Faletti: «La musica collante dell’anima»


Tutti mi dicon che son matto, matto, matto, matto, ma non è mica vero!”. Giorgio Faletti, dopo aver lavorato al Derby di Milano, negli anni Ottanta sbarcava col carrozzone del “Drive In” nella televisione nazionale. Lo “scemo del villaggio” prima, il personaggio di “Vito Catozzo” (vi ricordate? …“Porco il mondo cano che c’ho sotto i piedi!”) poi, sempre nel riuscitissimo contenitore serale della domenica.Ma la vera essenziale vocazione per lui è la musica. E lo rivela la canzone che porta al Festival di Sanremo “Signor tenente” (il cui intercalare “minchia” non risulterà volgare ma, piuttosto, indimenticabile), scritta nel parcheggio di un autogrill. E ancora la musica che torna in canzoni che scrive per artisti quali Mina, Milva, Marco Masini, Angelo Branduardi. E la trasformazione è in corso. Del vecchio comico, cabarettista rimane poco. Con “Io uccido”, scopriamo un Faletti (premiato dalla critica e dal pubblico) scrittore di thriller mozzafiato, dalla trama imprevedibile e sofisticata. Personalmente lo adoro. Il suo penultimo libro “Appunti di un venditore di donne” l’ho apprezzato particolarmente.

E non hanno base fondata le leggende metropolitane che lo vorrebbero con alle spalle un reale autore (fantasma della sue opere) come si potrebbe evincere dall’utilizzo di alcune espressioni che risulterebbero modi di dire in italiano sconosciuti, ma ben presenti nel linguaggio americano. E, come se non bastasse l’essere un creatore di best seller, adesso Giorgio Faletti, artista, pittore, torna al suo vecchio amore: la musica, con un cofanetto dal titolo “Da quando ad ora” che contiene due cd e una sua autobiografia, pubblicato da “Einaudi stile Libero”.

Nella prima delle due sezioni, “Quando”, Faletti si misura coi ricordi dell’infanzia e con divertenti aneddoti familiari. Dalle raccomandazioni della nonna alla concezione della prima canzone, arrivando fino alla stesura dei suoi libri di successo. In “Ora”, col capitolo sintomatico “Sott’acqua”, ripercorre i giorni dell’ictus («Essermi ripreso da un ictus mi ha insegnato che non bisogna rimandare mai nulla») ed infine Faletti porta per mano il lettore nella descrizione dei testi delle canzoni dei cd, dodici inediti, ed otto canzoni riarrangiate.

Gabriella Lax

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