“Distensio animi” di Davide Ricchetti

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«Era da un po’ di tempo che avevo pensato a soggetti che fossero della donne. La mostra mi ha dato l’opportunità di realizzarli. I due colori presenti, il bianco ed il nero, mi son serviti a dare più delicatezza alle figure. Poiché in alcuni casi i colori riescono a distrarre. Ho preferito soffermarmi su queste donne, delle quali non si distingue il ceto sociale. Alcune sono giovani, come la ballerina, poi ci sono altre più mature». Nell’ambito della mostra d’arte “Underground”, organizzata da SosBeniCulturali, la personale dell’artista Davide RicchettiAttimi”, allestita nel sito archeologico ipogeo di Piazza Italia a Reggio Calabria.

I volti e le figure in bianco e nero, sono nove, tutti realizzati per quest’esposizione. Ci sono tele ad olio, ma anche carboncino su foglio, sempre in bianco e nero. E poi ci sono un paio di altri dipinti già realizzati dall’artista per altre mostre per una contemporaneità figurativa che, anche in questa occasione, si sposa bene col classico arcaico dei resti di piazza Italia.

«Gli attimi, sono quegli istanti in cui il tempo, il kronos, non esiste, svanisce di fronte ad un’emozione interiore, ad un ricordo o ad un pensiero che, per un istante appunto, abbraccia l’universo. L’“attimo” in cui l’interiorità si allarga fino a divenire “mondo senza confini spazio-temporali”, dopotutto anche la luce che vediamo delle stelle non è altro che passato nel presente (il pensiero astronomico è stato all’origine dell’ispirazione nds). “Attimo” è quindi la “distensio animi”, un’estensione dell’anima. E’ questa a darci la misura del tempo. Ciò che viene misurato dall’anima non sono, quindi, le cose nel loro trascorrere, ma la traccia che esse lasciano e permane nella nostra anima anche quando esse sono ormai un ricordo . Le dimensioni dell’esistenza sono quindi articolazioni del distendersi dell’anima: l’attesa, il momento, il ricordo». Questa volta, a quanto pare è stato più in lavoro di “pancia”, «è stato un percorso molto istintivo, una lunga ricerca, ho fatto molte foto, ma mi sono lasciato guidare maggiormente dall’ispirazione che dalla razionalità, contrariamente ad altre volte».

Gabriella Lax

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