Archivio | settembre 10, 2012

Amici di penna addio!


Rovistando tra vecchie riviste, in un baule riposto, mi è capitato tra le mani un foglietto. Scolorito e ormai quasi illeggibile celava un indirizzo. Solo allora ho ricordato. Era l’indirizzo di una mia vecchia amica di penna a cui scrivevo negli anni dell’adolescenza. Tutto era iniziato con un annuncio su un giornalino. Lei, da Santa Margherita Ligure, cercava un’amica di penna. L’aveva trovata. Gioie e dolori, incontri e disavventure, la scuola e la famiglia: tutto era racchiuso nelle tante e fitte righe che componevano pagine di lettere che raccontavano la nostra vita. Quelle parole stampate sul foglio bianco dalla biro, volavano lontano e, a volte, ci mettevano intere settimane per arrivare a destinazione. Altre settimane poi erano necessarie per aspettare la risposta. Mentre passavano i giorni cresceva l’attesa per le ultime notizie.
Scrivere ad una persona lontana era un rituale, rimosso, disgregato adesso dalla moderna tecnologia. Un rituale fatto di piccoli, canonici gesti. Intanto bisognava avere la carta da lettere che mutava, naturalmente, a seconda del destinatario. Per le amiche la migliore era quella con gli animaletti o meglio con le fantasie floreali, delicata e profumata al tempo stesso, raffinata nel caso della carta di riso, e che faceva anche un certo effetto. La carta su cui raccogliere i pensieri, naturalmente, doveva essere coordinata alla busta, che altresì lasciava intravede da qualche parte un frammento della succitata fantasia.
Attimi e odori di cui oggi si è persa completamente la magia. Mi sono fermata a pensare a quanto fosse bello avere qualcuno con cui scambiarsi delle lettere ora che abbiamo scordato completamente gli amici di penna. Ho ripensato con malinconia a quanto trepidante fosse l’attesa, anche da quando si vedeva il bianco della busta nella buca delle lettere, fino a trovare il tagliacarte (ma spariva come per magia tutte le volte in cui serviva con impellenza) per aprirla e scoprire i colori e gli odori, accanto al burocratico timbro postale. Ora c’è internet, la posta elettronica, il collegamento istantaneo.
Con un semplice clic si può arrivare ovunque. Riscrivere alla “vecchia maniera”, potrebbe essere un’abitudine da non perdere, un modo di comunicare speciale…soprattutto incoraggiati dal fatto che, con la posta celere, le lettere ci mettono pochissimi giorni per arrivare.

Gabriella Lax