Archivio | dicembre 2012

Grande successo a Cortina del glam fashion week tra shopping e cultura

cortina fashion weekDalla mattina presto fino a mezzanotte un continuo via-vai di clienti, entusiasti e divertiti. Così, tra alberi griffati e meravigliosi concerti, sono stati tantissimi gli eventi per una fashion week riuscita alla perfezione a Cortina D’Ampezzo. La località montana, nei giorni scorsi, ha registrato il pienone quanto a partecipazione. E la chiave del “tutto esaurito” per la grande festa di moda è stata la sinergia ed il lavoro di squadra con oltre cento realtà tra boutique, ristoranti, bar, e musei aperti coinvolti e perfettamente orchestrati dal Consorzio di promozione turistica Cortina Turismo.

Successone per la seconda edizione del Cortina Fashion WeekEnd coi negozi del centro stracoli e sulle piste circa 3.500 sciatori ogni giorno. Alle spalle della manifestazione la solidarietà per una grande causa benefica, quella della Onlus Baby nel Cuore, partner d’eccezione come White Events, la collaborazione con Cna Federmoda e la media partnership siglata con QN, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione. All’evento ha partecipato anche la stilista italo-haitiana Stella Jean con un’istallazione nella luxury multibrand Franz Kraler e con un albero di Natale il cui ricavato dalla vendita sarà devoluto in beneficienza. Ed i primi ad essere felici, soprattutto in questi tempi di crisi nera, per la riuscita della manifestazione, sono stati gli operatori locali insieme alle istituzioni.

«È stata un’iniziativa che ha dimostrato, di nuovo, come la collaborazione e il lavoro di squadra di tutte le realtà coinvolte siano riusciti a creare una grande festa. Un ottimo modo per lanciare la stagione invernale».Così Stefano Illing, presidente del consorzio di promozione turistica Cortina Turismo, al quale fa eco Giovanna Martinolli, assessore alla cultura: «È stato bellissimo vedere il centro invaso da così tante persone. Un grande grazie va ai negozianti, che hanno contribuito con il lavoro dei singoli a creare una festa di tutti. Atmosfera magica che ha valorizzato anche le nostre realtà culturali, come il Festival e Accademia Dino Ciani e i Musei delle Regole d’Ampezzo. Le mostre, i concerti, gli incontri, hanno aggiunto, alla moda e allo spettacolo, l’offerta culturale di alto livello che da sempre caratterizza Cortina». E, in questa fusione tra glamour e cultura, considerato il risultato raggiunto c’è chi, a ragione, vorrebbe istituzionalizzare l’evento riuscito oltre ogni aspettativa.

Gabriella Lax

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Regali: c’è un libro per tutti

AVE (2)State vagando come anime del limbo alla ricerca disperata dei regali di Natale? Niente paura! Mi permetto di ricordarvi di un amico fedele che, se vi guardate intorno, scoprirete già molto vicino. E’ un regalo che ha sesso e non ha età, va bene per ogni destinatario. Stiamo parlando del libro. Divincolandomi tra le pile (di libri) che mi sovrastano ho curiosato in giro per scoprire quali sono i libri cult o comunque i più gettonati da ritrovare sotto l’albero addobbato.
Ed il libro più richiesto è certamente “L’infanzia di Gesù”, volume appena sfornato dal pontefice Benedetto XVI che, complice l’innovativa capacità di “twittare”, ha strizzato l’occhio anche ai giovani, maggiori fruitori dei social network. Al secondo posto “Una voce di notte” di Andrea Camilleri. Lo scrittore siciliano prosegue sulla scia delle inchieste del commissario Salvo Montalbano, questa volta alle prese con un suicidio fatto passare per omicidio e col misterioso e dell’efferato delitto di una donna. Ogni pubblicazione di Camilleri fa il pienone di lettori che sperano, per questo, scoprire il più tardi possibile “La figlia di Montalbano”, libro che, secondo leggende metropolitane, è chiuso nella cassaforte della Sellerio Edizioni e sarà pubblicato postumo alla morte dello scrittore (non mi vedere ma essendo io una delle più fedeli fan faccio gli scongiuri!!!). Al terzo posto si confermano le immancabili “Cinquanta sfumature di grigio”. Anzi, appositamente per le feste, è stato sfornato il cofanetto che contiene tutti e tre i libri della L. E. James (pseudonimo di Erika Leonard), in confezione natalizia, dunque un condensato di erotismo versione sadomaso. Fortunatamente c’è ancora chi crede nelle belle favole considerato che un altro tra i libri più letti è “Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico” di Luis Sepulveda. Torna prepotentemente nella classica anche “Venuto al mondo”, di Margareth Mazzantini, sospinto dal successo cinematografico dell’omonimo film, sceneggiato dalla stessa scrittrice, uscito nelle sale qualche settimana fa. In classifica c’è posto anche per la divertente “Madama Sbatterflay” di Luciana Litizzetto e per “Confiteor, Massimo Mucchetti intervista Cesare Geronzi”.
Ancora in testa alla classifiche il primo libro di J. K. Rowilng, autrice di best seller col protagonista Harry Potter, destinato, stavolta dedicato agli adulti, il titolo è “Il seggio vagante”. Tra i libri più richiesti l’ultimo lavoro di Sveva Casti Modignani “Lèonie” e “Fai bei sogni” di Massimo Gramollini.
Personalmente consiglio, oltre all’arcinoto “Guardaroba perfetto” di Carla Gozzi (edito da Rizzoli), la “Sindrome da cuore in sospeso” della mia cara amica Alessia Gazzola che, dopo il successo di “L’allieva” e “Un segreto non è per sempre” (entrambi pubblicati da Longanesi), fa un salto indietro nel tempo per raccontare come la protagonista, Alice Allevi, abbia deciso di fare il medico legale, professione che la porterà a risolvere con successo, da moderna detective, una serie di complicati casi di omicidio.

