Nell’abisso di Kreszenzia Gehrer

SONY DSC
L’immagine generata. E la materia che la distrugge per poi ricrearla. Le opere di Kreszenzia Gehrer rappresentano il frutto maturo di un lungo parto artistico. Un lavoro che, fino al 24 gennaio, si potrà ammirare all’interno del sito di scavi a Piazza Italia, a Reggio Calabria. Inaugurata il 5 gennaio la mostra dal titolo “Unheimlich-der Untergrund”, della giovane artista che, da anni, vive e lavora nel crinale tra Reggio Calabria, Milano e Monaco di Baviera. “Underground” è invece il titolo dell’idea di connubio culturale ideata dall’associazione Sos Beni culturali. E la Gehrer riporta «“Unheimlich”, aggettivo tedesco tradotto come “inquietante” e “sinistro”, ma anche “enorme”. Unheimlich nella sua scomposizione condivide etimologicamente la radice con heim (la casa in quanto intimità, luogo riposto e riparato) e con heimat (matria, terra natale)».Scendere nel cuore della terra dello scavo archeologico di Rhegion antica e leggere con gli occhi le opere della Gehrer è tutt’uno.

E’ un viaggio nel viaggio, nei meandri dell’anima. Nove opere sistemate lungo le impalcature, attaccate alle colonne portanti sulle quali si poggia il sito. Figure, facce, fogge, visi, che riemergono dall’ombra. La Gehrer utilizza una tecnica mista molto speciale che definisce come «Una follia. Parto sempre da un progetto predefinito che ripercorre un tema; procedo con il sistema classico figurativo».E, a lavoro terminato, di questa parte, non rimarrà che un’ectoplasmatica presenza, un emblematico ma esaustivo squarcio. Procedendo nella descrizione della tecnica «rovino il figurativo con l’olio che così ne allarga l’immagine. Copro tutto col cemento e poi lo tolgo e copro con la colla e col fissante perché rimanga inalterato».

L’ultima sua esposizione ha avuto come tema portante la Terra ovvero «tutto ciò che cade sotto i sensi e che conosciamo» precisa. «“Unheimlich” è il principio opposto, il non riconoscibile, l’estremo, inteso anche dal punto di vista culturale, che impone un’interazione». Dunque, per tornare alle parole con cui descrive le sue creazioni «Ciò che è familiare porta con sé, il senso dell’inquietudine, dell’estraneità, del sinistro e del pauroso; è il sotterraneo per eccellenza… unheimlich è ciò che striscia segreto (heimlich) su un fondale quotidianamente abitato. Materia formante è il cemento, metafora nichilistica della perdita della identità, è la figura distorta, annichilita, sciolta e criogenizzata. Il sordo allontanarsi dell’individuo dal fondo originario».

Gabriella Lax

Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...