Archivio | Mag 22, 2013

Monza, pet therapy con gli asini

image001Dal mese di marzo, il bellissimo, verde e ristoratore parco di Monza accoglie alcune gradite ospiti. I loro nomi sono: Gaia, Odessa, Cipollina e Carotina, si tratta di quattro asine, sistemate attualmente nell’azienda agricola di cascina san Giorgio. In questi mesi, i quattro animali sono diventati le mascotte dei bambini nelle attività con il “Creda” in cascina Mulini Asciutti.

Ma le quattro asine non servono solamente a farsi accarezzare ed a tenere compagnia ai bambini. Sono animali molto speciali e, per questo, sono stati scelti per l’onoterapia. Con questo termine si intende la pet therapy con gli asini, già molto diffusa in altre nazioni europee (Svizzera e Francia) e negli Stati Uniti e, solo da pochissimo, è entrata nei centri di riabilitazione italiani. Si tratta di una dinamica di cura attiva, che dunque non consente di rimanere passivi o di isolarsi, utilizzata coi pazienti che soffrono di disturbi della personalità, cardiopatici ed ipertesi, handicap motori, bambini ed anziani, malati psichiatrici e tossicodipendenti, detenuti, sieropositivi, audiolesi, non vedenti, persone con problemi di ansia, stress, solitudine, accettazione e disarmonia emotiva.

L’onoterapia utilizza le caratteristiche proprie dell’asino, dunque, la taglia ridotta, la pazienza, la morbidezza al tatto, la lentezza di movimento per far in modo che possa entrare in comunicazione con il paziente.A dar vita all’iniziativa, a Monza, ci ha pensato l’associazione “Passi e Crinali”, che ha alle spalle una serie di esperienze con malati di Alzheimer e Parkinson e che, prossimamente, comincerà un percorso con i bambini affetti da sindrome di Moebius e le loro famiglie. Il progetto, sostenuto dalla fondazione della comunità di Monza e Brianza con l’associazione italiana sindrome di Moebius e “Passi e crinali” si svilupperà in più fasi

Dall’associazione è Michele Giussani che chiarisce «Ci occuperemo all’inizio di una decina di bambini tra i 3 e i 10 anni della provincia di Monza e Milano. Inizialmente farò visita alle famiglie per un primo incontro e per illustrare l’attività. Poi ci saranno alcuni momenti nel parco che sono pensati per tutta la famiglia, per vivere insieme un momento piacevole ed imparare a rapportarsi con l’asino. Concluderemo la giornata con una breve passeggiata e un pic nic nel verde. Abbiamo già avuto esperienze positive con i malati di Alzheimer e di Parkinson che lavorano sul piano emotivo.. Nel caso dei bambini con sindrome di Moebius l’attività di onoterapia aiuterà ad aumentare la fiducia in se stessi e il senso di responsabilità di doversi prendere cura da soli di un animale».

Il ricordo (decisamente risalente) che ho degli asini non è il massimo. Ma sono sicura che quelli di oggi, soprattutto se lavorano a contatto coi bimbi, sono molto diversi e speciali, e soprattutto, capaci di fare miracoli…

Gabriella Lax
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