Gabriella Lax

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Olivia, Miss Universo “made in Veneto”

260x01355990149778missHa origini italiane la nuova Miss Universo: Olivia Culpo, venti anni, di Rhode Island, approdata al concorso dopo aver conquistato la fascia di Miss America. Ed erano quindici anni che una Miss Usa non si aggiudicava il concorso. Olivia Culpo ce l’ha fatta, sbaragliando una concorrenza di altre 89 pretendenti e aggiudicandosi il titolo a Las Vegas. Proprio nella città del Nevada, qualche giorno fa, le concorrenti al titolo erano state immortalate… in divisa da “Babbo Natale”. Tornando alla vincitrice: dimenticatevi le bionde svampite e siliconate perché la vincitrice di Miss Universo 2012 ha la carnagione olivastra ed i tratti tipici della bellezza mediterranea.

E buon sangue non mente perché i colori della splendida Oliva tradiscono le sue origini italiane. La giovane ventenne ha un antico legame con la terra veneta: il nonno Antonio Pietro è nato a Selva di Trissino, provincia di Vicenza, per poi partire per cercare fortuna in America. La mora Olivia ha confessato che, fino a qualche anno fa, era bassa e ben in carne mentre adesso può vantare un fisico statuario, addominali scolpiti e lunghe gambe affusolate. La vincitrice, che suona il violoncello, ha ricevuto la corona da Leila Lopes, la prima Miss Universo proveniente dall’Angola, che aveva vinto la gara lo scorso anno. Al secondo posto si è piazzata Miss Filippine, Janine Tugonon, 23 anni. Terza una venezuelana. Mentre non sappiamo se il sogno del nonno Antonio si sia concretizzato, una cosa è certa: tanti sogni di Olivia stanno per trasformarsi in realtà.

Gabriella Lax

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Il gatto è sempre un divo

gatChe si tratti di un randagio o di un esemplare da salotto, il gatto è sempre un divo. Elegante e sornione, si muove con la delicatezza di chi sta camminando sui gusci di uova. Per questo le modelle avrebbero molto da imparare…E poi, i gatti, o si odiano o si amano. Le vie di mezzo non sono ammesse. E la cosa è reciproca, lo stesso accade per il gatto verso l’uomo. Il micio sceglie un prediletto al quale dedicarsi per ricevere le coccole, al quale rivolgersi in maniera sublime per farsi portare il cibo. Uno ed uno solo: il resto del mondo per lui (grande opportunista!) non esisterà.

Avrete ben capito che chi vi parla è innamorata dei gatti. Musy, il meticcio persiano/siamese, ha accompagnato la mia esistenza da preadolescente, fino all’età adulta. Grigio e morbido. Io lo amavo. Lui nutriva nei miei confronti una particolare indifferenza che, sole a volte, si tramutava in avversione della quale, tuttora, porto addosso gli “amorosi” segni. Ce lo ricordiamo tutti nei libri di scuola, in antichi dipinti, il gatto immortalato al fianco di belle signore nell’Egitto Antico, vituperato poi nel Medio Evo come essere demoniaco e accompagnatore di streghe, per fortuna è stato rivalutano negli ultimi secoli, divenendo fedele compagno di ozio e di avventure per poeti e scrittori, felice connubio tra mistero e sinuosa bellezza senza tempo.

