Archivio | giugno 2013

Emma, una marchesa chef

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Grazie ai suoi consigli culinari, dalle pagine del blog, Emma Mcquiston è divenuta, in pochi mesi, una super quotata star del web. Ma la giovane inglese potrà vantare ben presto un altro record piuttosto che quello dei clic perché la sua fama è destinata ad illuminare Buckingam Palace. La Mcquiston ha ventisei anni compiuti da poco, è un ex modella di colore, bella e flessuosa che rimarrà negli annali dei libri di storia per essere la prima marchesa di colore del Regno Unito.

Sorriso smagliante, una buona istruzione, savoir faire, Emma McQuiston è la figlia di un petroliere nigeriano Ladi Jadesimi, un magnate (laureato ad Oxford) e di Susanna. Di lei si occupa, a partire dalla copertina, il numero di maggio del magazine inglese “Tatler”. Sul suo blog, la giovane si concentra su diete ed alimenti preferiti dalle celerità. Laureata in storia dell’arte, è appassionata di nail art ed ha una vasta collezione di occhiali da sole, tanto che, se guardate le sue foto, non la troverete mai con indosso lo stesso paio. Le piacerebbe diventare presto mamma.

Sposando, in questi giorni, il visconte Ceawlin Thynne, rampollo di una delle famiglie blasonate più eccentriche d’Inghilterra, Emma entrerà nella storia: sarà destinata a diventare la futura Marchesa di Bath e la prima donna di colore a potersi fregiare di tale titolo. «C’è un po’ di snobismo, in particolare tra le generazioni più vecchie. C’è il sentimento di classe e poi c’è l’elemento razzista. È una giungla. Ma io la supererò». Così ha confessato alla rivista
Il futuro marito, Ceawlin Thynn, 38 anni, gestisce la tenuta Longleat, di proprietà della famiglia, che comprende un parco safari che sembra sia il primo fuori dall’Africa. La coppia si frequenta assiduamente da 18 mesi, ma i due si conoscono da quando Emma aveva 4 anni.
Un bel colpo che sta regalando agli inglesi beate chicche di gossip. La blogger imperterrita non ha nemmeno una goccia di sangue blu nelle vene, ma solo un patrimonio di tutto rispetto che l’ha portata, sin da bambina, a frequentare l’alta società britannica, quella che sta già conquistando sul web a colpi di gusto e di cucina (anche quella italiana).

Nb..avete notato il format del suo blog? E’ identico al mio…chissà che non sia scritto nel destino… Diventerò Marchesa anch’io?

Bentrovati, un abbraccio di cuore a tutti. Mi siete tanto tanto mancati! Ma eccomi pronta e carica in pistaaaa

Gabriella Lax
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Versace, origini dalla Magna Graecia (Laxstyle ritornerà il 23 giugno)

gvUna biografia che ha il sapore della Magna Graecia, un libro che racconta anche di Reggio Calabria, di quello che era stata, dal dopoguerra agli anni Settanta. Il libro “Gianni Versace, la biografia” (con prefazione di Giorgio Armani) è stato pubblicato lo scorso novembre, scritto dal giornalista pugliese Tony Di Corcia, edito da Lindau e, possiamo aggiungere, col benestare di Antonio D’Amico, il compagno dello stilista reggino che, oltre ad aiutare l’autore nel testo, ha fornito foto eccezionali della vita privata di Gianni Versace.
Da bambino Versace frequentava, con non poca noia, la scuola “De Amicis” ma, commenta lo scrittore “Col libro “Cuore” non c’è nessuna analogia”. I genitori lo mandano a ripetizione dai Foti “insegnati elementari.

Sono gli stessi che non perdono occasione per ricordargli il talento e la bravura” del fratello Santo. Ma, se c’è una persona che il piccolo Gianni detesta è proprio la maestra che critica il modo di vestire (quasi sempre in nero) del suo giovane alunno. E’ la stessa che manda a chiamare la madre di Gianni rivelando che il figlio è una specie di maniaco sessuale perché, durante l’orario di lezione, disegna dive del cinema italiano. E sono le scuole che tornano nella visone della storia di Versace a Reggio. Da ragazzo scappava dalle finestre della media Vitrioli per andare a guardare i resti del tempio greco e sul lungomare, la via marina bassa.

