Archivio | dicembre 2012

Pubblicato “Stili di donne, stili di vita” Nuovo calendario di “Miss Italia”

miss_italia_calendario--400x300«Un mondo di donne che racconta i cambiamenti di altre donne». Così Patrizia Mirigliani, presidente del concorso italiano di bellezza per eccellenza “Miss Italia”, descrive il nuovo calendario “Stili di donne, stili di vita”. L’album di scatti è stato presentato dalla Mirigliani, insieme ad, Elsa Martinelli, Laura Laurenzi, Laura Delli Colli e la fashion editor Alessia Caliendo, all’hotel Majestic di Roma. Il lavoro è stato realizzato dal fotografo Claudio Porcarelli con le immagini di Giusy Buscemi, la “Miss Italia” in carica.
«Il calendario è stato sempre un progetto tutto al femminile. Già lo scorso anno avevamo presentato “Donne che vincono”» chiarisce la Mirigliani che, dal 2003, ha sostituito il padre Enzo Mirigliani, patron del concorso. Signora dell’innovazione potremmo definirla. A lei, tra i tanti, il merito di aver introdotto per le miss la taglia 44, la più vera e veritiera poiché vicina alla tipologia fisica della donna mediterranea, tutt’altro che androgina, ma dalle forme morbide.
«Mio padre Enzo Mirigliani ci ha insegnato a vivere le cose con grande semplicità. Ed è stato un insegnamento trasmesso a tutte le ragazze del concorso. Il calendario ripropone la “bellezza
democratica” che non deve essere un simbolo trasgressivo, bensì avere le fattezze della ragazza della porta accanto».

Nelle immagini, Giusy Buscemi impersona le icone di stile da inizio secolo ad oggi. Sfila con un vestito vintage di Krizia, color oro, come una diva del cinema degli anni Quaranta; sfoggia il costume intero degli anni Cinquanta, per poi indossare la minigonna di Mary Quant degli anni
sessanta per poi rispuntare con i classici pantaloni a zampa simboli degli anni settanta. Ad accompagnare le immagini altrettante firme di donne di stile che raccontano quegli anni: Nicole Fontana e la grande indossatrice Elsa Martinelli, la giornalista di moda Cinzia Malvini per gli anni
Novanta; Lucia Bosè che fa rivivere l’anno della sua vittoria a “Miss Italia”; Silvana Pampanini per gli anni Quaranta, Barbara Palombelli per gli anni Settanta e Giusy Ferrè per gli Ottanta.

«Il calendario è diviso in decadi e parla di bellezza e di stile – afferma il presidente Mirigliani – perché, diciamocelo, lo stile, di questi tempi, si è un po’ perso nel mondo femminile. Ci siamo posti l’obiettivo di raccontare come alcuni cambiamenti nel mondo della moda abbiano influito così tanto sul mondo della donne».

Gabriella Lax

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Mariottini, l’uomo che trovò i Bronzi

Bronzi-rinvenimentoEra uscito, come ogni mattina, per una battuta di pesca subacquea e invece, Stefano Mariottini, sub romano, ormai quarant’anni fa, si imbattè in quello che poi si rivelerà un vero tesoro: i Bronzi di Riace. Le due statue, nascoste nel mar Ionio, sono diventate negli anni un autentico simbolo di “calabresità” in tutto il mondo. Dopo tutto questo tempo lo ascoltiamo nel racconto di quella giornata del 1972 che gli cambiò la vita.

Nel 1972 era la prima volta che veniva in Calabria?
«No, assolutamente. La prima volta che andai in Calabria fu insieme ad un collega di università nel 1964 per la pesca subacquea e per fare una ricerca sulla tesi di laurea (ero studente di chimica). Da quell’anno in poi, fui talmente affascinato da quei luoghi, che tornai in Calabria quasi tutte le estati».

Cosa accadde la mattina del 16 agosto del 1972?
«Ero uscito, come facevo di solito, per una battuta di pesca in mare e, verso mezzogiorno, mentre cercavo scogli isolati, vidi una spalla spuntare dalla sabbia. Immediatamente pensai, le confesso, che si trattasse di un morto. Solo quando vidi il colore verdastro, riuscii a toccare, constatai la perfezione anatomica, mi accorsi che si trattava metallo e mi tranquillizzai. A quel punto iniziai a spostare la sabbia con le mani per liberare la statua che poi sarà chiamata “A”, distesa sul fianco; evidentemente, col movimento delle pinne, smossi la sabbia che copriva ad un metro la statua “B”, rivelandone testa e piedi».