E, proprio ai gatti, è dedicata la mostra “Sua Maestà il Gatto”, che arriva in Italia direttamente dalla colta Montmartre, promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, in collaborazione con il Museo Parigino, ospitata al Museo Civico di Zoologia di Roma fino al 13 gennaio 2013. Nelle diverse sezioni le illustrazioni d’epoca e le trasposizioni artistiche, in pubblicità, nel teatro, nel cinema e nella letteratura, da assaporare immagine dopo immagine, che fanno tornare indietro nel tempo, fino alla Parigi romantica, trasgressiva e bohèmienne dell’800 e 900, quando il gatto era quasi un’icona, una divinità ed una fonte di ispirazione. Nonostante i graffi io comunque continuo a pensare che i gatti siano esseri regali.
“Prendono, meditando, i nobili atteggiamenti delle grandi/ sfingi allungate in fon(lo a solitudini, che sembrano/ addormirsi in un sogno senza fine”. (“I gatti” di Charles Baudelaire)

Gabriella Lax

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Non tutti i Maya vengono per nuocere

pitt«Alle 18 comincia il giudizio universale». Vi ricordate questa frase? Era ripetuta a cantilena nell’omonimo film neorealista, “Il giudizio universale” diretto da Vittorio De Sica.
In attesa dell’ultimo giorno per la specie umana mi domando, come potrebbe essere il giorno del giudizio? Da fashion victim, anche in questo caso, la visione celestiale è quella dell’uomo Chanel per eccellenza, con tanto di rughe in viso non cancellate dal Photoshop, Brad Pitt in serafica tenuta, pronto a suonare le trombe…
Se si pensa alla fine del mondo, il rischio è di diventare improvvisamente seri…E il 21 dicembre incombe, ed insieme alla fatidica data, c’è la profezia dei Maya su un nuovo inizio. Già perché è proprio di “inizio” che si tratta e non di una pronosticata “fine”.

Che quella dei Maya sia stata solo una sorta di avvertimento, confermato, negli anni successivi dalle previsioni di Nostradamus? Dunque un “Ricordati che devi morire”, una sorta di diluvio universale virtuale per spingerci a riconsiderare la quotidianità della nostra esistenza, per entrare poi più liberi, e con una nuova consapevolezza, in un’era non segnata in nessun calendario (ad eccezione di quello dei Maya).

Mi ricordo che da bambina, erano gli anni Ottanta, e io avrò avuto sette anni. Anche a scuola, in classe, si era diffusa la voce che, quell’oramai lontano giorno, potesse essere l’ultimo: la fine del mondo sarebbe arrivata la sera alle 20. Così, ricordo, con molta tenerezza, cercai di finire i compiti per casa prestissimo. Alle 19.55 in punto corsi a prendere la mia bambolona, Serenella (una specie di Cicciobello, versione corvina e al femminile) e mi posizionai su una sedia della cucina, davanti a mia madre che, in quel momento, era intenta a preparare la cena. Con la bambola stretta al cuore e mia madre vicino, tachicardia a palla, ero pronta ad affrontare la fine. Contavo, alla rovescia, i minuti che passavano. Alle venti non accadde nulla. Così tornai a posare la bambola vicino al letto e aiutai la mamma a sbucciare i fagiolini.

Gabriella Lax

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La seduzione dei maestri “sarti”

I modelli Enrico Coveri

I modelli Enrico Coveri

Evidenziare la necessità di un ritorno alle origini per il prêt à porter e, soprattutto, l’importanza dell’artigianalità. A Roma, al salone d’onore del Museo nazionale delle arti e tradizioni, fino al 10 febbraio la mostra “La seduzione dell’artigianato ovvero: il bello e ben fatto” celebra i maestri della sartorie nella moda degli ultimi cento anni. L’esposizione, nata col contributo della Camera di Commercio di Roma e con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Provincia di Roma, della Camera Nazionale della Moda Italiana e di AltaRoma, è promossa da Unindustria -Unione delle Industrie e delle Imprese di Roma ed altre città laziali ed è stata curata dal vice presidente con delega alla moda della sezione tessile abbigliamento moda e accessori Unindustria, Stefano Dominella e dalla storica della moda Bonizza Giordani Aragno.