Tra i luoghi memorabili, citati nel libro del giornalista pugliese c’è il teatro Cilea, con le sue poltrone rosse, dove il papà Antonio lo accompagnerà per vedere “Un ballo in maschera”, in un giorno in cui nascerà l’amore (che prenderà poi corpo “come un virus incubato” nella creazione di abiti di scena) per il teatro. Dal padre Gianni “ha ereditato la timidezza – scrive Di Corcia – e una visione magica della sua terra, che amplifica le tracce di Magna Grecia sparse intorno a lui e gli fanno sembrare la Calabria una terra più immaginaria che reale. I resti delle terme romane, la nobiltà dei palazzi, la luce del lungomare che aveva stregato anche Stendhal, il mare dello Stretto che sembra un lago”.

Frammenti vissuti nel negozio della signora Franca, “Elle”. Leggenda racconta che, un giorno, nella boutique era entrata Raffaella De Carolis, già miss Italia nel 1962 e che, di seguito, aveva sposato l’armatore Amedeo Matacena. La donna, grazie al savoir faire della signora Franca, aveva acquistato cinque abiti (tra cui Balestra, Barocco, Chloè) quando, nel negozio, fece il suo ingresso Gianni. La signora cercò, nel suo sguardo, qualche cenno di approvazione e disse “Guarda Gianni ho scelto queste cose con la mamma”. Lui, in maniera rigida, proferì poche parole: “Questi due no. Non sono adatti a te”. E, quando andava via la facoltosa cliente, sua madre si era avvicinata per chiedere spiegazioni sullo strano comportamento, lui le rispose “Mamma, chiunque veda una persona vestita da noi deve chiedersi: che bello, dove l’ha preso? Se invece si chiede dove l’ha presa ‘sta roba e storce il muso, tu perdi un cliente. Si vende per amore. Se tu vendi per amore i tuoi clienti aumenteranno. Se vendi per commercio puoi fare anche danni”. Da queste parole si evince uno dei concetti che stavano più a cuore a Gianni Versace: la moda deve rendere belle le donne, deve trasformare ognuna di loro in una dea.

Con questo pezzo del mio cuore Vi ringrazio per le più di centomila visite in dieci mesi da quando è nato il blog. Vi do appuntamento sul web il 23 giugno con tante novità di cultura e glamour. (Come nel mio “LAX” STYLE)

Gabriella Lax

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“Life ball” con Roberto Cavalli

Roberto-Cavalli-Fashion-Show-at-the-Life-Ball-20131Messi da parte gli splendori della corte d’Asburgo e dell’imperatrice Sissi o la deliziosa golosità della Sacher torta, Vienna si riempie di luce nuova, ospitando l’edizione 2013, “Life ball” il mega evento creato, ormai ventuno anni fa da Gary Keszler, per raccogliere i fondi per la lotta contro l’Aids. Ospiti d’onore della ventunesima edizione lo stilista Roberto Cavalli e la moglie Eva che arrivano sorridenti all’appuntamento in una mini color nero e oro (del costo di 150mila euro, acquistata all’asta, solo pochi minuti prima dal principe del Q8 ). I due ospiti accendono la festa nella piazza del municipio di Vienna illuminato, per l’occasione, di rosa.

Si apre l’indimenticabile sfilata da “1001 notte”, con cui entra nel vivo l’edizione 2013 del visionario, gigantesco party all’insegna della beneficienza. A Vienna, si tratta dell’appuntamento più atteso, dopo il valzer di Capodanno, una manifestazione che, oltre a raccontare le due facce della capitale europea, fa convergere in essa i personaggi più internazionali del mondo della moda, del cinema, della politica e dello spettacolo. Stavolta c’erano Bill Clinton e sir Elton John pronti a sostenere, con le loro fondazioni, Gary Keszler, ideatore di un galà, divenuto nel tempo, uno dei successi più emozionanti nella lotta all’Aids.

Uno spettacolo sfavillante, glamour e sexy, nato per combattere il buio della malattia, una sfilata che è una festa che anima strade e quartieri già dalle ore precedenti, nel corso dell’inaugurazione, al centro di Vienna, del nuovo negozio Roberto Cavalli. Così per una sera il cuore storico dell’Europa si trasforma in un red carpet di fattura hollywoodiana, con 45 mila persone a festeggiare. Uno stile, quello Cavalli, che veste perfettamente il “Life ball”. Lo stilista toscano è l’unico ad essere stato richiamato, in questi 21 anni, per una seconda volta nel monumentale palco allestito nella city hall.