Quando vennero tirate fuori dal mare?
«Il giorno dopo feci la denuncia al soprintendente dell’epoca che chiamò i Carabinieri (i sub quel giorno erano impegnati nel record d’apnea di Maiorca) ed alla guardia Finanza. Il 22 e 23 agosto le statue furono tirare fuori e trasportate immediatamente al museo Nazionale di Reggio Calabria su dei camioncini, dove erano montate le lettighe in legno, furono adagiate su materassini per evitare danni durante il percorso».

Quando comprese la grandezza della scoperta?
«Qualche giorno prima avevo fatto delle altre scoperte ma l’eccezionalità della cosa in sé direi immediatamente perché statue di quella fattezza non erano state mai trovate».

Quando ha visto le due statue in posizione verticale?
«Fu al Quirinale, nell’esposizione di Roma del 1981, voluta dal presidente della Repubblica dell’epoca Sandro Pertini».

Le hanno tributato riconoscimenti in questi anni?
«Si tantissimi, da tante parti del mondo. In Calabria nel 2007 ho ricevuto il Premio Anthurium per meriti archeologici. Ma, soprattutto, il riconoscimento più importante stato in trent’anni portare avanti i progetti di ricerca archeologica subacquea con la direttrice Maria Teresa Iannelli e fare ritrovamenti importanti che danno lustro al territorio calabrese».

I bronzi, dopo la permanenza in acqua, lei che è un chimico me lo può confermare, non sono in ottime condizioni. Tra desideri di clonazione, tentativi di “scippo” da parte di altre città e vicissitudini di vario genere, ritiene che siano stati giustamente valorizzati?
«A Roma hanno clonato la statua di “Marco Aurelio”, senza contare che si capisce che ci si trova davanti ad un’imitazione e che quella vera sta a soli a cento metri. Per il resto, a mio avviso, i Bronzi stanno bene dove stanno, ossia a Reggio Calabria. Come diceva giustamente lei hanno notevoli problemi per il prolungato soggiorno in acqua e lo stato delle terre di fusione all’interno, le ipotesi di corrosione. Penso che con la riapertura del museo Nazionale della Magna Graecia, dopo la ristrutturazione, saranno opportunamente sistemati».

Figlio bello audace, bronzo di Versace” (Da “Ottocento” Fabrizio De Andrè)

Gabriella Lax

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Cento alberi d’autore in beneficienza

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«Donare un albero diventa un simbolo di quanto sia importante sentirsi responsabili anche della vita degli altri». Parola di Franca Sozzani, madrina d’eccezione, insieme a Sofia Loren, della diciannovesima edizione della manifestazione “Il Natale dei 100 alberi d’autore”, svoltasi qualche giorno fa a Roma, nello spazio espositivo di via Borgognona 38B, gentilmente concesso dalla famiglia Fendi, organizzata da Edoardo Tasca e Simona Gabrielli, presentato dalla giornalista di “Moda” Cinzia Malvini, con Anna Laura Ribes e Tosca D’Aquino.

C’è l’albero preparato coi biscotti, quello decorato con la carta velina o con rosse e festose forme di scarpe, fino ad arrivare alle sedie animalier, agli orsetti, gli angeli d’argento ed i cappottini. Spazio alla fantasia per la mostra evento dell’Associazione presieduta da Sergio Valente, con l’obiettivo di contribuire fattivamente alla ricostruzione di beni artistici (restauro del Teatro Borgatti di Cento danneggiato dal sisma che ha colpito il territorio emiliano), a progetti di ricerca scientifica,sostenendo situazioni di indigenza (in particolare, spiega il patron, si è pensato alle popolazioni dell’Africa), grazie alla generosità e alla sensibilità dei grandi protagonisti della moda, del design, del cinema e dell’arte.

Hanno partecipato all’evento Missoni, Pierre Cardin, Fendi, Bulgari, Ferrari, Custo Barcelona, Luis Vuitton, Raffaella Curiel, Renè Caovilla,Tod’s, Hogan, Bagutta, Paladini, Emilio Pucci, Damiani, Max Mara, Fratelli Rossetti, Borsalino, Gucci, Tom Ford, Valentino, Gianfranco Ferrè, Versace, Alberta Ferretti, Mila Schon, Roberto Cavalli,Blumarine, Fausto Sarli, Etro, Paul Smith, Salvatore Ferragamo, Krizia, Agata Ruiz de la Prada, Ernesto Esposito, Alessandro Dell’Acqua, Antonio Marras, Ermanno Scervino, Costume National, Jimmy Choo, Calvin Klein, Elie Saab, Renato Balestra, Givenchy, Moschino.