L’esposizione si caratterizza per gli splendidi manufatti inediti e contemporanei, in un viaggio quello del “bello e ben fatto” che comincia dal 1911, dal costume popolare italiano che all’Expo internazionale nella capitale sancì il ruolo dell’Italia come leader del settore manifatturiero in Europa. Si prosegue poi con le tele, tessuti dipinti a mano ed altre particolari lavorazioni degli anni Trenta. La mostra si completa con l’esposizione di fotografie di laboratori-couture e sartorie realizzate con indubbia maestria, anche grazie all’utilizzo di moderne tecnologie. Hanno contribuito alla riuscita dell’evento tantissime case di moda: Armani, Antonio Marras, Blumarine, Renato Belestra, Roberta di Camerino, Max Mara, Laura Biagiotti, Roberto Cavalli, solo per citarne alcuni.

Che la moda sia da un lato un campo tutto da esplorare e che, soprattutto, conosce poco la crisi è già assodato. Partendo da questi assunti, è Stefano Dominella, chiarire senza mezzi termini «Per un giovane che ha terminato gli studi, intraprendere la strada della moda, della sartoria, costituisce un lavoro creativo che può fargli guadagnare anche parecchio, a seconda della capacità, ma che gli consente comunque di circondarsi di artisti ed esperti del settore e di scoprire un mondo sorprendente e stimolante». Per questo motivo, nella mostra, sono stati coinvolti gli allievi dei più importanti istituti e accademie di moda e design e storici atelier di calzature che ancora oggi realizzano un prodotto rigorosamente fatto a mano, futura base per la prosecuzione di un pregiato “Made in Italy” degno di questo nome.

Gabriella Lax

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Paul Mcartney coi Nirvana incanta NY

Paul-McCartney-C-performs-009Neanche nei sogni più allucinanti ci saremmo mai immaginati Chris Novoselic e Dave Grohl dei Nirvana suonare con Paul Mcartney al posto di Kurt Cobain. Un’idea che, al solo pensiero, fa venire i brividi per l’emozione a tutti gli estimatori della musica con la “M” maiuscola.. Ma, la realtà, a volte, ha più fantasia dell’immaginazione e dei sogni. Così succede che un progetto benefico riesce a raccogliere attorno a sé gli artisti più importanti e significativi della musica recente e che un concerto si trasformi in uno degli eventi musicali con cassa di risonanza (per restare in tema) addirittura mondiale.

Una nuova Woodstock si è materializzata al Madison Square Garden di New York, in occasione del concertone dal titolo “12.12.12: The Concert for Sandy Relief”, organizzato per raccogliere fondi da destinare alle vittime dell’uragano Sandy, abbattutosi sulla costa orientale degli Stati Uniti lo scorso ottobre, provocando oltre 140 vittime negli Usa, di cui 104 a New York e in New Jersey. Il ricavato sarà distribuito dalla “Robin Hood Foundation” alle popolazioni colpite dall’uragano. E’ stato Bruce Springsteen, originario del New Jersey ad aprire il live, ed a chiamare, poco dopo sul palco, il suo “vicino di casa”, Jon Bon Jovi (all’anagrafe Bongiovanni, cognome che tradisce le chiare origini italiane del rocker).

Insieme a loro Eddie Vadder (Pearl Jam), Eric Clapton, Billy Joel, Alicia Keys, Chris Martin, l’ex Pink Floyd Roger Waters, Kanye West, The Who (Roger Daltrey e Peter Townsend, entrambi sulla soglia dei 70 anni ed in splendida forma) e gli ever green Rolling Stones. Dietro le quinte invece tante celebrità tra cui Susan Sarandon, Ben Stiller, Whoopy Goldberg, Katie Holmes, Quentin Tarantino e Chelsea Clinton pronte a ricevere le donazioni attraverso un’apposita linea telefonica.
Evento, tra gli eventi della serata, è stata l’inedita esibizione del cantante dei Beatles insieme ai superstiti dei Nirvana che non suonavano insieme praticamente da vent’anni, da quando cioè quel maledetto giorno d’aprile del 1994, il cantante, leader Kurt Cobain, si tolse la vita nella sua casa di Seattle. Comici i retroscena delle operazioni che hanno portato Mcartney sul palco con Novoselic, al basso e Grohl alla batteria.

«Non so dove siano stati, ma loro continuavano a dire quanto bello fosse essere tornati a suonare insieme – ha raccontato McCartney a proposito di Grohl e Novoselic – così mi è venuto spontaneo chiedere “Hey, ragazzi, ma voi non suonavate già insieme?”. A quel punto qualcuno mi ha sussurrato: “Sì, ma questi sono i Nirvana. E tu sei Kurt Cobain”. Non ci potevo credere...».
Caro Paul, va bene che essendo un pezzo di storia della musica vivente meriti tutto il nostro rispetto e la devozione, ma una tiratina d’orecchie, te la meriteresti…

Gabriella Lax

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