Trenta splendidi minuti di fashion show che porta sotto i riflettori le creazioni fatte di estro e maestria artigianale, con le modelle che esibiscono disegni liberty e floreali, pizzi e i tagli anatomici delle creazioni da sera con tanto di trasparenze. In conclusione, nella retrospettiva, tocca poi ai pezzi che fecero la fortuna di Cavalli: jeans incastonati di cristalli, veri “cavalli” (è il caso di dirlo) di battaglia, indossati con le camicie da uomo annodate sotto al seno, memorie indelebili di album targati anni Novanta. Chiude la sfolgorante passerella l’oro dell’abito di Carolina Kurkova. Fashion e colori ma senza perdere di vista l’obiettivo, oltre venti milioni per la ricerca sull’Aids.

Gabriella Lax
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Hasta siempre “Komandante” Vasco

image002«Ciao a tutti, bentornati, ben trovati, tutto è bene ciò che finisce bene». Comincia così rivolto alle mantelline colorate che svolazzano tra la pioggia.

Aveva promesso che sarebbe tornato. Si era fatto persino filmare durante la corsa per la preparazione al tour. Ed eccolo finalmente li sul palco. A Torino nemmeno la pioggia fortissima è riuscita a fermarlo. Ritorno in pompa magna per Vasco Rossi. Dopo i problemi fisici che lo avevano costretto ad interrompere i live due anni fa grande era l’attesa per il ritorno sul palco di Vasco. All’Olimpico di Torino, sotto la pioggia battente,, il rocker di Zocca ha incantato per due ore gli oltre quarantamila fan in delirio, senza mai mostrare il minimo segno di cedimento fisico e vocale.

Rispetto al tour del 2011 (bruscamente arrestato a causa del batterio killer che colpì il cantautore) molte cose sono cambiate ma non il palco, che punta sempre verso l’alto grazie all’incrocio di triangoli con al centro la scritta “Vasco”, il logo che lo accompagna la star ormai da tanti anni, e poi ancora due maxischermi alta definizione, ai lati del palco, di quasi 80 metri. Accanto alla rock star italiana, sul palco la band (senza dubbio una delle migliori band in circolazione) con Maurizio Solieri alla chitarra, Stef Burns chitarra ritmica, il “Gallo” al basso, Matt Laug alla batteria, Alberto Rocchetti alle tastiere, Frank Nemola alla tromba, Andrea Innesto al sax e Clara Moroni ai cori.

Un crescendo musicale che prende il via con “Siamo vivi, domani non si sa” de L’uomo più semplice, e proseguita fino ai suoi grandi successi come C’è chi dice no, Vita spericolata, Sally e Albachiara. Una prima parte davvero da brividi con Vasco annuncia «Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a ballare» e canta “Gli spari sopra” e “Stupendo” e che si fa trascinatore nella seconda con “I soliti”, “Siamo solo noi” che accompagna con il dito medio alzato trascinando nello stesso gesto tutto lo stadio. The end straordinaria da applausi “spella mani” e standing ovation, “Sally”, “Un senso”, “Vita spericolata”. Il bis, sempre lo stesso, è con “Albachiara”. Il messaggio di Vasco è giunto a destinazione «Non cedere, mai. Domani è un altro giorno: e arriverà». Una cosa è certa: l’energia, dopo il black out di due anni, è la stesa. Il Komandante, unico, irresistibile, irrefrenabile, con le sue scorrettezze e la sua poesia, è tornato.

Il concerto del 9 giugno è stato il primo di sette live da sold out distribuiti tra il capoluogo piemontese e Bologna (22,23 e 26 giugno), con cui concluderà il tour del 2011 “interrotto per cause di forza maggiore”.

Gabriella Lax
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Sugardaddy, il sito per chi cerca “papi”

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I clamori suscitati dai racconti metropolitani delle serate ad Arcore non si spengono. Il “papi” visto come l’evoluzione della specie, una salvifica e rassicurante presenza che, da un lato nutre i portafogli delle giovani avvenenti, dall’altro gratifica facoltosi personaggi non più giovanissimi, assicurando loro una vecchiaia divertente, scevra dalla solitudine. A coniugare la domanda con l’offerta ci pensa Alex Fantini col suo sito di dating “Sugardaddy” che, precisa «non è per tutti» e punta in alto, assicurando alle ragazze sole di fare l’incontro giusto quello con «Un uomo galante, realizzato e sicuro di sé pronto a prendersi cura di una giovane fanciulla», si legge sul sito internet. Nella presentazione del sito di incontri Fantini ha puntato ad elevare il concetto stesso di “papi”. «Ci sono diversi modi per dimostrare la propria generosità; non si tratta di svilire il concetto di amore, semplicemente ci proponiamo di agevolare incontri che possono portare giovamento a entrambe le parti: alle giovani donne che cercano la propria strada, che magari hanno bisogno di una figura matura che le aiuti a trovare se stesse e renda più agevole la strada per la propria realizzazione; e agli uomini di una certa età, occupanti ruoli sociali di livello alto perciò benestanti e in cerca di compagnia e orgogliosi di poter conoscere ragazze giovani da trattare come principesse».

