Milano fashion week più chic, meno choc

MILAN FASHION WEEK: ALBERTA FERRETTILe previsioni sono di 58 miliardi di euro di fatturato per il 2013. Sospinto da questa buona novella lo stile torna a fare capolino nelle passerelle e, dalla ghiacciata New York, si trasferisce alla gelida Milano per la settimana della moda. Apertura scoppiettante al castello Sforzesco con la manifestazione di Green Peace che invita ad un acquisto pensato con la testa, ad evitare gli sprechi e i prodotti animali.

In totale vedere ben settantuno sfilate, con Gucci, Versace, Jil Sander, Emilio Pucci, Marni, Emporio Armani, Giorgio Armani che fanno il bis ed il debutto di Andrea Incontri, Wang Peiyi e i quattro vincitori di Next Generation. Un totale di cinquanta presentazioni (con le novità di Elena Ghisellini, Fatima Val, Fausto Puglisi, Jet Set, Julia Dalakian e Marta Ferri, figlia del fotografo Fabrizio Ferri e sposa del giovane Carlo Borromeo) e altre 10 presentazioni su appuntamento.

E’ la signorina bon ton il primo grande prodotto delle sfilate milanesi. Più chic e meno choc in sintesi. Senza grandi guizzi di forme e colori, un abbandono dell’eccentricità ma senza esser mai banali o scontate. Un cocktail onirico tra la duchessa di Cambridge Kate e la first lady d’America. Così vede la donna Anna Molinari che sceglie il look da principessa. Ruches e chiffon, dal materno al quasi severo per la donna targata Francesco Scognamiglio. Mentre semplici ma con un occhio particolare al glamour sono le creazioni sublimi di Alberta Ferretti.

Aquilano e Rimondi per Fay scelgono ancora di guardare all’Inghilterra e importa modelli stile college. L’unico che osa un po’ di più è Gucci che, col direttore creativo Frida Giannini opta per rigore e sensualità per creare un mix esotico ed accattivante. Sobrio e lineare nei tagli è lo stile di Giorgio Armani. Qualche accenno ironico in Salvatore Ferragamo che vivacizza il total look con imponenti accessori. Tornano gli anni Settanta con novelle “Angelica Huston” per Maurizio Pecoraro. Mentre Laura Biagiotti punta all’essenziale, strizzando l’occhio al bianco.

Gabriella Lax

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