Archivio | maggio 8, 2013

L’arte contemporanea in “Empire State”

esEsplorare i miti e le realtà con l’arte contemporanea di New York (interpretata come la Roma del XXI secolo) affinché possa rimanere forza egemone delle arti visive. Venticinque artisti, emergenti ed affermati, direttamente dalla Grande Mela, compongono il percorso espositivo che, fino al 21 luglio prossimo, animerà “Empire State. Arte a New York oggi”, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, evento ideato da Alex Gartenfeld. Una mostra che «suggerirà i diversi modi in cui è possibile per gli artisti re-immaginare il rapporto tra la loro comunità e la città, focalizzando l’attenzione sulle eterogenee reti di potere che ne condizionano la vita». Saranno scultura, pittura, fotografia, video e installazioni che, grazie agli artisti di “Empire State”, ricollocheranno il ruolo di New York nel contesto globale, nel momento storico in cui la vita urbana è ovunque oggetto di una ridefinizione sempre più veloce.

Ogni artista (figurano anche mostri sacri come Julian Schnabel o Jeff Koons) sarà presentato in modo approfondito anche grazie alla presenza di lavori inediti, qui esposti per la prima volta. Il titolo della mostra fa riferimento da un lato all’inno hip-hop creato nel 2009 da Jay-Z con la musicista Alicia Keys e dall’altro a “Empire”, un trattato sul capitalismo globale guidato dagli Stati Uniti, pubblicato nel 2000 da Toni Negri e Michael Hardt.

L’esposizione riguarda Michele Abeles, Uri Aran, Darren Bader, Antoine Catala, Moyra Davey, Keith Edmier, LaToya Ruby Frazier, Dan Graham, Renée Green, Wade Guyton, Shadi Habib Allah, Jeff Koons, Nate Lowman, Daniel McDonald, Bjarne Melgaard, John Miller, Takeshi Murata, Virginia Overton, Joyce Pensato, Adrian Piper, Rob Pruitt, R. H. Quaytman, Tabor Robak, Julian Schnabel e Ryan Sullivan.

es2Più da vicino gli artisti di “Empire State” adottano tecniche miste, ibride, interdisciplinari e utilizzano la tecnologia e l’astrazione per offrire nuovi modelli espressivi e interpretativi. Ad esempio, i padiglioni a specchio creati da Dan Graham costituiscono un ponte tra arte minimalista e architettura per riflettere e moltiplicare la forma umana. Le nuove fotografie di Michele Abeles includono le sue vedute di installazioni, in un costante processo di revisione e adeguamento al contesto della propria autobiografia. Nei tredici nuovi dipinti della serie “Antiquity”, Jeff Koons utilizza la tecnica per manifestare il proprio interesse nei confronti del classicismo e della mitologia greca e romana. “Empire State. Arte a New York oggi” ha un catalogo Skira, comprensivo di contributi firmati dai curatori e da Tom McDonough, John Miller e Eileen Myles, un saggio visivo di Matt Keegan e testi specifici su ogni artista in mostra di critici e curatori di fama come Vinzenz Brinkmann, Bonnie Clearwater, Kim Conaty, Bruce Hainley, Hans Ulrich Obrist, Tina Kukielski e altri ancora. Una sorta di manifesto artistico strisciante che non convince del tutto.

Ps: Il pubblico italiano sicuramente ricorderà Koons non tanto per il suo eccentrico lato artistico piuttosto per essere stato il marito di Ilona Staller (Cicciolina) che, dopo la separazione, mise in scena il rapimento del figlio per sottrarlo all’ex marito.

Gabriella Lax
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