Archivio | settembre 28, 2012

Teocoli, one man show


«Mio padre era di Reggio Calabria era arruolato in marina, ha conosciuto mia madre che apparteneva ad una famiglia di giostrai del Lazio e io, per caso, sono nato a Taranto ma, in realtà, fino a18 anni ho vissuto parte della mia vita a Reggio».Quella Con Teo Teocoli è stata una delle interviste in cui davvero ho faticato a rimanere seria perché con lui si può soltanto ridere. E di gusto.
«Tutte le estati ero li a Reggio, vivevo nel mio quartiere di rione Marconi andavo a trovare i miei nonni, gli zii e andavamo al mare, per la precisione nella spiaggia di Calamizzi che non so se c’è ancora. Stavamo li a goderci il sole, prima dell’avvento del lido comunale, quello è arrivato dopo. Tempi in cui si viveva senza pensieri».
Arriva a Milano in giovinezza Teocoli e, talentuoso, comincia a cantare in un gruppo «A quei tempi c’erano i Camaleonti eravamo tutti emuli dei Beatles e la musica dunque si era evoluta c’erano le canzoni degli innamorati rispetto al genere classico, una mutazione che consentiva a chiunque fosse intonato di provarci».

Ma la musica doveva assorbire a tempo pieni «Io invece ero preso da troppe cose e i miei carissimi colleghi che oggi hanno fatto successo la Pfm (Premiata Forneria Marconi) mi chiedevano di essere serio alle prove, “La musica va fatta seriamente” ma evidentemente ero distratto proprio nel 1962 l’amico Enzo Jannacci mi fece capire che era meglio svoltare e così intrapresi la via del cabaret». I ricordi si perdono nelle serate milanesi, nelle cene dopo gli spettacoli «che finivano tardissimo e mi consentivano di fare la vita che volevo, dormire tutto il giorno».

L’abitudine a non muoversi da Milano porta il comico ad avere successo a cinquant’anni con le trasmissioni Mediaset “Emilio”, “Mai dire gol” e soprattutto “Scherzi a parte”. «A quel punto pensavo che la mia carriera fosse livellata, di non poter andare più su e invece il grande Garinei mi pregò di raggiungerlo a Roma per un mese di spettacoli in teatro. Da allora ogni anno giro il Paese e porto avanti settanta ottanta spettacoli minimo».

One man show, Teocoli caratterizza personaggi, Peo Pericoli, Cesare Maldini, Moratti, ma soprattutto è solo, con il suo talento davanti al suo pubblico.«Le imitazioni se non le faccio mi vengono richieste con calore. Nello show non ho un copione, sono solo io li davanti, con tutto il mio mestiere. Racconto della mia vita». Ripensa agli inizi della carriera, come cantante Teocoli e dà una succulenta anticipazione.

«Battisti da Mogol l’ho portato io. Certo quel giorno il paroliere non c’era. Tuttavia, circa un mese dopo, entrai nel suo ufficio e, seduto sul divanetto, c’era ancora Battisti che mi sospirò “Speriamo che oggi mi riceve”». E sono tanti i personaggi che ha conosciuto l’imitatore, arrivato all’apice del successo a cinquant’anni.
«Un giorno mentre giocavamo a dadi, Brigitte Bardot mi disse “Tu es sfigato” perché i tuoi amici si divertono e tu invece?”. Realmente lei, bella, altera, tutta vestita di nero e con la chioma bionda non sapeva che flirtavo con la sua segretaria».

Gabriella Lax