Quella Sicilia Dolce & Gabbana

D&G 1

Che siano autentici ve lo posso assicurare. La copertina a motivi floreali (radi ed isterici) che nonna usava per coprire la macchina da cucire Singer nera di inizio secolo, le tende con la frutta disegnata parti integranti dell’arredo della cucina, e potrei continuare per ore. Sfilata dopo sfilata, Domenico Dolce e Stefano Gabbana continuano a sciorinare i temi tipici “made in Sicilia”, e lo fanno senza alcuna eccezione. Guardando i modelli e, soprattutto, le fantasie utilizzate, mi sembra di fare un viaggio a ritroso nella casa siciliana in cui sono cresciuta e la sensazione, inizialmente, è stata piacevole. Fiori, colori, forme, per intenderci, Dolce e Gabbana sono così addentrati nei mood che anche un profano di moda riuscirebbe a distinguere il loro marchio da tutto il resto.

Il dubbio è che col riproporre fantasie tutte “melanzane, banane e pizzi e merletti” abbiano un po’ stufato. Ritengo che ripetere sui pezzi quelli che sono diventati segni distintivi ed icone del marchio incastri le scelte stilistiche nei parametri della prevedibilità. Ora dunque, sempre per rimanere in tema di Sicilia, cosa si sono inventati i due mattacchioni, in occasione delle ultime sfilate “Pitti Uomo”? Con lo street casting, hanno preso 83 ragazzi nelle città e nei paesi dell’amata “Trinacria” ed hanno pensato bene di portarli in passerella. In teoria questo sarebbe uno modo per eliminare le distanze tra moda e strada. Il risultato? Discutibile. Nel senso che dà adito a discussioni.

Bella, intrigante ed originale di per sé la trovata di mandare in passerella modelli non professionisti, tuttavia i motivi e le immagini scelti lasciano molti dubbi. Maglie e camicie riportano icone devozionali, gli stessi tessuti utilizzati ricordano i paramenti sacri, così come le sciarpe sotto le giacche ricordano le stole per il confessionale. Le sacre effige in questione riportano la visione diffusa della devozione popolare, non certo il massimo, non certo il necessario senso artistico (la Sicilia è piena di bellissime immagini sacre) per avvicinare alla moda anche i più giovani. Volete far conoscere la Sicilia? Bene, ci siete riusciti. E non dovete temere, cari D&G, la Sicilia per voi rimarrà comunque nel dna, senza bisogno di ostentazioni.

Gabriella Lax

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