Gabriella Lax

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Amy Winehouse, riaperte le indagini

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Un’anima senza pace in vita e destinata, evidentemente, a non riuscire a trovare riposo eterno nemmeno dopo la morte. Sono state le riaprire le indagini sulla morte della cantante inglese Amy Winehouse, deceduta il 23 luglio del 2011 nella sua casa di Cadmen Town a Londra, in circostanze non del tutto chiare. La morte, secondo il verdetto del coroner era stata “accidentale per avvelenamento da alcol”. Peccato però che Suzanne Greenway, medico legale a capo della prima inchiesta, a quanto pare non era in possesso dei requisiti per svolgere l’incarico, non avendo effettuato il periodo minimo di 5 anni di pratica forense nel Regno Unito, necessario per ricoprire l’incarico presso il tribunale londinese.

Dopo aver ascoltato diversi pareri legali, si è arrivati alla conclusione che, a causa della riscontrata inabilità del precedente medico legale a svolgere l’incarico che le era stato affidato, l’inchiesta riguardante la morte di Amy Winehouse non può considerarsi tecnicamente valida” recitano i documenti del caso. Così, tra qualche settimana, avrà luogo una nuova udienza presso il Tribunale del Coroner di St. Pancras, dove si era svolta già la prima. Solo poco tempo fa era stata venduta all’asta l’abitazione in cui Amy Winehouse era stata trovata morta. E con questa vendita sembrava, all’apparenza, essersi chiuso l’ultimo capitolo di una drammatica storia che aveva lasciato in lacrime milioni di fan della cantante, morta improvvisamente dopo una vita fatta di eccessi e sregolatezze. Non è stato così.

Il dato più sconcertante è che la salma della ventisettenne potrebbe essere riesumata, secondo la stampa anglosassone, poiché il referto di morte non sarebbe valido visto che il coroner non era ancora abilitato alla professione. E sulla vicenda ha espresso il suo sconcerto il padre di Amy, Micht Winehouse che ha dichiarato «È difficile pensare che non fossero stati messi in atto i dovuti controlli per accertare la competenza ad agire di chi ha ricevuto l’incarico. Siamo stati comunque rassicurati dal fatto che il dipartimento di medicina legale si è avvalso di professionisti altamente competenti, dunque non pensiamo che il precedente verdetto possa essere ribaltato. Certo è che rivivere tutto questo di nuovo non ci fa piacere: ci auguriamo che la questione venga chiusa nel minor tempo possibile».

Gabriella Lax

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Bar Refaeli, sexy “Babbo Natale”

c_2_articolo_1073276_listatakes_itemtake_0_immaginetakeIl primato di “Babbo Natale” più sexy va senza dubbio a Bar Refaeli. Ci avevano provato qualche giorno fa, le aspiranti miss Universo a Las Vegas a travestirsi da Santa Claus, col tanto di berretto rosso e pon pon, ma la super top model israeliana le ha certamente superate tutte. E l’occasione buona è stata rappresentata dallo spot, recentemente realizzato per la campagna pubblicitaria dell’intimo “Under Me”, in cui la Refaeli, imbacuccata da Babbo Natale, improvvisa un divertente strip tease per le strade di New York, lascia a bocca aperta gli spettatori rimanendo in slip. Con la camminata sexy e lo sguardo ammiccante, furbe inquadrature del suo lato “b”, il cortometraggio di circa un minuto ed ha fatto già il boom di contatti e di visite su Youtube.

Il rovescio della medaglia è che tutta la storia della pubblicità non è stata ben accolta nel paese d’origine dell’ex di Leonardo Di Caprio. Già qualche tempo fa avevano destato scandalo le dichiarazioni secondo le quali la Refaeli si mostrava orgogliosa di non aver prestato servizio militare (come si confà a uomini e donne in Israele).

Adesso è il “Jerusalem Post” a lasciare chiaramente intendere che i fan della modella non avrebbero gradito il travestimeno di Bar che fa riferimento alla religione cristiana e che quindi “tradisce Israele”. La critica che le viene mossa è sembra le interessi poco della sua Patria”. E ciò nonostante di recente, durante il riacutizzarsi del conflitto a Gaza, la Refaeli avesse twittato di «pregare per la sicurezza dei cittadini di entrambe le fazioni».

Gabriella Lax

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“Celebration”, make up 2013

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«Tutto, nei giorni di festa, deve essere in perfetta armonia, dall’abito alla pettinatura». Prende il nome di “Celebration” il make up pensato appositamente per celebrare degnamente le feste di Natale ed un radioso 2013. Ad illustrarlo è Filippo Raffa, make up artist delle profumerie Squillace, sul corso Garibaldi di Reggio Calabria.

