Archivio | maggio 24, 2013

Ferragamo, calzolaio “prodigioso”

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Dalla scarpetta in cristallo di Cenerentola a quelle inconfondibili con le suole rosse di Dorothy nel mago di Oz. Ci sono altre scarpe che, grazie all’estro ed all’artigianalità preziosa del loro creatore, sono entrate nella storia.
Il calzolaio prodigioso, fiabe e leggende di scarpe e calzolai” è il titolo della mostra promossa dal museo Ferragamo di Firenze, ideata e curata dal presidente Stefania Ricci con Sergio Risaliti e Luca Scarlini. In esposizione 93 meravigliosi esemplari e 20 tacchi gioiello firmati Salvatore Ferragamo, accanto a decine di opere di artisti di ogni genere e disciplina, in una collettiva confezionata per palazzo Spini Feroni, in piazza santa Trinità a Firenza. Si tratta di un evento multimediale che raccoglie vari linguaggi artistici quali pittura, scultura, video, poesia, letteratura e musica. Magico intreccio tra fantasia e realtà stimola la mente a viaggiare con l’immaginazione, ripercorrendo la storia della scarpa. Un oggetto che rappresenta non solo ricchezza e potere, ma è anche simbolo di duro lavoro, testimoniato dalla figura di Ferragamo, caparbio e lavoratore che, alla sua passione, ha dedicato la vita.

La mostra è caratterizzata da un percorso che svela all’occhio dello spettatore un susseguirsi di microstanze delle meraviglie, ognuna dedicata ad ospitare opere illustri: dalla video istallazione di Mimmo Paladino al fumetto di Frank Espinosa, ispirato proprio dall’autobiografia di Salvatore Ferragamo fino al premiato cortometraggio “White shoe”, di Mauro Borrelli (già collaboratore di Tim Burton) che racconta la storia di Salvatore Ferragamo. Un racconto che prende a tratti le sembianza di una bella favola.

Salvatore è un bambino povero dell’Italia del Sud, ultimo di 14 figli di una famiglia di Bonito vicino Napoli. Leggenda vuole che in una sola notte il bambino prodigio abbai realizzato quelle scarpette bianche per la sorellina. Partito alla conquista dell’America e del cinema di Hollywood, Salvatore Ferragamo tornerà dopo molti anni in Italia. A Firenze, nel dopoguerra, diventerà una vera leggenda stilistica esaudendo i desideri di moda di dive e regine dello star system e della politica internazionale. Firenze la città di adozione di salvatore Ferragamo, sede del quartier generale della maison gli rende doveroso omaggio (la mostra rimarrà aperta fino al 14 marzo 1014) con un’esposizione, che si affianca alla neonata fondazione Ferragamo, presieduta dalla moglie Wanda, destinata a promuovere artigianato ed eccellenza del made in Italy.

Tra il gusto classico e l’immaginazione visionaria delle sue scarpe, la fiaba di Salvatore è destinata a continuare nel tempo, lungo i passi di chi sceglie l’artigianalità e la moda firmata Ferragamo.

Gabriella Lax
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