Archivio | gennaio 29, 2013

Erotismo noir per Andrea Camilleri

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La verità è che non avevo neanche finito di leggere “Una voce di notte” (peraltro tra le storie con Montalbano protagonista c’è di meglio) che, sul bancone della mia depredata libreria del cuore ho visto un altro libro firmato da Andrea Camilleri. Dal format e dalla copertina ho immediatamente realizzato che non si trattava di un’altra avventura del Commissario siciliano.

Mi era sembrata una storia d’amore. Ho bypassato. Ci ho messo un po’ a scoprire “Il tuttomio”. Ora che l’ho letto, a gran voce posso solo dirvi dimenticate il Camilleri che conoscete. Atmosfere cariche di sensualità molto carnale, e non solo per i contenuti della narrazione, conditi dal linguaggio che, abbandonato una tantum il siciliano di Palermo, torna ad essere un italiano scorrevole.No, nessuna voglia di emulare la trama de “L’amante di Lady Chatterley” (a cui la protagonista stessa si paragona, ma della trama non vi anticipo nulla), nessun riferimento a ben noti moderni romanzi hardcore. Arianna, la figura femminile senza tabù, una donna bambina, primeggia dalla prima pagina.

L’autore è bravo a fuorviare il lettore. Non è solo un pruriginoso racconto come inizialmente appare. E Arianna si scopre capricciosa e tenera, a tratti sadica, impossibilitata a cedere ad uno strano amore. In più passi rientrano nel romanzo gli elementi di magia (che riportano alla trilogia che conteneva anche “Maruzza Musumeci”), piccoli e grandi incantesimi (la strana stanza/luogo “Il tuttomio” appunto), con la storia che raccoglie impennate noir. Camilleri rimane un grandissimo scrittore, sia che prosegua nel comporre in dialetto siculo le avventure di Salvo Montalbano, sia che decida di trasportarci nella Sicilia di inizio secolo in un romanzo (storico) o che interagisca con uno scrittore moderno (“L’intermittenza” con Carlo Lucarelli) per un poliziesco ad effetto. Unico nel far perdere al lettore le tracce. La grandezza del mio siciliano preferito (ovviamente dopo mio padre!) sta proprio in questo.

Gabriella Lax

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