Archivio | dicembre 18, 2012

Non tutti i Maya vengono per nuocere

pitt«Alle 18 comincia il giudizio universale». Vi ricordate questa frase? Era ripetuta a cantilena nell’omonimo film neorealista, “Il giudizio universale” diretto da Vittorio De Sica.
In attesa dell’ultimo giorno per la specie umana mi domando, come potrebbe essere il giorno del giudizio? Da fashion victim, anche in questo caso, la visione celestiale è quella dell’uomo Chanel per eccellenza, con tanto di rughe in viso non cancellate dal Photoshop, Brad Pitt in serafica tenuta, pronto a suonare le trombe…
Se si pensa alla fine del mondo, il rischio è di diventare improvvisamente seri…E il 21 dicembre incombe, ed insieme alla fatidica data, c’è la profezia dei Maya su un nuovo inizio. Già perché è proprio di “inizio” che si tratta e non di una pronosticata “fine”.

Che quella dei Maya sia stata solo una sorta di avvertimento, confermato, negli anni successivi dalle previsioni di Nostradamus? Dunque un “Ricordati che devi morire”, una sorta di diluvio universale virtuale per spingerci a riconsiderare la quotidianità della nostra esistenza, per entrare poi più liberi, e con una nuova consapevolezza, in un’era non segnata in nessun calendario (ad eccezione di quello dei Maya).

Mi ricordo che da bambina, erano gli anni Ottanta, e io avrò avuto sette anni. Anche a scuola, in classe, si era diffusa la voce che, quell’oramai lontano giorno, potesse essere l’ultimo: la fine del mondo sarebbe arrivata la sera alle 20. Così, ricordo, con molta tenerezza, cercai di finire i compiti per casa prestissimo. Alle 19.55 in punto corsi a prendere la mia bambolona, Serenella (una specie di Cicciobello, versione corvina e al femminile) e mi posizionai su una sedia della cucina, davanti a mia madre che, in quel momento, era intenta a preparare la cena. Con la bambola stretta al cuore e mia madre vicino, tachicardia a palla, ero pronta ad affrontare la fine. Contavo, alla rovescia, i minuti che passavano. Alle venti non accadde nulla. Così tornai a posare la bambola vicino al letto e aiutai la mamma a sbucciare i fagiolini.

Gabriella Lax

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