L’Antonacci “liberato”

Antonacci a piazza Del Popolo (Reggio Calabria)

“Liberatemi”. E Biagio Antonacci sul palco dell’Arena di Verona aveva irretito tutte ed era bastato solo uno sguardo; compresa una giovane Federica Panicucci, dai “biondi capelli dorati” e lunghi che, a stento, riusciva a tenere stretto il suo entusiasmo nel consegnargli il premio di “Cantante rivelazione”. Erano i primi anni Novanta. Antonacci cantava e, soprattutto, scriveva canzoni per tanti artiste ed artiste italiane ma, fino a quel momento, il successo era un sogno proibito, chiuso in un cassetto e non prendeva forma. Aveva i capelli lunghi lunghi e la barba incolta, e somigliava al mio amore, selvaggio e romantico, in quel periodo.

Ve lo ricordate? “Se io, se lei – adesso dove sei…?”. E quanti pianti mi farò fatta ascoltando quella musica struggente e disarmante di un amore ormai finito. Lo preferisco adesso, anni ed anni dopo, rasato mentre imbraccia la chitarra semiacustica e grida al mondo “Non vivo più senza te”. Anche se è poco credibile. Ha la faccia del farfallone lui, ma sa veramente come ci si comporta su un palco. Lontano dagli eccessi fuori luogo, affascinante come il più generoso dei nobiluomini. Il suo canto pizzica, con la pizzica, le corde vocali ed esprime passione e sensualità, ma con quel tocco di romanticismo che non fa dimenticare l’amor cortese. Ovvio che le donne non capiscono più nulla. Senza distinzioni d’età, dalle ragazzine alle signore più mature.

Ma noi, che riusciamo a mantenere quel briciolo di distacco che non guasta, possiamo comunque complimentarci con questo cinquantenne che, qualche sera fa, ha fatto ballare, divertire, cantare a squarciagola più di tredicimila persone in una piazza. «Erano anni che cercavo di ritornare a Reggio Calabria – confessa stando in bilico sulla lunga pedana che lo porta nel cuore del pubblico – questa terra ha questa forza, il nostro clima qui al Sud permette, anche in un tour invernale come questo, di fare uno spettacolo all’aperto. E l’amore ha questa forza. Mi rimarrete negli occhi come un grande regalo. Stasera dovete tornare a casa senza voce. Innamorati».

Trova spazio anche per le critiche alla situazione attuale di sfacelo economico «Il guaio dei politici è che non si interessano alle famiglie italiane, le lasciano abbandonate a se stesse, nelle difficoltà».Ma al centro dell’universo del cantautore c’è soprattutto la donna, con le sue mille sfaccettature. Da “Iris”, ad “Alessandra” ed “Angela”, passando per le descrizioni di protagoniste che non hanno nome, come in “Sognami”, ma che restano ritratti vivi e presenti agli occhi degli ascoltatori.

Gabriella Lax

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