“NESSUNO PUÒ METTERE BABY IN UN ANGOLO” (Vangelo per tutte le donne)

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Stasera in tv lo rifaranno. E sarò arrivata al settantacinquesima visione. Ma l’emozione è sempre grandissima. Tutti abbiamo un film del cuore. Il mio è “Dirty Dancing” ossia “Balli proibiti”. No, non l’ho visto al cinema, ero troppo piccola per andarci, ma la prima volta che lo mandarono in onda in tv (tra mille censure ed altrettante interruzioni pubblicitario) lo videoregistrai.

Vieni ricordato come il film che ha consacrato sul grande schermo Patrick Swarze, prima ancora che circondasse, con le sue braccia muscolose, Demi Moore in “Ghost”.
“Dirty Dancing” è molto di più. Datato 1987, è diretto da Emile Ardolino. Arriva in sordina anche se ricordo che il settimanale delle teenager “Cioè” lo aveva pompato moltissimo. Pensate era uscito in regalo un piccolo librettino di fotogrammi che si lasciava scorrere tra le dita, riproponendo, come un sequenza veloce, due scene del film: il ballo in sala finale ed il salto mentre nuotavano del lago. A proposito del salto: cento volte ho preso il compagno di banco di turno, costringendolo ad afferrarmi mentre m’involavo leggiadra (ero un fuscello di quaranta chili…) e invece del volo d’angelo le uniche cose che riuscivo a rimediare erano lividi sulla pancia e botte sulle coste provocate dalle dita poco avvezze del malcapitato.

Il film è l’incontro magico tra due persone nate e cresciute in mondi molto diversi. Siamo negli anni Sessanta, durante la vacanza in un villaggio turistico (Kellerman) la giovane Frances (Baby) Houseman (Jennifer Gray), di buona famiglia, con grandi aspirazioni (vorrebbe entrare al Mounty Holyoke College per economia e accedere al Peace Corps e poi diventare la prima donna residente degli Stati Uniti) incontra un gruppo di ballerini di mambo, tra questi c’è il giovane Johnny Castle (Patrick Swayze) che imparato a ballare per sfuggire alla strada e che, nel tempo libero, arrotonda i guadagni intrattenendo donne nel villaggio. I ballerini danzano il sensuale mambo in un posto lontano da occhi indiscreti. Da qui il titolo del film, balli proibiti. Per una serie di vicissitudini Johnny viene accusato di furto e Baby, credendo vivamente nella sincerità e negli ideali, testimonia di essere stata con lui per cercare di salvargli la carriera. Il giovane viene licenziato ugualmente. Ma una volta lontano dal villaggio capisce l’amore sincero, che non ha classi sociali, e la dedizione mostratagli dalla ragazza che per lui ha sacrificato la sua dignità.
«Non mi pento di nulla -dice Baby mentre saluta il suo amore che sta partendo -abbiamo dato scandalo» e sorride. Ma, soprattutto al suo ritorno, per l’ultimo indimenticabile ballo al villaggio turistico, Johnny trova Baby, su una sedia, in disparte. «Nessuno può mettere Baby in un angolo» afferma, prendendola per mano per iniziare quello che sarà il ballo “Time of my life”, il tema del film.

In un momento in cui affiora prepotentemente a galla il tema della violenza sulle donne mi piacerebbe che ognuna di noi ricordasse quelle paroleNESSUNO PUÒ METTERE BABY IN UN ANGOLO”. Non sono solo le superficiali parole di un film d’amore. Questa frase dovrebbe essere il vangelo di ogni donna. La sola semplice cosa che ognuna di noi dovrebbe ricordare.

Gabriella Lax
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4 thoughts on ““NESSUNO PUÒ METTERE BABY IN UN ANGOLO” (Vangelo per tutte le donne)

  1. Concordo con te…..penso di averlo visto una 50 di volte…..ma quando lo ridanno non me lo perdo, troppo bello!!!!! 😉

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