Archivio | marzo 18, 2013

Se l’arte del tatuaggio è al femminile

tatuatrice-opera-223331_tnFarlo era diventata un’ossessione. Il vero dilemma era individuare ciò che per me aveva un significato. Il tatuaggio è come un sacramento: una volta che lo fai non lo puoi eliminare. Se non quelle fisiche resteranno dentro di te le cicatrici di una scelta. Il posto era chiaro: in fondo alla schiena. Lo volevo presente ma invisibile. Non doveva diventare come una di quelle persone che si parano davanti anche quando non le vuoi vedere. Laggiù, avrei saputo che c’era, senza averlo davanti agli occhi. Sembra una farfalla ma in realtà è un simbolo degli elfi, da me modificato. Mai dimenticherò la simpatia (…) del tatuatore che, a fine lavoro, disse che la sua “A”, come Antonio, in mezzo al disegno, si sposava alla perfezione. Scherzo cretino. Era dicembre. Nessuno sapeva di questa mia scelta. Immaginate cosa accadde quando, circa tre mesi più tardi, mentre ero piegata a parlare al telefono fisso, mi si sollevò la maglia e, mia madre, passando, lo scoprì . Era venerdì santo.

Stanno benissimo i tatuaggi (non son per gli eccessi) fatti alle donne e…dalle donne!  E per questo nasce la prima convention di tatuaggi dedicata esclusivamente alle donne, qualche giorno fa all’Ergife Palace Hotel di Roma, col titolo “The other side of ink”. Un fine settimana caratterizzato da rumori di macchinette e stand coloratissimi di stencil ed inchiostri. Dunque non solo cinquanta artiste del disegno su pelle che hanno lavorato per adornare i corpi dei visitatori ma, sul palcoscenico, si sono alternati performer, pole dancer, swing, una dimostrazione di shibari l’arte giapponese del bondage. All’evento erano presenti anche tre mostre: Vis Dearum, collettanea pittorica dedicata all’aspetto divino della donna curata da Ilaria Beltramme e Viola Von Hell, Natura et Ratio, curata da Andrea Oppenheimer composta da opere di media differenti che si confrontano con il femminino, e Plurale Femminle, anch’essa dedicata al filo rosso della convention, le donne. Da registrare una massiccia presenza delle attuatrici italiane. Solide basi dunque perché l’evento faccia le radici e diventi uno degli appuntamenti fissi della capitale.

La domenica di Pasqua, mentre ero sulla terrazza della casa nella mia ridente Sicilia, mia madre si avvicinò, mi scostò la maglia, guardò il tatuaggio e mi sorprese: “Ma lo sai che è proprio bello!”.

Gabriella Lax

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