Dall’idratazione all’acconciatura, seguiamo, passo dopo passo, i consigli dell’esperto.
«Lo step numero uno per la riuscita di un buon make up è naturalmente la preparazione del viso che consente al trucco di mantenersi ottimamente e più a lungo. Il viso deve essere perfettamente deterso in maniera efficace a seconda del tipo di pelle che si andrà a trattare. Dopo la maschera, serve applicare un prodotto idratante, meglio se ad effetto tensore come Eclat tenseur della Sisley, che leviga al massimo la pelle». E, a questo punto, si passa a stendere il fondotinta. «Soleil Tan illuminante di Chanel presenta gocce di emulsione dorata che impreziosiscono il colore». Di seguito «Va stesa la cipria, applicata con un piumino, con particolare attenzione alla zona “T”, mento, naso e fronte». E, per il passo successivo, «il phard con leggera perlatura dorata come Star Dust di Chanel numero 73, che ridà luminosità al viso».

«Il make up delle feste punta assolutamente sullo sguardo, quindi bisognerà giocare con ombretti dai forti contrasti. La linea Dior propone Gran Bal, proprio per le feste. Andando nei particolari serve mascara nero in abbondanza e, soprattutto, è indispensabile il kajal di Givenchy sugli occhi per un effetto sensuale e raffinato. Sicuramente non passerete inosservate». E per regalare con l’ombretto un tocco magnetico «Oro e bronzo, metallizzate le nuances per l’ombretto Happy Holidays di Lancôme».
«Sulle labbra dove aver passato ancora una volta Eclat tenseur della Sisley, disegnate il bordo con una matita e procedete ad accendere il colore con tonalità vibranti e naturalmente color metallo per accendere le feste».

E per unghie perfette «Dopo un’accurata manicure potete sbizzarrirvi coi colori più brillanti per le feste. Consiglio Gran Bal di Dior, (a forma di palla dell’albero di Natale nds), smalto ad altissima tenuta ispirato alle grandi dive di Hollywood». E il must naturalmente «sarà il rosso Marilyn». Ma si possono scegliere anche altre tonalità tra le quali il rosso e lo splendido nero coi riflessi color oro.
A completare il tutto ci penserà la pettinatura. «lo chignon è sempre elegante, semplice e di gran moda e, scoprendo il viso, serve a catalizzare l’attenzione sul trucco, in particolar modo sullo sguardo». Per chi può sfoggiare una lunga chioma di capelli lunghi invece «andrà benissimo un’acconciatura semplice con i capelli morbidi sulle spalle».

Gabriella Lax

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Valentino ed il look per le feste

ValentinoLe abbiamo aspettate anche solo per sfoderare quelle pump rosse che aspettavano con pazienza. Arrivano le scintillanti feste natalizie, un’occasione per esibire, anche nel look quotidiano, la gioia che dovrebbe illuminare gli animi.

«Semplicità con gusto». E’ questo l’input assoluto per il mood delle prossime feste che ci regala Tonino Serranò, responsabile di Valentino, in corso Garibaldi a Reggio Calabria.
«Cominciamo dal colore per il look festivo che, nella boutique di Valentino non può che essere, immancabilmente, il rosso». E per chi non vuole abbandonarsi al rouge di Valentino? Niente paura, nella moda, come nella vita, c’è sempre una seconda chance.
«L’ottima alternativa sarà in bianco e nero, idea assolutamente chic, e che vale sia per il giorno che per la sera. Ovviamente variando gli accessori: una collana o un colletto di pelliccia. Per la sera, in particolare, si possono abbinare dei guanti alti».
Per le più giovani scelte in libertà. «Si può tranquillamente optare per il nero, quindi per un look basic, in tessuti come il velluto, la crêpe di seta. L’importante sarà rispettare i volumi che devono essere morbidi, mai aderenti, proprio per dare quella giusta essenza di romanticismo». E, l’idea del romanticismo, passa soprattutto dagli accessori. «Si possono scegliere, per esempio, per colletti ricamati o ancora fiocchi o cerchietti per i capelli».
Tornando allo stile per la donna più “agèe”.«Lasciamo i mini abiti alle più giovani e optiamo per un abito longuette, sempre molto femminile. La seconda scelta può essere la sempre attuale salopette». E per un Natale dal sapore più austero rispetto agli anni precedenti «Anche per la donna il tubino nero in velluto o in crêpes di seta è sempre molto chic e, soprattutto, si può riciclare per altre occasioni. Da indossare rigorosamente con calze velate. Anche in questo caso gli accessori determinanti possono essere guanti alti, orecchini importanti e, ai piedi, tronchetti che danno quel tocco rock. Da accompagnare ad una clutch o ad una pochette». E per scatenarsi l’ultimo giorno dell’anno invece «Bisogna sempre ricordare che l’originalità è semplicità che, unita ad un dettaglio (un accessorio o un gioiello), rende l’abito chic». Parola di stylist.

Gabriella Lax

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