Archivio | novembre 10, 2012

Hat, inesorabilmente hat

A calotte, calato sulle ventitré, new bohèmien, fedora di feltro. Tanto di chapeau al cappello! Ed è il caso di sottolinearlo se, sopra a soprabiti a cappa o all’immancabile plateau, riaffiora un accessorio certamente più economico di qualsiasi it –bag, considerato il periodo di crisi. Un ritorno indietro nel tempo per la moda che prevede ad ogni testa il suo bel cappello.

Addirittura c’è chi come “Borsalino” ha ripensato l’irrinunciabile cappello di feltro, ritagliabile a seconda delle necessità. Fino agli anni Cinquanta il cappello, insieme ai guanti, faceva parte del dress code quotidiano. Negli anni Sessanta, invece, i cappelli sono stati relegati da necessità a semplici (e opzionali) accessori, se non addirittura riservati alle cerimonie.
Che vi piacciano o meno, una cosa è certa: le recenti passerelle certamente hanno sancito inesorabile il ritorno del cappello, quindi non resta che rasserenarsi e trovare, a seconda di grandezza e forma del viso, il modello che più si adatta a ciascuno.
Al giorno d’oggi va di moda la sperimentazione, non riservata a forme stravanti e colori inusuali, piuttosto ai materiali utilizzati. Esistono piccoli berretti che possono essere stropicciati e parcheggiati in borsetta, altri cappelli che possono restare benissimo sotto il casco ed altri ancora in tessuto pvc, magari a falda larga, che funzionano da veri anti pioggia.

Non saremo tutte novelle duchesse di Cambridge come Kate che ad ogni cappello che sfoggia da il via ad una nuova tendenza di stile, ma comunque vale la pena provare! E’ vero poi che ci sono donne che sembrano nate per portare i cappelli, ma certamente un consiglio lo possiamo dare: sceglietelo prima di andare dal parrucchiere. Se dovesse starvi bene da spettinate, sicuramente vi donerà da morire quando sarete in ordine.

Gabriella Lax