Chiesa e la crisi del cinema italiano

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E’ stato nella giuria dei lavori del Pentidattilo Film Fest 2012 (insieme a Wilma Labate e Nasser Zamiri) Guido Chiesa, regista conosciuto per lavori quali “Il partigiano Jhonny”, che ha vinto il premio della giuria al Festivall di Stoccarda e “Lavorare con lentezza”, insignito del premio Marcello Mastroianni. “Io sono con te” è l’ultimo lavoro del regista, incentrato sulla figura di Maria di Nazareth, presentato in concorso al Festival Internazionale del film di Roma.

Il cinema italiano come risente della crisi?

“Il primo sintomo, quello a mio avviso irreversibile, è il calo vertiginoso delle vendite dei biglietti. A questo aggiungiamo la crisi specifica del cinema italiano e i fondi a disposizione che sono molti di meno ed indirizzati al genere commedia comica. Direi che il calo dei biglietti è il fattore determinante perché finita la crisi il denaro tornerà a circolare ma quello che personalmente ritengo di dover accettare è che è cambiato il modo di fruire dei film, soprattutto per i giovani. Un po’ come è accaduto al calcio. Oggi è diverso rispetto a quarant’anni fa. Oggi il cinema si può vedere in dvd, si può scaricare da internet”.

E la cura quale potrebbe essere?

“Io non sono un nostalgico, né un pessimista, personalmente mi rendo conto del cambiamento e lo accetto. Sarò più prudente, il budget sarà certamente inferiore, si dovranno trovare alternative”.

Idee a breve scadenza?

“Da realizzare tante …ma non ancora così vicine”.

Cosa si sente di dire ai giovani che sognano di essere registi?

“Fino a vent’anni fa, all’avvento del digitale, i costi per fare un film erano elevati. I giovani avevano due modi di esprimersi: la poesia o la canzone. E chissà quante canzoni e poesia e sono rimaste chiuse in un cassetto o mai ascoltate da nessuno. Adesso chiunque con una telecamera può girare e montare a casa con un programma il lavoro. Ma attenzione, questo non significa essere registi. Il mestiere di regista è un’altra cosa e necessità di due fattori fondamentali: il collettivo perché il lavoro non è personale, dietro ad un film ci sono una serie di persone e poi, altro fattore da cui non prescinde, sono i soldi. Quindi devono stare attenti alle facili illusioni di gloria ed alle promesse di facili profitti”.

Gabriella Lax

One thought on “Chiesa e la crisi del cinema italiano

  1. Di Giulio Chiesa ho visto: “Lavorare con lentezza” che parla tra l’altro di una radio realmente esistita “Radio Alice” nata a Bologna negli anni Settanta, tra le prime radio private italiane, con il proposito nobile di dare voce a chi non ha voce ma che come spesso accade in situazioni simili fu annientata.

    Vedremo se il suo ultimo lavoro sarà all’altezza dei precedenti.

    Un saluto all’autrice del bellissimo blog.

    Winter

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