Archivio | marzo 15, 2013

Nudi in bici per i diritti

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Loro hanno deciso di mettersi a nudo mentre sono in bici. Non è l’ennesima forma di provocazione bensì la denuncia del movimento internazionale World Naked Bike Ride, attivo da oltre dieci anni. «Affrontiamo il traffico automobilistico con i corpi nudi, crediamo sia il modo migliore per difendere la nostra dignità» raccontano i ciclisti in biancheria intimi o (i più coraggiosi) senza veli. Una risposta alla vulnerabilità quotidiana a cui sono esposti i ciclisti.

«Per la maggior parte dell’anno, siamo trattati come una specie di seconda classe e siamo sempre spinti ai margini della strada.La giornata che si svolge in tantissimi paesi del mondo è la dimostrazione del nostro orgoglio e un rifiuto della vergogna che ci viene imposto dai “dipendenti dell’auto”. Siamo orgogliosi di andare in bicicletta e di usare il potere del mio corpo per alimentare il suo movimento. E più pulito, si tratta della forma più naturale di energia che ci sia».

Il movimento internazionale si batte per ecosostenibilità, energie rinnovabili, indipendenza dal petrolio. Queste le priorità i cui eventi si svolgono sotto lo sguardo divertito de, a volte, incredulo dei passanti, convinti di assistere ad un’importante “candid camera”. La manifestazione, che vede la partecipazione di ciclisti nudi o in biancheria intima, è un atto di denuncia collettiva contro le automobili e l’inquinamento in generale e propone la bici come mezzo di trasporto alternativo. E poi confessiamolo la nudità è il modo migliore per attirare per attirare l’attenzione dei media

Gabriella Lax

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