Archivio | novembre 11, 2012

Celentano e l’arte del “molleggiare”


A più di un mese dal premiato evento televisivo “Rock economy”, Adriano Celentano continua a far parlare di sé, addirittura in America dove è “Prisencolinensinainciusol-mania”. Dopo quarant’anni dalla prima uscita torna il pluripremiato disco. Ed il là di partenza è stata l’intervista in diretta, a sorpresa su National Public Radio Americana, nel celebre programma di Brent Baughman “All things considered”. Tocca al molleggiato disquisire sulla nascita della canzone e confessare di essere sempre stato influenzato dalla musica americana (non a caso l’America è stata la culla del rock) e dallo slang a stelle e strisce. Fu questa la molla che, tanto tempo fa, lo spinse a scrivere il brano improntato sul tema dell’incomunicabilità. Titoloni per il celebre cantautore come “L’America scopre il Molleggiato” apparso su “Liberal”, qualche giorno fa. Ed anche oltreoceano si festeggia un artista controcorrente che rifiuta etichette, mode e conformismo.

Tornando all’evento televisivo “Rock Economy”, in sintesi un ritorno al Celentano “cantante”, come non lo si vedeva da ormai diciotto anni, ad allora risale l’ultimo concerto dal vivo, considerate le ultime performance da show man televisivo da far impallidire anche il più abile della oratori. Ma questa volta Celentano ha scelto di cantare, ha accantonato le litanie anarchiche e oltransiste, il perorare cause perse. Anzi nel momento in cui, tra una canzone e l’altra, ha cercato di andare oltre, ci ha pensato il pubblico, fedele, a zittirlo. Evidentemente piace di più quando canta. E lui non trascisce regalando emozioni in musica con “Il ragazzo della via Gluck”, “Cumbia” di Jovanotti, “Si è spento il sole” ed altri omaggi a Fossati ed a Mogol.
Ed i venti minuti di parole? Non son toccate a lui, ma ai giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, oltre che all’economista Jean Paul Fitoussi, Celentano è stato solo un attento interlocutore.

Il primo ricordo che ho del super “mollegiato” è la canzone per lui scritta da Toto Cutugno. Quel modo estremamente malinconico di raccontare “E intanto il tempo se ne va”, di cui coglievo le parole senza comprenderne il senso. E poi quella parola: “molleggiato” mi convinceva che stesse facendo la “reclame” (all’epoca la chiamavo così) per una marca di materassi.
Dopo tutti questi anni Celentano ha mostrato ancora di saper ben “molleggiare”.

Gabriella Lax