In particolare, si tratta di un portale di dating grazie al quale ragazze in cerca di fortuna, esperienze e successo, potranno entrare in contatto con maturi gentiluomini pronti a prendersi cura di loro. Il procedimento è semplice: il sito mette a disposizione un database di contatti al quale si potrà accedere previa iscrizione. In questo modo trovare persone con le quali interagire sarà facile e pratico grazie all’utilizzo di comuni mezzi di comunicazione quali chat, video chat e messaggistica istantanea.

Volete, sul piatto, due chiari esempi di incontri fortunati, tra coppie di età differenti, ci sono: basti pensare a Flavio Briatore e Carlo Cracco. Semplici ed efficaci le spiegazioni regalate da Fantini. Flavio Briatore e Carlo Cracco. Il primo è considerato uno sugar daddy per eccellenza, «un vero self-made-man che grazie alle proprie capacità e al proprio intuito nel commercio e nell’imprenditoria, ha creato negli anni un impero che porta il suo nome. Riconosciuto tra gli uomini più facoltosi d’Italia, Briatore è sposato alla giovane show-girl Elisabetta Gregoraci. All’inizio della loro relazione la Gregoraci era una bellissima ventenne che, affascinata dalla maturità e dal savoir-faire di un uomo più adulto, ha saputo (voluto? nds) credere nell’amore che, oggi, le ha regalato una splendida famiglia». Il secondo è lo chef balzato agli onori televisivi, grazie al recente boom di show-cooking, «legato ad una giovane donna di 20 anni più giovane di lui, che oltre ad essere madre di suo figlio, è anche sua fidata collaboratrice lavorativa».

Se, indenni, siete riusciti a superare queste righe, coraggio, ora avrete il tempo per inorridire. Resto del parere che l’amore altro non è che amore, sentimento limpido e travagliato, travolgente e dissipatore di anime. Concetto questo ben diverso dall’interesse (economico) reciproco di una coppia.

Gabriella Lax
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Via Condotti, riapre il negozio Armani

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«Mi affascina sempre, Roma. È una città così potente, ricca di storia e di luoghi unici, bella come la più sontuosa delle scenografie, che non smette di incantarmi. È la città di mille film, capace di sedurre il mondo con quell’immagine sensuale e solare dell’Italia che è anche la caratteristica di uno stile di vita, diventato nell’immaginario collettivo espressione di un sogno e di valori forti e positivi. Con l’apertura di un grande negozio nella storica via Condotti, meta imperdibile per chiunque visiti il nostro Paese e per chi è interessato allo shopping di lusso, ho voluto rendere omaggio a questa incredibile realtà. Per questo ho sviluppato un concept che offre ai clienti un ambiente raffinato, speciale, che in questa particolare collocazione trova la sua cornice di naturale eleganza». (Giorgio Armani)

E miglior dichiarazione d’amore non avrebbe potuto fare Giorgio Armani, qualche giorno fa, durante “One Night Only Roma”, la gran festa dello stilista al Palazzo della Civiltà dell’Eur per la riapertura della boutique in via Condotti, nove vetrine, 900 metri quadri su tre piani, «per accogliere tutto il mondo».
La classe e lo stile senza tempo di Re Giorgio, l’eleganza della manifattura, baluardo del Made in Italy, in tutto il mondo ritornano nel tempio del classicismo. roberta-armani-pierfrancesco-244069_tnProprio a Roma Giorgio Armani ha scelto di organizzare questo grande evento con più di settecento, da Tina Turner a Sophia Loren, Carlo Verdone, Christian De Sica, Emma Bonino, Margherita Buy, Ornella Muti, Federica Pellegrini, Samuel L. Jackson, Clive Owen e ancora Vittoria Belvedere, Roberta Armani, Pierfrancesco Favino, Alessandro Preziosi, Federica Pellegrini, Sabrina Impacciatore, Raul Bova. Una serata di mondanità e glamour anche internazionale, che nella Capitale, almeno per la moda, si vede raramente. Tappeto rosso e dj set fino a notte fonda con ospiti bellissime. Tutto, naturalmente, si è svolto sull’onda del buon gusto.

