Archivio | ottobre 18, 2012

Moda, dal vangelo secondo Carla Gozzi


L’avevamo conosciuta in “Ma come ti vesti”. Ma, diciamoci la verità, in quel reality la sua figura passava in secondo piano, adombrata dall’estro scenico (più che creativo) del suo partner Enzo Miccio, pronto a correggere gli errori fatali nel look delle creature più disparate.
Da qualche tempo però, Carla Gozzi, stylist ed esperta d’immagine (che nella sua carriera è stata assistente di stilisti del calibro di Thierry Mugler, Christian Lacroix, Calvin Klein, Mila Schön, Gabriele Colangelo, Yohji Yamamoto ed Ermanno Scervino), ha uno spazio tutto suo su Real Time con “Guardaroba perfetto”. Trasmissione così riuscita, nella quale la Gozzi rivoluziona armadi e personalità delle donne italiane che, dalla serie tv è stato tratto l’omonimo libro.
E io, da perfetta vittima del business, non potevo non acquistarlo immediatamente. E, con cognizione di causa, posso commentare senza paura “lodi, lodi e ancora lodi” a Carla. Indipendentemente dal vostro grado di soggezione alla moda il libro è come il guardaroba che professa la Gozzi: perfettamente organizzato, splendidamente “disegnato” e, soprattutto, svolge due fondamentali funzioni: in primis, insegnare a mettere ordine nell’armadio che, in alcuni casi, è un concetto quasi utopistico ma fondamentale per evitare sprechi di tempo (soprattutto al mattino quando davanti allo specchio, tutti i giorni, per tutto l’anno, ci domandiamo “che mi metto?”).
In secondo luogo, perfettamente in linea con i tempi di magra che corrono, gli importanti comandamenti consentono di muoversi e di vestirsi con i capi e gli accessori che abbiamo già a disposizione nel guardaroba (benché fuoriposto), trovando per tutti o quasi, gli abbinamenti ultra rapidi e naturalmente “stilosissimi”. Dunque rinnovamento a costo zero.
Nel testo, sintetico e di facile lettura, Carla Gozzi procede per gradi: primi identifica e separa i capi d’abbigliamento, di seguito li suddivide a seconda delle “occasioni d’uso”, dunque i momenti che scandiscono la giornata (ad esempio: lavoro, tempo libero) ed infine crea i suoi outfit adatti a ciascuna di queste occasioni.
A noi miseri mortali, che non abbiamo la magica macchina da cucire di Enza, muta, preparatissima e fedele assistente di Carla Gozzi nei suoi viaggi “catechizzanti” le fashion victim in tutta Italia, non resta che gettare nei contenitori degli abiti usati tutti quei vestiti che, lontani dall’essere riadattati come vintage, siamo sicuri che non metteremo mai più.

Gabriella Lax