Archivio | aprile 17, 2013

Le confessioni di Stefano D’Orazio

stefanodorazio
«Imparai che la tanto agognata popolarità può diventare una gabbia e si prende con gli interessi tutto ciò che ti offre».
Una mattina, all’età di sessant’anni, si è svegliato ed ha capito che serviva una svolta. Per quarant’anni era solo stato nei Pooh. Ed a quel punto gli viene in mente la battuta del caro amico Fiorello: “Dio è dappertutto, ma i Pooh ci sono già stati”. «Ricordavo a malapena le camere d’albergo, per questo ho lasciato i Pooh» spiega, ripensando a quell’episodio scatenante. Spinto dal bisogno di guardare altrove, di mettersi in gioco su altri fronti, di inseguire nuovi desideri Stefano D’Orazio, esattamente quattro anni fa, nell’aprile del 2009, in concomitanza con l’uscita del singolo “Ancora una notte insieme”, annuncia la sua intenzione di lasciare il gruppo.

Mostra grande consapevolezza, degli sbagli, dell’esistenza D’Orazio, giunto alla prima ristampa del premiatissimo suo libro dal titolo “Confesso che ho stonato – Una vita da Pooh” (Feltrinelli/Kowalski Editore), sulla personale esperienza con i Pooh e sulla sua vita, un volume autobiografico in cui racconta quarant’anni di carriera. Nativo del quartiere romano di Monteverde, da buon liceale indisciplinato, con la passione fin da bimbo per le percussioni, studia la batteria da autodidatta (a sei anni, a Natale, gli fu regalato l’amato strumento), affascinato dagli emergenti Beatles. Dopo varie esperienze in gruppi minori (“Il Punto”), nel 1971 viene chiamato a far parte dei Pooh. Dodi, Roby e Riccardo si ritrovano senza batterista e decidono di scegliere Stefano D’Orazio, sentito suonare dalla band, ad Ischia, qualche tempo prima.

E’ il momento di “Noi due nel mondo e nell’anima”. Con la band inizia una lunga e fortunata carriera come musicista e manager. «Ho percorso un meraviglioso viaggio lungo quasi quarant’anni su un’astronave carica di musica, amicizie e successi, all’interno di un’esistenza privata piena di episodi buffi, ma anche di scelte sbagliate. Ho fatto tutto, anche le cose apparentemente più strane, per la mia grande curiosità, la stessa che mi ha indotto a lasciare i Pooh. In questo libro condivido anche le mie stonature private: mi è servito per raccontarmi con autoironia, guardando a me stesso e ai miei difetti come mi ha insegnato mio padre» chiarisce il musicista. Dopo la dipartita dal gruppo, superato l’iniziale momento di smarrimento iniziale «sono andato nello Sri Lanka a visitare uno dei centri di sostegno per i bambini poveri che qualche anno fa avevamo costruito con il gruppo: è stato commovente rendermi conto che dalla mia musica è scaturita anche una cosa concreta ed utile per tanti bimbi sofferenti». Insieme alla sua compagna, Tiziana Giardoni, D’Orazio vive a Roma, ma frequenta spesso l’isola di Pantelleria dove si ritira per comporre e riposare.

Ps: Posso garantire che, nella mia (quasi natia) isoletta di Pantelleria, con i suoi paesaggi incredibili, selvatici e romantici, arabi e salati, l’ispirazione arriva mooolto facilmente.

(continua)

Gabriella Lax
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