La serata ha anche accolto la mostra “Eccentrico”, presentata in anteprima con un nuovo allestimento e, per la prima volta, con un live fashion show per i fortunati presenti. Una sfilata fuori calendario per uno spettacolo d’eccezione di selezionati pezzi firmati Armani. In passerella le lussuose e raffinate collezioni uomo e donna Emporio Armani e Giorgio Armani per la stagione autunno-inverno 2013-2014, e la collezione Giorgio Armani Privè primavera-estate 2013.

Gabriella Lax
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“The Sound of Change”, a Londra live per dire “no” alla violenza sulle donne

Salma Hayek, Frida Giannini e Beyoncé

Salma Hayek, Frida Giannini e Beyoncé

«Ci sono donne che rischiano la vita per far conoscere al mondo la violenza di cui altre donne sono vittime, insegnanti, giornaliste, registe. Io non ci sto e non dovete accettarlo neanche voi». (Madonna)

Che il fenomeno della violenza sulle donne acquisti una dimensione universale (ahinoi) lo dimostrano le continue manifestazioni (“contro”) che si susseguono in ogni parte del mondo. Dopo l’evento mondiale del 14 febbraio, la scorsa settimana, Londra ha ospitato un concerto dal titolo “The Sound of Change”, sorta di “Live Aid” al femminile, sul palco del “Twickenham Stadium”, organizzato dalla fondazione Chime for Change e benedetto da un discorso d’apertura del principe Harry, che è il presidente di questo tempio del rugby, e infiammato da un arrabbiato discorso di Madonna.

Unica protagonista italiana Laura Pausini che, dal palco, ha cantato con molta emozione, rivelando che, negli ultimi giorni, una sua grande fan, membro della sua comunità (senza fare il nome per rispetto del dolore dei familiari) era stata vittima di femminicidio.
Lo scopo del live è stato quello di raccogliere fondi e creare consapevolezza affinché donne e bambine possano godere nel mondo delle pari opportunità. Un’iniziativa che non ha precedenti, che ha registrato l’intervento di madrine d’eccezione, partner prestigiosi ed investimenti. Educazione, salute e giustizia, sintetizzano il messaggio lanciato a tutto il mondo. Tematiche promosse da Frida Giannini, direttore creativo di Gucci e dell’intero progetto, Beyoncé, diva del nuovo soul curatrice dell’evento, e dall’attrice Salma Hayek Pinault, produttore esecutivo della sezione Chime Film, che ha curato una serie di microdocumentari che condiscono lo spettacolo cui hanno preso parte, tra gli altri, Ziggy Marley, Cameron Diaz, Kylie Minogue, Katy Perry, James Franco, Gwyneth Paltrow e Halle Berry.

Alle loro spalle una schiera di consulenti eccellenti: Gordon e Sarah Brown, Arianna Huffington, Alicia Keys, John Legend, Julia Roberts, Desmond Tutu e Meryl Streep, solo per citare alcuni nomi. In cinquantamila dunque per seguire sul palco JLo, Beyoncé (tra le più applaudite) che ha dedicato al pubblico un’esibizione di 45 minuti. Sul palco anche star al maschile come Simon Le Bon senza i Duran Duran.

I presentatori della serata, oltre Madonna, James Franco, Jessica Chastain e Freida Pinto, Desmond Tutu e Blake Lively, hanno rivelato spietatamente elencato i numeri dell’emergenza. «Vogliamo un mondo dove ogni bambina abbia diritto alla scolarità, poiché i due terzi degli analfabeti del mondo sono donne; il 60 per cento dei bambini che non frequentano le scuole dell’obbligo sono donne; il 70 per cento delle donne ha subito almeno una volta nella vita violenze fisiche o sessuali; solo il 21 per cento delle donne occupa in politica ruoli prominenti; 800 donne al giorno muoiono di parto o di gravidanza; l’80 per cento degli 800mila esseri umani che ogni anno vengono venduti o scambiati come schiavi sono donne; ogni anno 10 milioni di ragazze sotto i 18 anni devono accettare un matrimonio combinato; 603 milioni di donne vivono in ambienti in cui la violenza non è reato».

Madonna, nel 1977, appena arrivata a New York, dopo aver lasciato l’università per studiare danza, all’inizio degli anni Ottanta, fu aggredita e stuprata da alcuni sconosciuti vicino alla sua scuola. Una testimonianza sincera la sua che arricchisce di valore un evento per una sensibilizzazione costante contro un fenomeno dilagante che, negli ultimi mesi, viene sempre può allo scoperto.

Gabriella Lax
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