Bon ton a tavola con Barbara Ronchi Della Rocca


Vi confesso che l’ho scannerizzata da testa a piedi prima di stare ad ascoltarla. Perché ad una guru del galateo come lei non è concesso di avere nemmeno una ciocca di capelli fuori posto. In camicia chiara e pantalone mauve, con un girocollo a forma di libellula Barbara Ronchi Della Rocca ha superato a pieni voti il mio esame. Era credibile e potevo stare ad ascoltarla. Ho diviso la tavola con lei per circa un’ora per una lezione di bon ton “culinario” e devo dire che sono tornata a casa soddisfatta. Certamente non avrò più dubbi su come va apparecchiata la tavola, soprattutto quella per le occasioni molto speciali.

Qualche piccolo ma essenziale comandamento posso dividerlo con voi. Potete starne certi: il tovagliolo va sulla sinistra del piatto, insieme alle forchette, nell’ordine delle portate in cui si utilizzano, dall’esterno verso l’interno. E per memorizzare il tutto riportate alla mente la scena di “Pretty Woman”. Alla destra del piatto andranno i coltelli e, se utilizzato per le pietanze che dovrete servire, il cucchiaio.

La frutta, secondo la signora Della Rocca, non è indispensabile a tavola. Piuttosto quello che, se si invitano degli ospiti, non deve mai mancare è il dolce e quando parliamo di dolce non si tratta certamente di crostate o torte. Quelle vanno riservate al momento della colazione o del tè.
Capitolo bicchieri: quello dell’acqua va a destra, proprio sopra alla punta del coltello e sarà una stoviglia che resterà per tutta la durata del pasto. Accanto, in ordine, il bicchiere del vino rosso e quello del bianco. Il bicchiere flut andrà davanti agli altri bicchieri, quindi più vicino al commensale, perché servirà solo per un assaggino ad inizio pasto.

La lezione è andata avanti per circa un’ora ma vi assicuro che sono uscita da li come una donna diversa con qualche certezza in più. A dimostrazione del fatto che, come professa la signora Ronchi Della Rocca, che non è nobile di sangue blu, ma principessa di buone maniere certamente, leggere libri di Galateo dei secoli passati serve perché “la storia non si fa solamente sui campi di battaglia, ma anche e soprattutto a tavola, in salotto, in cucina e in camera da letto…”.

Gabriella Lax

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