A Milano, roba da Vampiri…

Bela Lugosi in "Dracula" del 1931

Bela Lugosi in “Dracula” del 1931

Sono trascorsi 100 anni dalla morte di Bram Stoker, lo scrittore dalla cui penna, nel 1897, era nato, tra mito e leggenda, il personaggio di “Dracula” il vampiro. Per celebrare Stoker, scomparso nel 1912, fino al 24 marzo 2013, la Triennale di Milano presenta la mostra dal titolo “Dracula e il mito dei vampiri”. Fumetti, disegni, dipinti, documenti vari, incisioni, video, oggetti storici, costumi di scena della pellicola “Dracula di Bram Stoker”, film capolavoro di Francis Ford Coppola, del 1992, su un unico tema: la figura del vampiro, a cominciare dal suo inquadramento storico, fino alla trasposizione letteraria e poi a quella cinematografica.

E, proprio il cinema, a mio avviso ha toccato alte quote raccontando, da varie sfaccettature, la storia dei “non morti”. Il primo a provarci nel 1922 era stato il regista F.W. Murnau, col personaggio principale, un vampiro, il conte Orlok, nel film “Nosferatu”, interpretato da Max Schreck. Superstizione e storia si intrecciano nella vicenda: si mormora che la splendida interpretazione del protagonista era dovuta al fatto ch’egli fosse realmente un vampiro.

Un altro interprete del primo film “Dracula”, nel 1931,tratto dal romanzo di Stoker, toccato veramente in vita dal personaggio, fu Bela Lugosi, l’attore che, dopo la sua interpretazione di Dracula, si immedesimò così tanto nel ruolo del vampiro capostipite, da rimanerne quasi schiacciato. Alla sua morte, per volontà della moglie e del figlio, fu seppellito col mantello del vampiro.

Del 1992 il capolavoro di Coppola, in cui Gary Oldman, per la prima volta interpreta il conte Vlad di Transilvania, Dracula sanguinario, ma anche vendicativo e dannato per sempre per amore. Ai giorni nostri arriviamo alla saga di Twilight, i vampiri innamorati, dove è la storia d’amore a prendere il sopravvento su tutto il resto.

Tornando alla mostra della Triennale, tra le attrattive, c’è il fumetto con omaggio dedicato a Guido Crepax, diciotto disegni inediti che illustrano l’incontro tra Dracula e Valentina, uno dei suoi personaggi più riusciti. E ancora la donna vampiro, frutto dell’interpretazione della storica del costume Giulia Mafai, con abiti di scena ispirati alla nobile Elizabeth Bathory che, secondo i racconti che si tramandano, si narra facesse il bagno nel sangue di giovani vittime per mantenere la sua giovinezza.

Gabriella Lax

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