Zanisi, miglior talento di Top Jazz

imagesHa appena vinto il premio “Top Jazz 2012”, categoria miglior nuovo talento. Enrico Zanisi è un giovanissimo pianista romano di ventidue anni, dalle origini cosentine (da parte di madre) e dalle idee molto chiare. In trio con Joe Rehmer al contrabbasso e Alessandro Paternesi alla batteria (lui l’ho sentito l’anno scorso ed davvero bravissimo, pazzo ma entusiasmante), porterà in giro per l’Italia i pezzi dell’ultimo album, uscito lo scorso ottobre per “Cam Jazz”, dal titolo “Life variations”.

E’ un figlio d’arte, cresciuto in una casa con un pianoforte a muro, visto quasi come un misterioso oggetto del divertimento, da esplorare e conoscere al più presto. Ed è così la musica concepita dal giovane pianista, sanguigna e sperimentale, ambiziosa e disarmante. «Mio padre e mia madre suonavano, davano lezioni e quindi per me è stato naturale avvicinare il pianoforte». Uno strumento che inizia a suonare a sei anni, ad otto anni Zanisi inizia a studiare il pianoforte classico, base indispensabile, che gli consentirà, nel tempo, di spaziare tra i generi, fino all’incontro col jazz. «I miei genitori hanno visto il modo col quale mi approcciavo al piano e mi hanno iscritto ad una scuola di jazz a 14 anni. L’impatto è stato disastroso. In quel periodo ascoltavo i Genesis, i Pink Floyd, band di rochk duro, era difficile imparare tutte quelle scale». L’impatto con Siena Jazz e l’ascolto di “The sound of trio” di Oscar Person cambiano decisamente le cose.

A diciannove anni esce il suo primo disco, “Quasi troppo serio”. Per il nuovo disco un titolo non messo a casa, piuttosto «liberamente ispirato alle variazioni di Goldberg scritte da Bach nell’ultimo periodo della sua vita quando parlo di variazioni, per me, in musica, mi riferisco ad uno sviluppo e ad una conoscenza consapevole e mai casuale». In trio con gli altri due protagonisti del disco hanno già suonato a Orvieto, Vicenza, Piacenza, in varie manifestazioni jazz ma, soprattutto, si preparano a metà febbraio all’evento di Dublino “12 points”, selezionati tra dodici gruppi di giovani di tutta Europa per rappresentare l’Italia. Senza dimenticare però la Calabria e la sua Cosenza «non avrei potuto fare un tour e non passare dalla mia terra d’origine, ci torno tutte le estati».

Gabriella Lax

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