Secondo lo stile Crea

La leggerezza dei tessuti è la parola d’ordine. Gli abiti sono soffi d’ali che si accendono, a tratti, di colore, altre volte, invece, si lasciano distrarre da piccoli pois. Nella settimana della moda della “Milano da vivere” finalmente posso toccare con mano gli abiti di Alessia Crea, stilista calabrese che espone nella sala Donizzelli di palazzo Giureconsulti. “Bed sheep rope. Escape. Basta rientrare prima che faccia giorno” il tema degli abiti. Le quattro modelle sono li, davanti a me, passeggiano lasciandosi fotografare e mostrando le creazioni dell’ultima collezione per la primavera/estate 2013.Visto che si tratta di un rinfresco, arrivo proprio nel momento in cui le bellissime indossatrici decidono di fare uno spuntino.

Delle creazioni di Alessia mi aveva sempre colpito la sobrietà, mai nulla banale. Quello che ho visto è una conferma ulteriore del talento, premiato più volte dalla camera nazionale della Moda di Milano. E la stilista racconta cosa l’ha ispirata in questa collezione. «E’ la storia di una fuga nella notte per raggiungere un party proibito e di come scappare riesca a rendere tutto più interessante». Dunque si parte dal’idea base «di un abito «inventato per l’occasione, trasformando realmente un abito classico e molto rigoroso, in un abito da sera femminile e personale».

Il punto di partenza individuato dalla stilista è un abito che sembra provenire dal mondo collegiale «Divise e camicie da notte che, attraverso interventi eseguiti quasi sul capo indossato, divengono per incanto abiti da sera». Via le maniche, la blusa in qualche caso, scompare del tutto, la biancheria colorata viene usata e mostrata come accessorio. Gli abiti sono fortemente sensuali poiché animati da ampi spacchi e profonde scollature che donano sensualità alle lunghezze.

Si arriva a completare il look finale tramite un lavoro di “sottrazione”. Le tinte classiche ed istituzionali, quali il bianco ed il blu, vengono accostate a note più accese, colorando biancheria esposta in questo processo di esaltazione della femminilità. «I tessuti naturali, come la seta, nelle sue forme più pure, dal crepe de cine, al cadì, ai microprints a jacquard offrono una innovativa reinterpretazione del classico».

Gabriella Lax

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