (8 marzo). L’atleta a testa alta, si gode il successo e cerca di migliorare i suoi record poiché «Il destino non si decide ma come affrontarlo sì».

Gabriella Lax
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