Make up, mi costi, ma quanto mi costi?

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Clio, mia cara miss Clio Zammatteo, alias Clio Make Up…mi costi, ma quanto mi costi? Pennelli, ombretti in crema, in polvere, fissatore per il fondotinta, primer per gli occhi, mascara, fard, spugnette, matita labbra, matita occhi, pettine per sopracciglia. E vogliamo continuare? Ma  com’era il mondo del maquillage prima di te, mia cara Clio?

Cerco di fare rapidamente ordine nel mio carrello di ricordi. Da bambina, come tutte, aspettavo l’uscita della mamma per avvicinarmi furtivamente al cassetto dei trucchi: matitoni blu, ombretto verde perlato. La mia faccia diventava una novella tavolozza dove disegnare archi e riempirli di colore, dipingere di  rosso le labbra, come nel migliore dei film, allungare gli occhi col nero e riprodurne la forma, prima di occultare tutto lavando la faccia col sapone, occhi compresi (e che per questo poi bruciavano da morire) con l’effetto ultimo di venirne fuori orrendamente sbavata tipo Robert Smith all’apice del successo coi Cure. E alla mamma bastava un semplice sguardo per capire che le ore di assenza erano state piuttosto movimentate per me in casa.

La voglia di trucco mi spinge a chiedere, a nove anni, un ultimo ma desideratissimo giocattolo: il beauty center di Barbie. Quanti di voi ricordano l’orribile strumento? Si trattava di una “testa mozzata” portatile, a grandezza naturale, che riproduceva le fattezze di Barbie, quindi rigorosamente bionda, con i capelli che si potevano allungare (per creare acconciature differenti) tramite una manopolina girevole. A disposizione delle bambine quindi c’era la faccia di cui sopra sulla quale, coi trucchi in dotazione, si poteva “infierire” a volontà. Rimase per me un oggetto oscuro di desiderio.

Da questo “trauma” infantile, credo, abbia preso forma, la mostruosa voluttà mostrata nei confronti del mondo del make up. Andare in estasi davanti ad una palette da centoventi colori non è cosa da tutte. E poi, infine, ci ha messo lo zampino Clio. La bionda bellunese ha diffuso il verbo ed ha contagiato, prima su Youtube e poi in televisonie, proprio tutte. Le profane sono diventate esperte ed ognuna, ogni donna intendo, deve provare a fare (e ad inventarsi) la “make up artist”. Perché non bastavano i pennellini che già correlano le piccole trousse, no! Sacrilegio! Ogni operazione che si fa sul viso, durante il make up, necessità di uno strumento opportuno, con tanto di acquisto indispensabile che nel trucco funziona come per le ciliegie: una tira l’altra, a discapito del portafogli!

Gabriella Lax

One thought on “Make up, mi costi, ma quanto mi costi?

  1. Eh già! Sacrilegio, sono d’accordo, d’accordissimo! Farsi alzare la pressione innanzi ad uno smalto di un colore che ti manca (scusa plausibile), ma che sai di avere già nella scatola dei 150 che hai precedentemente comprato, o davanti ad una tavolozza di ombretti di ogni colore e sfumatura. Non bastano mai, mai, mai, e dico mai….” e io pago” diceva il grande De Curtis. Voglia di Make up non lasciarmi maiiiii!!!!

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